Sono rientrata a casa dalla Francia per qualche giorno, perché mio papà è convalescente di un complicato intervento chirurgico (eseguito in Veneto dallo zio chirurgo – grazie Veneto).
Ho avuto, quindi, il tempo per qualche “scorreria” su facebook dove ho un account con il nome di Michelina.
Quello che segue è il messaggio da me inviato ad una leghista.
Esso apre una questione vecchia, fondamentale e mai chiaramente risolta per la lega, per i leghisti, per gli abitanti del nord ma anche per tutti coloro non si riconosce nei valori della lega sia che essi risiedano al nord o anche a sud.
La questione è: per essere padani veri è fondamentale lo “jus sanguinis”?
La discussione è aperta.
Inizio messaggio:
• Premesso che io non ti conosco e che do per scontato che tu sia la persona più per bene e in buona fede del mondo.
Ma quando leggo commenti come il tuo:
"Ma io, da PURA leghista da sempre, mi domando: MA Di CHI SI CIRCONDAVA BOSSI?! io da PURA leghista mi domando : com'è possibile che insediasse ai posti di prestigio e potere persone che con il nord avevan poco o NULLA a che vedere?! Anche quel Paragone che fu direttore della Padania!!! Come credere ad una PURA fede leghista in lui? Padre Benevento madre sicula !! Mi spiace ma dopo decenni, forse sono stata davvero pirlona, ma mi sento tradita!!!!! PADANI VERI significa anche un pizzico di jus sanguinis !!!!!!"
Giuro che resto moooolto confusa e che mi cadono le braccia; ti spiego:
Qualche giorno fa ho inviato un messaggio Facebook un pò provocatorio al vs. Max Parisi, già direttore della "Padania"
Questo il messaggio
Parisi, sei meridionale!
http://www.gens.info/italia/it/turis...risi&x=28&y=10
Perchè tradisci così le tue origini?
Ha ragione Pino Aprile, nel suo "Terroni", quando afferma che i leghisti più beceri e accaniti contro il Sud sono proprio i meridionali trapiantati in "patagna",
ciao.
Michelina
e questa la risposta, un pò piccata, di Max Parisi:
Michelina, tu scrivendo queste cose ragioni come il più becero dei leghisti, quello che considera una discriminante l'appartennza etnica. Sei così ottusa da non capire che non è la razza ma le idee che uniscono gli uomini. Ed io ho idee secessioniste.
ciao, razzista.
max parisi
A cui replicai così:
Io razzista? Dillo agli amici tuoi leghisti patagni. Mi fai ridere! Il bue che da del cornuto all'asino.
Viaggia un pò fuori da quelle valli oscure. Impara ad essere cittadino del mondo.
La differenza tra noi e voi, è che noi non ci dimentichiamo mai della nostra terra e non ce ne vergogniamo, ed anzi ne siamo orgogliosi, ovunque ci troviamo...Sempre!
ciao, da una calabrese esule.
Michelina -- Ricercatrice Université Rennes 2 - Bretagne - France.
Tu comprenderai, allora, quanto grande sia la mia confusione.
Mi chiedo, e ti chiedo: chi è la razzista? Io, tu, o entrambi?
Ma soprattutto chiedo: qual'è la posizione della lega nei confronti dei meridionali che lavorano al nord?
Perchè ti confesso, che al di là della mia chiara provocazione, Max Parisi ha ragione. Le idee di ciascuno di noi superano le ragioni del "sangue".
Basta aver frequentato un po il mondo per capire che la"diversità" è ricchezza.
Fatti una passeggiata a Londra, a Parigi, a New York. e vedrai che caleidoscopio di colori e razze diverse, che fanno grandi quei luoghi (e non parlo solo delle strade, parlo anche dei luoghi di culto del sapere - le Università francesi, inglesi e americane, ma anche quelle tedesche - io stessa ho fatto ricerca per un periodo a Berlino)
Ti preciso che ho studiato presso una università Toscana, ho fatto un dottorato in Francia Université Jean Moulin Lyon 3 - regione Rodano-Alpi, attualmente sono ricercatrice presso Université Rennes 2 - Bretagne - France.
Mio fratello si è laureato a Milano, ha vinto una borsa di dottorato contemporaneamente in toscana e lombardia - e oggi vive e lavora a Milano.
Il nord, e la Toscana in particolare, ci ha accolti con grande calore.
Sono calabrese ed ho 32 anni, ma manco da casa da 14 anni.
Ovunque sia andata mi sono sempre trovata bene, stimata ed apprezzata; e questo vale anche per mio fratello, per uno zio paterno che fa il chirurgo a Venezia, per uno zio materno che fa il preside a Trento e per una serie numerosissima di amici e cugini che lavorano serenamente al nord.
Per tutti questi motivi, mi spieghi che senso a portare ancora aventi il "mantra dello "jus sanguinis"?
Scusa la lungaggine.
Spero di ricevere una risposta.
Con cordialità.
Michelina ---- fine messaggio.
bruzia





