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  1. #1
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    Predefinito Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    da http://www.noreporter.org/index.php?...view&Itemid=13


    Ma và a quel paese

    Scritto da noreporter
    Giovedì 02 Luglio 2009 16:05



    a mai più rivederci, Rita Clementi

    «Vado via con rab*bia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedi*zione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chie*dere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinuncian*do ad essere italiana» così scrive Rita Clementi, la ricercatrice medica partita per Boston. Avrà anche qualche ragione ma che ci restasse in America! Essere italiani lo si merita, non è l'iscrizione a un club. Bisogna dare altro che ricevere! Buon viaggio; e se ritorna che la si respinga in Libia per piacere.

    -------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    da http://www.noreporter.org/index.php?...view&Itemid=13


    Il criterio, questo sconosciuto

    Scritto da Gabriele Adinolfi
    Domenica 05 Luglio 2009 17:46

    Il caso Clementi, la nazionalità, l'immigrazione, la globalizzazione: individualismo e marmellata

    Il criterio. Quello che manca è il criterio. In tutto e per tutto. E quando manca il criterio si ricorre a opinioni legate tra loro alla rinfusa.

    Partiamo da un caso, quello della ricercatrice italiana Rita Clementi che, stanca di guadagnare poco e di non avere un sostegno serio, ha deciso di emigrare negli Stati Uniti. Cosa di cui, volendo, ha anche il diritto. Ma la donzella ci ha anche detto che vuole cambiare nazionalità prendendo la cittadinanza di chi le offre di più. Tralascio di commentare ulteriormente lo spirito di quest'affermazione che ritengo aberrante, così come evito qui di trattare il problema della ricerca di Stato, che merita ben altro spazio e attenzione.

    Mi soffermo invece sulla logica intrinseca della cittadinanza intesa come l'iscrizione a un club, con il passaporto praticamente equivalente a una carta di abbonamento.

    La cultura della globalizzazione

    Trovo sorprendente che nessuno sia sobbalzato notando che l'affermazione della Clementi contiene in sé tutta la cultura della globalizzazione: ovvero individualismo, mentalità da “consumatore che invoca i suoi diritti” e, soprattutto, formalità burocratica dell'appartenenza.

    Siamo nella stessa ottica, precisa precisa, in cui si perde il dibattito sull'immigrazione. Intrisi da pregiudizio cosmopolita, e spesso menati per il naso da ipnosi mediatica, i più s'invischiano in problematiche assurde, come, per esempio, quali siano i tempi minimi perché un immigrato acquisisca la nostra cittadinanza. Posto che il permesso di soggiorno offre gli stessi diritti, se non addirittura maggiori, di quelli forniti dal passaporto italiano, il fatto stesso che ci si ponga la domanda è inquietante. Ma dirò di più; è stupefacente che se la pongano gli immigrati, o meglio alcuni immigrati perché fortunatamente ce ne sono molti che vanno ancora fieri e gelosi della loro origine, della loro storia, della loro natio e della loro bandiera.

    Individualismo e marmellata è il simbolo della globalizzazione, ed è questo lo spirito che ha animato la “provocazione” della Clementi.

    Immigrazione, appartenenza e pregiudizi

    Ed è proprio in nome di questo malinteso che la questione sull'immigrazione s'incaglia in una secca di pregiudizi differenti. Si considera razzista il non voler offrire (!) un'appartenenza, che è radicata in una terra e in un passato, quando si tratta invece dell'esatto contrario di quello che comunemente s'intende come “razzismo”: ovvero la scarsa considerazione degli altri, ritenuti inferiori. E' precisamente la logica imperante che considera invece inferiori tutti coloro che hanno un orgoglio, un senso di appartenenza e un gusto per la qualità insieme alla fedeltà ai propri Lari. Costoro, tutti, che si tratti di italiani, romeni, bulgari o magrebini sono, anzi siamo, personaggi arretrati, da ri-educare e recuperare alla logica rinfusa, ipnotica ma stringente cui si è appellata la Clementi. Che è logica di uniformazione nella marmellata sulla base di un modello uniculturale, che poi altro non è se non quello di Murdoch & co. Come ben diceva Geminello Alvi, la globalizzazione è un coacervo di plebi multirazziste che sopravivono in un modello americano. Un modello che si pretende superiore e che viene affermato con superbia sociale.

    E chiunque sia favorevole o contrario al freno dell'immigrazione restando intriso di questa logica sprezzante e arrogante – cioè più o meno tutti - è corresponsabile di cotanto degrado. Chiunque sia individualista e globalizzante – sia che si senta fan del Ku Klux Klan, sia che si voglia volontario della Caritas – è in effetti completamente imbevuto di “razzismo” così come lo s'intende oggi: ovvero la scarsa considerazione degli altri, ritenuti inferiori. Da cacciare o da elevare fa lo stesso. Anzi quasi lo stesso, perché per assurdo, chi li vorrebbe scacciare li disprezza ancora meno di chi li vorrebbe elevare concependoli paternalisticamente, anzi maternalisticamente, come di miserabili buoni selvaggi.

