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  1. #71
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Resurgens, una domanda: in cosa credi?
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  2. #72
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Mi sovviene un pensiero: perchè in natura esistono erbe capaci di influire sulla psiche umana? Ad esempio il peyotl dell'America centro-meridionale, utilizzato nei riti propiziatori degli indigeni di quelle terre? E' qualcosa di puramente casuale, che in natura esistano sostanze del genere, capaci di indurci a stati altri di coscienza?
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  3. #73
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Inoltre, se ogni essere vivente è dotato di intelligenza, come può non esistere un'intelligenza superiore creatrice di tutto? (attenzione non parlo di un dio antropomorfo, bensì di una Intelligenza) Dunque la nostra intelligenza dev'essere per forza di cose derivata da un'intelligenza demiurgica, non dalla bruta materia inerte...Ex nihilo nihil fit...o no?
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  4. #74
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Un interessante contributo:

    Mente e cervello: Una discussione scientifica
    che conduce all'esistenza dell'anima
    Centro di Divulgazione Scientifica sulla Coscienza
    a cura di: Marco Biagini
    Dottore di Ricerca in Fisica dello Stato Solido.

    Introduzione - Che cosa è il cervello? - La vita biologica non implica la vita psichica - L'attività cerebrale e la vita psichica - Le leggi della fisica e le altre scienze naturali - Le leggi della fisica e la storia - I calcoli da principi primi - Conclusioni - Un commento alla teoria dell'evoluzione


    Introduzione

    Certamente il problema della coscienza è stato ampiamente dibattuto sul piano filosofico. Poichè lo scopo di questo articolo è di affrontare il tema della coscienza da un punto di vista scientifico, non mi soffermerò sulle diverse definizioni e concezioni che i filosofi hanno espresso a questo proposito. Mi limito a definire la coscienza o vita psichica come la nostra capacità di essere coscienti e/o senzienti, di avere percezione di noi stessi, di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri, ecc. Non uso la parola intelligenza, perché oggi essa è spesso associata al concetto di intelligenza artificiale, che non implica nessuna forma di vita psichica e di stato cosciente o senziente. La scienza, al contrario della filosofia, si fonda sempre sull'osservazione di fenomeni; la possibilità di una verifica sperimentale è ciò che in ultima istanza distingue una teoria scientifica da una concezione filosofica. La vita psichica dell'uomo è un fenomeno direttamente osservabile di cui abbiamo quindi piena evidenza sperimentale (anzi, esso rappresenta il fondamento di ogni altra osservazione sperimentale, poichè se non fossimo coscienti non potremmo osservare nessun fenomeno); il fenomeno "coscienza" merita quindi di essere analizzato sul piano scientifico.

    Che cosa è il cervello ?

    Oggi sappiamo che il nostro cervello è solo un insieme di particelle come elettroni e protoni, che interagiscono attraverso il campo elettromagnetico. Ogni processo biologico è dovuto soltanto a reazioni chimiche che a loro volta sono dovute all'interazione elettromagnetica tra gli elettroni ed i protoni degli atomi che costituiscono il nostro organismo. Ogni neurone ed ogni cellula non sono altro che insiemi di elettroni, protoni e neutroni, con una certa collocazione spaziale; l'interazione elettromagnetica può essere infatti attrattiva e questo fa sì che le particelle possano attrarsi formando determinate disposizione geometriche nello spazio. Le proprietà di ogni molecola (incluse le molecole di DNA, gli ormoni, ecc.) ed ogni processo biologico sono dovuti solo alle leggi della fisica; più precisamente, poiché nel nostro organismo non avvengono reazioni nucleari e le forze gravitazionali sono troppo deboli per interferire con i processi molecolari, ogni processo biologico è dovuto unicamente alle leggi dell'elettrodinamica quantistica.
    La scienza ha dimostrato che tutti i processi chimici, biologici e cerebrali consistono unicamente in successioni di processi fisici elementari, i quali sono determinati unicamente dalle leggi della fisica quantistica. Tale visione dei processi biologici non può rendere conto dell'esistenza della nostra vita psichica; dunque il materialismo è inconciliabile con la scienza. Del resto, ogni tentativo di spiegare la nostra vita psichica nell'ambito del materialismo implica che ciò che soffre, ama, desidera, percepisce, ecc. in noi siano oggetti come elettroni o campi elettromagnetici. Ma gli oggetti non posso percepire nulla; gli oggetti non possono provare né gioia né tristezza, né piacere né dolore, ecc. La scienza ha dimostrato che le equazioni del campo elettromagnetico sono universali; esse descrivono tanto il campo elettromagnetico dentro il nostro cervello come quello in un qualunque filo di rame o quello all'interno di un atomo. Non c'è alcuna traccia di coscienza, sensazioni, sentimenti, pensieri, ecc. nelle equazioni del campo elettromagnetico. Se si ipotizza che il campo elettromagnetico sia l'origine della nostra vita psichica, allora la sola logica conclusione sarebbe che anche la nostra lavatrice, la nostra televisione, il nostro tostapane di tanto in tanto saranno depressi o felici o sofferenti... Infatti, dal punto di vista scientifico non vi è alcuna differenza tra i campi elettromagnetici presenti nel nostro cervello e quelli presenti in questi apparecchi.
    Affermare che gli impulsi elettrici che avvengono nel cervello siano o generino sensazioni o pensieri significa contraddire le leggi della fisica che considerano equivalenti tutti gli impulsi elettrici, che avvengano dentro o fuori dal cervello. Infatti, un impulso elettrico è costituito solo da elettroni in movimento, e gli elettroni sono tutti identici ed indistinguibili e sono sempre in movimento in qualunque materiale o circuito elettrico. Attribuire agli elettroni del nostro cervello proprietà (come quella di generare sensazioni o emozioni) e non attribuire la stessa proprietà a tutti gli altri elettroni dell'universo, significa contraddire la fisica quantistica, la quale stabilisce che tutti gli elettroni sono identici ed indistinguibili, ossia hanno tutti le stesse esatte caratteristiche e proprietà.
    Inoltre le leggi della fisica stabiliscono che gli impulsi elettrici generano solo campi elettromagnetici ; quindi l'ipotesi tipica dei materialisti secondo cui gli impulsi elettrici del cervello generano sensazioni, emozioni ecc., è in stridente contraddizione con le leggi della fisica. A loro volta, le onde elettromagnetiche generate dagli impulsi elettrici nel nostro cervello sono del tutto equivalenti a quelle generate da qualunque altro impulso elettrico ; tali onde escono dal nostro cervello e si disperdono nello spazio esterno alla velocità della luce, come tutte le onde elettromagnetiche.
    Le leggi della fisica stabiliscono quali tipi di processi avvengono nella realtà fisica; escludendo le reazioni nucleari e subnucleari, che non avvengono certo nel cervello, i soli processi possibili sono il movimento di particelle e lo scambio di energia tra particelle (collisioni tra particelle) e tra particelle e campo elettromagnetico (emissione o assorbimento di fotoni). I soli processi fisici possibili sono determinati da un operatore matematico chiamato "Hamiltoniano", che determina anche quali siano i soli tipi di energia esistenti nella realtà fisica. L'Hamiltoniano è infatti costituito dalla somma di alcuni termini, ciascuno dei quali determina un tipo di energia, come l'energia cinetica dell'elettrone o l'energia del fotone. Per avere altri processi o altri tipi di energia è necessario aggiungere altri termini all'Hamiltoniana, alterando così le equazioni della fisica, e conseguentemente tutte le loro soluzioni (vedi paragrafo "Le leggi della fisica e la storia"). In conclusione, le leggi della fisica smentiscono l'ipotesi base del materialismo secondo cui la vita psichica è generata dai processi cerebrali. Le leggi della fisica non permettono di spiegare, né di giustificare, nemmeno in linea di principio o concettualmente, l'esistenza della vita psichica, neppure l'esistenza della sensazione più banale.

