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Discussione: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

  1. #1
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    Predefinito Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Davide Boni (Lega) indagato per corruzione
    I pm: tangenti per oltre un milione di euro
    Avviso di garanzia anche per il capo della segreteria Ghezzi
    L'inchiesta ipotizza che una parte dei soldi sia finita al Carroccio

    segue........
    http://milano.corriere.it/milano/not...61859057.shtml
    Ultima modifica di jotsecondo; 06-03-12 alle 21:01
    O si taglia o il caos

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  2. #2
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio
    Davide Boni (Lega) indagato per corruzione
    I pm: tangenti per oltre un milione di euro
    Avviso di garanzia anche per il capo della segreteria Ghezzi
    L'inchiesta ipotizza che una parte dei soldi sia finita al Carroccio

    segue........
    Davide Boni (Lega) indagato per corruzione I pm: tangenti per oltre un milione di euro - Milano
    Strano caso che sia in contemporanea con le proteste per l'arrivo di un riina in Padania :gratgrat: !?!!
    Ultima modifica di Freezer; 06-03-12 alle 21:11
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #3
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Il partito federalista con un unico conto. Nel 2010 entrate per 36,5 milioni - Il Sole 24 ORE

    Il partito federalista con un unico conto. Nel 2010 entrate per 36,5 milioni

    La contabilità della Lega è nel mirino della magistratura di Milano. Per la prima volta anche nel Carroccio si comincia a parlare di finanziamenti illeciti, di tangenti, di imprenditori pronti a pagare per avere un permesso ed essere favoriti. Uno scenario che ci riporta agli anni di Tangentopoli, quando la Lega nacque proprio per interpretare la "questione morale". Ma dopo 20 anni le inchieste colpiscono anche il Carroccio. E c'è chi è pronto a scommettere, in Lombardia, che l'inchiesta che vede Davide Boni come protagonista scatenerà una vera e propria bufera dentro il partito.

    Ecco come la Lega organizza la sua contabilità. Prima di tutto una contraddizione: al partito più federalista che c'è non interessano i proventi dei singoli territori. Le distinzioni regionali non esistono: la contabilità è un calderone unico, anche se poi tutti sanno che la Lombardia e il Veneto rappresentano il 70% delle entrate. Ai singoli territori viene tuttavia lasciata la libertà di gestirsi autonomamente l'organizzazione interna. Per le campagne elettorali, in caso di bisogno, le sedi possono chiedere aiuto ad un coordinamento nazionale.

    Vediamo i conti nel dettaglio. La Lega Nord consolida un bilancio federale. Nel consuntivo 2010 ci sono circa 8 milioni di utili, con 36,5 milioni di entrate complessive. Da dove arrivano? Sostanzialmente da 4 regioni: la Lombardia e il Veneto in primis, poi a seguire il Friuli e il Trentino.

    Le aree che si stanno affermando negli ultimi anni sono l'Emilia e la Romagna (territori rigorosamente staccati e autonomi per la Lega), e poi le più piccole Liguria, Marche e Umbria, con infine le new entry Sardegna e Abruzzo. Dove possibile ci sono sedi vere e proprie, mentre nei territori meno "remunerativi" la Lega utilizza per le riunioni di partito luoghi alternativi, locali dati in prestito da simpatizzanti o luoghi di incontro. In tutto le sedi sono mille.

    Dei 36,5 milioni di entrate, 22,5 milioni arrivano dai contributi elettorali, calcolati sui voti ottenuti alle elezioni regionali e europee. E, come per tutti i partiti italiani, si tratta della forma di finanziamento più significativa. Ufficialmente dai tesseramenti arrivano 1,25 milioni, a cui si aggiungono 9,3 milioni di altre donazioni da parte dei simpatizzanti (oltre alla quota di iscrizione annuale). Poi ci sono le società, sia Pmi che grandi gruppi, dicono dal quartier generale della Lega, che nel 2010 hanno donato 800mila euro. Inoltre, con le manifestazioni il Carroccio ha raccolto l'anno scorso 2,6 milioni. Il resto arriva dai parlamentari, politici regionali e cittadini e rappresentanti nelle società pubbliche. Qui il dato è assolutamente in controtendenza rispetto alle altre realtà politiche, dove tradizioni di questo tipo si stanno indebolendo. Gli eletti nelle fila della Lega danno al partito una quota tra il 17 e il 20% del loro emolumento. Il doppio, ad esempio, di quanto chiesto da Pd e Pdl.

