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Discussione: Le idi di marzo

  1. #1
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    Predefinito Le idi di marzo

    Idi di marzo.

    Ieri ricorreva la morte di Giulio Cesare che va considerato come il maggior imprenditore romano dell'antichità ucciso perché voleva riapplicare una dimenticata forma finanziaria.

    La ricchezza di un popolo si determina se questo applica le sue peculiarità specifica nei rapporti con il mondo esterno e trasforma le sua capacità in una grande impresa economica.

    La città di roma era sorta secoli prima della nascita di Cesare come aggruppamento di delinquenti scacciati dalle comunità in cui vivevano e che, con il loro comportamento, sbilanciavano l'equilibrio dei gruppi a cui appartenevano.

    Questa caratteristica di preda, di vessazione, di rapine si articolò per secoli in vari modi in roma, sia con la rapina di persone ( ratto delle Sabine) sia con saccheggi e guerre di conquista, le quali permettevano il dominio di altri popoli, che non avendo la capacità di lotta dei romani si dovevano assoggettare allo sfruttamento latino.

    roma è la sede morale e fisica di questo andazzo criminale, ed ancora oggi dopo millenni quando un politico o personaggio similare vuole avere uno spazio per appropriarsi della ricchezza di altri fa riferimento fisico e morale a questa città.

    Giulio Cesare seppe portare su un piano organizzato la grande capacità delinquenziale dei romani, la cui cultura era da secoli terreno fertile dello sviluppo della violenza come mezzo di espressione.
    Il grande romano organizzò industrialmente i romani in eserciti mantenuti uniti da una impostazione ferrea determinata dalla forte criminalità della cultura romana.

    Grazie alla sua imprenditorialità Cesare riuscì in pochi anni ad aumentare enormemente le zone di influenza di roma.
    La ferocia delle sue legioni ben condotte permetteva conquiste a ripetizione.
    La sua capacità fu quella di mantenere con la disciplina sempre alto l'indice di comportamento delittuoso dei soldati romani.

    Le decimazioni negli eserciti romani sono gli indici di come la ferocità del comportamento romano codificasse certi ideali di massacro.
    O si taglia o il caos

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  2. #2
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Giulio Cesare ebbe necessità di diventare anche un esperto in economia per sviluppare la sua impresa delinquenziale. Organizzava eserciti e doveva ricorre a dei prestiti di denaro per mantenerli. Usava la capacità omicida dei suoi soldati romani per conquiste, e con quanto depredato ritornava a roma e pagava i creditori.

    Però vi erano dei problemi.
    Primo che il mondo da conquistare aveva dei limiti, la sua marcia di razzie diventava improduttiva quando entrava in zone in cui le popolazioni autoctone non avevano accumulato beni da essere facilmente depredati.

    Cesare oltre che rapinare beni doveva accontentarsi di quello che le terre conquistate potevano offrire, ossia esseri umani.
    Pertanto il condottiero romano divenne un grande fornitore del mercato degli schiavi.
    La attitudine delinquenziale dei romani determinava una scarsa attitudine alla produttività e pertanto il popolo romano era sempre alla ricerca di qualcuno che facesse le opere manuali che loro disdegnavano.

    Giulio Cesare consolidò il principio insito nell'animo romano, di vivere grazie allo sfruttamento della schiavitù.
    E’ stato così radicato lo sfruttamento che dopo due millenni roma è ancora legata a questo concetto.

    Schiavitù che fu poi perfezionata dopo aver compreso come la schiavitù più redditizia non è quella imposta dalla forza ma con la manipolazione religiosa del pensiero umano.
    Ogni uomo deve essere schiavo del condizionamento religioso (adesso si dice ideologico) che ha ricevuto.

    Tuttavia Cesare ad un certo punto non riusciva più a pagare i suoi creditori, anche perché in roma lo sviluppo dell'industria della delinquenza armata ed organizzata aveva determinato una maggior richiesta di prestiti di denaro che determinava un aumento della percentuale degli interessi.

    Il costo del denaro rendeva impossibile per l'onerosità la creazione di nuovi eserciti, pertanto Cesare cercò di saltare le regole della finanza per risolvere il problema.
    Ultima modifica di jotsecondo; 16-03-12 alle 05:13
    O si taglia o il caos

  3. #3
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Il problema finanziario di Giulio Cesare.

    In roma si era sviluppato una classe di finanzieri propria di tutti gli imperi con una situazione politica stabile essendo sicuri di non essere invasi e pertanto distrutti.
    Le società in sviluppo richiedono sempre dei capitali e l'attività bancaria del prestito di denaro diventava un costo importante del sistema.

