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  1. #1
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    Predefinito Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    <<Limite della decenza>> <<Comportamento indifendibile>> <<Emergenza morale>>.
    Queste le espressioni con le quali il direttore della paolina Famiglia Cristiana è entrata a gamba tesa nell'attualità politica di questi giorni.

    Molti giornalisti, blogger e (non ultimi) forumisti, si sono precipitati nel dichiarare che "la Chiesa scarica Berlusconi". Ma è proprio così?

    Quale è il rapporto tra la Chiesa italiana e la politica? Il punto è proprio questo.
    Talvolta pare infatti che l'invocazione della laicità dello Stato (e quindi la richiesta di non ingerenza della fede nella politica) sia infatti solo un mezzo come un altro in mano alla polemica politica.
    Talaltra infatti, l'intervento di singoli esponenti del clero italiano, non esprimenti con ogni evidenza il pensiero ufficiale della CEI, pare essere apprezzato e anzi richiesto da una parte politica, come se fosse dovere della Chiesa parlare in modo chiaro e prendere posizione nell'agone.

    Come è possibile tutto ciò?
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    beh, innanzitutto diciamo che il periodico "famiglia cristiana" non è assolutamente il portavoce del Vaticano.
    E' semplicemente una rivista autonoma, laica dunque, che si prospetta di dare una visione della cronaca secondo il proprio punto di vista, che loro definiscono "cristiano".
    tra l'altro che il direttore della rivista sia un sostenitore sfegatato di sinistra, gia era emerso da tempo.

    come è possibile che alcuni in certi casi richiedano l'intervento della Chiesa e in altri casi azzittiscono la Chiesa? ipocrisia.

    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
    Unica speranza per noi cittadini e lavoratori poveri è un vero governo di destra, che ripristini il potere di governo, riorganizzi l'economia, diffonda moralità, legge ed ordine. \o

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    <<Limite della decenza>> <<Comportamento indifendibile>> <<Emergenza morale>>.
    Queste le espressioni con le quali il direttore della paolina Famiglia Cristiana è entrata a gamba tesa nell'attualità politica di questi giorni.

    Molti giornalisti, blogger e (non ultimi) forumisti, si sono precipitati nel dichiarare che "la Chiesa scarica Berlusconi". Ma è proprio così?

    Quale è il rapporto tra la Chiesa italiana e la politica? Il punto è proprio questo.
    Talvolta pare infatti che l'invocazione della laicità dello Stato (e quindi la richiesta di non ingerenza della fede nella politica) sia infatti solo un mezzo come un altro in mano alla polemica politica.
    Talaltra infatti, l'intervento di singoli esponenti del clero italiano, non esprimenti con ogni evidenza il pensiero ufficiale della CEI, pare essere apprezzato e anzi richiesto da una parte politica, come se fosse dovere della Chiesa parlare in modo chiaro e prendere posizione nell'agone.

    Come è possibile tutto ciò?
    La religione, quando non vissuta intimamente, viene spesso usata allo scopo di fare politica. Non è l'invocazione della laicità dello stato ad essere un mezzo, al contrario il mezzo è proprio la religione, ad uso e consumo di certi laici e certi credenti, sia per avvalorare i propri ideali, e sia per denigrare quelli del proprio avversario. Questo sipega perchè esistono laici che vorrebbero che la Chiesa tacesse e non mettesse il becco nella politica italiana solo quando fa a comodo loro, e fedeli cattolici che vorrebbero che la Chiesa mettesse il becco nella politica sempre, ma solo quando ad essere criticati non sono i loro beniamini politici.hefico:
    Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità. (Immanuel Kant)

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    Citazione Originariamente Scritto da O-RATIO Visualizza Messaggio
    La religione, quando non vissuta intimamente, viene spesso usata allo scopo di fare politica. Non è l'invocazione della laicità dello stato ad essere un mezzo, al contrario il mezzo è proprio la religione, ad uso e consumo di certi laici e certi credenti, sia per avvalorare i propri ideali, e sia per denigrare quelli del proprio avversario. Questo sipega perchè esistono laici che vorrebbero che la Chiesa tacesse e non mettesse il becco nella politica italiana solo quando fa a comodo loro, e fedeli cattolici che vorrebbero che la Chiesa mettesse il becco nella politica sempre, ma solo quando ad essere criticati non sono i loro beniamini politici.hefico:
    Parti da una considerazione sbagliata. Ovvero che la religione debba essere qualcosa di intimistico, senza alcun legame con la vita sociale e con la politica. Cosa storicamente e logicamente non vera.

    Domanda: ma Don Sciortino secondo te ha fatto bene a dire quelle cose?
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  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Parti da una considerazione sbagliata. Ovvero che la religione debba essere qualcosa di intimistico, senza alcun legame con la vita sociale e con la politica. Cosa storicamente e logicamente non vera.

    Domanda: ma Don Sciortino secondo te ha fatto bene a dire quelle cose?
    Secondo me ha fatto male, perchè io parto dal presupposto (per te errato, ma per me sensato) che la religione non debba intervenire pubblicamente nella politica, ma debba limitarsi esclusivamente a concentrarsi per la crescita spirituale dei fedeli, e sottolineo dei fedeli, nei luoghi e nei modi appropriati. Non certo attraverso prediche via etere, carta stampata o altro. Avete le vostre chiese e i vostri confessionali? Perfetto usateli per fare le vostre filippiche contro chi vi pare, anche se sarebbe più logico se la chiesa si limitasse a predicare e quindi a "rimproverare" esclusivamente i suoi fedeli, e non chi non crede nel Dio interpretato dai cattolici.

