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Discussione: SOS [H]Demia

  1. #1
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    Predefinito SOS [H]Demia

    Andando a leggere, qua e là, i vari argomenti che vengono trattati nel forum di PIR, ho notato che il tessuto culturale di molti utenti è di livello elevato e che le varie disquisizioni si sviluppano con cognizione di causa e spiccato senso critico.
    Questo mi fa pensare che molti iscritti amino la cultura e non disdegnino di approfondirne i vari aspetti.
    Forse, la stessa amministrazione, nel decidere di aprire questa sezione, dedicata ad [H]Demia, probabilmente ha ritenuto interessante sollecitare tutti noi in tal senso.

    Dopo queste considerazioni, mi chiedo come mai, invece, si presti poca attenzione a questo “angolo accademico” e capiti spesso che alcuni 3d non vengano minimamente presi in considerazione, evadendo le risposte e lasciandoli morire, senza alcun dibattito.
    E’ un vero peccato!
    Si potrebbero trattare vari argomenti che riguardano la nostra lingua, la letteratura e qualsiasi altra forma di espressione culturale.

    Io credo che lo scambio di opinioni, valutazioni, o giudizi in genere, rappresenti una fonte di arricchimento del Sapere, per ognuno di noi.
    Ne sono convinta!
    Ultima modifica di Heidi; 15-01-12 alle 19:39

  2. #2
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    La Gatta Scubidina e il Senso dei Forum

    un aire con olor de saliva de niño,
    de hierba machacada y velo de medusa
    que anuncia el constante bautizo
    de las cosas recién creadas.



    Il senso dei Forum: dove sta il senso dei Forum?
    Non sono i post, splendidamente rifiniti, interessanti e istruttivi che rimangono senza commenti e risposte.
    Quella è roba da blog.
    Non sono le amabili chiacchierine, i saluti, i bacetti, gli auguri e i mielosi complimenti reciproci.
    Quella è roba da chat.
    Non sono i santini di poesie, le immaginette piacevoli rubate in giro per la Rete.
    Quella è roba da MySpace o Facebook.
    Non sono i copia-incolla di splendidi articoli, foto di famosi reporter, salaci corsivi di arguti giornalisti.
    Quella è roba da rassegna stampa.
    Non sono le omeriche liti, insulti, clonazioni, contumelie, rivendicazioni e rinfacciamenti per futili motivi.
    Quella è roba da asilo infantile.
    Il senso dei Forum sono i thread: una scintilla che scocca dalla interazione fra il susseguirsi dei messaggi e crea qualcosa di nuovo e di più rispetto ai post presi uno per uno. Una piccola rara magia che quando ci coinvolge ci fa dimenticare le ore perdute a girovagare alla ricerca del nulla e del senso dei Forum.
    Ma ci costringe - come per assuefazione - a provarci sempre, ancora una volta a lanciare, come ha fatto Heidi, un sasso nell'acqua ferma e guardare le onde sperando che qualcun altro lanci il suo sassolino e per incanto, per magia, si componga sull'acqua un disegno nuovo, diverso da tutti gli altri, di cui noi siamo partecipi: e allora, un'altra volta, ancora.

    Beh, confesso che rileggendo quanto sopra è scappato da ridere pure a me... e allora l'ho chiesto alla gatta bianca - Scubidina - che in fondo ha l'aria saggia, qual è il senso dei Forum.
    Non può parlare, naturalmente, ma da un certo scotimento di baffi e un movimento della coda mi è sembrato di capire che abbia risposto "no, non hanno senso e sta lì il loro fascino".
    Ma forse voleva solo il Kit&Kat...

    Ultima modifica di trash; 15-01-12 alle 20:53

  3. #3
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    Andando a leggere, qua e là, i vari argomenti che vengono trattati nel forum di PIR, ho notato che il tessuto culturale di molti utenti è di livello elevato e che le varie disquisizioni si sviluppano con cognizione di causa e spiccato senso critico.
    Questo mi fa pensare che molti iscritti amino la cultura e non disdegnino di approfondirne i vari aspetti.
    Forse, la stessa amministrazione, nel decidere di aprire questa sezione, dedicata ad [H]Demia, probabilmente ha ritenuto interessante sollecitare tutti noi in tal senso.