    La vita biologica non implica la vita psichica

    La scienza ha dimostrato che il nostro cervello è solo un insieme di particelle (ossia un oggetto) e che la vita biologica consiste unicamente in una successione di reazioni chimiche concatenate, che a loro volta consistono unicamente in processi fisici (per la precisione, processi quanto-elettromagnetici). D'altra parte la nostra vita psichica trascende le leggi della fisica e non può quindi essere considerata il prodotto dei processi biologici o cerebrali, essendo essi meri processi fisici. Questo implica che la nostra psiche ed il nostro cervello non siano la stessa entità, ma due diverse entità interagenti. Uso il termine psiche per indicare il componente non-fisico/non-biologico dell'uomo che genera la nostra vita psichica cosciente. Naturalmente si potrebbero usare anche altri temini, come mente, spirito, anima, ecc.
    A questo punto è doveroso chiedersi se esista qualche evidenza scientifica sull'eventuale esistenza di una qualche specie di vita psichica cosciente negli animali, come percezione di sensazioni o emozioni. La prima osservazione che deve essere fatta a questo proposito è la seguente; oggi sappiamo che è possibile in linea di principio simulare al computer ogni aspetto del comportamento degli animali, incluso la capacità di apprendimento o l'apparente capacità di riconoscersi allo specchio. Un software adeguato può permettere al computer di registrare in memoria i dati di input, analizzarli, e produrre determinati output ; tutte queste operazioni avvengono naturalmente in modo automatico, senza che il computer sia cosciente di nulla. Per esempio un computer può "distinguere" le immagini che riceve tramite una telecamera; questo avviene automaticamente attraverso algoritmi matematici senza che il computer abbia alcuna sensazione visiva; questo significa che il fatto che il cane distingua il bastone da un osso non prova che il cane abbia una sensazione visiva.
    Non è quindi possibile in nessun modo escludere dal punto di vista scientifico o razionale che la vita degli animali sia solo un processo puramente biologico e sia priva di alcuna forma di vita cosciente; in altre parole la scienza non permette di escludere la possibilità che l'animale sia solo un "robot biologico", che non è cosciente di nulla e non percepisce alcun tipo di sensazione, le cui azioni e reazioni sono determinate da un "software" chimico impiantato nel suo cervello. E' possibile spiegare anche quei comportamenti degli animali che sono spesso ritenuti un'indicazione di stati emotivi. Per esempio, i cani che a causa di mutazioni genetiche esibivano casualmente degli atteggiamenti affettuosi, avevano una maggior probabilità di essere "adottati" dall'uomo, e quindi di sopravvivere. Era sufficiente che l'animale presentasse questi atteggiamenti nei confronti di un solo membro della famiglia (anche se non era quello che gli dava il cibo) per essere accettato dalla famiglia. Si tratterebbe solo di un caso di selezione naturale, anche se inconsapevolmente indotta dall'uomo, che ha di fatto programmato il comportamento e le reazioni del cane. Poiché non abbiamo alcuna modo di osservare l'esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali e l'ipotesi che tale vita psichica esista non è necessaria per spiegare i fenomeni osservabili negli animali, possiamo affermare che non esiste alcuna evidenza sperimentale o scientifica dell'esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali, neppure di sensazioni o emozioni.
    L'idea che gli animali abbiano una qualche forma di vita psichica è quindi solo un'ipotesi arbitraria, priva di alcun fondamento scientifico o razionale. Tale ipotesi può essere considerata una reminiscenza dell'infanzia, poiché tutti i bambini tendono ad attribuire agli animali pensieri, emozioni e sensazioni. Del resto, i popoli primitivi tendevano ad attribuire caratteri antropomorfi a molti elementi della natura: il sole, il mare, il vento, le foreste, le montagne... L'uomo ha mano a mano capito che i fenomeni naturali non implicavano l'esistenza di "spiriti" addetti al loro controllo, ma avvenivano automaticamente a causa di specifiche leggi naturali; l'uomo ha capito che la natura è oggetto e non persona. La concezione antropomorfa degli animali è l'ultimo residuo di questo atteggiamento pre-scientifico che ha condotto l'uomo a personalizzare i processi naturali che non riusciva a spiegare; il progresso scientifico e tecnologico ci permette ora di spiegare anche il comportamento degli animali senza attribuire ad essi alcun carattere antropomorfo.

    L'attività cerebrale e la vita psichica

    Vorrei fare osservare che il fatto che danni al cervello o la droga provochino alterazioni delle capacità mentali del soggetto dimostra semplicemente l'esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello. In nessun modo questo può essere considerato una prova del fatto che il cervello sia l'origine della coscienza e della capacità di percepire emozioni, ecc. Se abbiamo un problema ai nostri occhi, le nostre capacità visive risultano alterate, ma questo certamente non significa che siano i nostri occhi ad avere o a generare una sensazione visiva ; questo significa semplicemente che l'occhio ha un ruolo preliminare nel processo di generazione della sensazione visiva. L'occhio è solo uno strumento usato dalla psiche per vedere, ma l'occhio non vede nulla perché non percepisce alcuna sensazione visiva. Allo steso modo, anche il cervello ha solo un ruolo preliminare e può essere considerato uno strumento usato dalla psiche. Tutti gli studi neurologici sul cervello provano solo l'esistenza di una interazione tra psiche e cervello. Del resto, l'esistenza di questa interazione è ovvia, perché senza di essa, la nostra psiche sarebbe completamente isolata dalla realtà esterna, e quindi noi non potremmo interagire con la realtà esterna.
    Resta il fatto che stimolo fisico e la sensazione che noi proviamo sono due fenomeni completamente diversi. Per esempio, la vibrazione delle molecole dell'aria rappresenta lo stimolo fisico che procura in noi la sensazione "suono", ossia la sensazione uditiva. Tuttavia, la vibrazione delle molecole dell'aria non è la sensazione "suono" ; le molecole dell'aria non sentono alcun suono, così come sarebbe assurdo affermare che le molecole dell'aria che vibrano sono una sensazione uditiva. La sensazione "suono" esiste solo a livello psichico e non a livello fisico; la sensazione uditiva è generata dalla psiche come elaborazione di un determinato stimolo fisico. Lo stesso vale per gli impulsi elettrici e le reazioni chimiche che avvengono nel cervello: tali reazioni chimiche o impulsi elettrici non sono emozioni, sensazioni o pensieri, ma sono solo degli stimoli fisici; è infatti la nostra psiche che elabora e traduce questi processi fisici in emozioni, sensazioni o pensieri.

    Le leggi della fisica e le altre scienze naturali

    Vorrei ora proporre alcune considerazioni sull'affidabilità delle nostre conoscenze scientifiche. Innanzitutto voglio spiegare la differenza tra una teoria fenomenologica ed una teoria da "principi primi". Una teoria fenomenologica consiste in una versione approssimata e semplificata di una teoria da "principi primi", che rappresenta la spiegazione esatta dei fenomeni naturali. La biologia e la neurologia sono esempi di teorie fenomenologiche, mentre la fisica è la sola teoria da principi primi, da cui tutte le altre scienze naturali derivano. Naturalmente poiché i calcoli da principi primi sono estremamente lunghi e laboriosi, noi abbiamo bisogno anche di teorie semplificate che ci permettano di trattare più agevolmente i sistemi composti da molti atomi.
    Le leggi della fisica hanno un valore generale, ma nella loro applicazione a sistemi specifici, è possibile utilizzare delle regole più semplici, specifiche per quel tipo di sistema; tali regole non sono né estranee, né indipendenti dalle leggi della fisica, ma sono una diretta conseguenza delle leggi della fisica. Un risultato di queste teorie fenomenologiche non può essere accettato se risulta in contraddizione con le leggi della fisica, che sono i soli veri principi all'origine della teoria fenomenologica. Solo le leggi della fisica rappresentano la spiegazione da principi primi della realtà materiale, tanto di quella inorganica quanto di quella organica. Una teoria approssimata (come la biologia o la neurologia) non può essere ovviamente usata per negare la teoria da cui deriva e di cui essa è solo un'approssimazione.
    Tutte le altre scienze naturali sono dunque subordinate alla fisica. Si può anche osservare che tutte le scienze naturali (biologia, neurologia, medicina, ecc.) usano oggi nei loro studi degli strumenti di misura e di analisi microscopica che sono stati progettati e costruiti unicamente sulla base delle leggi della fisica. I dati che tali discipline analizzano e studiano hanno senso solo perché le leggi della fisica assicurano il corretto funzionamento degli strumenti di misura utilizzati. Se si mettessero in discussione le leggi della fisica, crollerebbero immediatamente tutte le altre scienze naturali, perché i dati da esse utilizzati a sostegno delle proprie teorie non avrebbero più alcun senso. Dunque nessuna delle scienze naturali può elaborare teorie in contraddizione con le leggi della fisica, né può in alcun modo mai smentire le leggi della fisica. Questo significherebbe fare perdere di significato a tutti i dati, reperiti attraverso strumenti il cui funzionamento è garantito unicamente dalle leggi della fisica, dati sui quali sarebbero state costruite le teorie stesse. Si tratterebbe di una palese contraddizione logica. Le leggi della fisica sono quindi il fondamento di tutte le altre scienze naturali.
    Per comprendere meglio il rapporto tra la fisica e le altre scienze naturali si consideri il seguente esempio: per aprire un lucchetto a combinazione dobbiamo conoscere la combinazione. Anche se non conosciamo la combinazione, e non possiamo quindi aprire il lucchetto, sappiamo già che tipo di processo avverrà quando troveremo la combinazione. Le leggi della meccanica stabiliscono che il solo tipo di processo che osserveremo sarà l'apertura del lucchetto; le leggi della meccanica stabiliscono che il lucchetto non si metterà a pensare, nè proverà dolore o piacere, paura o gioia. Allo stesso modo, l'elettrodinamica quantistica stabilisce che ogni processo biologico consiste unicamente in successioni di reazioni chimiche, che a loro volta consistono in successioni di processi cinetici ed elettromagnetici, ossia movimento di particelle, emissione ed assorbimento di fotoni. Ancora non conosciamo le esatte successioni di reazioni chimiche che avvengono in tutti i processi biologici, ed è compito della biologia cercare di determinare tali successioni; ma, proprio come nell'esempio del lucchetto, le leggi della fisica stabiliscono che nessuna successione di reazioni chimiche può generare pensieri, sensazioni o emozioni. Da qui, la necessaria esistenza di un elemento non-fisico (l 'anima), come sorgente della nostra vita psichica.