    E non ci sono sconti: la regola vale per tutti, dai più ricchi a più poveri. Ci sono persino piccole realtà dove gli amministratori locali lasciano tutto il compenso al Carroccio. La fidelizzazione qui è ai massimi livelli. I finanziamenti del partito servono anche per tenere in piedi i media targati Carroccio, il quotidiano la Padania e Radio Padania, sostenuti finanziariamente perché ritenuti strategici per la comunicazione leghista. Spesso rappresentano addirittura una palestra per gli stessi politici, che, dopo anni passati nelle redazioni, sono poi pronti per le cariche di partito. Un metodo già utilizzato nell'Unità di un tempo, e che nel Carroccio sembra ancora funzionare.

    Piccola annotazione come dire? Campanilistica.
    Per la Lega il Piemonte deve essere considerato albanese.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 07-03-12 alle 01:24
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Questo attacco alla lega mi lascia interdetto.
    Cosa vogliono fare, sostituirla?
    Non lo so, non lo so.

  5. #5
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Il partito federalista con un unico conto. Nel 2010 entrate per 36,5 milioni - Il Sole 24 ORE

    Il partito federalista con un unico conto. Nel 2010 entrate per 36,5 milioni

    La contabilità della Lega è nel mirino della magistratura di Milano. Per la prima volta anche nel Carroccio si comincia a parlare di finanziamenti illeciti, di tangenti, di imprenditori pronti a pagare per avere un permesso ed essere favoriti. Uno scenario che ci riporta agli anni di Tangentopoli, quando la Lega nacque proprio per interpretare la "questione morale". Ma dopo 20 anni le inchieste colpiscono anche il Carroccio. E c'è chi è pronto a scommettere, in Lombardia, che l'inchiesta che vede Davide Boni come protagonista scatenerà una vera e propria bufera dentro il partito.

    Ecco come la Lega organizza la sua contabilità. Prima di tutto una contraddizione: al partito più federalista che c'è non interessano i proventi dei singoli territori. Le distinzioni regionali non esistono: la contabilità è un calderone unico, anche se poi tutti sanno che la Lombardia e il Veneto rappresentano il 70% delle entrate. Ai singoli territori viene tuttavia lasciata la libertà di gestirsi autonomamente l'organizzazione interna. Per le campagne elettorali, in caso di bisogno, le sedi possono chiedere aiuto ad un coordinamento nazionale.

    Vediamo i conti nel dettaglio. La Lega Nord consolida un bilancio federale. Nel consuntivo 2010 ci sono circa 8 milioni di utili, con 36,5 milioni di entrate complessive. Da dove arrivano? Sostanzialmente da 4 regioni: la Lombardia e il Veneto in primis, poi a seguire il Friuli e il Trentino.

    Le aree che si stanno affermando negli ultimi anni sono l'Emilia e la Romagna (territori rigorosamente staccati e autonomi per la Lega), e poi le più piccole Liguria, Marche e Umbria, con infine le new entry Sardegna e Abruzzo. Dove possibile ci sono sedi vere e proprie, mentre nei territori meno "remunerativi" la Lega utilizza per le riunioni di partito luoghi alternativi, locali dati in prestito da simpatizzanti o luoghi di incontro. In tutto le sedi sono mille.

    Dei 36,5 milioni di entrate, 22,5 milioni arrivano dai contributi elettorali, calcolati sui voti ottenuti alle elezioni regionali e europee. E, come per tutti i partiti italiani, si tratta della forma di finanziamento più significativa. Ufficialmente dai tesseramenti arrivano 1,25 milioni, a cui si aggiungono 9,3 milioni di altre donazioni da parte dei simpatizzanti (oltre alla quota di iscrizione annuale). Poi ci sono le società, sia Pmi che grandi gruppi, dicono dal quartier generale della Lega, che nel 2010 hanno donato 800mila euro. Inoltre, con le manifestazioni il Carroccio ha raccolto l'anno scorso 2,6 milioni. Il resto arriva dai parlamentari, politici regionali e cittadini e rappresentanti nelle società pubbliche. Qui il dato è assolutamente in controtendenza rispetto alle altre realtà politiche, dove tradizioni di questo tipo si stanno indebolendo. Gli eletti nelle fila della Lega danno al partito una quota tra il 17 e il 20% del loro emolumento. Il doppio, ad esempio, di quanto chiesto da Pd e Pdl.

