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    Predefinito Il mistero della mucca smarrita - racconto pasquale

    La mucca smarrita
    Mistero pasquale


    - E’ una mattina di primavera, sabato santo di quest’anno o di uno dei prossimi anni. Fa molto caldo e c’è una nebbia fittissima. Presso una remota stazione di carabinieri c’è un brigadiere. Ha la divisa in disordine; la sua giacca è appesa allo schienale di una sedia; è in maniche di camicia con il colletto sbottonato, ha il cappello, un acchiappamosche in una mano e nell’altra dei fogli che usa come ventaglio; insegue una mosca cercando di colpirla, ma senza convinzione. C’è una scrivania con altre due o tre sedie e di lato un tavolino con una macchina da scrivere. Una radio è accesa.


    Voce dalla radio: La BSE, o encefalopatia bovina spongiforme, fu descritta come una nuova forma di patologia nella seconda metà degli anni ottanta, precisamente nel 1986. Da questa prima segnalazione l’epidemia ha assunto dimensioni gigantesche. L’agente responsabile della malattia è presente in particolare nelle cellule nervose e si trasforma con un meccanismo “a cascata”. Inizialmente si manifesta con tremore, difficoltà nel camminare e alterazioni del comportamento; in seguito, porta al delirio e conduce inesorabilmente alla morte. Al microscopio, il cervello risulta alterato, al punto di apparire pieno di buchi, simile ad una spugna.
    - Rumori, la voce è disturbata per alcuni secondi.
    Persistono le condizioni di tempo variabile e di nebbia di elevata densità, a tratti assai consistente, soprattutto nelle prime ore della giornata. Possibili, ma non certe le precipitazioni; temperature minime e massime ancora in aumento …
    - il messaggio diventa sempre più debole.
    Quella di oggi supera di oltre dodici gradi quella media del periodo …
    - La trasmissione è disturbata. Squilla il telefono; il brigadiere posa i fogli e l’acchiappamosche sul tavolo, spegne la radio e risponde.
    Brigadiere: Stazione dei carabinieri, sono il brigadiere, chi parla?
    Ah, buongiorno, signor questore …
    Come dice …?
    Ma no, signor questore! Qui nessuno è stato scortese con la madre superiora, anzi.
    La suora ci ha chiamato tra le quattro e le quattro e mezza del mattino ...
    Certo, ha capito bene: proprio alle quattro del mattino! Mi spiega che poco prima era in auto con altre due sorelle e, mentre stavano rientrando ed erano già a poche centinaia di metri dall’ingresso del convento, è stata costretta ad effettuare una manovra pericolosa per evitare di investire un grosso animale che si trovava in mezzo alla strada, proprio al centro ...
    No, non sa bene che animale fosse. Le è sembrato cavallo …
    Sì, sì, la nebbia si stava facendo più fitta, ma la madre superiora ha detto che ancora si vedeva qualcosa…
    Ma se ci sono animali liberi di notte lungo le strade, ne converrà anche lei, signor questore, che la colpa non è dei carabinieri! E poi, resti tra noi, ma cosa ci fanno tre suore in giro in automobile alle quattro del mattino del giorno di sabato santo?
    -Tra sé, coprendo malamente la cornetta del telefono.
    Chissà da dove venivano, dove diavolo erano state …
    - Di nuovo al questore che ha sentito.
    Lo so, lo so, non sono affari nostri …
    Dicevo per dire! Certo che si tratta di una santa donna … Comunque, noi non siamo i custodi degli animali che vagano lungo le strade e che si possono incrociare od investire di giorno o, peggio, di notte!
    Va bene, va bene … Faremo tutto il possibile.
    Grazie, grazie. Buona Pasqua anche a lei e alla sua gentile signora!
    - Il brigadiere riattacca il telefono e parla tra sé e sé sbuffando per il grande caldo.