    Le leggi della fisica e la storia

    Le leggi che generano tutti processi chimici, biologici e neurologici sono oggi perfettamente note. Mai prima d'ora nella storia, la scienza è stata capace di spiegare i principi da cui hanno origine tutti i processi biologici. Questo rappresenta una vera svolta nella storia della scienza. Ciò che la fisica scoprirà in futuro non avrà più nulla a che fare con il funzionamento del nostro organismo, né con qualunque altro organismo biologico. Ci sono certamente ancora cose non pienamente comprese nel campo dell'astrofisica, ma questi processi non influenzano in nessun modo i processi biologici, che sono dovuti unicamente alle leggi dell'elettrodinamica quantistica. Non vi è dunque alcuna ragione per dubitare delle leggi della fisica e della loro capacità di spiegare perfettamente ogni sistema biologico.
    Le leggi della fisica sono costituite da poche equazioni matematiche correlate tra loro. La loro compatta e rigida struttura matematica esclude la possibilità che esse possano essere modificate o perfezionate; infatti ogni modifica di un'equazione matematica comporta dei cambiamenti radicali di tutte le soluzioni di tale equazione. Poiché dalle equazioni della fisica sono state ottenute miliardi e miliardi di soluzioni confermate con grande precisione dagli esperimenti, modificare le equazioni della fisica significherebbe gettare via di colpo tutte queste soluzioni corrette. D'altra parte, assistiamo giorno dopo giorno ad una sistematica riconferma sperimentale delle leggi della fisica su sempre nuovi sistemi. Ipotizzare che le leggi della fisica siano sbagliate equivale a dire che tutti questi miliardi e miliardi di sistematiche e quantitative conferme sperimentali siano solo una fortunata coincidenza. In questi ultimi decenni sono state compiute molte più verifiche sperimentali di quante non ne siano state compiute nel corso di tutta la storia, ma le leggi della fisica quantistica scoperte nei primi decenni del secolo scorso non sono mai state modificate. Sulla base del numero di verifiche sperimentali compiute, si può affermare che l'elettrodinamica quantistica sia la più anziana e la più testata teoria scientifica della storia.

    I calcoli da principi primi

    Oggi noi siamo in grado di fare calcoli da "principi primi" relativi a sistemi molecolari composti da molti atomi ; questo significa che possiamo calcolare le soluzioni delle equazioni della fisica quantistica anche per sistemi macroscopici. Il punto chiave è che noi sappiamo già che TIPO di informazione possiamo ottenere da un calcolo da "principi primi" di un qualsivoglia sistema molecolare. Infatti, dalla soluzione dell'equazione di Schroedinger per un sistema molecolare, noi sappiamo che possiamo ottenere informazioni relative alla distribuzione di carica o ai livelli di energia. In nessun modo noi possiamo ottenere coscienza, emozioni, sentimenti, ecc. Questi non sono possibili risultati di un calcolo da principi primi. Anche se con un supercomputer noi potessimo calcolare la funzione d'onda del nostro cervello, noi potremmo ricavare da tale funzione d'onda solo proprietà come densità di carica e livelli energetici ; non potremmo mai ottenere alcuna esperienza psichica. Infatti noi sappiamo già quale tipo di informazione possiamo ottenere da qualunque funzione d'onda. Noi possiamo già fare calcoli da principi primi su molti sistemi molecolari, ma il tipo di proprietà che possiamo ottenere da questi calcoli è indipendente dal tipo di molecole o dal numero di atomi del sistema. Se la psiche non esistesse come componente non-fisico dell'uomo, in base alle nostre conoscenze scientifiche noi dovremmo essere dei robot biologici, che agiscono a causa di specifiche reazioni chimiche senza essere coscienti di nulla e senza provare alcuna sensazione. Gli studi in campo neurologico dimostrano soltanto l'esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello, ma non rivelano nulla della natura della psiche.

    Conclusioni

    Il materialismo è inconciliabile con la visione scientifica dei processi biologici. La scienza ha infatti dimostrato che tutti i processi chimici, biologici e cerebrali consistono unicamente in successioni di processi fisici elementari, determinati unicamente dalle leggi della fisica quantistica. Questa concezione dei processi biologici non permette di spiegare, nè di giustificare, nemmeno in linea di principio o concettualmente, l'esistenza della vita psichica, neppure della sensazione più banale. Questo risultato acquista un significato molto profondo se si analizza lo stato delle nostre attuali conoscenze scentifiche. Innanzitutto, tutte le scienze naturali sono subordinate alle leggi della fisica, che rappresentano i principi da cui esse derivano e di cui sono solo versioni approssimative. Oggi infatti conosciamo le leggi che determinano tutti i processi molecolari, elettromagnetici, chimici, biologici, neurologici e cerebrali: sono le leggi dell'elettrodinamica quantistica, la leggi scientifiche che hanno ottenuto le più ampie, generali, sistematiche, numerose e precise conferme sperimentali di tutta la storia. Le leggi dell'elettrodinamica quantistica sono confermate da un numero così alto di risultati sperimentali che sarebbe assurdo dubitare della loro validità nella spiegazione dei sistemi molecolari, ed in particolare dei sistemi biologici.
    Del resto, la rigidità della struttura matematica dell'elettrodinamica quantistica, rende del tutto irragionevole l'ipotesi di potere modificare tali leggi, poiché questo avrebbe conseguenze catastrofiche su tutte le soluzioni corrette che finora abbiamo ottenuto. Questo significa che l'elettrodinamica quantistica rappresenta la teoria definitiva per la spiegazione dei processi molecolari, e conseguentemente, dei processi biologici.
    Le leggi dell'elettrodinamica quantistica possono quindi essere considerati i principi primi che determinano tutti i processi molecolari e biologici. Il punto è che tali principi forniscono, almeno in linea di principio, una consistente spiegazione meccanicistica di tutti i processi molecolari e biologici, ma non permettono di spiegare, nemmeno in linea di principio , l'esistenza della vita psichica. Le leggi della fisica smentiscono così l'ipotesi base del materialismo, secondo cui la vita psichica sarebbe generata da processi biologici o cerebrali. La vita psichica (sensazioni, emozioni, pensieri, ecc.) trascende le leggi della fisica e quindi la causa dell'esistenza della vita psichica non può essere identificata con il cervello; la vita psichica è originata necessariamente da un componente non-fisico/non-biologico, ossia sovrannaturale, che possiamo chiamare psiche o anima. Esistono quindi due realtà distinte: la realtà fisica, ossia l'universo, che ha una struttura intrinsecamente matematica (le leggi della fisica) che determina ogni processo fisico, chimico o biologico; la realtà psichica che trascende tali leggi, e, conseguentemente, trascende la realtà fisica.
    A questo punto sorge la domanda : da dove ha avuto origine la nostra psiche ? Il fenomeno della vita psichica dimostra che la psiche ad un certo punto certamente comincia ad esistere in noi. Le leggi della fisica dimostrano che la psiche non può essere il prodotto di processi fisici, chimici o biologici. Dunque l'origine dell'anima è trascendente rispetto alla realtà fisica. Possiamo quindi chiamare Dio la Causa necessaria all'esistenza della psiche, essendo tale Causa trascendente. Questo rappresenta la conferma scientifica della dottrina cattolica secondo la quale ogni uomo ha un'anima che è creata direttamente da Dio. Ritengo sia legittimo affermare che oggi l'esistenza dell'anima e l'esistenza di un Dio trascendente siano dimostrate scientificamente.

    Un commento alla teoria dell'evoluzione

    Aggiungo una breve osservazione sulla teoria dell'evoluzione. La teoria dell'evoluzione si applica soltanto agli organismi biologici. Non abbiamo elementi sufficienti per stabilire se realmente l'organismo biologico dell'uomo sia il risultato di un processo evolutivo. Il punto è però che la vita psichica è trascendente rispetto alla realtà fisica/biologica e richiede nell'uomo l'esistenza di un componente trascendente (la psiche o anima o mente ecc.).
    Poiché non esistono fossili di mente, la teoria dell'evoluzione non può dire nulla relativamente all'origine della vita psichica umana. Dunque, anche ammettendo che il corpo umano sia il risultato di una evoluzione biologica, l'uomo non potrebbe avere alcuna vita psichica cosciente se non avesse ricevuto anche un'anima, anima che non può essere generata da processi biologici/evoluzionistici. Senza un'anima, noi saremmo solo dei robot biologici in grado di agire e reagire, ma incapaci di percepire alcuna sensazione, emozione o pensiero. Alcuni evoluzionisti a volte tentano di formulare delle teorie sull'evoluzione della vita psichica, ma è chiaro che si tratta di pure speculazioni campate per aria, prive di alcun fondamento razionale o scientifico.
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  5. #75
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Citazione Originariamente Scritto da AURELIO AUGUSTO Visualizza Messaggio
    poi ci si chiede da dove sbucano i serial killer e tutti i pazzoidi che sono in circolazione.
    con queste credenze praticamente la vita non ha alcuna sacralità e ognuno si potrebbe sentire libero di uccidere o violentare chicchessia, tanto sta uccidendo solo una specie di computer organico.

    bleah, che schifo l'ateismo. lo trovo veramente vomitevole.
    Non c'è nessun nesso tra l'articolo che hai citato e il tuo commento. Non sono "credenze" è Scienza. Se a te non basta, pazienza, non è affar mio. Ciò che mi preoccupa è quello che tu, senza rendertene conto, ci comunichi con questo tuo commento. Cioè ci stai dicendo che se tu non fossi credente saresti un serial killer, andresti in giro ad uccidere e violentare. Alla luce di questo ti auguro di non perdere mai la fede.