    E non ci sono sconti: la regola vale per tutti, dai più ricchi a più poveri. Ci sono persino piccole realtà dove gli amministratori locali lasciano tutto il compenso al Carroccio. La fidelizzazione qui è ai massimi livelli. I finanziamenti del partito servono anche per tenere in piedi i media targati Carroccio, il quotidiano la Padania e Radio Padania, sostenuti finanziariamente perché ritenuti strategici per la comunicazione leghista. Spesso rappresentano addirittura una palestra per gli stessi politici, che, dopo anni passati nelle redazioni, sono poi pronti per le cariche di partito. Un metodo già utilizzato nell'Unità di un tempo, e che nel Carroccio sembra ancora funzionare.

    Piccola annotazione come dire? Campanilistica.
    Per la Lega il Piemonte deve essere considerato albanese.
    Se la Lega fosse veramente il partito/movimento identitario e indipendentista mi andrebbe bene TUTTO contro questo stato.

    Purtroppo è una setta familistica.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Citazione Originariamente Scritto da Scarpon Visualizza Messaggio
    Questo attacco alla lega mi lascia interdetto.
    Cosa vogliono fare, sostituirla?
    Non lo so, non lo so.
    E se volessero far fuori l'invalido a favore del sefardita?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #7
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    L'INCHIESTA

    Il caso Lega, affari sugli immobili
    «Le buste consegnate negli uffici regionali»

    Il ruolo dell'architetto mediatore. L'ipotesi di dazioni da un milione di euro

    MILANO - Tra verbali segretati e interrogatori zeppi di omissis , l'unica cosa che al momento si capisce è che sarà un processo di parole a dire se abbiano ragione il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e il pm Paolo Filippini a ritenere - come scrivono nel decreto di perquisizione - già «pieno il coinvolgimento degli indagati Davide Boni e Dario Ghezzi nella gestione degli affari illeciti e nella spartizione delle tangenti che Michele Ugliola e Gilberto Leuci hanno concordato con gli imprenditori, tra cui Francesco Monastero e Luigi Zunino, su alcune aree di Milano e di comuni limitrofi affinché gli amministratori locali, destinatari di parte degli illeciti profitti, favorissero con atti contrari ai doveri d'ufficio gli interessi immobiliari e commerciali degli imprenditori».