    Accidenti, che sete mi è venuta! Siamo solo all’inizio della primavera e già fa così caldo!
    - Esce di scena, verso l’interno; dall’ingresso della stazione, entrano l’appuntato e il vecchio.
    Appuntato:Venga, venga, ma come ha fatto a trovarci, con questo nebbione?!
    Si accomodi qui. Chiamo subito il brigadiere, abbia pazienza solo un momento. Brigadiere!
    - rientra il brigadiere ha in mano una bottiglia d’acqua ed un bicchiere, sbadiglia.
    Brigadiere: Cosa c’è di nuovo? Possibile che non si riesca mai a stare un momento tranquilli.
    - Posa bottiglia e bicchiere sul tavolo.
    Appuntato: Brigadiere, c’è qui un signore che vuole denunciare una scomparsa…
    - L’appuntato vede l’acchiappamosche, lo prende e si guarda intorno cercando una mosca.
    Brigadiere: Ah, finalmente. Dopo un sacco di sciocchezze, una cosa che vale la pena di ascoltare.
    - il brigadiere si siede con calma dietro la scrivania.
    Si accomodi e dica pure, signor..?
    -Il vecchio si siede di fronte al brigadiere.
    Vecchio: Dunque, signor brigadiere … Ieri sera, verso le sette, subito dopo il tramonto del sole e come tutte le sere, ho accompagnato Bianca a dormire al solito posto. Bianca trascorre la notte in una delle stanze del piano terra. Poverina, ancora non ha imparato a fare le scale. Questa mattina, poco prima dell’alba sono sceso da lei, ma Bianca non c’era più. Ho guardato bene, signor brigadiere, ma non sono riuscito a trovare neanche una sua piccola traccia.
    Brigadiere: E lo credo bene, Con questa nebbia! Dica: quanti anni ha Bianca?
    Vecchio: Beh, in confronto all’età che ho io, è ancora giovane, molto giovane, giovanissima.
    Brigadiere: Allora si tratta di una cosa più grave del previsto. La denuncia della scomparsa di un minore ci obbliga comunque a procedere d’ufficio.
    Non perdiamo altro tempo…
    Appuntato!
    -L ’appuntato sta per colpire una mosca e scatta sull’attenti.
    Appuntato: Comandi, brigadiere!
    Brigadiere: Appuntato, molli immediatamente quell’arnese e segua anche lei questa faccenda. Si metta subito alla macchina da scrivere, prenda nota e verbalizzi.
    Appuntato: Sì, brigadiere, subito, brigadiere.
    - Scrive a macchina e, dopo alcuni secondi, recita ad alta voce.
    Dati anagrafici del minore: nome: Bianca, cognome?
    Vecchio: Cognome!?
    Brigadiere: Dal momento che dobbiamo iniziare le ricerche, il nome non è sufficiente. E’ indispensabile conoscere ed indicare sul verbale anche il cognome, la residenza, la data di nascita ecc. ecc.! Scusi, sa, ma non pare ovvio anche a lei?
    Vecchio: Il cognome ?! … ma cosa, cosa avete capito?! Bianca non è una bambina! Bianca è la mia mucca!
    Brigadiere: Bianca è il nome di una mucca? Stiamo parlando di una mucca? Una mucca di nome Bianca?
    Vecchio: Certamente. Mi sembrava di essere stato chiaro qui fuori, poco fa con il suo collega...
    Brigadiere: Ah, ora capisco, (si volta e osserva l’appuntato)… Con il mio collega... Già, l’appuntato … Appuntato?
    -L ’appuntato, seduto al tavolino si è di nuovo distratto, ha ripreso a maneggiare l’acchiappamosche; distrattamente risponde.
    Appuntato: Sì, mi dica brigadiere.
    -Il brigadiere alza gli occhi al cielo, gli si avvicina e gli prende un orecchio.
    Brigadiere: Il signore voleva denunciare la scomparsa della sua mucca,
    - gli tira l’orecchio e gli fa posare l’acchiappamosche.
    Ricorda? Di una mucca che di notte si è allontanata dalla stalla!
    Appuntato: Sì, una mucca! Ah, sì... ora ricordo...
    Brigadiere: Meno male che ora si ricorda...
    -il brigadiere lascia l’orecchio dell’appuntato e torna a sedersi.
    Vecchio: Santo cielo! Non pensavo proprio che la scomparsa della mia povera Bianca avrebbe potuto creare un disagio così grave anche a voi. Se avessi saputo...
    Brigadiere: Ma che cosa dice? Ma per carità … Ma si immagini un po’. Siamo qui apposta per queste cose! Lei non ha idea di quante persone vengano in continuazione da noi a denunciare la scomparsa di piccoli animali domestici, soprattutto cani, gatti. Sa, la gente ci si affeziona in modo particolare … E, a dire il vero, almeno dalle nostre parti, bisogna ammettere che è la prima volta che riceviamo la denuncia della scomparsa di una mucca.
    Vecchio: Ha detto bene, signor brigadiere: Bianca per me era come un piccolo animaletto domestico, un piccolo cagnolino: di quelli che ti stanno a sentire, che imparano e muovono la coda perché si sforzano di capire quello che tu vuoi da loro, che ti seguono senza indugi; di quelli che ti sono sempre tra i piedi, che ti stanno sempre vicino e che quando inizi ad accarezzarli un poco, poi con difficoltà riesci a smettere. Naturalmente, invece di abbaiare, Bianca muggiva: poco e piano, ma muggiva. E in più, aveva il latte. E del latte di una mucca, quando si è uno solo a berne, ce n’è sempre in abbondanza. Ah, quando si ha una mucca così, come Bianca, ti senti come un re! Ti senti di stare in capo al mondo!
    Brigadiere: Beh, qui nessuno lo mette in dubbio.
    Vecchio: Bianca è davvero una mucca speciale. Pensi che al mattino, quando scendo per mungerla, lei sfrega leggermente con dolcezza la mammella sulla paglia per qualche istante, così… (- mima la mucca). un poco, ed il latte esce quasi caldo. Devo riconoscere che si è sempre sforzata di volermi bene, ed anch’io mi sono affezionato a lei. Di pensare a lei come ad una vacca, non mi è mai venuto in mente: per me Bianca è sempre stata e sempre sarà una mucca, la mia mucca. E con una mucca così, signor brigadiere, si può fare anche a meno della moglie!
    Brigadiere: (con voce alterata) Ma cosa dice? Ma come le viene in mente? Non sarà mica un depravato? Non dimentichi che si trova di fronte ad un graduato dell’Arma!
    Vecchio: Ma cosa ha capito, signor brigadiere. Guardi il colore dei miei capelli, di questa barba. Sono così vecchio! Voglio semplicemente dire che quando si diventa vecchi, le arterie si induriscono, si diventa noiosi. E, se si ha una moglie, pure la moglie diventa vecchia e noiosa. Non Bianca, non lei. L’ ho sistemata in una grande stanza al piano terra. Lì ha tutto lo spazio che vuole, le ho preparato tutto quello che può rendere felice una mucca: c’è il fieno, un giaciglio di paglia, un grande secchio dove bere... Le pare che avrei potuto fare lo stesso con una moglie?
    Brigadiere: (di nuovo calmo) Beh, direi proprio di no.
    Vecchio: Ecco, vede! intendevo dire solo questo, signor brigadiere.
    -Si è commosso e piega un poco la testa.
    Brigadiere: Va beh, non faccia così adesso. Appuntato, prenda un bicchiere d’acqua.
    - il brigadiere dà l’impressione di voler offrire un po’ d’acqua al vecchio; l’appuntato prende la bottiglia, versa l’acqua nel bicchiere e beve.
    Ma cosa fa, deficiente! Porti subito qui un bicchiere d’acqua!
    - L’appuntato versa altra acqua nel bicchiere e lo porge al brigadiere che lo prende, lo guarda, e beve.
    Ma dimmi tu! Ma guarda che deficiente. Ah, così va meglio.
    - Poi si ricorda del vecchio e gli porge il bicchiere.
    Su, si tiri su e si faccia forza; beva almeno un bicchiere d’acqua.
    - Il vecchio prende il bicchiere sembra voler bere ma non c’è più acqua, anche il brigadiere se ne accorge.
    Appuntato, sveglia! Mi dia la bottiglia ...
    -L ’appuntato porge la bottiglia al brigadiere che versa un po’ d’acqua nel bicchiere, finalmente il vecchio beve.
    Senta, non è il momento di farsi prendere dallo sconforto. Piuttosto cerchi di essere preciso. Questa vacca...pardon, questa mucca, ehm, Bianca, era già fuggita altre volte?
    Vecchio: Sa, signor brigadiere, proprio di fronte a casa, ho un piccolo prato sistemato e tenuto con cura apposta per lei, dove Bianca pascola. Ultimamente, aveva preso l’abitudine di allontanarsi un po’ di più, ma io, dalla finestra della mia camera al primo piano, cercavo sempre di non perderla di vista.
    Allontanarsi così tanto, e per di più di notte, non è cosa da lei… mi faccia pensare… Ah già, sì, sì, ora ricordo: successe nei primi giorni, quando ancora non si fidava completamente di me.
    Brigadiere: Ah, ecco: vede che ci sono elementi che possono esserci utili! Cerchi di ricordare bene cosa avvenne!
    Vecchio: Accidenti, se mi ricordo! Quella volta mi feci in tre per riuscire a ritrovarla e a riportarla a casa con me. Fu allora che un dubbio che ogni tanto mi assaliva, divenne certezza: Bianca era diventata indispensabile, più dell’aria, più dell’acqua, più del pane, più di tutte quelle cose che mi rendono felice perché colorano il mio mondo, come i fiori, gli alberi, le stelle, almeno come tutte queste altre cose messe insieme. Fino a quel giorno, signor brigadiere, avevo cercato di essere soprattutto giusto con lei: come un contadino che guarda al bene della sua azienda. Ma quel giorno promisi a me stesso che se avessi ritrovato Bianca, ogni volta che l’avessi rivista non l’avrei più lasciata senza avere almeno l’impressione che lei fosse un po’ più felice, più contenta. Da allora, ho cercato di presentarmi sempre sorridente, di farle capire che con me può essere tranquilla perché io sono buono e giusto.
    Ma soprattutto sono buono, so essere buono con Bianca, signor brigadiere.
    Ho smesso di sgridarla, come facevo prima di quel giorno, per esempio, quando mi dava meno latte o quando sporcava un po’ di più la sua stanza. E quando soffre per uno dei suoi acciacchi, io sono sempre lì vicino a lei non solo con le mie cure, ma anche con il mio cuore.
    - Il brigadiere e l’appuntato si sono commossi.
    Appuntato: Com’è buono lei!
    Vecchio: Adesso sì, ma c’è stato un tempo in cui le cose erano più confuse: quando Bianca non c’era ancora ed io ero solo. Non sapevo con chi parlare, o con chi tacere, a chi offrire la mia parola. Per anni e anni, ho passato notti intere ad osservare la Luna, immaginando di modellarla di darle un forma più armoniosa di quella che ha. Ma come si fa a modellare una cosa che non sta ferma?! E poi la Luna va bene così com’è!
    Farneticavo, signor brigadiere: da solo era difficile trascorrere tutto quel tempo. Ebbene, malgrado quell’immensa solitudine, mi sembrava di essere buono, mi sentivo buono. Però mi tormentava un sospetto: a cosa serve essere buoni, sentirsi buoni, immensamente buoni, se nessuno lo sa? E’ vera bontà, quella?