  6. #76
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    La mente? E' un'entità spirituale
    Scritto da Roberto BERETTA
    La mente, o anima, è distinta dal cervello, pur avvalendosene e pur essendone influenzata. Insomma non è materiale, bensì spirituale ed incorporea. Ce lo spiega l’ing. Angelo Bellussi.

    «Ma che cos’hai in testa?». Sapessimo davvero rispondere, non saremmo pro prio quei distratti o quegli sciocchi a cui professori e genitori alludevano, allorché ci ponevano retoricamente la domanda...
    Che cos’è infatti il cervello? Dove ha sede la coscienza? Qual è il rapporto tra l’intelligenza e l’anima? Il pensiero o la memoria sono soltanto questione di neuroni? Dove abita lo «spirito»?... Questioni difficilissime, poste sul filo del rasoio tra la fede e la scienza, e anzi tra modi diversi di intendere la scienza. L’ingegner Angelo Bellussi – una vita dedicata alle costruzioni e dunque alla soluzione di faccende eminentemente pratiche – ha affrontato domande come queste nel suo libro Viviamo per caso? Riflessioni sul significato della nostra esistenza (Cis Editore, pp. 204, € 24,50). E dall’analisi dei rigorosi risultati della scienza ha ricavato importanti conseguenze filosofiche ed etiche.
    Ingegnere, lei separa anzitutto la mente e il cervello. Come può spiegarne in modo semplice la differenza, a noi profani? E perché poi è così importante distinguerli?

    «La mente è un’entità spirituale, cioè sfugge a una valutazione in termini di concretezza fisica, è immateriale pur essendo inserita nella realtà, che è in grado di condizionare vistosamente con la realizzazione di opere di eccezionale rilevanza (intere città, transatlantici, navette spaziali, eccetera). Le prerogative fondamentali della mente, ciascuna delle quali si articola in molteplici aspetti particolari, sono: l’autocoscienza; la volontà; la memoria secondaria; la capacità di utilizzo di parametri valutativi innati che le consentono di apprezzare l’armonia e la bellezza del mondo. Il cervello consiste invece in un complesso di apparati di natura totalmente fisica, pronti a captare e a decifrare le informazioni esterne che gli pervengono attraverso gli organi di senso».
    E l’intelligenza dove sta: nel cervello o nella mente?

    «La mente è in grado di utilizzare vari apparati, in particolare l’intelligenza, la quale è una funzione capace di associare e coordinare gli elementi conoscitivi che le pervengono; funzione riscontrabile, in modo più o meno sviluppato, anche negli animali superiori. La mente valuta e memorizza le informazioni fornite dall’intelligenza e, sulla base di esse, elabora i programmi operativi che intende perseguire. Esplica la sua volontà indipendentemente dalle stimolazioni istintuali e dai condizionamenti emotivi dovuti all’azione del sistema nervoso centrale, spesso anzi in opposizione ad essi.
    È importante rilevare che la mente ha facoltà di intervenire sugli assetti neurologici del cervello, apportando loro notevoli modificazioni anatomiche e funzionali. Questo fenomeno, definito “plasticità del cervello”, comporta l’instaurazione di nuove ramificazioni, aggiunte a quelle già esistenti nel patrimonio genetico originario. In tal modo una persona avrà facoltà di diventare un medico, un avvocato, un pilota d’aerei, un giocatore di rugby, od altro. Il cervello insomma, e in particolare l’intelligenza, è uno strumento a disposizione della mente, che ha la facoltà di plasmarlo entro determinati limiti. In definitiva, la distinzione tra mente e cervello è paragonabile a quella tra tecnico informatico e computer, o tra pilota e vettura».

    Il cervello è materia, la mente è spirito. È così? E come si può dimostrarlo scientificamente?
    «L’argomento a mio avviso più probante consiste nel fat-to che, malgrado le approfondite ricerche effettuate con i mezzi di indagine più moderni ed efficienti – in particolare il microscopio elettronico a scansione, in grado di rilevare le strutture molecolari delle cellule neuronali – non è emerso nulla che possa anche remotamente giustificare le funzioni fondamentali della mente.
    Queste non risultano connesse ad attività elettriche pre-senti nei circuiti del cervello, né come prodotto di carattere chimico. Esiste tuttavia un riscontro clinico di notevole rilievo riferibile alla memoria secondaria, una delle funzioni fondamentali della mente; tale memoria costituisce un ponderoso archivio che, in una persona adulta e di buona cultura, ha la consistenza di una vera e propria enciclopedia e comprende sia ricordi personali, sia conoscenze scientifiche più complesse.
    Ebbene, la memoria secondaria non trova collocazione in alcuna parte delle strutture cerebrali. Ci sono casi in cui una persona, per una malattia o un trauma, subisce una parziale compromissione della corteccia cerebrale, con conseguente amnesia più o meno marcata; ma poi – sia pure in tempi talvolta prolungati – si verifica la piena riacquisizione della memoria. Questo fatto avviene perché alcuni moduli corticali sono in grado di procedere alla formazione di nuovi circuiti, sostitutivi di quelli distrutti; si creano cioè nuovi canali che consentono il ricupero dei ricordi conservati nella mente. Ciò significa che i neuroni non sono la “sede” della memoria, il centro di produzione dell’attività mnemonica secondaria, tesi sostenuta da autori materialisti. Se così fosse, con la distruzione del tessuto neuronale originario, interamente sostituito da quello nuovo, i ricordi sarebbero distrutti per sempre».

    L’intelligenza come insieme di impulsi elettrici e reazioni chimiche: così la descrive appunto la scienza materialista. Quindi anche la parte più «umana» dell’uomo (le emozioni, i ricordi, i sentimenti, la volontà...) non sarebbe altro che una serie di interazioni tra molecole. Come risponde lei a queste obiezioni?
    «L’intelligenza può indubbiamente assimilarsi a un apparato di eccezionale complessità funzionale che, come già detto, è utilizzato dalla mente. Ma – mentre i ricordi e la volontà sono caratteristiche specifiche della persona umana e dun-que fanno parte delle prerogative della mente – emozioni e sentimenti dipendono invece dal sistema nervoso centrale. Quindi le emozioni, intese come stati d’animo provocati da situazioni contingenti esterne ed interne, sono conseguenti a reazioni endocrine provocate dalla produzione di particolari molecole da parte del sistema nervoso centrale. È poi la volontà che interviene per mitigarle e razionalizzarle».

    Quali analogie ci sono tra cervello e computer?
    «Analogie notevoli; anzi, più si affinano le soluzioni tecniche introdotte nei computer, più ci avviciniamo alle capacità operative rilevabili nel cervello umano, anche se a livelli enormemente inferiori. Tuttavia, la mente dell’uomo ha delle capacità che il computer non possiede: quella di creazione di nuove idee e teorie scientifiche».
    La mente – lei dice – è un principio spirituale. Possiamo dire, con linguaggio teologico, che è l’anima?
    «Sì. La mente è indubbiamente una realtà spirituale e, ne convengo, in termine teologico è definibile con la parola “anima”. Certo, non si può dimostrarlo “scientificamente”, perché il fatto che la mente sia spirito sfugge a una sperimentazione scientifica in senso stretto. Però ci si può arrivare razionalmente, attraverso una riflessione sui dati scientifici».

    SCIENZA & FEDE
    «I fenomeni del mondo materiale sono cause necessarie ma non sufficienti per spiegare le esperienze coscienti e il mio “io” in quanto soggetto di esperienze coscienti. Ci sono validi argomenti che conducono al concetto religioso dell’anima e della sua speciale creazione da parte di Dio».
    (sir John Eccles, Premio Nobel per la medicina, in Mariano Artigas, Le frontiere dell’evoluzionismo, Ares, Milano 1993, p. 227).
    Dossier: Scienza & Vita
    IL TIMONE - N.62 - ANNO IX - Aprile 2007 pag. 42-43
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

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    Citazione Originariamente Scritto da Strapaesano Visualizza Messaggio
    Un interessante contributo:

    Mente e cervello: Una discussione scientifica
    che conduce all'esistenza dell'anima
    Centro di Divulgazione Scientifica sulla Coscienza
    a cura di: Marco Biagini
    Dottore di Ricerca in Fisica dello Stato Solido.

    Introduzione - Che cosa è il cervello? - La vita biologica non implica la vita psichica - L'attività cerebrale e la vita psichica - Le leggi della fisica e le altre scienze naturali - Le leggi della fisica e la storia - I calcoli da principi primi - Conclusioni - Un commento alla teoria dell'evoluzione


    Introduzione

    Certamente il problema della coscienza è stato ampiamente dibattuto sul piano filosofico. Poichè lo scopo di questo articolo è di affrontare il tema della coscienza da un punto di vista scientifico, non mi soffermerò sulle diverse definizioni e concezioni che i filosofi hanno espresso a questo proposito. Mi limito a definire la coscienza o vita psichica come la nostra capacità di essere coscienti e/o senzienti, di avere percezione di noi stessi, di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri, ecc. Non uso la parola intelligenza, perché oggi essa è spesso associata al concetto di intelligenza artificiale, che non implica nessuna forma di vita psichica e di stato cosciente o senziente. La scienza, al contrario della filosofia, si fonda sempre sull'osservazione di fenomeni; la possibilità di una verifica sperimentale è ciò che in ultima istanza distingue una teoria scientifica da una concezione filosofica. La vita psichica dell'uomo è un fenomeno direttamente osservabile di cui abbiamo quindi piena evidenza sperimentale (anzi, esso rappresenta il fondamento di ogni altra osservazione sperimentale, poichè se non fossimo coscienti non potremmo osservare nessun fenomeno); il fenomeno "coscienza" merita quindi di essere analizzato sul piano scientifico.

