Lombardia, i verbali sul leghista Boni: “Tangenti sui grandi affari immobiliari” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
Lombardia, i verbali sul leghista Boni: “Tangenti sui grandi affari immobiliari”
I verbali di Gilberto Leuci, indagato per corruzione insieme al presidente del consiglio regionale e al suo assistente Ghezzi, rivelano un sistema di corruzione in favore dei partiti del centrodestra. "Un milione e mezzo di euro dalle operazioni di Cassano d'Adda, due terzi andavano ai politici"
Per concludere affari immobiliari in Lombardia era necessario passare “per Boni e Ghezzi”. Cioè Davide Boni, presidente leghista del consiglio regionale, e Dario Ghezzi, suo stretto collaboratore, indagati per corruzione. Ad affermarlo è un altro indagato, Gilberto Leuci, che in un interrogatorio ai pm di Milano dichiara: ”Nel corso di un incontro che ho intrattenuto con l’amministratore delegato della Serenissima Sgr, lo stesso mi rappresentò che era a conoscenza del fatto che per montare affari immobiliari in Lombardia era necessario fare un passaggio da Boni e da Ghezzi, i quali dirigevano l’imprenditore verso il sottoscritto e da Ugliola”. Il riferimento è a Michele Ugliola, l’architetto-mediatore intorno al quale ruota l’inchiesta. “Personalmente non ho mai consegnato denaro a Boni o a Ghezzi, in quanto tali incombenze sono state gestite da Ugliola”.
L’inchiesta nasce dal presunto sistema di tangenti sull’urbanistica di Cassano D’Adda, comune in Provincia di Milano. Ma il meccanismo era esteso alle grandi operazioni immobiliari di altre zone della Lombardia, compresa l’area Falck di Sesto San Giovanni per la quale è indagato per corruzione l’ex dirigente del Pd Filippo Penati. Lo afferma in interrogatorio , il 12 luglio 2011, l’architetto Ugliola, che elenca una serie di operazioni “viziate” da mazzette: “Si tratta di tutti gli incarichi che ho ottenuto dalla società ‘Risanamento’ di Luigi Zunino, quali Santa Giulia, Area Falck di Sesto San Giovanni, Rodano – Pioltello – area ex Sisas, Scalo Farini, con riferimento all’immobile ex poste e Marconi 2000 – comune di Varedo. In ciascuno di questi casi”, ha spiegato Ugliola, “sono state promesse somme di denaro ai medesimi esponenti politici sopra indicati, e cioè Boni, Ghezzi e Casiraghi, in cambio dell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie”.
Circostanziato il racconto sul presunto sistema delle tangenti a Cassano D’Adda, di nuovo dai verbali di Leuci. “Sono a conoscenza che i soldi per la politica dovevano essere destinati pro quota ai partiti che reggevano la giunta cassanese, in particolare Forza Italia e Lega Nord“, spiega ancora Leuci. “Posso dire che le operazioni che io ho montato a Cassano, sulle quali ho percepito denaro dagli imprenditori, denaro che oggi ho girato a Michele Ugliola trattenendo la mia parte, sono circa 12. Posso quantificare in circa un milione e mezzo di euro la somma che io ho ritirato dagli imprenditori per le predette operazioni. Io e Ugliola trattenevamo generalmente tra un quarto e un terzo delle somme ricevute valutando la quota trattenuta caso per caso”.
L’indagato ha spiegato come avveniva la spartizione delle tangenti. “La quota da destinare ai politici, di circa due terzi della somma percepita, era gestita completamente da Ugliola, il quale si occupava di recapitarla ai politici”. Per quanto riguarda i presunti collettori delle tangenti, “non so indicare un esponente politico preciso per quanto riguarda il partito Forza Italia”, ha precisato Leuci, mentre posso indicare Boni e Ghezzi come politici di livello più alto, con cui aveva stretto rapporti Ugliola, da cui avevamo copertura”.




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