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    Predefinito La fine del Celeste Impero


    Bandiera cinese imperiale dal 1890 al 1912

    Entità politica che può vantare di essere in assoluto tra le più antiche del pianeta, l'Impero Cinese dal 1644 venne retto dalla dinastia Manciù (o Qing), particolarità di questa famiglia imperiale è non essere di origini Han come la stragrande maggioranza dei cinesi, ma appunto provenienti dalla Manciuria.
    Il governo imperiale dei Manciù proseguì senza intoppi fino intorno al 1796 amministrando un impero che si estendeva per tredici milioni di kmq, anche chiamato "Impero del Centro". E' opinione comune che l'Ottocento sia stato il secolo che abbia determinato una diminuzione della prosperità dell'intera Cina, la nazione soffriva infatti di un enorme squilibrio sociale, di stagnazione economica, di un tasso demografico esplosivo che ridusse la disponibilità pro capite degli alimenti. Il potere dei Qing era tormentato da problemi interni, e da una pressione esterna eccessiva per le casse statali, per la burocrazia e per il sistema produttivo.


    Impero Cinese nel 1892


    Nella metà del XIX secolo avvenne un'importante rivolta anti-imperiale, la rivolta dei Taiping, setta cristiana sincretistica fondata da Hong Xiuquan che si autoproclamava "fratello minore di Gesù Cristo" elaborando una dottrina monoteista, egualitaria volta a ridare prestigio e sovranità in Cina, sconvolta dalle guerre dell'oppio contro Francia e Gran Bretagna. La ribellione si pensa abbia fatto quasi trenta milioni di morti lasciando ampie zone devastate nel sud della nazione, attorno al 1855 iniziò la penetrazione politica europea ed estera in Cina che dovette confrontarsi con tecnologie ed idee ben oltre la propria immaginazione, che ebbero un enorme impatto rivoluzionario su un Impero ormai in decadenza e traballante.
    La Cina si era chiusa alle altre nazioni estere, ritenute barbare ed incivili...

    [continua]

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    Predefinito Re: La fine del Celeste Impero

    Il Trattato di Nanchino sancì la cessione dell'isola di Hong Kong alla Gran Bretagna rivelando le inadeguatezze del governo imperiale dei Qing, la totale impreparazione cinese contro il mondo esterno. La seconda guerra dell'oppio sancì una penetrazione economica britannica più imperialista affiancata da quella francese.

    Alla fine del XIX secolo emerse un nuovo leader. L'imperatrice Cixi, concubina dell'imperatore Xianfeng (1850-1861), madre dell'imperatore bambino Tongzhi e zia dell'imperatore Guangxu, riuscì con successo a controllare il governo Qing e fu di fatto leader della Cina per 47 anni. Inscenò un colpo di stato per detronizzare la reggenza condotta da Sushun nominato dall'ultimo imperatore. Era nota per la sua partecipazione dietro le quinte (垂帘听政) in politica.

    Nel 1860 la dinastia Qing aveva sedato le ribellioni con l'aiuto di una milizia organizzata dalla nobiltà cinese. Il governo Qing con l'aiuto del movimento di autodeterminazione di risolvere i problemi creati dalla modernizzazione. Vennero costituiti diversi eserciti modernizzati, incluso il famosissimo esercito Beiyang. Comunque, durante la prima guerra sino-giapponese le flotte del "Beiyang" furono distrutte (1894-1895). La reazione a questa disfatta fu di riconoscere la necessità di ulteriori riforme più grandi ed estese. Dopo l'inizio del XX secolo la dinastia Qing era in preda ad un dilemma. Poteva procedere con le riforme e alienare così la nobiltà conservatrice o poteva bloccare le riforme alienando i rivoluzionari. La dinastia Qing tentò di seguire una via di mezzo, ma finì per alienarsi entrambe le parti.

    Dopo 10 anni di reggenza nel regno dell'imperatore Guangxu (1875 - 1908), la pressione occidentale era così forte che fu costretta a rinunciare ad ogni sorta di potere. Nel 1898 Guangxu tentò la riforma dei cento giorni (百日维新/戊戌变法), nei quali vennero approvate nuove leggi e vennero aboliti alcuni vecchi regolamenti. Mai come prima si diede così tanta fiducia a pensatori progressisti riconosciuti in Kang Youwei, mentre pensatori di matrice conservatrice riconosciuta in Li Hongzhang vennero esautorati da posizioni elevate. Ma gli ideali vennero repressi da Cixi, e Guangxu fu imprigionato nel suo palazzo. Cixi si concentrò sull'accentramento del proprio potere. In occasione del suo 60esimo compleanno spese più di 30 milioni di monete d'argento per decorazioni e avvenimenti, risorse che inizialmente dovevano essere impiegate per l'ammodernamento della marina Beiyang.
    Nel 1901, in seguito all'assassinio dell'ambasciatore tedesco, l'alleanza delle otto nazioni (八国联军) entrò per la seconda volta in Cina come forza militare unita. Cixi reagì dichiarando guerra a tutte e otto le nazioni, ma finì solo, per un breve periodo di tempi di perdere il controllo di Pechino. Insieme all'imperatore Guangxu fuggì a Xi'an. Come ricompensa militare l'alleanza stilò un elenco che comprendeva una miriade di richieste al governo Qing, incluso una lista di individui da colpire, nella quale Cixi era al primo posto. Dopo che Li Hongzhang fu mandato a parlamentare, l'Alleanza ritirò molte delle richieste.