    Criterio

    Il criterio. E' per mancanza di criterio che ci s'impiglia e ci si attorciglia evitando così di affrontare questioni essenziali, quali l'immigrazione e la nazionalità, con princìpi e buon senso. E' per mancanza di criterio che si consente, così, a tutti gli schiavisti buonisti d'ingozzarsi alle spalle dei poveri, sia stranieri che italiani mettendoli magari in guerra tra loro. E' ancora per mancanza di criterio che si può ascoltare la Clementi senza un moto di nausea; ed è sempre per mancanza di criterio che non si trovano la volontà né il modo di agire affinché quanto ha causato la sua reazione individualistica e inacidita sia comunque affrontato efficacemente.

    Il criterio, questo sconosciuto.

    Eppure parte tutto di lì.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Grandissima Rita Clementi.
    Si fa così!
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Qulacuno si è preso la briga di verificare le prove sostenute dalla Clementi, chi è stato assunto al suo posto, ecc?
    Nessuno
    Il tutto è accaduto a Pavia. sono stati assunte due altre persone al concorso al posto della clementi, molto più giovani di lei, forse questo l'ha infastitidita, dopo prove scritte a busta chiusa, in cui lei è risultata INSUFFICIENTE.
    Come mai la Clementi non ha citato le precise circostanze per cui l'assunzione degli altri due sarebbero illegittime? Non so, na prova di nepotismo, di legame.
    Ha in partica detto, "visto che io sono la migliore e sono sata bocciata, fate schifo e me ne vado". Mi pare una povera isterica.
    Against all odds

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Qulacuno si è preso la briga di verificare le prove sostenute dalla Clementi, chi è stato assunto al suo posto, ecc?
    Nessuno
    Il tutto è accaduto a Pavia. sono stati assunte due altre persone al concorso al posto della clementi, molto più giovani di lei, forse questo l'ha infastitidita, dopo prove scritte a busta chiusa, in cui lei è risultata INSUFFICIENTE.
    Come mai la Clementi non ha citato le precise circostanze per cui l'assunzione degli altri due sarebbero illegittime? Non so, na prova di nepotismo, di legame.
    Ha in partica detto, "visto che io sono la migliore e sono sata bocciata, fate schifo e me ne vado". Mi pare una povera isterica.
    Interessante. Fonti al riguardo?

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da L'Europeo Visualizza Messaggio
    Interessante. Fonti al riguardo?
    La Provincia pavese, cercherò di trovare d più
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  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    La Provincia pavese, cercherò di trovare d più
    Grazie. Mi raccomando, se trovi qualcosa posta qua.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Si , però....
    Lasciamo stare i discorsi sulla globalizzazione , sul melting pot e sull'omolagazione totale che sottindende.
    Mi riesce difficile fare dei nessi col problema di questa ricercatrice.
    Che è quello di poter lavorare dignitosamente in questo giocondo paese.
    Perchè qui la ricerca scientifica è considerata una specie di optional , un capriccio , un di più che va oltre la visione comune piccolo borghese dell'aspirazione naturale al posto parastatale di applicato di segreteria in qualche ente pubblico.
    Non a caso , quando con le manovre finanziarie si devono tagliare costi , si comincia sempre dalla ricerca scientifica.
    Qui , chi si occupa di sperimentazione e ricerca , è considerato un immaturo che da adulto ancora gioca al piccolo chimico.
    E' il risultato delle decisioni di un paese retto da avvocati e persone di formazione umanistica , che loro considerano a prescindere superiore a quella scientifica.....
    Questo della marginalità e subalternità precaria della ricerca è uno dei tanti volti negativi di questo approssimativo paese.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Il caso Rita Clementi: ovvero, la cultura della globalizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Si , però....
    Lasciamo stare i discorsi sulla globalizzazione , sul melting pot e sull'omolagazione totale che sottindende.
    Mi riesce difficile fare dei nessi col problema di questa ricercatrice.
    Che è quello di poter lavorare dignitosamente in questo giocondo paese.
    Perchè qui la ricerca scientifica è considerata una specie di optional , un capriccio , un di più che va oltre la visione comune piccolo borghese dell'aspirazione naturale al posto parastatale di applicato di segreteria in qualche ente pubblico.
    Non a caso , quando con le manovre finanziarie si devono tagliare costi , si comincia sempre dalla ricerca scientifica.
    Qui , chi si occupa di sperimentazione e ricerca , è considerato un immaturo che da adulto ancora gioca al piccolo chimico.
    E' il risultato delle decisioni di un paese retto da avvocati e persone di formazione umanistica , che loro considerano a prescindere superiore a quella scientifica.....
    Questo della marginalità e subalternità precaria della ricerca è uno dei tanti volti negativi di questo approssimativo paese.
    E' la mentalità sottesa al suo modo di porre la questione che si contesta. Comunque, aspetto prima di dare per certo che la signora sia stata vittima dell'insensibilità italiota nei confronti della ricerca.

 

 

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