    Che cosa è il cervello ?

    Oggi sappiamo che il nostro cervello è solo un insieme di particelle come elettroni e protoni, che interagiscono attraverso il campo elettromagnetico. Ogni processo biologico è dovuto soltanto a reazioni chimiche che a loro volta sono dovute all'interazione elettromagnetica tra gli elettroni ed i protoni degli atomi che costituiscono il nostro organismo. Ogni neurone ed ogni cellula non sono altro che insiemi di elettroni, protoni e neutroni, con una certa collocazione spaziale; l'interazione elettromagnetica può essere infatti attrattiva e questo fa sì che le particelle possano attrarsi formando determinate disposizione geometriche nello spazio. Le proprietà di ogni molecola (incluse le molecole di DNA, gli ormoni, ecc.) ed ogni processo biologico sono dovuti solo alle leggi della fisica; più precisamente, poiché nel nostro organismo non avvengono reazioni nucleari e le forze gravitazionali sono troppo deboli per interferire con i processi molecolari, ogni processo biologico è dovuto unicamente alle leggi dell'elettrodinamica quantistica.
    La scienza ha dimostrato che tutti i processi chimici, biologici e cerebrali consistono unicamente in successioni di processi fisici elementari, i quali sono determinati unicamente dalle leggi della fisica quantistica. Tale visione dei processi biologici non può rendere conto dell'esistenza della nostra vita psichica; dunque il materialismo è inconciliabile con la scienza. Del resto, ogni tentativo di spiegare la nostra vita psichica nell'ambito del materialismo implica che ciò che soffre, ama, desidera, percepisce, ecc. in noi siano oggetti come elettroni o campi elettromagnetici. Ma gli oggetti non posso percepire nulla; gli oggetti non possono provare né gioia né tristezza, né piacere né dolore, ecc. La scienza ha dimostrato che le equazioni del campo elettromagnetico sono universali; esse descrivono tanto il campo elettromagnetico dentro il nostro cervello come quello in un qualunque filo di rame o quello all'interno di un atomo. Non c'è alcuna traccia di coscienza, sensazioni, sentimenti, pensieri, ecc. nelle equazioni del campo elettromagnetico. Se si ipotizza che il campo elettromagnetico sia l'origine della nostra vita psichica, allora la sola logica conclusione sarebbe che anche la nostra lavatrice, la nostra televisione, il nostro tostapane di tanto in tanto saranno depressi o felici o sofferenti... Infatti, dal punto di vista scientifico non vi è alcuna differenza tra i campi elettromagnetici presenti nel nostro cervello e quelli presenti in questi apparecchi.
    Affermare che gli impulsi elettrici che avvengono nel cervello siano o generino sensazioni o pensieri significa contraddire le leggi della fisica che considerano equivalenti tutti gli impulsi elettrici, che avvengano dentro o fuori dal cervello. Infatti, un impulso elettrico è costituito solo da elettroni in movimento, e gli elettroni sono tutti identici ed indistinguibili e sono sempre in movimento in qualunque materiale o circuito elettrico. Attribuire agli elettroni del nostro cervello proprietà (come quella di generare sensazioni o emozioni) e non attribuire la stessa proprietà a tutti gli altri elettroni dell'universo, significa contraddire la fisica quantistica, la quale stabilisce che tutti gli elettroni sono identici ed indistinguibili, ossia hanno tutti le stesse esatte caratteristiche e proprietà.
    Inoltre le leggi della fisica stabiliscono che gli impulsi elettrici generano solo campi elettromagnetici ; quindi l'ipotesi tipica dei materialisti secondo cui gli impulsi elettrici del cervello generano sensazioni, emozioni ecc., è in stridente contraddizione con le leggi della fisica. A loro volta, le onde elettromagnetiche generate dagli impulsi elettrici nel nostro cervello sono del tutto equivalenti a quelle generate da qualunque altro impulso elettrico ; tali onde escono dal nostro cervello e si disperdono nello spazio esterno alla velocità della luce, come tutte le onde elettromagnetiche.
    Le leggi della fisica stabiliscono quali tipi di processi avvengono nella realtà fisica; escludendo le reazioni nucleari e subnucleari, che non avvengono certo nel cervello, i soli processi possibili sono il movimento di particelle e lo scambio di energia tra particelle (collisioni tra particelle) e tra particelle e campo elettromagnetico (emissione o assorbimento di fotoni). I soli processi fisici possibili sono determinati da un operatore matematico chiamato "Hamiltoniano", che determina anche quali siano i soli tipi di energia esistenti nella realtà fisica. L'Hamiltoniano è infatti costituito dalla somma di alcuni termini, ciascuno dei quali determina un tipo di energia, come l'energia cinetica dell'elettrone o l'energia del fotone. Per avere altri processi o altri tipi di energia è necessario aggiungere altri termini all'Hamiltoniana, alterando così le equazioni della fisica, e conseguentemente tutte le loro soluzioni (vedi paragrafo "Le leggi della fisica e la storia"). In conclusione, le leggi della fisica smentiscono l'ipotesi base del materialismo secondo cui la vita psichica è generata dai processi cerebrali. Le leggi della fisica non permettono di spiegare, né di giustificare, nemmeno in linea di principio o concettualmente, l'esistenza della vita psichica, neppure l'esistenza della sensazione più banale.

    La vita biologica non implica la vita psichica

    La scienza ha dimostrato che il nostro cervello è solo un insieme di particelle (ossia un oggetto) e che la vita biologica consiste unicamente in una successione di reazioni chimiche concatenate, che a loro volta consistono unicamente in processi fisici (per la precisione, processi quanto-elettromagnetici). D'altra parte la nostra vita psichica trascende le leggi della fisica e non può quindi essere considerata il prodotto dei processi biologici o cerebrali, essendo essi meri processi fisici. Questo implica che la nostra psiche ed il nostro cervello non siano la stessa entità, ma due diverse entità interagenti. Uso il termine psiche per indicare il componente non-fisico/non-biologico dell'uomo che genera la nostra vita psichica cosciente. Naturalmente si potrebbero usare anche altri temini, come mente, spirito, anima, ecc.
    A questo punto è doveroso chiedersi se esista qualche evidenza scientifica sull'eventuale esistenza di una qualche specie di vita psichica cosciente negli animali, come percezione di sensazioni o emozioni. La prima osservazione che deve essere fatta a questo proposito è la seguente; oggi sappiamo che è possibile in linea di principio simulare al computer ogni aspetto del comportamento degli animali, incluso la capacità di apprendimento o l'apparente capacità di riconoscersi allo specchio. Un software adeguato può permettere al computer di registrare in memoria i dati di input, analizzarli, e produrre determinati output ; tutte queste operazioni avvengono naturalmente in modo automatico, senza che il computer sia cosciente di nulla. Per esempio un computer può "distinguere" le immagini che riceve tramite una telecamera; questo avviene automaticamente attraverso algoritmi matematici senza che il computer abbia alcuna sensazione visiva; questo significa che il fatto che il cane distingua il bastone da un osso non prova che il cane abbia una sensazione visiva.
    Non è quindi possibile in nessun modo escludere dal punto di vista scientifico o razionale che la vita degli animali sia solo un processo puramente biologico e sia priva di alcuna forma di vita cosciente; in altre parole la scienza non permette di escludere la possibilità che l'animale sia solo un "robot biologico", che non è cosciente di nulla e non percepisce alcun tipo di sensazione, le cui azioni e reazioni sono determinate da un "software" chimico impiantato nel suo cervello. E' possibile spiegare anche quei comportamenti degli animali che sono spesso ritenuti un'indicazione di stati emotivi. Per esempio, i cani che a causa di mutazioni genetiche esibivano casualmente degli atteggiamenti affettuosi, avevano una maggior probabilità di essere "adottati" dall'uomo, e quindi di sopravvivere. Era sufficiente che l'animale presentasse questi atteggiamenti nei confronti di un solo membro della famiglia (anche se non era quello che gli dava il cibo) per essere accettato dalla famiglia. Si tratterebbe solo di un caso di selezione naturale, anche se inconsapevolmente indotta dall'uomo, che ha di fatto programmato il comportamento e le reazioni del cane. Poiché non abbiamo alcuna modo di osservare l'esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali e l'ipotesi che tale vita psichica esista non è necessaria per spiegare i fenomeni osservabili negli animali, possiamo affermare che non esiste alcuna evidenza sperimentale o scientifica dell'esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali, neppure di sensazioni o emozioni.
    L'idea che gli animali abbiano una qualche forma di vita psichica è quindi solo un'ipotesi arbitraria, priva di alcun fondamento scientifico o razionale. Tale ipotesi può essere considerata una reminiscenza dell'infanzia, poiché tutti i bambini tendono ad attribuire agli animali pensieri, emozioni e sensazioni. Del resto, i popoli primitivi tendevano ad attribuire caratteri antropomorfi a molti elementi della natura: il sole, il mare, il vento, le foreste, le montagne... L'uomo ha mano a mano capito che i fenomeni naturali non implicavano l'esistenza di "spiriti" addetti al loro controllo, ma avvenivano automaticamente a causa di specifiche leggi naturali; l'uomo ha capito che la natura è oggetto e non persona. La concezione antropomorfa degli animali è l'ultimo residuo di questo atteggiamento pre-scientifico che ha condotto l'uomo a personalizzare i processi naturali che non riusciva a spiegare; il progresso scientifico e tecnologico ci permette ora di spiegare anche il comportamento degli animali senza attribuire ad essi alcun carattere antropomorfo.