    L'interesse ( detto usura) determinava che tutte le attività produttive o criminali riversavano le loro ricchezze a coloro che imprestano denaro.
    Ossia il prestito creava la possibilità che il denaro si accumulava in mano a pochi creando strascichi di povertà e di miseria.

    Giulio Cesare aveva compreso sulla sua pelle che le sue attività di depredazione creavano attraverso l’interesse solamente l’utilità per i banchieri. Ed allora ricorse alla cultura orientale per risolvere il suo problema.

    Nella Mesopotamia tremila anni prima di Cesare vi erano dei popoli che avevano inventato la scrittura e creato una grossa civiltà mercantile che si era sviluppata determinando il concetto dell’interesse sul capitale imprestato.

    Questa invenzione esiste ancora oggi ed è la base ( se l’interesse è esagerato come volume totale) dell’impossibilità che i popoli possano raggiungere la libertà, a meno di qualche ricorrente intervallo violento.

    Cesare per rimettere la situazione in equilibrio ricorse ad una operazione che i popoli mesopotamici applicavano e che aveva permesso di portare avanti per due millenni la loro società senza accumulazioni problematiche di potere finanziario.

    Ogni un certo numero di anni i debiti venivano annullati ridimensionando l’accumulo dei capitali causa la usura.

    I Mesopotamici furono poi distrutti da popolazioni semitiche ( tendenti alle invasioni tipo Mose), però la cultura di stabilizzazione derivata dal ridimensionamento dei capitali rimase nel sistema religioso di un popolo semita ( ebrei) originato da un uomo proveniente da una città mesopotamica.
    Fu codificato, secondo dettami religiosi, che ogni 50 anni venissero rimessi i debiti.

    Persino la religione più seguita nel mondo: il Cristianesimo usa una preghiera che si fa risalire al Figlio di Dio, in cui è citata la richiesta di avere rimessi i debiti e di promettere di rimetterli quelli dei propri debitori.

    Giulio Cesare emise una legge per cui venivano diminuito il valore dei debiti; non si conosce esattamente il valore del calo perché si è sempre cercato di nascondere questa grande operazione finanziaria attuata dal fondatore dell’impero romano.

    Di fronte a questa falcidia Giulio Cesare fu assassinato.
    Pare che tra chi lo aveva pugnalato vi fosse anche il figlio di un banchiere salassato dall’editto.
    Dopo di allora queste remissioni non vennero mai più applicate, e le remissioni effettuate nei secoli furono sempre ottenute attraverso guerre, pestilenze e conquiste militari.

    Perché il concetto dell'interesse, quando è superiore ad un certo equilibrio necessario per salvare il capitale, porta sempre a degli squilibri che se si aspetta che si risolvano da soli si arriva alla violenza immancabilmente.
    Ultima modifica di jotsecondo; 16-03-12 alle 05:19
    O si taglia o il caos

  4. #4
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Oberati dai debiti. Record dell'Italia


    Bankitalia diffonde i dati sul debito pubblico italiano. Nuovo record a gennaio a quota 1.935,829 miliardi di euro.
    Roma - Il debito pubblico italiano tocca un nuovo record a gennaio. Stando ai dati contenuti nel Supplemento al Bollettino Statistico "Finanza Pubblica, fabbisogno e debito" stilato da Bankitalia, il valore è balzato a 1.935,829 miliardi di euro, in rialzo di 37,9 miliardi rispetto ai 1.897,946 miliardi registrati a dicembre 2011.

    In una nota Bankitalia scrive che l'incremento del debito, "riflette principalmente l`accumulo delle disponibilità del Tesoro presso la Banca d'Italia (32,6 miliardi), che sono aumentate come avviene regolarmente in questo periodo dell`anno. A tale aumento si aggiunge il fabbisogno del mese (4,0 miliardi). Al riguardo, si ricorda che ciò che rileva, anche ai fini delle procedure europee, non è il valore assoluto, ma il peso del debito in rapporto al Pil".

    Sempre a gennaio, riferisce Bankitalia, il fabbisogno si è attestato a 4,0 miliardi, più dei 1,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011; ciò è attribuibile principalmente all`incremento della spesa per interessi e al pagamento della quota di competenza dell`Italia dei prestiti erogati dall`Efsf parzialmente controbilanciato dall`incremento delle entrate fiscali e dalla flessione della spesa primaria.

    A dispetto del calo dello spread Italia-Germania, dunque, i numeri confermano il tallone d'Achille dell'economia italiana.

