Cioè, il fatto che abbiamo una testa, due braccia, due mani, due gambe, ecc...rientra in un ordine simbolico ben preciso? Se si qual'è?


Cioè, il fatto che abbiamo una testa, due braccia, due mani, due gambe, ecc...rientra in un ordine simbolico ben preciso? Se si qual'è?
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


le due gambe e le due braccia simboleggiano la dualità
una gamba la saggezza l'altra l'essere che si alternano alla ricerca di un punto di stabilità
la mano destra e la sinistra rappresentano due diverse direzioni
una testa (con sette fori tanti quanti i sette saggi) rappresenta la possibilità del superamento
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


potresti citare la fonte da dove hai dedotto questo simbolismo?
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


Ritengo che alcuni dei principali (se non i principali) riferimenti ai richiami simbolici menzionati da Euvitt si trovano nelle Upanishad (specialmente quelle più' antiche di matrice vedica).
Ad esempio riporto alcuni passi della la Brhadaranyaka Upanishad in una traduzione che ho trovato in rete (non è uguale a quella che si trova nelle Upanishad edite da Bombiani a cui mi riferisco) in cui vi è il richiamo ai sette passaggi della testa umana ricordati da Euvitt.
Secondo adhyaya
Secondo Brahmana
1. Colui che conosce il neonato, la sua dimora, il sostegno, il palo e la corda distrugge i sette parenti rivali. Il Prana nel corpo è questo neonato. Il corpo è la sua dimora, la testa è il sostegno, l'energia il palo ed il cibo è la corda.
2. Sette esseri imperituri sono vicino a lui. Quelle righe rosse che sono nell'occhio: attraverso esse Rudra è a lui [il prana] unito. Mediante il liquido che è nell'occhio, parjanya è a lui unito. Allo stesso modo mediante la pupilla, il sole; mediante il nero dell'iride , Agni; mediante il bianco della cornea, Indra. La terra è unita ad esso mediante la palpebra inferiore ed il cielo mediante quella superiore. Colui che così conosce non mancherà di nutrimento.
3. C'è un vaso con la bocca rivolta in basso ed il fondo in alto. In esso è contenuta la conoscenza universale. Sul bordo sono seduti i sette rishi. La parola è l'ottavo ed ha la conoscenza del Brahman.
Il vaso con la bocca rivolta in basso ed il fondo in alto è la testa. In essa è riposta tutta la conoscenza, perché gli organi dei sensi - che sono i saggi - sono lì.
Così il mantra si riferisce agli organi dei sensi.
Sette saggi seduti sul bordo si riferiscono alle sette divinità [potenze] degli organi nella testa.
La facoltà della parola è l'ottavo ed è associato ai veda, perché essa viene dopo gli altri per pronunciare i veda.
4. Le due orecchie sono Gotama e Bharadvaja. Il destro è, in verità, Gotama ed il sinistro Bharadvaja.
Gli occhi sono Vishvamitra e Jamadagni. Il destro è Vishvamitra ed il sinistro Jamadagni.
Le due narici sono Vasishtha e Kashyapa. La destra è Vashistha e la sinistra Kashyapa.
La bocca è Atri perché è attraverso la bocca che esso viene consumato. Così Atti è ciò che viene conosciuto come Atri. Colui che così realizza diviene l'assimilatore di tutto ed ogni cosa rappresenta cibo.
Ultima modifica di RAYO; 12-03-12 alle 00:56
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


E cosastarebbe asignificare tutto ciò?
PS: ragazzi ma è possiblie che mi sia impastoiato sul senso e sul perchè della nostra corporeità?? Uff...cioè mi sono reso conto che non sappiamo nemmeno chi siamo, nè perchè gli organi del nostro corpo sono disposti in questo modo...la vita è totalmente assurda...come fa la stragrande maggioranzadella gente a vivere eludendo o non essendosi mai posta questa domanda?
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


La Tradizione si pone queste domande da qualche migliaio di anni prima di Cristo.
Del perchè siamo in questo mondo con queste fattezze materiali...la teoria scientifica evoluzionista - che personalmente, nell'ottica del concetto del Non-Overlaping Magisteria, faccio mia accanto alla fede in una giustificazione originaria e finale divina - ci dà risposte plausibili ma inesorabilmente non è in grado di rispodere all'ultima domanda: che cosa manca al corpo quando è morto?
Per rispondere, invece, alla tua domanda io sono convinto di essere un'emanazione divina che sta viaggiando attraverso i corpi e attraverso la materia a cui è temporaneamente associata e che in un certo qual modo mi individua rendendomi unico.
Sono anche consapevole che la mia vita terrena, piu' che assurda, è solo illusione di fronte all'eternità della fonte divina non generata di cui io sono emanazione....come te.
Ma essa è anche dono prezioso...se accettata con autenticità.
Poi un piccolo consiglio che, sono sicuro, ci darebbero i maestri buddhisti : quando non riesci a trovare risposte plausibili non buttarti necessariamente nell'identificazione di questo vuoto come assurdità, ma accetta che che sia solo verità.
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Ultima modifica di RAYO; 12-03-12 alle 17:27
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Ultima modifica di Strapaesano; 12-03-12 alle 18:06
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


Gioia e dolore hanno il confine incerto...


io non vedo quale sia il problema
esistono le forme
contemporaneamente alle forme l'universo nascente da vita alle Leggi....noumeno e fenomeno
esiste nell'essere la capacità di cogliere la Realtà
e per Libertà la possibilità di non coglierla e soggettivizzarla
questo corpo è idoneo a esaurire le possibilità di coscienza che offre questo universo?
io direi di sì visto che molti realizzati ne hanno colto l'essenza
è idoneo a sviluppare relazioni... ci pensi che in questo universo dobbiamo sviluppare la comunicazione? e che ci dobbiamo sforzare visto che il linguaggio è espressione di soggettività e non consente trasferimenti di Realtà?
per il resto visto quanto premesso ogni ruga del corpo sottintende Leggi...non per nulla si narra che il Buddha abbia segni di rilievo
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

