Marco Biagi. Accuse durissime di Magri a Cofferati: ha gravi responsabilità morali e politiche
"Quando Marco lo salutava lui si girava dall'altra parte"
A pochi giorni dal nono anniversario della morte di Marco Biagi, ucciso a Bologna dalle Br il 19 marzo del 2002, all'incontro su "Immigrazione e lavoro" promosso dalla Cisl per ricordare il giuslavorista c'e' ancora chi punta il dito contro l'ex segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati.
"Provo un personale rancore nei confronti di quella persona", dice senza mezzi termini Carlo Magri, presidente Milano Accademia di Formazione, ex assessore al Personale al Comune di Milano nella giunta guidata da Gabriele Albertini.
"Ebbe precise responsabilita' morali e politiche per il suo assassinio", scandisce citando Francesco Cossiga e rinnovando l'accusa di avere, con le sue dure critiche al Libro bianco di Biagi (lo defini' "limaccioso"), ispirato la follia brigatista.
Qualcuno in sala scuote la testa. Seduta nelle prime file della sala Bondioli di via Milazzo c'e' anche Marina Orlandi, vedova del professore bolognese. Di Biagi, Magri ha ricordato il lavoro svolto alla fine degli anni '90 come consulente del Comune di Milano per l'elaborazione del Patto Milano Lavoro (la Cgil non lo firmo'), che gli costo' le prime minacce.
"Non mi disse mai delle minacce - ricorda l'ex assessore - mi parlo' solo dell'amarezza provata ogni qual volta in un convegno dove era invitato incrociava Cofferati, che non lo salutava e si voltava dall'altra parte".
----
iango:






iango:
Rispondi Citando
repapelle:
