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  • 1 Post By Idaglia

Discussione: Niente crisi per roma

  1. #1
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    Predefinito Niente crisi per roma

    In mezzo a tutto il casino di questi giorni zitta zitta è stata definitivamente approvata dal governo rroma capitala, niente patto di stabilità per questa città esempio di virtù e cinquecento e rotti milioni di euro extra ogni anno per loro.

    Bello sapere che in questi momenti bui per qualcuno la crisi non esiste.....grazie anche ai soldi di chi si spara in testa perchè non ce la fa più.

    Amo questo paese, lo amo tanto che ne vorrei vedere tre di itaglie.



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  2. #2
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    Predefinito Re: Niente crisi per roma

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    In mezzo a tutto il casino di questi giorni zitta zitta è stata definitivamente approvata dal governo rroma capitala, niente patto di stabilità per questa città esempio di virtù e cinquecento e rotti milioni di euro extra ogni anno per loro.

    Bello sapere che in questi momenti bui per qualcuno la crisi non esiste.....grazie anche ai soldi di chi si spara in testa perchè non ce la fa più.

    Amo questo paese, lo amo tanto che ne vorrei vedere tre di itaglie.
    scherzi roma è la capitale dell'impero, ci ha sempr difesi dai cattivi germani, in cambio chiede un tributo da quando è nata
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  3. #3
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    Predefinito Re: Niente crisi per roma