    Del resto, che cosa al momento regga l'idea di «accordi corruttivi la cui esecuzione si ritiene tuttora in essere, stante l'attualità della realizzazione dei progetti immobiliari nonché la prosecuzione dei contatti tra alcuni degli indagati», e che cosa fondi la convinzione che Boni e il suo capo della segreteria Dario Ghezzi addirittura abbiano «utilizzato gli uffici pubblici della Regione Lombardia come luogo di incontro per concludere gli accordi corruttivi e per la consegna dei soldi richiesti agli imprenditori» (allo stato stimati in circa 300.000 euro in contanti), lo si intuisce già dal tipo di indizi che la Procura ieri ha indicato come motivo delle perquisizioni affidate alla Guardia di Finanza milanese: tre interrogatori nel 2011 dell'architetto Ugliola (arrestato l'anno scorso per tangenti urbanistiche a Cassano d'Adda), incrociati con quelli del cognato Leuci, degli ex sindaco e ex assessore di Cassano, Edoardo Sala e Marco Paoletti, e indirettamente riscontrati per i pm da tre intercettazioni di Paoletti e due dell'imprenditore veneto Monastero.
    Proprio qui sta una particolarità che si riesce a scorgere già dalle perquisizioni di ieri. Infatti, accanto alle deposizioni di Ugliola-Leuci-Paoletti-Sala, rilevanza è attribuita ad alcune intercettazioni curiose, forse quasi quanto il contenuto ancora non noto, per la loro data: una dell'allora leghista consigliere provinciale Marco Paoletti l'1 ottobre 2010, all'indomani del suo interrogatorio del 30 settembre, e due il 21 ottobre, stesso giorno dell'altro suo interrogatorio.
    Tutta l'inchiesta sconta peraltro una zavorra di fondo, e cioè il fatto di essersi dovuta svolgere forzatamente sotto gli occhi dei potenziali indagati. Già l'estate scorsa, infatti, il tam tam della politica regionale accreditava che Ugliola - arrestato nella primavera 2011 per una tangente urbanistica di 500.000 euro nel Comune di Cassano d'Adda insieme all'ex sindaco Edoardo Sala - stesse orientandosi a focalizzare, con le proprie dichiarazioni coperte allora come oggi da segretazione, il ruolo di Boni e Ghezzi. Poi i rumors in Regione si erano via via fatti più forti, al punto che poche settimane fa Boni aveva presentato in Procura (come la legge consente a chiunque) una formale richiesta per sapere se fosse iscritto nel registro degli indagati. I termini per la risposta scadevano in Procura in queste ore, e così si spiega la definitiva emersione dell'indagine ieri.
    Altro elemento di complicazione è la controversa figura del protagonista di questa vicenda, e cioè del mediatore di tangenti Michele Ugliola. L'architetto era stato già indagato nel 1996 quando aveva patteggiato 1 anno di pena per una tangente a un allora assessore all'Urbanistica di Bresso divenuto poi consigliere comunale a Milano: il politico, Giovanni Terzi, fu però in parte prescritto e in parte assolto in Appello (per la stessa tangente ammessa da Ugliola) da una sentenza che giudicò «vago, generico e per nulla circostanziato» il contributo di Ugliola, e giunse a ironizzare, «con riferimento al suo modo di esprimersi», sull'«ugliolese, neologismo sintomatico di particolare ambiguità espressiva». Arrestato l'anno scorso per tangenti a Cassano d'Adda, Ugliola è stato indagato a Milano nei mesi scorsi anche per l'ipotesi di false fatturazioni con lo scomparso industriale delle bonifiche ambientali Giuseppe Grossi e con l'immobiliarista Luigi Zunino in relazione all'ex area Falck a Sesto San Giovanni (non a caso alcuni atti milanesi sono stati inviati alla Procura di Monza).
    Dai pochi atti, tuttavia, si comprende anche che la Procura, seppure ritenga molto attendibile Ugliola anche nella parte in cui si descrive come un terminale della Lega per i rapporti con un certo giro di imprenditori nel settore dei centri commerciali e dell'urbanistica, non si basa solo sulle sue dichiarazioni, ma valorizza (oltre al riscontro di alcuni incontri e pranzi tra i vari protagonisti) anche le parole di un leghista. O, più precisamente, di un ex leghista, espulso di recente a causa del suo coinvolgimento nell'inchiesta di Cassano d'Adda: l'ex assessore comunale al Bilancio e poi consigliere della Provincia di Milano (oggi appunto fuoriuscito nel gruppo misto) Marco Paoletti. Il quale avrebbe dato conferme alle parole di Ugliola sia su singoli episodi specifici, come i 20.000 euro che ha ammesso di aver ricevuto dall'architetto nella spartizione a più tasche di una tangente edilizia a Cassano; sia sul contesto generale del ruolo di Ugliola, il quale - a nome dei suoi referenti politici leghisti o millantandoli, secondo le due possibili interpretazioni - avrebbe finito con lo stringere a parole accordi con i vari imprenditori per oltre un milione di futuribili tangenti.

    [email protected]
    [email protected]
    L. Fer.
    G. Gua.

    Il caso Lega, affari sugli immobili «Le buste consegnate negli uffici regionali» - Corriere.it
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    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #8
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    L'operazione Boni nella lega può essere interpretato come una mossa che interessa solamente alla lega oppure è un tassello di un puzzle che si sta formando nel campo politico italiano.

    La situazione peggiora di giorno in giorno irreversibilmente.
    E’ il crollo di una società irreale basata sul debito pubblico in una società mondiale che non può azzerare i debiti in modo giubilare come millenni or sono.

    I sostenitori dell’unità d’italia sono preoccupati, diventa necessario che si solidifichi la lega: indispensabile collaboratrice per mantenere tale unità.
    E’ andata bene finora ma adesso la situazione è esplosiva e il capo è ammalato e frastornato.

    Che sia scoraggiato è confermato dalla frase su Monti che potrebbe essere eliminato dai Padani. Una frase che indica la disperazione.
    Con quella sua affermazione ha dato una patente di liceità alla possibilità che l’uomo comune della strada può fare politica attraverso la eliminazione fisica degli avversari.

    Il fatto che non vi è stata alcuna denuncia per avere sbandierato la sistemazione politica violenta dei problemi accentua la legalità a questo comportamento.
    Comportamento che nell’animo del cittadino medio alberga in qualche angolo recondito anche se impronunciabile.

