

Ultima modifica di Edmond Dantés; 23-03-12 alle 12:40
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Un conto è la causa efficiente (di fatto quella tu precisi nella prima fase)
Un conto è la causa finale.
Mentre il primo è quello che di fatto si utilizza e si riscontra nell'osservazione scientifica la seconda non si riscontra se non in modelli metafisici e quindi la domanda rimane: perchè ci deve essere? la sua mancata esplicitazione che impatto ha se non l'impossibilità di definire modelli metafisici che da questa traggono origine?


"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Mi dispiace ma non riesco a seguire il tuo ragionamento.
Le leggi della fisica (sarebbe meglio parlare di modelli) sono leggi causali(non tutte) che dicono che se A allora B e non che deve essere B , al massimo puoi fare inferenze di questo tipo ((se A allora B) e (B) (osservazione) allora A). ma questo non comporta che A si sia determinato per fare accadere B.
Se invece invochi una specie di principio antropico del tipo se l'universo non è caotico allora ci deve essere un fine , anche questa affermazione può essere messa in discussione nella sua validità assoluta.


Ragazzi, personalmente credo che ognuno di noi sia un'essere racchiuso in un complesso composto di cellule che svolgono complessi compiti senza che noi ce ne interessiamo: io mangio, dormo, cammino ecc, ma sono pur sempre io. Non mi posso identificare con X cellule o X neuroni, mi sembra palese che c'è dell'altro...E' interessante a proposito quanto diceva il buon vecchio Voltaire nel suo Dizionario filosofico alla voce 'Anima', quando si scagliava contro la tesi di Epicuro che gli atomi pensassero: "Amico mio - dice- com'è che pensa un atomo? Ammetti che non ne sai nulla."
"Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)


Credo che potremmo parlare degli anni postare migliaia e migliaia di pagine ...e non concludere nulla . L uomo si interroga dalla notte dei tempi........... . Quindi nessuna conclusione è buona oppure tutte sono buone . L unica differenza è la Fede ........ma in tutta onestà devo accettare (ovvio non significa condividerle) le idee da chi parte da altri presupposti.


Pensiero che puoi benissimo esercitare , ma quello che si perde di vista con queste obiezioni è che la quasi totalità delle funzionalità emergenti quando si parla di vita sono il risultato non tanto di un singolo oggetto ma della sua interrattività con altri con cui è legato in una struttura temporanemante stabile.
Il concetto del mangiare che tu dai per assodato cadere nella sfera materiale non è applicabile al singolo atomo della nostra struttura , ma bensì alla nostra struttura(insiemi di atomi e loro specifiche interazioni).
Quindi come il concetto di mangiare non può essere imputato al singolo atomo , il concetto di pensare non può essere imputato al singolo neurone.
E qui rimango nella pura parte riduzionista , poi pur rimanendo nel materialismo più spinto (per molti scientismo) potremmo passare a considerare eventuali effetti olistici (finora non trovati) ma che non si possono escludere a priori prima di dovere accettare come necessario un dualismo corpo - spirito.