    Però se la frenesia della chiesa di fare prediche alla gente (sia fedeli che non) fosse inarrestabile, e impossibile dall'essere trattenuta, almeno che fosse meno ipocrita, e costante: sia che il target siano i comunisti, atei ed agnostici, sia che siano poltici cattolici come l'attuale PdC.
    Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità. (Immanuel Kant)

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    E' assurdo: la Chiesa ha qualcosa da dire a tutti. Tutti coloro che la vogliono stare a sentirre ovviamente.
    Te lo immagini Gesù Cristo che invece di predicare alle folle parla solo ai Dodici? E anzi, nemmeno a quelli, perché in realtà secondo te avrebbe dovuto predicare... solo a sé stesso!

    Il messaggio crisitano è rivolto a tutti, e per un criostiano è quindi DOVERE portarlo a tutti.
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  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    E' assurdo: la Chiesa ha qualcosa da dire a tutti. Tutti coloro che la vogliono stare a sentirre ovviamente.
    Te lo immagini Gesù Cristo che invece di predicare alle folle parla solo ai Dodici? E anzi, nemmeno a quelli, perché in realtà secondo te avrebbe dovuto predicare... solo a sé stesso!

    Il messaggio crisitano è rivolto a tutti, e per un criostiano è quindi DOVERE portarlo a tutti.
    A me sembra che la Chiesa dica qualcosa a tutti non in maniera generalizzata, ma concentrandosi di volta in volta nei cofronti di persone o categorie di persone, escludendo spesso da questi "tutti" chi "bacia le mani" al Pontefice. Ribadisco, la Chiesa se ha qualcosa da dire a chi vuol sentirla, può farlo benissimo durante le messe.
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  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    Citazione Originariamente Scritto da O-RATIO Visualizza Messaggio
    A me sembra che la Chiesa dica qualcosa a tutti non in maniera generalizzata, ma concentrandosi di volta in volta nei cofronti di persone o categorie di persone, escludendo spesso da questi "tutti" chi "bacia le mani" al Pontefice. Ribadisco, la Chiesa se ha qualcosa da dire a chi vuol sentirla, può farlo benissimo durante le messe.
    La Costituzione garantisce la libertà non solo di culto, ma anche di pensiero e di parola.
    Mi pare gravemente stalinista e antidemocratico ciò che tu dici: limitare la libertà di espressione dei cattolici alle sole occasioni (peraltro private, a sentire te) di culto.

    Quello che dici è scandaloso.
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  9. #9
    Mi perdoni?
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    Secondo me il problema è che si è perso di vista il concetto di comunità, il cattolico non è in comunità solo quando si reca in Chiesa, ma è in comunità con gli altri fratelli anche sul posto di lavoro, in famiglia etc.

    Il problema però è che questi luoghi dove ci troviamo ad agire, spesso non ci sono più fratelli nella fede, sono diventati terra di missione.

    Dato che in questi ambiti passiamo gran parte della nostro tempo, la comunità cerca in qualche modo di raggiungerci, magari con i media, ma il messaggio spesso arriva confuso, contraddittorio.

    Purtroppo trovarsi a fare il missionario con la propria comunità che a volte sembra solo una eco lontana non è affatto facile.

    Quindi la soluzione dal punto di vista anche politico è trovare il modo di rinsaldare questa comunità in modo da evitare che alcuni nostri fratelli nella fede restino come isole all'interno di questa società.

    Però per un cattolico prima di pensare a quali siano i provvedimenti pratici per ottenere tale rinsaldamento, dovrebbe verificare se anche lui è ancora dentro se stesso terra di missione.

    "Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me." Galati 2,20

    Il cattolico se non muore a se stesso, non può raggiungere il suo obiettivo, cioè imitare Cristo, in quanto se non muore il suo io, non può agire l'io di Cristo, come dice il Papa: "la conversione è l'abbandono della vecchia soggettività isolata e il ritrovarsi in un nuovo soggetto unitario, in cui i limiti dell'io sono saltati e diventa così possibile il contatto con il fondamento di ogni realtà."

    Questo processo di conversione però non può essere autoreferenziale, sempre come dice il Papa: "Il "vivo io, e non sono più io che vivo" non descrive una esperienza mistica privata, ma definisce piuttosto l'essenza del battesimo. Si tratta di un evento sacramentale, e perciò ecclesiale. Il passivo del diventare cristiano esige l'attivo della Chiesa che opera, della Chiesa in cui l'unità di soggetto dei credenti si manifesta nella concretezza delle persone fisiche e della storia."

    Ora la questione fondamentale, secondo me, è questa, nel momento in cui è necessario morire a se stessi per accettare la conversione ed iniziare a convertire i fratelli, come si può pensare che da dove non c'è il rifiuto per il malsano edonismo dei tempi, possa venire anche una seppur minima briciola di bene?

    P.S. I brani del Papa vengono dall'antologia uscita ultimamente, la cui lettura sta allietando le mie giornate, quindi se magari volete un riferimento specifico me lo dite.


    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Don Sciortino, la CEI e la Chiesa italiana nel rapporto col Governo

    C'è qualcuno che pensa che abbia detto cose sbagliate?
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



 

 
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