
Originariamente Scritto da
Melusine
allora. ho preso un grosso mazzo di girasoli. ho allegato questo biglietto.
poi ho firmato il registro "in rappresentanza degli amici di PIR".
con me c'era Euvitt, che se vorrà scriverà qualcosa.
la chiesa era gremita. uno di quei funerali dove nessuno si conosce, perché il trait d'union, la persona che univa tutti gli altri, è quello che non c'è più.
all'altare c'erano nove sacerdoti. il celebrante e un altro hanno scherzato sul fatto che pomponio era un gran mangiapreti, ma alla fine ne aveva tre in famiglia e tanti come amici. e loro apprezzavano la sua schiettezza e la sua infinita disponibilità di mettersi al servizio della comunità.
l'omelia è stata molto bella. dopo la lettura del Vangelo con i due ladroni (quello cattivo che chiede al Cristo di liberare sé stesso e loro, e quello buono invece che riconosce in lui il Salvatore e gli chiede di ricordarsi di lui quando sarà nel suo Regno), il sacerdote ha raccontato di come lui, insieme a tanti altri, davanti alla foto di pomponio dell'acqua della fontana che disegna una colomba che sta per spiccare il volo, gli abbia chiesto: "Photoshop?"
e pomponio ha risposto: " macché. se sapessi fotoscippare (sic.) così bene sarei un signore". il sacerdote allora ha fatto il parallelo con il Vangelo, dicendo che lui come molti e come il ladrone cattivo, davanti alla bellezza e alla possibilità di vedere la verità, è un miscredente. pomponio andava a caccia della bellezza e la catturava, per poi farla vedere a coloro che sono troppo di fretta per coglierla. ci regalava i suoi scatti, perché lui della realtà vedeva la bellezza e l'essenza, senza soffermarsi sui fronzoli e sull'inessenziale.
penso di parlare a nome di tutti quando dico che ognuno di noi si è sentito "visto" da pomponio nella sua bellezza e non per i propri difetti.
è stato bello. è stato triste.