    Dopo queste considerazioni, mi chiedo come mai, invece, si presti poca attenzione a questo “angolo accademico” e capiti spesso che alcuni 3d non vengano minimamente presi in considerazione, evadendo le risposte e lasciandoli morire, senza alcun dibattito.
    E’ un vero peccato!
    Si potrebbero trattare vari argomenti che riguardano la nostra lingua, la letteratura e qualsiasi altra forma di espressione culturale.

    Io credo che lo scambio di opinioni, valutazioni, o giudizi in genere, rappresenti una fonte di arricchimento del Sapere, per ognuno di noi.
    Ne sono convinta!
    Hai ragione Hedi.
    Anche io mi sono chiesto molte volte, per le stesse ragioni che hai così bene indicato, perchè questo settore del forum sia, apparentemente, poco frequentato.

    Colgo subito l'occasione per invitare i lettori ad una riflessione.
    Mi è capitato, nel corso del tempo trascorso sin qui, su Politica in Rete forum, di essere stato corretto da un utente perchè avevo scritto, nel corso di un intervento in un 3d, in politica nazionale, qual'è con l'apostrofo.

    Secondo questo utente, mi pare di ricordare fosse markk, è da considerarsi grave l'errore di inserire l'apostrofo in qual è.

    Ma è nella grammatica italiana che va ricercata la forma corretta ed io credo che questo genere di "innovazioni" linguistiche trovino una spiegazione nella trionfalistica sequenziale blasfemia della grammatica italiana coltivata dalla cultura post sessantottina, patologia da cui sembra essere contagiata anche l'accademia della crusca.

    Volendo formulare analogie, potremmo dire che un simile parallelismo corre con gli "innovatori" del diritto: la Cassazione di un tempo si è trasfigurata nella Cazzazione di oggi.

    Ma entriamo nel merito della discussione sulla correttezza della grafia di "qual'è".

    La disputa ruota intorno alla definizione di "qual" che, secondo la "dottrina" dominante odierna (figlia del sessantotto) costituisce un troncamento mentre la "vecchia guardia" tenace nel mantenere le regole della grammatica italiana circoscritte nei sacri limiti della liturgia tradizionale, sostiene la tesi della elisione.

    Vediamo cosa dice la crusca.
    P. Matteucci

    "Ancorché la grafia «qual’è» non abbia mai ammazzato nessuno –anche perché non comporta alcun cambiamento di pronuncia-, essa deve considerarsi (ed è a tutt’oggi considerata) errata perché «qual» è un troncamento (o apocope) di «quale», non un’elisione."

    Accademia della Crusca

    Vediamo cosa dice invece controparte.
    Franco Fochi - scrittore e studioso linguista.

    "Dice il Fochi che per quale « il troncamento è cosa del tutto finita, che appartiene alla storia, e non più all'uso della parola ». Egli prosegue citando il qual maraviglia di Brunetto Latini a Dante, che oggi più nessuno direbbe; e osserva che qual resta soltanto nel detto scherzosamente solenne Tal morì qual visse, in una o due espressioni come per la qual cosa. Ricordate le combinazioni con certo – in certo qual modo, un certo qual garbo, una certa qual mansione – egli insiste: « Ma ecco che qui mansione, di tre sillabe, preferisce la forma intera: "una certa quale mansione". E l'effetto aumenta con l'allungarsi del nome: "un certo quale spiritello", "una certa quale condiscendenza", ecc. ».Insomma, secondo il Fochi, essendo il qual tronco una cosa storicamente morta, c'è solo il quale da elidere; perciò, apostrofo."

    Grammatica italiana - Qual è o Qual'è?

