L'altolà dei vescovi: «Sbagliato escludere la Cgil, lavoratore non è merce»
Monsignor Bregantini, capo-commissione Cei per il lavoro: «Non si può eliminare chi lavora per motivi di bilancio»

MILANO - Lasciare fuori la Cgil dalla riforma del lavoro? «Un grave errore»: così monsignor Giancarlo Bregantini, presidente della commissione Lavoro, giustizia e pace della Cei in un'intervista a «Famiglia cristiana»
«Un fatto che viene quasi dato come scontato - afferma Bregatini - quasi che il primo sindacato italiano per numero di iscritti non sia una cosa preziosa per una riforma del lavoro». «Dietro questa fetta di sindacato c`è tutto un mondo importante, cruciale, da coinvolgere per camminare verso il futuro. Altrimenti c`è il rischio che questa parte sociale, con i suoi milioni di iscritti, resti disillusa, arrabbiata, ripiegata su atteggiamenti difensivi, su un passato che non c`è più. Lasciare fuori la Cgil sarebbe una perdita di speranza notevole, un grave errore».

PIU' DIALOGO - «Ci voleva un pò più di tempo per mettere in atto una riforma così importante - dice poi il monsignore. «Non era necessaria questa fretta così evidente. La questione è chiusa, è stato detto da parte del premier Mario Monti. Si poteva dire: la questione è posta, ora dialoghiamo, nelle fabbriche, negli uffici, in Parlamento, nella società civile, ovunque perché il lavoro è il tema cruciale del nostro Paese». Sono i licenziamenti economici a preoccupare il pesidente della Commissione lavoro dei vescovi: «I lavoratori non vanno considerati merce, non possono essere prodotti da dismettere per ragioni di bilancio».

22 marzo 2012 | 173

L'altolà dei vescovi: «Sbagliato escludere la Cgil, lavoratore non è merce» - Corriere.it