    L'Economist mette in evidenza come il debito sia in costante crescita, per ogni secondo di tempo che passa. Certo, "dopo tutto i governi globali sono indebitati verso i loro cittadini, non verso i Marziani" Ma il valore complessivo totale è comunque preoccupante, se si considera che "negli ultimi anni il debito è salito a un tasso più veloce di quello della crescita economica, (situazione) che implica una maggiore interferenza dello stato nell'economia e tasse più alte in futuro"
    O si taglia o il caos

  5. #5
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Il gioco di prestigio continua.
    Si deve aumentare il debito per mantenere alto il volume degli interessi pur essendo i medesimi in bassa percentuale.

    Devono diminuire la percentuale degli interessi per non fare scoppiare il bubbone.
    Ormai i conteggi pubblici sono diventati solamente degli slogan.

    Si dovrà un giorno seguire Giulio Cesare e come si è comportata la Grecia primo stato nell'euro a farsi rimettere i debiti.
    Se non li rimettiamo dovremmo pagarli.
    Se li paghiamo dovremmo diminuire le spese di cui la principale è rappresentata del mantenimento del meridione.

    Però prima di fare il salasso occorre mettere tutti i grandi centri in grado di diminuire il personale, sia per la diminuzione dei consumi sia per accelerare la produttività del salariato timoroso di poter essere licenziato con facilità

    Ma questa operazione è inutile perché uno dei noccioli della situazione sono i due milioni di impiegati statali e parastatali in più del necessario.

    Allora o annullare i debiti oppure effettuare una bella patrimoniale. Però vi è il pericolo che a qualche politico succeda come a Cesare.

    O la Padania oppure tante idi di marzo.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Eppure anche leggendo sugli altri forum molti pensano che monti ci abbia salvato, in verità ripetono quello che leggono nei giornalacci italiani.

    La cosa preoccupante è che sembrano veramente decisi a non tagliare nessuno spreco di questo paese, ne della casta ne delle regioni meridionali......per me sono pazzi.

    Comunque c'è una strana aria, anche qui nei forum molti tacciono non so se per rassegnazione a un paese che rimarrà sempre una schifezza, o se si tratta di semplice attesa, come se si avesse l'impressione che in un prossimo futuro debba succedere qualcosa di grosso, e si sta qui in silenzio ad aspettare.

    Io credo che l'itaglia non sia affatto fuori dai casini, anzi ci stia entrando, vedremo.



  7. #7
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Eppure anche leggendo sugli altri forum molti pensano che monti ci abbia salvato, in verità ripetono quello che leggono nei giornalacci italiani.

    monti ha il vantaggio di appartenere ai poteri forti ... e l'informazione sta facendo di tutto per operare un pesante lavaggio di cervello ai ciula padani e agli itaglioni pastasciuttari

    ma la realtà è ben diversa: il debito pubblico è aumentanto di 37-38 miliardi (dati banca d'itaglia), la recessione avanza, l'economia reale è ferma, sprechi e truffe continuano come negli ultimi 150, nel sud si vive di stato e parastato, le tasse e i costi energetici non sono mai stati così alti, i giovani non trovano lavoro, ecc....

  8. #8
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    monti ha il vantaggio di appartenere ai poteri forti ... e l'informazione sta facendo di tutto per operare un pesante lavaggio di cervello ai ciula padani e agli itaglioni pastasciuttari

    ma la realtà è ben diversa: il debito pubblico è aumentanto di 37-38 miliardi (dati banca d'itaglia), la recessione avanza, l'economia reale è ferma, sprechi e truffe continuano come negli ultimi 150, nel sud si vive di stato e parastato, le tasse e i costi energetici non sono mai stati così alti, i giovani non trovano lavoro, ecc....
    Credo che monti non sia stato chiamato solo dai poteri forti internazionali ma anche da quelli nazionali leggi : burocrazie e borghesie parassitarie del centro-sud.

    E lui sta facendo bene il suo lavoro che è quello di spremere a sangue la Padania per finanziare l'italia etnica.



  9. #9
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Credo che monti non sia stato chiamato solo dai poteri forti internazionali ma anche da quelli nazionali leggi : burocrazie e borghesie parassitarie del centro-sud.

    E lui sta facendo bene il suo lavoro che è quello di spremere a sangue la Padania per finanziare l'italia etnica.
    infatti, alla fin fine accontenta tutti ... meno i soliti ciula padani che tanto sono abituati a fare le "bestie da soma"

  10. #10
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    Predefinito Re: Le idi di marzo

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    infatti, alla fin fine accontenta tutti ... meno i soliti ciula padani che tanto sono abituati a fare le "bestie da soma"
    L'importante è credere alla fola che stanno mandando avanti che il malaffare è ugualmente distribuito in tutta le penisola , che massa di beoti diversamente intelligenti.Se la Padania dovesse tornare libera, bisognerebbe abolire il suffragio universale, ci son troppi padani testa di legno che fanno danni votando.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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