    Ovviamente, legato come sono alle radici antiche imbevute della cristallina acqua degli insegnamenti del passato, propendo per questa seconda opinione, la quale, benchè oggi sia soggiogata dalle "virtù" del disfacimento della identità linguistico-letteraria provocata dalle incursioni di quegli insegnanti-attila figli del'68, risplende fulgidamente delle verità della logica.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 15-01-12 alle 22:53
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  4. #4
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da trash Visualizza Messaggio
    Il senso dei Forum sono i thread: una scintilla che scocca dalla interazione fra il susseguirsi dei messaggi e crea qualcosa di nuovo e di più rispetto ai post presi uno per uno. Una piccola rara magia che quando ci coinvolge ci fa dimenticare le ore perdute a girovagare alla ricerca del nulla e del senso dei Forum.
    Ma ci costringe - come per assuefazione - a provarci sempre, ancora una volta a lanciare, come ha fatto Heidi, un sasso nell'acqua ferma e guardare le onde sperando che qualcun altro lanci il suo sassolino e per incanto, per magia, si componga sull'acqua un disegno nuovo, diverso da tutti gli altri, di cui noi siamo partecipi: e allora, un'altra volta, ancora.
    Molto spesso i pensieri, le considerazioni nascono e muoiono dentro di noi.
    A volte li esterniamo a chi ci sta vicino, ondeggiano un po' nell'aria che ci circonda, fino a dissolversi, come tante bolle di sapone, senza lasciare traccia.
    Nei forum vanno incontro allo stesso destino, ma con un'opportunità in più, quella di essere raccolti da qualche "viandante", che li arricchisce, li sviluppa, li fa crescere, dando vita alla possibilità di creare nuove fonti di conoscenza per chiunque prenda parte al "gioco".
    Perchè non provarci?

    P.S. Bellissima la gatta Scubidina!
    Ultima modifica di Heidi; 15-01-12 alle 23:23

  5. #5
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio

    Ma entriamo nel merito della discussione sulla correttezza della grafia di "qual'è".

    La disputa ruota intorno alla definizione di "qual" che, secondo la "dottrina" dominante odierna (figlia del sessantotto) costituisce un troncamento mentre la "vecchia guardia" tenace nel mantenere le regole della grammatica italiana circoscritte nei sacri limiti della liturgia tradizionale, sostiene la tesi della elisione.

    Vediamo cosa dice la crusca.
    P. Matteucci

    "Ancorché la grafia «qual’è» non abbia mai ammazzato nessuno –anche perché non comporta alcun cambiamento di pronuncia-, essa deve considerarsi (ed è a tutt’oggi considerata) errata perché «qual» è un troncamento (o apocope) di «quale», non un’elisione."

    Accademia della Crusca

    Vediamo cosa dice invece controparte.
    Franco Fochi - scrittore e studioso linguista.

    "Dice il Fochi che per quale « il troncamento è cosa del tutto finita, che appartiene alla storia, e non più all'uso della parola ». Egli prosegue citando il qual maraviglia di Brunetto Latini a Dante, che oggi più nessuno direbbe; e osserva che qual resta soltanto nel detto scherzosamente solenne Tal morì qual visse, in una o due espressioni come per la qual cosa. Ricordate le combinazioni con certo – in certo qual modo, un certo qual garbo, una certa qual mansione – egli insiste: « Ma ecco che qui mansione, di tre sillabe, preferisce la forma intera: "una certa quale mansione". E l'effetto aumenta con l'allungarsi del nome: "un certo quale spiritello", "una certa quale condiscendenza", ecc. ».Insomma, secondo il Fochi, essendo il qual tronco una cosa storicamente morta, c'è solo il quale da elidere; perciò, apostrofo."

    Grammatica italiana - Qual è o Qual'è?

    Ovviamente, legato come sono alle radici antiche imbevute della cristallina acqua degli insegnamenti del passato, propendo per questa seconda opinione, la quale, benchè oggi sia soggiogata dalle "virtù" del disfacimento della identità linguistico-letteraria provocata dalle incursioni di quegli insegnanti-attila figli del'68, risplende fulgidamente delle verità della logica.



