(ASCA) - Camaldoli (Ar), 27 giu - L'Europa e' oggi ''spettatore'' e non ''attore'' del cambiamento e per avere un ruolo attivo deve, per prima cosa, ''rinunciare all'unanimita''' delle decisioni. Lo ha detto Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, nel corso di un intervento tenuto in occasione della consegna del 'Premio Europa Camaldoli-La Verna', cerimonia a cui e' intervenuto anche Giovanni Maria Flick.
''L'Europa - ha detto Prodi - e' spettatore e non attore del grande cambiamento in corso perche' non abbiamo fatto il primo passo verso la possibilita' di prendere decisioni. Il primo rimedio e' rinunciare all'unanimita': non funzionava con l'Europa a 15, non funziona in quella a 27, funzionava con l'Europa a 6 grazie a De Gasperi, Schuman e Adenauer''.
Prodi ha rilevato che ''il vero problema in questi anni e' stata l'idea diversa dell'Europa che ha la Gran Bretagna che non aveva e non ha nel suo Dna un destino europeo, e' ancora incerta e non e' vero che i Paesi dell'Est abbiano reso piu' difficili le decisioni''.
Adesso, in questo quadro, ''bisogna fare le cose con chi ci sta e chi non accetta va fuori: per far funzionare l'Unione europea serve una porta di entrata ma anche una di uscita. Si puo' procedere, come e' stato fatto con l'Euro, con chi vuol andare avanti, naturalmente lasciando la possibilita' di aggiungersi in seguito''.
Del resto, ha notato l'ex premier, ''l'Europa che e' assente dalle decisioni e' una grave perdita per il mondo e noi stiamo rinunciando a questa possibilita'''.
Prodi ha infine ''rilanciato la proposta di creare un 'anello' degli amici, con ''trattati e rapporti con Paesi vicini in tutti i settori''.
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