Non ho detto nulla di ciò che sostieni.
Mi sono espresso unicamente in sostegno della tesi relativa alla immortalità dell'anima.
E dal momento che l'anima siamo noi, allora noi siamo immortali.
Il cattolicesimo non l'ho tirato in ballo e non ho posto alcuna religione davanti a questo discorso, anche se, dobbiamo ammetterlo, sia il cattolicesimo che molte altre religioni affermano fideisticamente ciò che ho sostenuto.
E' chiaro Darwin che implicitamente v'è un discernimento ineludibile.
"Qualcuno" ha determinato la nostra esistenza. Questo "Qualcuno" (per me il Creatore - Dio Onnipotente) ha Creato tutto ciò che osserviamo esistere intorno a noi.
Non abbiamo contezza della Sua Intelligenza che, dobbiamo dirlo, è certamente non paragonabile alla nostra, infima, con la quale facciamo i conti ogni giorno.
Questo "Qualcuno" preesiste a noi. Fatto.
Penso che Einstein abbia avuto ragione nel ricercare, per tutta la sua vita, l'Unica Legge che governa il Tutto.
Se noi siamo immortali e dopo esserci incarnati, spirando, passiamo da questo stato materiale ad altro stato (non sappiamo se ancor più materiale di questo), è possibile pensare che lo scorrere del tempo così come noi lo percepiamo, cesserà. Ci renderemo allora conto che il Tempo (passato-presente-futuro) è un unicum e là, dove andremo dopo la morte, il tempo non costituirà più una dimensione come qui. Ecco perché credo che, la coscienza, oggi frammentata qui, si comporrà insieme a tutte le coscienze che ci hanno preceduto e quelle che verranno dopo di noi su questa terra, nell'Uno di cui oggi, potenzialmente siamo membra.
Ovviamente questa è una delle tante riflessioni che si possono fare sull'argomento; ma è quella che più mi convince e che, è supportata dalle recenti scoperte effettuate sul piano scientifico analizzando la teoria delle stringhe (Universi Paralleli).
Quel tunnel che attraverseremo nell'istante successivo al nostro spirare potrebbe essere il percorso di un varco spazio temporale.
Di un buco nero.
Ultima modifica di Edmond Dantés; 23-03-12 alle 15:29
"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)
Ovviamente questa è una delle tante riflessioni che si possono fare sull'argomento; ma è quella che più mi convince e che, è supportata dalle recenti scoperte effettuate sul piano scientifico analizzando la teoria delle stringhe (Universi Paralleli).
Quel tunnel che attraverseremo nell'istante successivo al nostro spirare potrebbe essere il percorso di un varco spazio temporale.
Di un buco nero.
Il bello di tutte queste nuove scoperte è, che la scienza ora sta scoprendo cose così grandi che non riescono nemmeno a capirle. Insomma va oltre le capacità della loro mente riuscire anche solo ad afferrare quelle cose, così che fanno teorie su teorie, sembra quasi che li stia facendo impazzire perchè è al di là delle capacità. Si stanno addentrando in campi di cui non conoscono niente e che non possono capire, come il mondo dello spirito e la relatività nelle cose che portano al mondo spirituale.
Come dice Isaia 44:24,25 “Così dice l'Eterno, il tuo Redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: io sono l'Eterno che ho fatto tutte le cose, che da solo ho spiegato i cieli e ho distesa la terra; chi era con me? Io annullo i segni bugiardi (presagi dei bugiardi) e rendo insensati gli indovini; io faccio indietreggiare gli savi e rendo folle la loro conoscenza (muto la loro scienza in follia).
Ho visto su una tv francese “Arte” tutta la faccenda sui buchi neri tempo fa, ed era veramente quasi incredibile. Stavano dicendo che ridurrebbe così totalmente il tempo e lo spazio, che sarebbe come se potessi incontrare te stesso andando e venendo se ti succedesse di cadere in uno di quei buchi neri. Vedresti un riflesso di te stesso, il tuo alter ego in altre parole, come il tuo spirito. Se ti avvicinassi e fossi preso da quell'affare, ne saresti risucchiato.
Diceva che la sua forza (il buco nero) e la sua massa sono così grandi che hanno scoperto che piega perfino i raggi luminosi, una cosa che hanno sempre ritenuto impossibile. Una di queste cose ha un'attrazione gravitazionale così forte che piegherebbe un raggio di luce, l'hanno effettivamente sperimentato con i raggi X o qualcosa del genere; e dicono che se si entrerebbe proprio in un altro universo, completamente in un altro universo, e da quello in un altro mondo. - COME IL MONDO DELLO SPIRITO.
Insomma, sarebbe come passare da un mondo ad un altro ad un altro ancora. Ma diceva che se si potesse sopravvivere a questa esperienza non si potrebbe tornare in quello da cui si è venuti. La faccenda era così spirituale che mi ha quasi sconvolto. Difatti, sarebbe come passare per mezzo della morte, da un mondo all'altro – da una vita ad un'altra. Dal mondo naturale al mondo dello spirito. Come gli angeli che cadono con Satana (Luca.10:18) passano da stelle brillanti a buchi neri, da positivi a negativi, dalla vita alla morte, tramite il peccato e la ribellione contro Dio, così è possibile passare nell'altro senso, dalla morte alla vita tramite l'Amore, la misericordia e la salvezza di Dio in Gesù.
Come disse lo stesso Gesù: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Gv.5:24). Insomma, siamo tutti un po' come uno di quei “buchi neri”, ma possiamo diventare una stella brillante ricevendo Gesù.


Ahimè, Darwin spiega molto bene ciò che vorrei spiegare io, prima che mi metta a scrivere, impedendomi di fatto di partecipare alla conversasione... Ci terrei a sottolineare in particolare il concetto che l'unicità dell'esperienza del Sé (il poter dire "Io", se vogliamo dirla così) non corrisponde necessariamente ad un'unicità sostanziale (un singolo atomo, un singolo neurone, una singola anima). Come un'automobile è composta da diverse parti, ma resta sempre un'automobile, il mio stomaco è composto da diversi strati, a loro volta formati da diversi tipi di cellule, ma sempre il mio stomaco rimane. Allo stesso modo "io" resto "io" anche se sono composto da un certo numero di neuroni che lavorano insieme ma che, presi singolarmente, non sono "io".
E' più facile da capire che da accettare, lo riconosco, come l'idea che una causa finale non è necessaria all'esistenza di un universo ordinato, ma solo alla mente umana per tollerare l'esistenza.
Resurgens
Dei due tipi di idealismo, quello teologico merita rispetto per i risultati ottenuti, quello razionalistico per le sue intenzioni - H. P. Lovecraft