    roma = cloaca maxima

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Idaglia Visualizza Messaggio
    scherzi roma è la capitale dell'impero, ci ha sempr difesi dai cattivi germani, in cambio chiede un tributo da quando è nata
    a tal proposito, ecco cosa scrive Flavio Giuseppe in Guerra Giudaica (traduzione in italiano dal greco), giusto per dare l'idea del "funzionamento" dell'impero romano e della "ricchezza culturale" che i romani portarono ai galli, notoriamente barbari ed arretrati
    Libro II57 Ma i nostri antenati e i loro re, sebbene fossero di gran lunga superiori a noi per ricchezze, per forza e per coraggio, non fecero resistenza a una parte - che era piccola - della potenza romana; voi, che avete ricevuto in retaggio la soggezione, che siete in una situazione di tanta inferiorità rispetto ai primi che si assoggettarono, volete sfidare tutto l’impero romano? Libro II58 Pensate agli ateniesi, che per la libertà della Grecia arrivarono anche a distruggere col fuoco la loro città, che sconfissero il superbo Serse che navigava sulla terra e marciava sull’acqua, e non poteva essere contenuto dai mari e guidava un esercito più grande dell’Europa, e come un servo fuggitivo lo inseguirono mentre cercava scampo con una sola nave, e presso la piccola Salamina abbatterono l’Asia sì grande: quegli ateniesi ora sono soggetti ai romani, e la città signora della Grecia si governa con le disposizioni inviate dall’Italia. Libro II59 Identici sono i padroni cui amano sottostare gli spartani, pur dopo le Termopile e Platea e le campagne d’Asia di Agesilao; Libro II60 e i macedoni, che ancora sognano Filippo e hanno dinanzi agli occhi la visione di colei che insieme con Alessandro gettò i semi del loro dominio universale, sopportano un tale cambiamento di sorte e s’inchinano a quelli cui la Fortuna trasferì i suoi favori. Libro II61 Così mille e mille altri popoli, pur animati da un amore per la libertà maggiore del vostro, si piegano all’obbedienza. Sarete voi i soli a non voler sottostare a coloro cui tutti sono sottomessi? Su quale esercito, su quali armi fate affidamento? Dov’è la vostra flotta per prendere possesso dei mari dei romani? Libro II62 Dove i tesori necessari alle spedizioni? Credete di far guerra contro gli egiziani o gli arabi? Non considererete la grandezza dell’impero romano? Non confronterete la vostra debolezza? Non è vero che spesso noi siamo stati battuti dai popoli confinanti, mentre la loro potenza è invitta in tutto il mondo? Libro II63 Essi, anzi, cercarono qualcosa di ancora più grande. Infatti non bastò a loro di confinare in oriente con l’Eufrate, a settentrione col Danubio, a mezzogiorno con l’Africa esplorata fino ai deserti e ad occidente con Cadice, ma al di là dell’Oceano cercarono un altro mondo e portarono le armi fino ai Britanni, sconosciuti prima di allora. Libro II64 E allora? Siete voi più ricchi dei Galli, più forti dei Germani, più intelligenti dei greci, più numerosi di tutti quanti gli altri popoli del mondo? In che confidate per insorgere contro i romani? Libro II65 «Dura cosa è l’esser soggetti» dirà qualcuno. Quanto più per i greci, che pur superando per nobiltà tutti quelli che vivono sotto il sole ed occupando un territorio così vasto ubbidiscono a sei fasci dei romani, e ad altrettanti i macedoni, che ancor più a buon diritto di voi dovrebbero anelare alla libertà! E le cinquecento città dell’Asia? Libro II66 Non prestano ossequio, senza un presidio, a un solo governatore e ai suoi fasci consolari? A che parlare degli Eniochi e dei Colchi e della stirpe dei Tauri e dei Bosforani e dei popoli rivieraschi del Ponto e del lago Meotide? Libro II67 Presso di loro prima non esisteva nemmeno un principe nazionale, mentre ora sono soggetti a tremila soldati romani, e quaranta navi da guerra mantengono la pace su un mare prima non navigato e selvaggio. Libro II68 Quali pretese alla libertà potrebbero accampare la Bitinia, la Cappadocia, la Panfilia e i Lici e i Cilici, mentre invece senza essere presidiati pagano il tributo? E poi? I Traci, che occupano una regione larga cinque giornate di viaggio e lunga sette, più aspra e assai più forte della vostra, e tale da respingere con l’intenso gelo chi intendesse invaderla, non prestano ubbidienza a una guarnigione di duemila romani? Libro II69 E i vicini Illiri, che abitano la regione delimitata dal Danubio fino alla Dalmazia, non sono soggetti a due sole legioni, a cui essi si uniscono nel respingere le incursioni dei Daci? Libro II70 E i Dalmati, che tante volte hanno levato il capo verso la libertà e che, sempre vinti, tornavano a raccogliere le forze per ribellarsi, non se ne stanno ora tranquilli sotto una sola legione romana? Libro II71 Se c’è un popolo che avrebbe valide ragioni per ribellarsi, questo sono specialmente i Galli, che dalla natura sono così ben protetti, ad oriente dalle Alpi, a settentrione dal fiume Reno, a mezzogiorno dai monti Pirenei e dall’oceano ad occidente. Libro II72 Ma, sebbene siano difesi da tali baluardi, sebbene assommino a trecentocinque popoli ed abbiano in casa le sorgenti, per così dire, della prosperità e con i loro prodotti inondino quasi tutto il mondo, sopportano di essere tributari dei romani e da loro lasciano amministrare i propri beni. Libro II73 E questo lo tollerano non per viltà d’animo o per una loro inferiorità, che anzi per ottant’anni essi durarono la guerra in difesa della libertà, ma perché oltre che dall’esercito dei romani furono battuti anche dalla fortuna, che a quelli concede successi maggiori delle armi. E così sono tenuti in soggezione da milleduecento soldati, un numero quasi inferiore a quello delle loro città. Libro II74 Neppure agli Iberi bastò per combattere in difesa della libertà l’oro che si ricava dal loro suolo, né l’essere a tanta distanza di terra e di mare dai romani, né le tribù bellicose dei Lusitani e dei Cantabri, né il vicino oceano che solleva un flusso pauroso per gli stessi indigeni; Libro II75 ma portando le loro armi oltre le colonne d’Ercole e valicando i Pirenei attraverso le nuvole, anch’essi i romani soggiogarono, e bastò una sola legione per vigilare su popoli così agguerriti e remoti. Libro II76 Chi di voi non ha sentito parlare dei popolo dei Germani? Spesso ne avete ammirato la forza e la prestanza fisica, perché i romani hanno dappertutto schiavi catturati in mezzo a loro. Libro II77 Ebbene anche questi, nonostante abitino un territorio sconfinato, nonostante siano forniti di un coraggio più forte del corpo e di sprezzo per la morte e di una natura più aspra delle belve più feroci, hanno il Reno per confine ai loro assalti e, tenuti a freno da otto legioni dei romani, quelli presi in guerra sono ridotti in schiavitù mentre l’insieme della nazione si è posto in salvo con la fuga. Libro II78 Vogliate considerare anche le difese dei Britanni, voi che riponete la vostra fiducia nelle fortificazioni di Gerusalemme. Quelli erano circondati dall’oceano e abitavano in un’isola non più piccola del paese in cui viviamo, eppure i romani vi arrivarono con le loro navi e li assoggettarono, e ora quattro legioni stanno a presidio di un’isola così grande. Libro II79 Non è il caso di continuare, dal momento che anche i Parti, che sono il popolo più bellicoso e dominano su tante nazioni e sono forniti di sì grandi forze, mandano ostaggi ai romani, e in Italia si può vedere la nobiltà d’oriente che viene tenuta in schiavitù col pretesto di salvaguardare la pace. Libro II80 Mentre quasi tutti quelli che sono sotto il sole s’inchinano alle armi dei romani, voi soltanto scenderete in guerra, senza badare alla fine dei Cartaginesi, i quali, sebbene potessero vantare un uomo della grandezza di Annibale e la discendenza dai Fenici, caddero sotto la destra di Scipione? Libro II81 Nemmeno quelli di Cirene, di stirpe spartana, né i Marmaridi, il popolo che si stende fino al deserto, né le Sirti, che fanno paura solo a sentirle nominare, né i Nasamoni o i Mauri o l’innumerevole turba dei Numidi infransero il valore dei romani. Libro II82 La terza parte del mondo abitato, di cui non è nemmeno facile enumerare le popolazioni, che è delimitata dall’oceano Atlantico e dalle colonne d’Ercole e che alleva fino al mar Rosso gli innumerevoli Etiopi, i romani l’assoggettarono interamente, Libro II83 e a parte i raccolti annui, con cui nutriscono per otto mesi la plebe di Roma, essi pagano tributi di ogni genere e sono pronti a versare quanto serve ai bisogni dell’impero, senza considerare un’offesa nessuna delle imposizioni, come voi fate, e tutto ciò sebbene presso di loro stia accampata una sola legione. Libro II84 Ma perché cercare in terre lontane le prove della potenza dei romani quando si possono trovare nel vicino Egitto? Libro II85 Questo, che si estende fino agli Etiopi e all’Arabia Felice, che è il porto dell’India, che conta settemilioni e mezzo di abitanti oltre a quelli che vivono in Alessandria, come si può ricavare dal tributo individuale, non disdegna la dominazione romana, sebbene abbia in Alessandria un tale stimolo alla rivolta per il gran numero degli abitanti e per la sua ricchezza, oltre che per la sua grandezza: Libro II86 infatti la sua lunghezza è di trenta stadi e la larghezza non inferiore a dieci; in un solo mese fornisce ai romani un tributo superiore a quello che voi versate in un anno e, oltre ai denari, grano per quattro mesi di distribuzione alla plebe. Per di più è difesa da ogni parte o da deserti impraticabili o da mari senza porti o da fiumi o da paludi. Libro II87 Ma nessuno di questi ostacoli è risultato più forte della fortuna dei romani, e due legioni accasermate nella città tengono in soggezione l’ampio Egitto e l’orgoglio dei Macedoni. Libro II88 Quali alleati per la guerra troverete nel mondo disabitato? Infatti quelli che vivono nel mondo abitato sono tutti romani, a meno che uno non spinga le sue speranze al di là dell’Eufrate e creda che i connazionali dell’Adiabene accorreranno in aiuto.
    curiosità: dove finisce l'Italia e dove comincia la Gallia secondo Flavio Giuseppe?
    Libro IV:634 Questi spedì contro di lui con grandi forze Cecina Alieno, in cui aveva grande fiducia dopo la vittoria riportata su Otone. Cecina, risalendo rapidamente da Roma, raggiunse Antonio presso Cremona nella Gallia, una città che è sui confini dell’Italia.
    Ultima modifica di k21; 07-04-12 alle 16:50