    Gli uomini manciù avevano l'abitudine di raccogliere i capelli in un codino. Durante la dinastia Qing i manciù resero questa pratica obbligatoria anche per la popolazione Han e qualsiasi uomo che fosse stato trovato sprovvisto di codino per strada veniva decapitato.
    L'imperatore Kangxi ordinò che venisse redatto il più grande dizionario di caratteri cinesi e sotto l'imperatore Qianlong venne eseguita la compilazione dei lavori importanti sulla cultura cinese. Migliaia di libri considerati politicamente inaccettabili dai governatori manciù vennero distrutti man mano che il catalogo veniva compilato.
    Il 24 aprile 1909 venne fondata la Biblioteca Capitale, che sarebbe poi diventata la Biblioteca nazionale della Cina, la più grande biblioteca asiatica e una delle più grandi al mondo, contenente circa 23 milioni di volumi.

    Il Giappone, una nazione a lungo considerata dai cinesi come poco più di uno stato nato da una banda di pirati, aveva battuto il suo vicino maggiore e così annullato l'orgoglio dei Qing: la nuova flotta del mare del Nord. Così facendo il Giappone divenne la prima nazione asiatica a raggiungere la potenza coloniale dei paesi occidentali. La sconfitta fu così ancor più scioccante se vista nel contesto in cui accadde, solo tre decenni dopo il Rinnovamento Meiji adottata per emulare lo sviluppo economico e tecnologico delle nazioni occidentali. Alla fine, nel dicembre 1894 il governo Qing realizzò delle riforme concrete nell'esercito e per riaddestrare unità speciali con azioni tattiche e armamenti occidentali.

    All'inizio del XX Secolo iniziarono ad esserci ribellioni di massa. Cixi e l'imperatore Guangxu morirono entrambi nel 1908, lasciando l'autorità centrale in crisi e senza effettivo controllo del paese. Pu Yi, il figlio maggiore del principe Zaifeng, di soli due anni, fu nominato successore, lasciando a Zaifeng la reggenza. Il Generale Yuan Shikai fu allontanato. A metà del 1911 Zaifeng creò il "Gabinetto della famiglia imperiale", un organo di consiglio del governo imperiale formato quasi interamente da membri della famiglia manciù Aisin Gioro. Questa azione suscitò molte critiche da parte dei funzionari anziani come Zhang Zhidong.

    La rivolta di Wuchang nel 1911 portò alla proclamazione di indipendenza e della Repubblica di Cina, a Nanchino, con Sun Yat-sen come presidente provvisorio. Numerose province iniziarono a separarsi dal controllo dei Qing. La situazione disperata, il governo imperiale richiamò Yuan Shikai al comando dello stato maggiore e della armata Beiyang, affinché sconfiggesse i rivoluzionari. Dopo aver ricevuto carica di Primo Ministro e aver creato il suo Gabinetto, Yuan osò chiedere la rimozione di Zaifeng dalla reggenza e con l'appoggio della imperatrice vedova Longyu la richiesta venne esaudita.

    Senza Zaifeng, Yuan Shi-kai e i suoi comandanti Beiyang riuscirono a dominare la politica dei Qing. Essi ritenevano che la guerra fosse un'opzione irragionevole e costosa, specialmente ora che il governo Qing puntava alla riforma nel senso di una monarchia costituzionale. Similmente, il governo di Sun Yat-sen voleva una repubblica costituzionale, con lo stesso obiettivo di un miglioramento per la comunità e l'economia cinese. Con il permesso dell'imperatrice vedova Longyu, Yuan iniziò a negoziare con Sun Yat-sen. Gli accordi portarono alla abdicazione dell'imperatore bambino Pu Yi (1912) e alla nomina di Yuan alla presidenza della repubblica Cinese. Si concluse così la storia imperiale bimillenaria della Cina.

 

 

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