    Faccio sommessamente presente che il barone Giulio Cesare Andrea Evola, che difficilmente potrebbe essere classificato come un cascame della cultura sessantottina, e sicuramente era un esperto in qualsivoglia tipo di Tradizione, utilizzava esclusivamente il "qual è" invece del "qual'è".

    ( "qual'è" inauthor:Evola - Cerca con Google )


    Per contro, il linguista Franco Fochi, unico sostenitore del "qual'è" apostrofato, pubblicò il suo fondamentale saggio nel 1966, per i tipi di Feltrinelli (sì, quello del traliccio), che divenne un cult proprio per la cultura sessantottina che stava formandosi allora.
    A riprova di quanto le tesi del Fochi fossero distanti da Tradizione e Reazione, basterà l'orripilante titolo del saggio, nonché la grafica da immaginazione al potere, a dimostrarlo:

    Ultima modifica di trash; 15-01-12 alle 23:33

  6. #6
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio

    ... entriamo nel merito della discussione sulla correttezza della grafia di "qual'è".

    La disputa ruota intorno alla definizione di "qual" che, secondo la "dottrina" dominante odierna (figlia del sessantotto) costituisce un troncamento mentre la "vecchia guardia" tenace nel mantenere le regole della grammatica italiana circoscritte nei sacri limiti della liturgia tradizionale, sostiene la tesi della elisione.
    Caro Edmond, "innovazioni grammaticali" di questo genere sono ormai frequenti.
    Per quanto riguarda l'uso o meno dell'apostrofo nell'uso di "quale", prima del presente del verbo essere "è", anch'io propendo per la tesi del professore Franco Fochi e cioè la considero un'elisione (perchè così mi è stato insegnato), per cui ritengo necessario l'uso dell'apostrofo.

    Pare che le regole grammaticali siano diventate opinabili ed abbiano perso la stabilità su cui si basava l'insegnamento della lingua.

  7. #7
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    Caro Edmond, "innovazioni grammaticali" di questo genere sono ormai frequenti.
    Per quanto riguarda l'uso o meno dell'apostrofo nell'uso di "quale", prima del presente del verbo essere "è", anch'io propendo per la tesi del professore Franco Fochi e cioè la considero un'elisione (perchè così mi è stato insegnato), per cui ritengo necessario l'uso dell'apostrofo.

    Pare che le regole grammaticali siano diventate opinabili ed abbiano perso la stabilità su cui si basava l'insegnamento della lingua.
    Mi sembra però che l'innovazione sia tutta dei seguaci dell'elisione.
    Se Dante e il suo maestro Brunetto Latini (e Leopardi, e Manzoni) usavano il troncamento di "quale", invece dell'elisione, perché non seguirli, invece di darli per "morti" come fa Fochi seppellendo il troncamento?
    Visto che entrambe le lezioni sono accettabili, potendo scegliere qual esempio seguire, io starei con Manzoni e Leopardi.
    O dovevo scrivere "qual'esempio seguire"?

  8. #8
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da trash Visualizza Messaggio
    Faccio sommessamente presente che il barone Giulio Cesare Andrea Evola, che difficilmente potrebbe essere classificato come un cascame della cultura sessantottina, e sicuramente era un esperto in qualsivoglia tipo di Tradizione, utilizzava esclusivamente il "qual è" invece del "qual'è".

    ( "qual'è" inauthor:Evola - Cerca con Google )


    Per contro, il linguista Franco Fochi, unico sostenitore del "qual'è" apostrofato, pubblicò il suo fondamentale saggio nel 1966, per i tipi di Feltrinelli (sì, quello del traliccio), che divenne un cult proprio per la cultura sessantottina che stava formandosi allora.
    A riprova di quanto le tesi del Fochi fossero distanti da Tradizione e Reazione, basterà l'orripilante titolo del saggio, nonché la grafica da immaginazione al potere, a dimostrarlo:

    Per sessantottini intendo quella porzione di imbecilli che hanno caratterizzato il nostro tempo e che avevano nello stendardo un aforisma che suonava più o meno così: "proibito priobire". Sovvertire le regole. Tutto era concesso.
    Anche togliere l'apostrofo laddove l'insegnamento tradizionale lo imponeva.