    Quando venne Bianca, smisi di farmi questa domanda: c’era lei, ed era sufficiente.
    Brigadiere: Va beh ... torniamo alla prima volta che Bianca si allontanò. Ci racconti piuttosto di come fece a ritrovarla e dove si era cacciata.
    Vecchio: Per me fu un’esperienza dolorosa. Uscendo dal piccolo prato dove Bianca pascola, è difficile trovare una strada sicura. In questo, nulla è cambiato: così era allora, così è adesso, così credo che sarà per sempre …
    Brigadiere: Ci sono burroni o precipizi lì intorno, nelle vicinanze?
    Vecchio: Fu proprio in una stretta gola che si cacciò. Quella volta, malgrado io fossi lì vicino, quasi a volermi dimostrare che poteva fare senza di me, la vidi fuggire, correndo quasi impazzita. Fu questione di pochi attimi. Forse, ebbe anche l’ardire di pensare che io avessi voluto cacciarla, quasi per trovare una ragione, un motivo che giustificasse quello che accadde dopo.
    Brigadiere: Una mucca che ha “l’ardire di pensare”? Abbia pazienza, ma lei crede che Bianca pensi e che ragioni proprio come noi?
    Vecchio: Credo proprio di sì, anzi ne sono certo. A volte alza la testa verso di me e mi guarda con quegli occhi grandi e scuri. Allora le dico: “Bianca, sei una mucca, non una triglia!”. Ma lei continua a guardarmi, mi osserva ancora più attentamente; ho persino pensato che creda di essere come me, di rassomigliarmi.
    Brigadiere: Adesso non sia ridicolo! Una mucca che pensa e per di più che pensa di essere come lei!
    Vecchio:Eppure, quest’impressione ce l’ ho avuta ben netta e più di una volta. Forse sarà che siamo sempre stati così vicini: lei ha quasi sempre pensato solo a me ed io mi sono occupato sempre solo di lei, escluso forse qualche uccello: una rondine, un passero o, magari, un topino.
    Brigadiere: Lei ha sbagliato ad isolarsi così con questa mucca. Voglio darle un consiglio: si guardi di più intorno, esca qualche volta, e soprattutto si faccia conoscere in giro, e vedrà quante cose belle ci sono al mondo! Mah... Lasciamo perdere...
    Piuttosto, come fece a tirarla fuori da quella gola?
    Vecchio: Bianca si era cacciata proprio nel punto più stretto, non riusciva più ad andare avanti, né a girarsi per tornare indietro. Raggiungerla fu l’impresa più ardua della mia vita: tant’è che per un momento, quando mi trovavo in fondo all’orrido, ebbi l’impressione che non ne sarei più venuto fuori. Fu quando, nella fretta di salvarla, mi ferii in più punti del corpo: alle mani, guardi signor brigadiere…
    - mostra al brigadiere le mani con le cicatrici sulle palme.
    E anche ad entrambi i piedi. Da quando ho fatto quello sforzo, inoltre, non ho più smesso di sentire un lieve, ma fastidioso dolore proprio qui al centro del torace, lungo lo sterno… Non ci crederà, ma ero praticamente morto. Eppure, malgrado quelle condizioni, riuscii a farla risalire lungo quello stesso tortuoso sentiero che aveva invece percorso da sola durante la pericolosa discesa. Ripensandoci poi, signor brigadiere, come io abbia fatto a riportare entrambi in salvo è un vero mistero!
    Brigadiere: E lei ha controllato là? Questa volta la mucca non si trova in fondo a quella gola?
    Vecchio: No, signor brigadiere. E’ stato il primo posto dove sono corso a cercarla!
    Brigadiere: Appuntato, in fondo a questa frase scriva anche che con questa nebbia, però, potrebbe non averla vista.
    Bene, adesso però deve stare tranquillo, lei si è rivolto alle persone giuste.