    L’avviso di garanzia verso Boni va inteso come il voler trasformare la struttura comportamentale interna politica.

    Si è colpito il dirigente più azzimato ( e pertanto molto visibile) esistente in lega per fatti già passati ma che per necessità politica portati a galla.

    Si vuole dare della lega l’immagine di un partito comune perché deve diventare tale non avendo roma nessuna persona carismatica da sostituire a Bossi, ma solamente personaggi normali.

    La lega deve entrare nell’immaginario come un partito comune e pertanto deve avere anche lei avere dei politici che prendono tangenti.
    E se la lega è un normale partito , può avere anche un normale segretario.

    Chi vota lega non deve più votare per un ideale ma per interesse, perché l’ideale spinto richiede un guru e il leghismo non lo ha più.
    Con la sparizione dell’ultimo sciamano del Nord , roma non ha altri guru per sostituirlo ,

    Oggi il Nord ha dato alla politica solamente un Pontefice : Monti, che deve essere usato per tentare di riuscire ad ottenere una cosa impossibile: tenere unita l’italia.
    Ultima modifica di jotsecondo; 07-03-12 alle 13:44
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  9. #9
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    Dispiace per il povero Boni che è stato colpito per un disegno politico.

    Dovevano trovare chi poteva essere inquisito per lanciare un monito ( avranno tirato a sorte visto il grande materiale umano della lega) ed è toccato a lui.

    La lega deve diventare un partito comune, con i suoi dirigenti non a vita, con i suoi tangentari, i suoi clienti che per sbarcare il lunario collaborano ed infine la lega deve aiutare a sfruttare i cittadini.

    La lega è vero che già opera largamente nell'agevolare lo sfruttamento dei cittadini, però non ha mai dato l'immagine di esser un vero partito.

    Ora si è colpito Boni anche perché nella lega i dirigenti sono stati male abituati.
    Dopo 20 anni di politica della lega il dirigente leghista si sente unto dall'immunità.
    Anche i più sprovveduti hanno compreso che roma protegge la lega come la figlia prediletta.
    La lega è sempre stata insultata per fornirle l'immagine di essere contro la partitocrazia, ma mai colpita.

    L'immunità intrinseca nasce dal fatto che il segretario è già stato condannato per tangenti ma continua da anni a svolgere il suo prezioso lavoro di segretario di partito.

    L'immunità si è allargata.
    Esempio: niente è stato fatto per il fallimento della banca, nessuno della lega è stato sfiorato.
    La magistratura si è dimenticata di controllare che prima di fare l'assemblea dei soci per votare la prima svalutazione del patrimonio, alcuni dirigenti della lega avevano acquistato una sola quota societaria della banca (quando il minimo era molto di più) avendo così il diritto di votare.

    Ora questo senso dell'immunità deve essere cancellato.
    I politici dirigenti leghisti non devono più sentirsi forti perché coperti.
    Pertanto tutti allineati quando roma proporrà chi dovrà essere il nuovo segretario.
    Ultima modifica di jotsecondo; 07-03-12 alle 13:49
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  10. #10
    Anticapitalista!
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    Predefinito Re: Si sta venendo a meno all'imposizione di non toccare la lega.

    i leghisti sono peggio di tutti gli altri, proprio perchè abusano di una falsa retorica fatta di moralismo, superiorità morale, etnica e che al loro interno non hanno neanche a pagare. stop.

    la fame di poltrone, prebende, spintarelle, mazzette (per fare la bella vita, per le escort, ecc) e favori vari dilaga a tutti i levelli in quel partito italiano che più italiano non può essere (all'opposizione per scena. per la Tav si sono subito allineati al governo e alle direttive eu: eccerto, la pioggia di denaro pubblico - da trasferire legalmente o illegalmente nelle tasche delle cricche amiche - che comporta tale inutile scempio ingolosisce e non poco gli apparati bizantini fintopadani!).
    maroniani e non maroniani...ma fa differenza? è veramente beffardo vedere un personaggio superministeriale, super arraffone, super ipocrita come il varesino ex-Dp considerato alla stegua di un 'barbaro' e epr di più 'sognante'!!!! ma se fino a ieri si aggirava tra auto blu, segretarie campane, maxi-stipendi quelli si 'da sogno' (per il 99% degli italiani) e ogni genere di comfort e lusso.
    altro che barbaro!

 

 
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