    L'attività cerebrale e la vita psichica

    Vorrei fare osservare che il fatto che danni al cervello o la droga provochino alterazioni delle capacità mentali del soggetto dimostra semplicemente l'esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello. In nessun modo questo può essere considerato una prova del fatto che il cervello sia l'origine della coscienza e della capacità di percepire emozioni, ecc. Se abbiamo un problema ai nostri occhi, le nostre capacità visive risultano alterate, ma questo certamente non significa che siano i nostri occhi ad avere o a generare una sensazione visiva ; questo significa semplicemente che l'occhio ha un ruolo preliminare nel processo di generazione della sensazione visiva. L'occhio è solo uno strumento usato dalla psiche per vedere, ma l'occhio non vede nulla perché non percepisce alcuna sensazione visiva. Allo steso modo, anche il cervello ha solo un ruolo preliminare e può essere considerato uno strumento usato dalla psiche. Tutti gli studi neurologici sul cervello provano solo l'esistenza di una interazione tra psiche e cervello. Del resto, l'esistenza di questa interazione è ovvia, perché senza di essa, la nostra psiche sarebbe completamente isolata dalla realtà esterna, e quindi noi non potremmo interagire con la realtà esterna.
    Resta il fatto che stimolo fisico e la sensazione che noi proviamo sono due fenomeni completamente diversi. Per esempio, la vibrazione delle molecole dell'aria rappresenta lo stimolo fisico che procura in noi la sensazione "suono", ossia la sensazione uditiva. Tuttavia, la vibrazione delle molecole dell'aria non è la sensazione "suono" ; le molecole dell'aria non sentono alcun suono, così come sarebbe assurdo affermare che le molecole dell'aria che vibrano sono una sensazione uditiva. La sensazione "suono" esiste solo a livello psichico e non a livello fisico; la sensazione uditiva è generata dalla psiche come elaborazione di un determinato stimolo fisico. Lo stesso vale per gli impulsi elettrici e le reazioni chimiche che avvengono nel cervello: tali reazioni chimiche o impulsi elettrici non sono emozioni, sensazioni o pensieri, ma sono solo degli stimoli fisici; è infatti la nostra psiche che elabora e traduce questi processi fisici in emozioni, sensazioni o pensieri.

    Le leggi della fisica e le altre scienze naturali

    Vorrei ora proporre alcune considerazioni sull'affidabilità delle nostre conoscenze scientifiche. Innanzitutto voglio spiegare la differenza tra una teoria fenomenologica ed una teoria da "principi primi". Una teoria fenomenologica consiste in una versione approssimata e semplificata di una teoria da "principi primi", che rappresenta la spiegazione esatta dei fenomeni naturali. La biologia e la neurologia sono esempi di teorie fenomenologiche, mentre la fisica è la sola teoria da principi primi, da cui tutte le altre scienze naturali derivano. Naturalmente poiché i calcoli da principi primi sono estremamente lunghi e laboriosi, noi abbiamo bisogno anche di teorie semplificate che ci permettano di trattare più agevolmente i sistemi composti da molti atomi.
    Le leggi della fisica hanno un valore generale, ma nella loro applicazione a sistemi specifici, è possibile utilizzare delle regole più semplici, specifiche per quel tipo di sistema; tali regole non sono né estranee, né indipendenti dalle leggi della fisica, ma sono una diretta conseguenza delle leggi della fisica. Un risultato di queste teorie fenomenologiche non può essere accettato se risulta in contraddizione con le leggi della fisica, che sono i soli veri principi all'origine della teoria fenomenologica. Solo le leggi della fisica rappresentano la spiegazione da principi primi della realtà materiale, tanto di quella inorganica quanto di quella organica. Una teoria approssimata (come la biologia o la neurologia) non può essere ovviamente usata per negare la teoria da cui deriva e di cui essa è solo un'approssimazione.
    Tutte le altre scienze naturali sono dunque subordinate alla fisica. Si può anche osservare che tutte le scienze naturali (biologia, neurologia, medicina, ecc.) usano oggi nei loro studi degli strumenti di misura e di analisi microscopica che sono stati progettati e costruiti unicamente sulla base delle leggi della fisica. I dati che tali discipline analizzano e studiano hanno senso solo perché le leggi della fisica assicurano il corretto funzionamento degli strumenti di misura utilizzati. Se si mettessero in discussione le leggi della fisica, crollerebbero immediatamente tutte le altre scienze naturali, perché i dati da esse utilizzati a sostegno delle proprie teorie non avrebbero più alcun senso. Dunque nessuna delle scienze naturali può elaborare teorie in contraddizione con le leggi della fisica, né può in alcun modo mai smentire le leggi della fisica. Questo significherebbe fare perdere di significato a tutti i dati, reperiti attraverso strumenti il cui funzionamento è garantito unicamente dalle leggi della fisica, dati sui quali sarebbero state costruite le teorie stesse. Si tratterebbe di una palese contraddizione logica. Le leggi della fisica sono quindi il fondamento di tutte le altre scienze naturali.
    Per comprendere meglio il rapporto tra la fisica e le altre scienze naturali si consideri il seguente esempio: per aprire un lucchetto a combinazione dobbiamo conoscere la combinazione. Anche se non conosciamo la combinazione, e non possiamo quindi aprire il lucchetto, sappiamo già che tipo di processo avverrà quando troveremo la combinazione. Le leggi della meccanica stabiliscono che il solo tipo di processo che osserveremo sarà l'apertura del lucchetto; le leggi della meccanica stabiliscono che il lucchetto non si metterà a pensare, nè proverà dolore o piacere, paura o gioia. Allo stesso modo, l'elettrodinamica quantistica stabilisce che ogni processo biologico consiste unicamente in successioni di reazioni chimiche, che a loro volta consistono in successioni di processi cinetici ed elettromagnetici, ossia movimento di particelle, emissione ed assorbimento di fotoni. Ancora non conosciamo le esatte successioni di reazioni chimiche che avvengono in tutti i processi biologici, ed è compito della biologia cercare di determinare tali successioni; ma, proprio come nell'esempio del lucchetto, le leggi della fisica stabiliscono che nessuna successione di reazioni chimiche può generare pensieri, sensazioni o emozioni. Da qui, la necessaria esistenza di un elemento non-fisico (l 'anima), come sorgente della nostra vita psichica.

    Le leggi della fisica e la storia

    Le leggi che generano tutti processi chimici, biologici e neurologici sono oggi perfettamente note. Mai prima d'ora nella storia, la scienza è stata capace di spiegare i principi da cui hanno origine tutti i processi biologici. Questo rappresenta una vera svolta nella storia della scienza. Ciò che la fisica scoprirà in futuro non avrà più nulla a che fare con il funzionamento del nostro organismo, né con qualunque altro organismo biologico. Ci sono certamente ancora cose non pienamente comprese nel campo dell'astrofisica, ma questi processi non influenzano in nessun modo i processi biologici, che sono dovuti unicamente alle leggi dell'elettrodinamica quantistica. Non vi è dunque alcuna ragione per dubitare delle leggi della fisica e della loro capacità di spiegare perfettamente ogni sistema biologico.
    Le leggi della fisica sono costituite da poche equazioni matematiche correlate tra loro. La loro compatta e rigida struttura matematica esclude la possibilità che esse possano essere modificate o perfezionate; infatti ogni modifica di un'equazione matematica comporta dei cambiamenti radicali di tutte le soluzioni di tale equazione. Poiché dalle equazioni della fisica sono state ottenute miliardi e miliardi di soluzioni confermate con grande precisione dagli esperimenti, modificare le equazioni della fisica significherebbe gettare via di colpo tutte queste soluzioni corrette. D'altra parte, assistiamo giorno dopo giorno ad una sistematica riconferma sperimentale delle leggi della fisica su sempre nuovi sistemi. Ipotizzare che le leggi della fisica siano sbagliate equivale a dire che tutti questi miliardi e miliardi di sistematiche e quantitative conferme sperimentali siano solo una fortunata coincidenza. In questi ultimi decenni sono state compiute molte più verifiche sperimentali di quante non ne siano state compiute nel corso di tutta la storia, ma le leggi della fisica quantistica scoperte nei primi decenni del secolo scorso non sono mai state modificate. Sulla base del numero di verifiche sperimentali compiute, si può affermare che l'elettrodinamica quantistica sia la più anziana e la più testata teoria scientifica della storia.

