ELEZIONI
Spagna, primo stop per il centrodetsra
la sinistra resta al governo dell'Andalusia
Il Partito popolare del premier Rayoy vince con il 40,6% ma fallisce il "ribaltone" nella regione atteso da tutti. Psoe e Izquierda Unida hanno la maggioranza. Per il premier segnale preoccupante di un malcontento che cresce per le scelte economiche
dal nostro inviato OMERO CIAI
SIVIGLIA - Per il centro destra spagnolo e per Mariano Rajoy è il primo stop dopo la trionfale vittoria alle elezioni politiche generali del 20 novembre. Nel feudo storico dei socialisti, l'Andalusia, che secondo tutti i sondaggi della vigilia doveva cambiare per la prima volta dal 1982 maggioranza di governo, il Partito Popolare ha vinto le regionali ma senza ottenere i seggi sufficienti per la svolta.
La "marea blu", la conquista da parte del centro destra di tutti i governatori di regione, s'è fermata nel profondo sud della Spagna. Il Partito popolare ha ottenuto il 40,6 percento dei voti e 50 seggi. Ne mancano cinque per entrare nel palazzo del governo della Plaza Nueva di Siviglia. Mentre a sinistra i socialisti (Psoe) hanno avuto il 39,5 e 47 seggi ma grazie alla Izquierda Unida (la coalizione che raggruppa comunisti, verdi e socialisti critici) che ha avuto l'11,3 e 12 seggi potranno, molto probabilmente, conservare il governo regionale. Il terremoto elettorale annunciato c'è stato ma non della forza necessaria a Rajoy per estendere il suo potere anche sull'Andalusia. Rispetto alle ultime regionali del 2008 i popolari sono cresciuti appena del 2 percento (dal 38,4 al 40,6 conquistando tre seggi in più). I socialisti hanno perso 9 seggi (da 56 a 47), e oltre 600mila voti: dal 48,4 scendono al 39,5. La "sinistra unita" invece passa dal 7 all'11,3 e conquista 6 seggi. La maggior parte dei voti ex socialisti sono finiti nell'astensione, passata in appena 4 anni dal 27 al 37 percento.
Questo complesso di novità non ha però provocato la "svolta storica" che tutti i mass media e i sondaggisti spagnoli prevedevano da settimane e che sembrava a tutti evidente fin dal voto nazionale dello scorso 20 novembre.
Cosa ha impedito a Rajoy di cogliere un successo annunciato e quali conseguenze avrà questo voto sullo scenario nazionale? Appare evidente che le prime misure decise dal nuovo esecutivo di centro destra gli hanno tolto consensi. Una riforma del lavoro molto contestata che consente alle imprese di licenziare per motivi economici pagando al dipendente una indennità di 20 giorni per anno lavorato (fino ad un massimo di 12), l'aumento delle tasse e i tagli al bilancio dello Stato. Ma soprattutto può aver influito quello che Rajoy non ha ancora fatto ma che potrebbe fare con migliaia di funzionari pubblici che rischiano il posto e nuovi tagli alla Sanità pubblica e all'istruzione. Sul piano nazionale il voto rafforza tutta l'opposizione e rilancia i sindacati per lo sciopero generale previsto tra quattro giorni, il 29 marzo. Per il partito socialista è una boccata d'ossigeno anche se potrebbe provocare nuovi conflitti interni visto che nell'ultimo Congresso i socialisti andalusi avevano appoggiato Carme Chacon, l'avversaria del segretario generale che ha sostituito Zapatero: Rubalcaba.
(25 marzo 2012) © Riproduzione riservata
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La foto di Vasto all'estero funziona! :hihi:




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