    Non conosco Fochi e non mi interessa se sia stato o meno la punta di diamante del "sessantotto". Ma alle elementari, frequentate dal 1963 al 1968, le maestre, omettendo il ragionamento esposto dal Fochi ai piccoli alunni, insegnavano qual'è.
    Questo lo posso testimoniare.:giagia:

    Poi circa Brunetto Latini e Dante, mi pare che il Fochi stesso abbia dato una spiegazione.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  9. #9
    calici amari
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    Predefinito Re: Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da Heidi Visualizza Messaggio
    Molto spesso i pensieri, le considerazioni nascono e muoiono dentro di noi.
    A volte li esterniamo a chi ci sta vicino, ondeggiano un po' nell'aria che ci circonda, fino a dissolversi, come tante bolle di sapone, senza lasciare traccia.
    Nei forum vanno incontro allo stesso destino, ma con un'opportunità in più, quella di essere raccolti da qualche "viandante", che li arricchisce, li sviluppa, li fa crescere, dando vita alla possibilità di creare nuove fonti di conoscenza per chiunque prenda parte al "gioco".
    Perchè non provarci?
    Scripta manent.

    Finché dura la rete...

    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

  10. #10
    calici amari
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    Predefinito Re: Rif: SOS [H]Demia

    Citazione Originariamente Scritto da trash Visualizza Messaggio
    Il senso dei Forum: dove sta il senso dei Forum?
    Non sono i post, splendidamente rifiniti, interessanti e istruttivi che rimangono senza commenti e risposte.
    Quella è roba da blog.
    Non sono le amabili chiacchierine, i saluti, i bacetti, gli auguri e i mielosi complimenti reciproci.
    Quella è roba da chat.
    Non sono i santini di poesie, le immaginette piacevoli rubate in giro per la Rete.
    Quella è roba da MySpace o Facebook.
    Non sono i copia-incolla di splendidi articoli, foto di famosi reporter, salaci corsivi di arguti giornalisti.
    Quella è roba da rassegna stampa.
    Non sono le omeriche liti, insulti, clonazioni, contumelie, rivendicazioni e rinfacciamenti per futili motivi.
    Quella è roba da asilo infantile.
    Il senso dei Forum sono i thread: una scintilla che scocca dalla interazione fra il susseguirsi dei messaggi e crea qualcosa di nuovo e di più rispetto ai post presi uno per uno. Una piccola rara magia che quando ci coinvolge ci fa dimenticare le ore perdute a girovagare alla ricerca del nulla e del senso dei Forum.
    Ma ci costringe - come per assuefazione - a provarci sempre, ancora una volta a lanciare, come ha fatto Heidi, un sasso nell'acqua ferma e guardare le onde sperando che qualcun altro lanci il suo sassolino e per incanto, per magia, si componga sull'acqua un disegno nuovo, diverso da tutti gli altri, di cui noi siamo partecipi: e allora, un'altra volta, ancora.

    Beh, confesso che rileggendo quanto sopra è scappato da ridere pure a me... e allora l'ho chiesto alla gatta bianca - Scubidina - che in fondo ha l'aria saggia, qual è il senso dei Forum.
    Non può parlare, naturalmente, ma da un certo scotimento di baffi e un movimento della coda mi è sembrato di capire che abbia risposto "no, non hanno senso e sta lì il loro fascino".
    Ma forse voleva solo il Kit&Kat...
    Bellissima gatta!

    Per quanto riguarda il forum, ognuno ne fruisce in modo diverso: c'è chi viene qui per scambiare informazioni, notizie e dritte utili, chi invece preferisce chiacchierare del più e del meno in chat, chi preferisce esternare soliloqui nel blog, chi cazzeggia sul fondoscala, etc...
    A ciascuno il suo forum, è tanto vasto che ognuno vi trova quello che cerca, se ha tempo e voglia di partecipare.
    Ultima modifica di Regina di Coppe; 26-03-12 alle 10:49
    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

 

 
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