Dimezziamo il parlamento. Anzi: riduciamolo al 33 percento. – In un altro paese - Blog - Repubblica.it
Dimezziamo il parlamento. Anzi: riduciamolo al 33 percento.
Scommetto che se il Partito democratico – o anche un altro partito – facesse una campagna seria per dimezzare il Parlamento italiano – vincerebbe le prossime elezioni senza problemi. Il Pd ha lanciato il piano molto più modesto di ridurre il numero dei parlamentari del 20 per cento. Ma è un cambiamento di poco conto.
L’Italia, come si sa, ha una classe politica sproporzionatamente grande e sproporzionatamente costosa. Ci sono 945 parlamentari – 630 alla Camera e 315 al Senato – rispetto ai 535 negli Stati Uniti (435 alla Camera e 100 al Senato) – un Paese con una popolazione sei volte più grande e un territorio molto più vasto. L’India ha 797 legislatori per un Paese di oltre un miliardo di abitanti.
Si sa benissimo che la stragrande maggioranza dei parlamentari italiani non fanno niente. Quelli che scrivono le leggi e contano sono pochi. Pochissimi parlamentari hanno un vero rapporto con il loro territorio e i loro elettori – anche perché tutti sono scelti dai segretari dei partiti.
Il piano Violante – il taglio del 20 per cento – non cambierebbe niente e soprattutto non rappresenterebbe un sacrificio per la leadership del Paese. Violante, in un’intervista recente, ha spiegato le ragioni per aver rinunciato all’idea di dimezzare il Parlamento.
“Con 315 deputati avremmo collegi di 600mila persone, troppo grandi perché la rappresentanza possa funzionare.” Ma questo è una forma di mistificazione. Se ci fosse un deputato per ogni collegio, 315 collegi con 600,000 di abitanti ognuno significa che la popolazione avrebbe una popolazione di 189 milioni di abitanti. Un Paese di 60 milioni con 315 collegi significherebbe 190,000 abitanti per ogni deputato – un numero più che ragionevole. Negli Stati Uniti c’è un deputato per ogni 646,946 abitanti. Quindi anche in un Parlamento dimezzato il numero di deputati per abitante sarebbe tre volte superiore a quello degli Usa.
Perché Violante ha sbagliato i calcoli? Forse perché dimezzare il parlamento significherebbe un sacrificio anche per la leadership dei partiti. Anche alcuni membri della nomenclatura dovrebbero cercare lavoro e rinunciare ai privilegi (assurdi e costossimi) del potere.
Oltre al loro numero, i deputati non rappresentano comunque i loro distretti elettorali perché non sono scelti dall’elettorato ma dai segretari dei partiti. Grazie alla legge Calderoli, detta da se stesso “una porcata,” vengono eletti gli amici o anche amanti dei capi di partito.
Ridare il potere di scelta ai cittadini e ridurre il numero di deputati aiuterebbe a creare un rapporto di rappresentanza. Ora come ora, gli italiani sono “rappresentati” da un grande esercito di peones anonimi




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repapelle: