L'eterna battaglia tra libertà e modelli educativi. Per quanto mi riguarda non ho mai visto di buon occhio le fiction che 'mitizzano' i criminali. Da Romanzo Criminale a Il Capo dei Capi passando per l'ultimo su Felice Maniero.
Eppure c'è una ampia corrente di pensiero che sostiene la necessità di far vedere i personaggi come sono stati realmente, con la loro anima nera ma anche con i gesti di tutti i giorni, quindi 'umanizzandoli'. Il rischio però è, come spesso accade nelle fiction, di mitizzare i suddetti facendoli apparire, soprattutto agli occhi dei bambini, come personaggi 'fighi', da imitare, perche ..sotto sotto... sono dei vincenti, anche se in realtà appartengono alla schiera dei perdenti.
Pur non volendo essere bacchettone o antidemocratico, credo che quando si trattano temi di questo genere bisognerebbe stare molto attenti (e mi riferisco ad autori registi, attori e sceneggiatori) a non fare esagerazioni puntando sulla 'riconoscibilità' del personaggio.
Alcuni sostengono che se i film da adito ad imitazioni da parte di bambini/adolescenti non è colpa del film ma dei bambini stessi e di chi fa loro vedere certe pellicole. Io aggiungo che se è vero, in parte, questo.. è anche vero che bisogna avere attenzione al messaggio che viene veicolato da certe produzioni cinematografiche.
Lo sò, è un argomento spinoso, difficile, complicato eppure sono convinto che vada fatto.
Uno dei risultati comunque è questo:
ROMA - Bambini di otto-nove anni che giocano alla «Banda della Magliana». «Tu fai il Freddo, io faccio il Libanese», modi da piccoli gangster di periferia con i piccoli compagni di classe, facendo finta magari di avere le pistole in pugno. Solo un gioco, ma che a un certo punto ha iniziato a preoccupare i genitori di una scuola elementare di Fiumicino. I bambini prendevano un po' troppo sul serio quelle false minacce agli alunni del plesso e quelle prese in giro rivolte invece soprattutto alle femminucce.
INFLUENZATI DALLA TIVU' - I modelli da imitare erano i personaggi del noto serial tv italiano, «Romanzo Criminale». Spacciatori e killer al posto di vecchi miti come cowboy, cavalieri e magari super-eroi dei fumetti. Niente Batman o Wolverine, insomma. Segno dei tempi che cambiano, insieme agli idoli di una generazione. All'innocenza dei bambini che non sanno distinguere e non possono comprendere la complessità di un fenomeno mediatico, si affianca la televisione che esalta realtà criminali sanguinose.
Bambini giocano alla Banda della Magliana e il mini Dandy tormenta le ragazzine - Corriere Roma




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