    I calcoli da principi primi

    Oggi noi siamo in grado di fare calcoli da "principi primi" relativi a sistemi molecolari composti da molti atomi ; questo significa che possiamo calcolare le soluzioni delle equazioni della fisica quantistica anche per sistemi macroscopici. Il punto chiave è che noi sappiamo già che TIPO di informazione possiamo ottenere da un calcolo da "principi primi" di un qualsivoglia sistema molecolare. Infatti, dalla soluzione dell'equazione di Schroedinger per un sistema molecolare, noi sappiamo che possiamo ottenere informazioni relative alla distribuzione di carica o ai livelli di energia. In nessun modo noi possiamo ottenere coscienza, emozioni, sentimenti, ecc. Questi non sono possibili risultati di un calcolo da principi primi. Anche se con un supercomputer noi potessimo calcolare la funzione d'onda del nostro cervello, noi potremmo ricavare da tale funzione d'onda solo proprietà come densità di carica e livelli energetici ; non potremmo mai ottenere alcuna esperienza psichica. Infatti noi sappiamo già quale tipo di informazione possiamo ottenere da qualunque funzione d'onda. Noi possiamo già fare calcoli da principi primi su molti sistemi molecolari, ma il tipo di proprietà che possiamo ottenere da questi calcoli è indipendente dal tipo di molecole o dal numero di atomi del sistema. Se la psiche non esistesse come componente non-fisico dell'uomo, in base alle nostre conoscenze scientifiche noi dovremmo essere dei robot biologici, che agiscono a causa di specifiche reazioni chimiche senza essere coscienti di nulla e senza provare alcuna sensazione. Gli studi in campo neurologico dimostrano soltanto l'esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello, ma non rivelano nulla della natura della psiche.

    Conclusioni

    Il materialismo è inconciliabile con la visione scientifica dei processi biologici. La scienza ha infatti dimostrato che tutti i processi chimici, biologici e cerebrali consistono unicamente in successioni di processi fisici elementari, determinati unicamente dalle leggi della fisica quantistica. Questa concezione dei processi biologici non permette di spiegare, nè di giustificare, nemmeno in linea di principio o concettualmente, l'esistenza della vita psichica, neppure della sensazione più banale. Questo risultato acquista un significato molto profondo se si analizza lo stato delle nostre attuali conoscenze scentifiche. Innanzitutto, tutte le scienze naturali sono subordinate alle leggi della fisica, che rappresentano i principi da cui esse derivano e di cui sono solo versioni approssimative. Oggi infatti conosciamo le leggi che determinano tutti i processi molecolari, elettromagnetici, chimici, biologici, neurologici e cerebrali: sono le leggi dell'elettrodinamica quantistica, la leggi scientifiche che hanno ottenuto le più ampie, generali, sistematiche, numerose e precise conferme sperimentali di tutta la storia. Le leggi dell'elettrodinamica quantistica sono confermate da un numero così alto di risultati sperimentali che sarebbe assurdo dubitare della loro validità nella spiegazione dei sistemi molecolari, ed in particolare dei sistemi biologici.
    Del resto, la rigidità della struttura matematica dell'elettrodinamica quantistica, rende del tutto irragionevole l'ipotesi di potere modificare tali leggi, poiché questo avrebbe conseguenze catastrofiche su tutte le soluzioni corrette che finora abbiamo ottenuto. Questo significa che l'elettrodinamica quantistica rappresenta la teoria definitiva per la spiegazione dei processi molecolari, e conseguentemente, dei processi biologici.
    Le leggi dell'elettrodinamica quantistica possono quindi essere considerati i principi primi che determinano tutti i processi molecolari e biologici. Il punto è che tali principi forniscono, almeno in linea di principio, una consistente spiegazione meccanicistica di tutti i processi molecolari e biologici, ma non permettono di spiegare, nemmeno in linea di principio , l'esistenza della vita psichica. Le leggi della fisica smentiscono così l'ipotesi base del materialismo, secondo cui la vita psichica sarebbe generata da processi biologici o cerebrali. La vita psichica (sensazioni, emozioni, pensieri, ecc.) trascende le leggi della fisica e quindi la causa dell'esistenza della vita psichica non può essere identificata con il cervello; la vita psichica è originata necessariamente da un componente non-fisico/non-biologico, ossia sovrannaturale, che possiamo chiamare psiche o anima. Esistono quindi due realtà distinte: la realtà fisica, ossia l'universo, che ha una struttura intrinsecamente matematica (le leggi della fisica) che determina ogni processo fisico, chimico o biologico; la realtà psichica che trascende tali leggi, e, conseguentemente, trascende la realtà fisica.
    A questo punto sorge la domanda : da dove ha avuto origine la nostra psiche ? Il fenomeno della vita psichica dimostra che la psiche ad un certo punto certamente comincia ad esistere in noi. Le leggi della fisica dimostrano che la psiche non può essere il prodotto di processi fisici, chimici o biologici. Dunque l'origine dell'anima è trascendente rispetto alla realtà fisica. Possiamo quindi chiamare Dio la Causa necessaria all'esistenza della psiche, essendo tale Causa trascendente. Questo rappresenta la conferma scientifica della dottrina cattolica secondo la quale ogni uomo ha un'anima che è creata direttamente da Dio. Ritengo sia legittimo affermare che oggi l'esistenza dell'anima e l'esistenza di un Dio trascendente siano dimostrate scientificamente.

    Un commento alla teoria dell'evoluzione

    Aggiungo una breve osservazione sulla teoria dell'evoluzione. La teoria dell'evoluzione si applica soltanto agli organismi biologici. Non abbiamo elementi sufficienti per stabilire se realmente l'organismo biologico dell'uomo sia il risultato di un processo evolutivo. Il punto è però che la vita psichica è trascendente rispetto alla realtà fisica/biologica e richiede nell'uomo l'esistenza di un componente trascendente (la psiche o anima o mente ecc.).
    Poiché non esistono fossili di mente, la teoria dell'evoluzione non può dire nulla relativamente all'origine della vita psichica umana. Dunque, anche ammettendo che il corpo umano sia il risultato di una evoluzione biologica, l'uomo non potrebbe avere alcuna vita psichica cosciente se non avesse ricevuto anche un'anima, anima che non può essere generata da processi biologici/evoluzionistici. Senza un'anima, noi saremmo solo dei robot biologici in grado di agire e reagire, ma incapaci di percepire alcuna sensazione, emozione o pensiero. Alcuni evoluzionisti a volte tentano di formulare delle teorie sull'evoluzione della vita psichica, ma è chiaro che si tratta di pure speculazioni campate per aria, prive di alcun fondamento razionale o scientifico.
    Già all'inizio avevo dei preconcetti su un Ph.D in fisica che si mette a ragioanre di biologia e neurologia , soprattutto se le sue referenze scientifiche si fermano al dottorato e relative solo all'ambito del dottorato stesso e po il vuoto.
    Superato questo primo impatto ho letto con molta fatica il tutto , fatica determinata dal fatto che già nelle prime due frasi avevo molto ma molto da ridire se non da ridere.

    Dopo di chè ho cercato di informarmi sul Web del personaggio è la migliore spiegazione del fenomeno l'ho trovato per puro caso su un sito che visito regolarmente.

    Quello che Renzetti dice di lui non lo avrei potuto esprimerlo meglio.

    La prova scientifica dell

    Devo dire che in moltissimi anni di insegnamento e di ricerca ho incontrato le più svariate persone. Le idee che ciascuno esprimeva erano più o meno condivisibili ed i parametri di giudizio erano e restano soggettivi. Chi ha ragione ? Nessuno è in grado di dire. Vi possono essere dei ragionamenti che sono supportati da tante di quelle prove o da tanti indizi che sono più facilmente accettabili, vi possono essere delle prove dirimenti che si accompagnano a dati empirici o addirittura sperimentali che rendono l'argomento evidente. Ma quando mi imbatto in ragionamenti come quelli che propongo di seguito mi viene subito in mente una persona che sta poco bene. Non è proprio il caso di parlare di malafede, solo di disturbi psichici. La prova provata delle teorie di Reich. Già mi era successo in passato di incontrare dei fisici che dicevano delle sciocchezze mostruose ammantandole del loro essere fisici. Ricordo alcuni di essi: il mai rimpianto Enrico Medi, uno dei predicatori democristiani insieme a Lombardi e Gedda nel 1948, che si laureò con una tesi sulla verginità di Maria attraverso la termodinamica (la tesi è stata opportunamente fatta sparire dal deposito del Dipartimento di Fisica di Roma dove sarebbe dovuta essere); un altro che imperversa in TV (non dico il nome perché non ho prove) che avrebbe mostrato il concepimento verginale di Maria attraverso la Teoria della Relatività. Visto che vi è anche quest'altro che propongo, dovrò iniziare una ricerca per fare una casistica di fisici squilibrati.

    Invito i lettori a notare come si tenti un percorso logico che si interrompe di tanto in tanto con delle affermazioni che logiche non sono, come uno che fa il fisico di mestiere scambi una sua elucubrazione come discorso scientifico e prova dell'esistenza di Dio! Si noti anche come venga drasticamente sottovalutata la biologia e come si elevi a religione la fisica. Una analoga operazione la fa il candidato Ig-Nobel Zichichi, quando parla di evoluzionismo come di teoria non sottoponibile a verifiche di tipo galileiano. Occorre adattarsi a questa genìa di strani personaggi e tentare di sistemarli opportunamente nella classificazione dei viventi che faceva Leonardo Sciascia: uomini, semiuomini e quacquaracquà.

