Grandi (Ars): La sinistra da subito per una alternativa di governo
febbraio - 27 - 2012
L’Ars, l’associazione fondata da Aldo Tortorella, è fra le più longeve nel frastagliato panorama della sinistra. Lo scorso fine settimana Alfiero Grandi ne è stato nominato presidente, posto già ricoperto da Piero Di Siena, giunto alla scadenza del mandato. Lo abbiamo intervistato
“Rinnovamento e unità della sinistra”: Questo era l’obiettivo per cui nel lontano 1999 nasce l’Ars, l’associazione fondata da Aldo Tortorella, uno dei dirigenti “ storici” del Pci. Una delle associazioni fra le più longeve nel frastagliato panorama della sinistra che ha nominato il nuovo presidente al posto già ricoperto da Piero Di Siena, giunto alla scadenza del mandato. Alfiero Grandi prende le redini della associazione e conferma che, anche oggi, in una situazione profondamente mutata, “rinnovamento e unità della sinistra” sono i cardini politici, culturali, sociali dell’Ars.
Grandi è un emiliano, sindacalista della Cgil, segretario regionale, poi segretario confederale. Lascia il sindacato per assumere l’incarico di responsabile dei problemi del Lavoro del Pds, segretario Massimo D’Alema, poi diventa sottosegretario nei governi Prodi e D’Alema, sempre occupandosi di economia, finanza, problemi del lavoro. Non entra nel Pd. Protagonista delle battaglie referendarie contro il nucleare e per l’acqua bene comune. Assume l’incarico in una fase estremamente delicata e complessa della vita politica italiana.
“Dobbiamo essere chiari – spiega il neo presidente dell’Ars -, il problema vero non è quello di trovare un Monti di turno. Si trova sempre. Occorre proporre una alternativa democratica a questa politica, un altro sistema economico e sociale a fronte del pensiero unico che si aggira per l’Europa”.
Capitalismo e democrazia: ecco un tema su cui produrre riflessione, iniziativa politica. “Il neo liberismo ha fallito e noi dobbiamo costruire l’alternativa in Italia e in Europa. Da subito. Bisogna limitare, evitare che assumano poteri quelle forze che decidono loro quale è il bene di il bene della comunità senza però chiedere alla comunità se è d’accordo, un vulnus alla democrazia che anche noi stiamo vivendo. Che senso ha l’attacco all’articolo 18, la Fiat che non riassume i tre operai anche se il tribunale glielo ordina, l’Unità stracciata dalla bacheche di aziende che fanno capo al Lingotto, Fiom Cgil fuori dalle fabbriche di Marchionne perché non hanno firmato un accordo che non condividevano? Il Piano Fabbrica della più grande azienda italiana ( lo è ancora) si è rivelato un pericoloso bluff.”
“Non accorgiamoci – sottolinea Grandi – quando ormai è troppo tardi dei danni che la crisi del capitalismo, rafforzata dal berlusconismo e da un populismo cialtrone, ha prodotto in Italia”.
Si torna alla sinistra. Rispetto a quando nasce l’Associazione l’unità a sinistra, il rinnovamento della sinistra, hanno fatto passi avanti ? Sono più vicine o più lontane?
Diciamo che il problema è più urgente. Alla fine degli anni novanta c’era ancora un rapporto fra forze politiche e società, in particolare con la sinistra. Oggi fra quel cinquanta per cento di persone che dice che non andrà a votare, buona parte è popolo di sinistra o del centrosinistra: Ecco questo è il problema vero. Non solo. Il rinnovamento vero della sinistra non vi è stato. Un dato positivo è che c’è movimento, “movida”. C’è la consapevolezza la possibilità di sopravvivenza politica e culturale passa indissolubilmente dal rinnovamento.
Occorre saper intercettare l’esigenza del nuovo…
Noi vogliamo intercettare o meglio, con le nostre modeste forze che però hanno retto l’urto fino ad oggi, vogliamo essere fra coloro che intercettano l’esigenza del nuovo.
In concreto cosa si dovrebbe fare per “intercettare” l’esigenza del nuovo e farla diventare concretezza nell’azione politica?
Il governo Monti deve davvero rappresentare l’emergenza, noi ci dobbiamo preparare ad offrire al Paese una alternativa politica da proporre agli elettori. Allora ci dobbiamo chiedere quando si apre il cantiere delle forze di sinistra, di centrosinistra per costruire la proposta, il progetto. Quando e come si affronta il discorso della ripresa o meglio dello sviluppo. Tutte le forze neo liberiste europee, la destra conservatrice, i governi di destra, le strutture finanziarie che dettano legge nel vecchio continente, gli istituti bancario nazionali e la Bce non c’è giorno che non parlino di crescita. Ma ne parlano soltanto, così come fa il governo Monti.
Si, ma bisognerà pur cominciare da qualcosa per costruire l’alternativa economica, sociale, politica?
Non c’è dubbio, e noi vogliamo essere fra coloro che danno un contributo, da sinistra, alla elaborazione della coalizione che si dovrà presentare alle elezioni.
Dobbiamo porci domande per dare risposte ai cittadini, ai lavoratori. Intanto non si esce dalla crisi, dalla recessione con misure che deprimono l’economia come quelle che sta prendendo il governo Monti e che la destra europea considera una specie di abc. Lo stesso Obama quando ha incontrato il presidente del Consiglio italiano gli ha fatto presente, in modo elegante, che non è possibile parlare di ripresa, sviluppo, se le scelte economiche aggravano la depressione. Allora, dobbiamo fare chiarezza in primo luogo sul segno dello sviluppo che vogliamo: se è un ritorno al modello pre-crisi il fallimento è già dato in partenza. I precari, i giovani possono attendere.
Servono investimenti pubblici per salvare i territori, l’ambiente, nuove politiche energetiche, un ruolo diverso dello Stato che non è statalismo ma intervento necessario, fondamentale per superare la crisi, aprendo nuove strade, creando buona occupazione per i giovani.
Un altro terreno d’intervento è il welfare. In Europa si sta smantellando. I diritti, bersaglio dei neo liberisti, sono un altro terreno di scontro. Il 29 la Ces che raggruppa 84 federazioni sindacali europee ha indetto una giornata di mobilitazione alla vigilia del Consiglio europeo per rivendicare più crescita, più investimenti pubblici, più dialogo sociale, più rispetto dell’autonomia delle parti sociali nella contrattazione collettiva, per la salvaguardia dell’occupazione, a partire da quella giovanile e femminile, per la difesa dei salari, dello Stato sociale e dei diritti del mondo del lavoro. La sinistra europea e quella italiana battano un colpo.
Grandi (Ars): La sinistra da subito per una alternativa di governo : PANEACQUA





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