  5. #5
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    Predefinito Re: Niente crisi per roma

    Roma nella sua storia ha pianto solo quando Diocleziano e Costantino le tolsero il ruolo di capitale e quindi di succhia soldi su scala tricontinentale, facendola avvizzire.

    La chiesa cattolica con la religione universale la fece rifiorire inondandola nuovamente di soldi da tutta la cristianità

    Lo stato italiano ha continuato ad ingrossare la sanguisuga ma adesso non c'è più sangue perchè il territorio nord-italiano da sfruttare è piccolo ed è stato quasi completamente spremuto mentre il retroterra magnagreco di Roma si è rivelato capace di una voracità ancora maggiore.

    L'unica soluzione è unire l'Europa con gli eurobond e poi spostarne la capitale a Roma così che venga alimentata a dovere per secoli.

    Dopo chissà, se il mondo verrà unito...l'intero pianeta potrebbe essere spremuto per nutrire la Caput Mundi.
    Ultima modifica di Italiano; 07-04-12 alle 16:58
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  6. #6
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    Predefinito Re: Niente crisi per roma

    Citazione Originariamente Scritto da k21 Visualizza Messaggio
    a tal proposito, ecco cosa scrive Flavio Giuseppe in Guerra Giudaica (traduzione in italiano dal greco), giusto per dare l'idea del "funzionamento" dell'impero romano e della "ricchezza culturale" che i romani portarono ai galli, notoriamente barbari ed arretrati

    curiosità: dove finisce l'Italia e dove comincia la Gallia secondo Flavio Giuseppe?
    l'unica terra che ha diritto a chiamarsi italia è la calabria tutto il resto è un invenzione per unire tanti popoli diversi in un organismo che non funziona

 

 

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