Puntualmente ogni anno si perpetua il suicidio della dignità della donna attraverso questa “festa”, che altro non fa, se non degradarla, anziché elevarla al giusto livello sociale, che merita.
Il medioevo è finito da secoli e oggi la donna ricopre spesso ruoli che prima erano riservati solo all’uomo.
La donna del nostro tempo sa farsi apprezzare e rispettare senza il bisogno di essere considerata una schiava a cui è concessa la libertà.
Contribuisce allo sviluppo organizzativo e dirigenziale di aziende e società, riveste cariche di alto prestigio, da quelle politiche a quelle giuridiche, formative e culturali.
E nonostante tutto ciò, rimane la madre, la compagna, la moglie, l’amante, capace di tenerezza di dolcezza e di grande amore.
Questa inutile festa, oggi, è simile ad un invito sociale a rivolgere un pensiero, uno sguardo, un sorriso, ad un “essere”, che negli altri 364 giorni viene dimenticato o comunque poco considerato.




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