    Torni a casa e si rilassi che ci pensiamo noi…
    - i due si alzano e si avviano verso l’uscita.
    Arrivederci …
    -Il brigadiere salutando il vecchio gli batte leggermente una mano sulla spalla.
    Vecchio: Ah, senta, ancora una cosa se permette … Ho il timore che, se non dovessimo ritrovarla il più presto possibile, Bianca sicuramente penserà che questa volta io sia morto per davvero. Poveretta, chissà che fine farà, allora!
    Brigadiere: Di nuovo? Ma su, dai, non sia ridicolo! Come le può venire in mente che una mucca pensi alla morte del suo allevatore?! Non si è mai sentita una cosa simile!
    Vecchio: Dice, signor brigadiere? Oh meno male, meno male! Va bene, allora davvero posso andare via tranquillo. Ma posso ripassare appena ho un po’ di tempo?
    Brigadiere: Ma certo, le prometto che quando ritornerà sarà tutto risolto. Allora arrivederci, eh ...
    - Il vecchio esce. Il brigadiere si siede mentre l’appuntato toglie il foglio dalla macchina da scrivere e lo guarda distrattamente.
    Appuntato: Oh, accidenti, il vecchio non ci ha detto né il nome, né il cognome...
    Brigadiere: Lasci perdere, appuntato. Vedrà che non appena va via questa terribile nebbia quello ritrova subito la sua mucca. Ma dove lo trova un altro padrone così, quella mucca! Sarà finita in un campo, o nell’aia di qualche cascina lì vicino.
    - Suona il telefono. Il brigadiere risponde.
    Brigadiere: Buongiorno, signor questore. Sì, signor questore …
    Ah, di nuovo la madre superiora ...
    Certo, certo, a proposito di quell’animale che le ha tagliato la strada questa notte…
    Dice che ora ricorda, che si trattava di un vitello oppure di una mucca...
    E dice anche che sicuramente è ancora lungo la strada…
    E dice che potrebbe causare un brutto incidente a qualcuno…
    Giusto, giusto …
    Ha ragione, signor questore. Provvediamo subito.
    Di nuovo cordiali saluti anche a sua moglie.
    - Riattacca il telefono.
    Appuntato…
    Appuntato: Comandi, brigadiere!
    Brigadiere: Si sistemi bene la divisa, dobbiamo uscire. L’animale che questa notte ha tagliato la strada alle suore era una mucca. Non le viene in mente niente?
    Appuntato: Una mucca? Mi viene in mente Bianca, brigadiere!
    Brigadiere: Anche a me, appuntato!
    - Si sistemano le divise come possono, poi il brigadiere guarda fuori dalla finestra, ma la nebbia è ancora troppo fitta, si siede e sbuffa per il caldo.
    Sarà l’umidità, ma con il caldo che c’è le gambe e i piedi mi fanno un po’ male…
    -Si risiede e si sfila una scarpa.
    Senta appuntato, adesso è inutile uscire a cercare Bianca, non si vede nulla. Aspettiamo che si diradi questa maledetta nebbia, si tratta solo di una mucca e può anche stare per un po’ senza il suo vecchio e lui senza di lei, non le pare?
    - Si toglie anche l’altra scarpa e si massaggia i piedi.
    Appuntato: Ma cer … certo, brigadiere!
    - L’appuntato ha subito ripreso l’acchiappamosche e con uno scatto fulmineo cerca di colpirne una. Il brigadiere riaccende la radio
    Voce dalla radio: (subito disturbata poi debolmente, ma in modo percettibile mentre cala lentamente la tela) Giornale Radio; seconda edizione odierna.
    Domani mattina, come ogni anno durante la solenne messa pasquale dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, il Pont …

    - Fine -

    v. f. - febbraio ‘06
    Ultima modifica di vanni fucci; 08-04-12 alle 20:09

 

 

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