    Vi è un'ultima possibilità: chi ha scritto le cose che seguono è un buontempone che si farà grasse risate su ogni persona che lo prenderà sul serio.

  8. #78
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Citazione Originariamente Scritto da Strapaesano Visualizza Messaggio
    La mente? E' un'entità spirituale
    Scritto da Roberto BERETTA
    La mente, o anima, è distinta dal cervello, pur avvalendosene e pur essendone influenzata. Insomma non è materiale, bensì spirituale ed incorporea. Ce lo spiega l’ing. Angelo Bellussi.

    «Ma che cos’hai in testa?». Sapessimo davvero rispondere, non saremmo pro prio quei distratti o quegli sciocchi a cui professori e genitori alludevano, allorché ci ponevano retoricamente la domanda...
    Che cos’è infatti il cervello? Dove ha sede la coscienza? Qual è il rapporto tra l’intelligenza e l’anima? Il pensiero o la memoria sono soltanto questione di neuroni? Dove abita lo «spirito»?... Questioni difficilissime, poste sul filo del rasoio tra la fede e la scienza, e anzi tra modi diversi di intendere la scienza. L’ingegner Angelo Bellussi – una vita dedicata alle costruzioni e dunque alla soluzione di faccende eminentemente pratiche – ha affrontato domande come queste nel suo libro Viviamo per caso? Riflessioni sul significato della nostra esistenza (Cis Editore, pp. 204, € 24,50). E dall’analisi dei rigorosi risultati della scienza ha ricavato importanti conseguenze filosofiche ed etiche.
    Ingegnere, lei separa anzitutto la mente e il cervello. Come può spiegarne in modo semplice la differenza, a noi profani? E perché poi è così importante distinguerli?

    «La mente è un’entità spirituale, cioè sfugge a una valutazione in termini di concretezza fisica, è immateriale pur essendo inserita nella realtà, che è in grado di condizionare vistosamente con la realizzazione di opere di eccezionale rilevanza (intere città, transatlantici, navette spaziali, eccetera). Le prerogative fondamentali della mente, ciascuna delle quali si articola in molteplici aspetti particolari, sono: l’autocoscienza; la volontà; la memoria secondaria; la capacità di utilizzo di parametri valutativi innati che le consentono di apprezzare l’armonia e la bellezza del mondo. Il cervello consiste invece in un complesso di apparati di natura totalmente fisica, pronti a captare e a decifrare le informazioni esterne che gli pervengono attraverso gli organi di senso».
    E l’intelligenza dove sta: nel cervello o nella mente?

    «La mente è in grado di utilizzare vari apparati, in particolare l’intelligenza, la quale è una funzione capace di associare e coordinare gli elementi conoscitivi che le pervengono; funzione riscontrabile, in modo più o meno sviluppato, anche negli animali superiori. La mente valuta e memorizza le informazioni fornite dall’intelligenza e, sulla base di esse, elabora i programmi operativi che intende perseguire. Esplica la sua volontà indipendentemente dalle stimolazioni istintuali e dai condizionamenti emotivi dovuti all’azione del sistema nervoso centrale, spesso anzi in opposizione ad essi.
    È importante rilevare che la mente ha facoltà di intervenire sugli assetti neurologici del cervello, apportando loro notevoli modificazioni anatomiche e funzionali. Questo fenomeno, definito “plasticità del cervello”, comporta l’instaurazione di nuove ramificazioni, aggiunte a quelle già esistenti nel patrimonio genetico originario. In tal modo una persona avrà facoltà di diventare un medico, un avvocato, un pilota d’aerei, un giocatore di rugby, od altro. Il cervello insomma, e in particolare l’intelligenza, è uno strumento a disposizione della mente, che ha la facoltà di plasmarlo entro determinati limiti. In definitiva, la distinzione tra mente e cervello è paragonabile a quella tra tecnico informatico e computer, o tra pilota e vettura».

    Il cervello è materia, la mente è spirito. È così? E come si può dimostrarlo scientificamente?
    «L’argomento a mio avviso più probante consiste nel fat-to che, malgrado le approfondite ricerche effettuate con i mezzi di indagine più moderni ed efficienti – in particolare il microscopio elettronico a scansione, in grado di rilevare le strutture molecolari delle cellule neuronali – non è emerso nulla che possa anche remotamente giustificare le funzioni fondamentali della mente.
    Queste non risultano connesse ad attività elettriche pre-senti nei circuiti del cervello, né come prodotto di carattere chimico. Esiste tuttavia un riscontro clinico di notevole rilievo riferibile alla memoria secondaria, una delle funzioni fondamentali della mente; tale memoria costituisce un ponderoso archivio che, in una persona adulta e di buona cultura, ha la consistenza di una vera e propria enciclopedia e comprende sia ricordi personali, sia conoscenze scientifiche più complesse.
    Ebbene, la memoria secondaria non trova collocazione in alcuna parte delle strutture cerebrali. Ci sono casi in cui una persona, per una malattia o un trauma, subisce una parziale compromissione della corteccia cerebrale, con conseguente amnesia più o meno marcata; ma poi – sia pure in tempi talvolta prolungati – si verifica la piena riacquisizione della memoria. Questo fatto avviene perché alcuni moduli corticali sono in grado di procedere alla formazione di nuovi circuiti, sostitutivi di quelli distrutti; si creano cioè nuovi canali che consentono il ricupero dei ricordi conservati nella mente. Ciò significa che i neuroni non sono la “sede” della memoria, il centro di produzione dell’attività mnemonica secondaria, tesi sostenuta da autori materialisti. Se così fosse, con la distruzione del tessuto neuronale originario, interamente sostituito da quello nuovo, i ricordi sarebbero distrutti per sempre».

    L’intelligenza come insieme di impulsi elettrici e reazioni chimiche: così la descrive appunto la scienza materialista. Quindi anche la parte più «umana» dell’uomo (le emozioni, i ricordi, i sentimenti, la volontà...) non sarebbe altro che una serie di interazioni tra molecole. Come risponde lei a queste obiezioni?
    «L’intelligenza può indubbiamente assimilarsi a un apparato di eccezionale complessità funzionale che, come già detto, è utilizzato dalla mente. Ma – mentre i ricordi e la volontà sono caratteristiche specifiche della persona umana e dun-que fanno parte delle prerogative della mente – emozioni e sentimenti dipendono invece dal sistema nervoso centrale. Quindi le emozioni, intese come stati d’animo provocati da situazioni contingenti esterne ed interne, sono conseguenti a reazioni endocrine provocate dalla produzione di particolari molecole da parte del sistema nervoso centrale. È poi la volontà che interviene per mitigarle e razionalizzarle».

    Quali analogie ci sono tra cervello e computer?
    «Analogie notevoli; anzi, più si affinano le soluzioni tecniche introdotte nei computer, più ci avviciniamo alle capacità operative rilevabili nel cervello umano, anche se a livelli enormemente inferiori. Tuttavia, la mente dell’uomo ha delle capacità che il computer non possiede: quella di creazione di nuove idee e teorie scientifiche».
    La mente – lei dice – è un principio spirituale. Possiamo dire, con linguaggio teologico, che è l’anima?
    «Sì. La mente è indubbiamente una realtà spirituale e, ne convengo, in termine teologico è definibile con la parola “anima”. Certo, non si può dimostrarlo “scientificamente”, perché il fatto che la mente sia spirito sfugge a una sperimentazione scientifica in senso stretto. Però ci si può arrivare razionalmente, attraverso una riflessione sui dati scientifici».

    SCIENZA & FEDE
    «I fenomeni del mondo materiale sono cause necessarie ma non sufficienti per spiegare le esperienze coscienti e il mio “io” in quanto soggetto di esperienze coscienti. Ci sono validi argomenti che conducono al concetto religioso dell’anima e della sua speciale creazione da parte di Dio».
    (sir John Eccles, Premio Nobel per la medicina, in Mariano Artigas, Le frontiere dell’evoluzionismo, Ares, Milano 1993, p. 227).
    Dossier: Scienza & Vita
    IL TIMONE - N.62 - ANNO IX - Aprile 2007 pag. 42-43
    Qui abbiamo invece un ingegnere civile (quanto di più vicino alla biologia e alla neurologia in particolare potremmo mai pensare di avere).

    Strapaesano la prossima volta ti do il link di un lattoniere.

  9. #79
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    il principio di autorità non è scientifico, anzi è antiscientifico
    gene normanno

  10. #80
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    Predefinito Re: Eppure io sono sicuro che...

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    il principio di autorità non è scientifico, anzi è antiscientifico
    Le cose le ho lette ed hanno confermato il pregiudizio di inizio , persone che parlano di cose che non conoscono e quindi non meritano ulteriori considerazioni dopo una breve lettura.

    Diverse invece i riferimenti su Sam Parnia e l'AWARE studio che merita un approfondimento ulteriore e nin superficiale mi sto documentando visto che i riferiementi dati sono piuttosto datati 2010.

 

 
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