User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Utente cancellato
    Data Registrazione
    13 Jul 2009
    Messaggi
    5,455
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Spagna, divieto di protesta

    L’austerità fa sempre più male, l’ira della gente cresce e il governo di Mariano Rajoy, nel tentativo forse vano di ridurre le controindicazioni di una pillola amara, punta sulla severità.
    Solo restringendo gli spazi per la protesta e inasprendo le sanzioni, sembrano essersi detti i ministri del Partido popular, si potrà contenere l’indignazione del popolo spagnolo, asfissiato dalla più grave crisi economica dal ripristino della democrazia nel 1978.
    FERMARE LA SPIRALE DI VIOLENZA. Un’indignazione che si è manifestata prima con la cosiddetta “Primavera valenciana” e poi con lo sciopero generale del 29 marzo: a quelle manifestazioni ha risposto il ministro dell’Interno Jorge Fernández Díaz, annunciando al Congresso una riforma «in profondità» del codice penale, con l’obiettivo di fermare quella che ha definito «una spirale di violenza praticata da collettivi antisistema inclini alla guerriglia urbana».
    PERICOLOSA RESTRIZIONE DEI DIRITTI. Tuttavia le dure misure annunciate, al di là della persecuzione dei singoli atti violenti, fanno pensare a una «pericolosa restrizione dei diritti», come ha spiegato David Bondia, professore di Diritto internazionale pubblico all’Università di Barcellona e direttore dell’Institut de drets humans de Catalunya (Istituto per i diritti umani della Catalogna). Un’accusa non da poco.
    UN INASPRIMENTO DELLE SANZIONI. La riforma propone infatti in primis un inasprimento delle sanzioni per contenere la violenza di strada. Il governo vuole inserire la resistenza passiva tra i reati classificabili come «attentato all’autorità», in modo da poter considerare, ad esempio, un pacifico sit-in degli indignados alla stregua di un attacco violento a un membro della forza pubblica.

    C’è poi l’intenzione di applicare ai disordini di piazza, «per motivi di ordine pubblico», alcune norme della legislazione antiterroristica promulgata negli Anni 90 per contenere il kale borroka, la lotta di strada dei manifestanti baschi vicini alla sinistra indipendentista abertzale.
    «Il governo ha perso il lume della ragione», ha commentato con severità Bondia, «e anche i giudici stanno subendo la pressione del momento, tant’è che ci sono già persone detenute in via preventiva per impedire loro di partecipare alle prossime manifestazioni. Oltre ai tagli di bilancio, in questo Paese si stanno tagliando i diritti civili, cosa ben più grave. Si stanno minando le basi della nostra democrazia, rischiando di tornare indietro di 50 anni».
    L'ALLARME: DIRITTI CIVILI A RISCHIO. Tra le novità annunciate dal ministro Díaz c’è l’inserimento, tra le «modalità di attacco violento ai funzionari di pubblica sicurezza», anche delle minacce verbali e lancio di oggetti.
    Una nuova blindatura al già forte potere della polizia, ricordano le associazioni per i diritti umani, in un Paese che ha gli indici di criminalità più bassi dell’Unione europea e al contempo il tasso di detenuti più alto (157 per ogni 100 mila abitanti).
    LA RESTRIZIONE SI ESTENDE ANCHE AL WEB. Nella proposta del governo Rajoy anche un attacco diretto a Internet, che sia nel movimento degli Indignados sia nelle proteste delle ultime settimane si è rivelato uno straordinario strumento di aggregazione. Convocare via web e sui social network manifestazioni sospettate di «alterare gravemente l’ordine pubblico» sarebbe considerato reato di organizzazione criminale, punibile con pene fino a 4 anni di carcere.
    «Norma eventualmente inapplicabile, oltre che ingiusta», ha precisato Bondia, «perché porterebbe all’arresto di centinaia di migliaia di giovani che usano la Rete come strumento di condivisione di idee e progetti. Nessuno nega che ci siano i violenti e che vadano perseguiti. Il problema, però, è un altro: la gente scende in piazza perché vive disagi enormi, mentre lo Stato è disposto a tutto pur di fornire all’esterno un’immagine di rigore e “pulizia”».
    NUOVA PROTESTA CONTRO LA RIFORMA. Il 14 aprile in molte città della Spagna si commemora la Seconda Repubblica, nata quel giorno del 1931 e finita il primo aprile del 1939, quando i falangisti di Francisco Franco, vinta la Guerra civile, entrarono a Madrid. Per i nostalgici dell’ordinamento repubblicano, l’evento di quest’anno diventa un’occasione per protestare contro la riforma del lavoro e le politiche di austerità del governo Rajoy, chiedendo più sicurezze nei diritti civili e sociali.
    Soprattutto a Barcellona, città simbolo della resistenza al franchismo e di molte conquiste civili della nazione, come quelle relative ai diritti delle donne e degli omosessuali, che proprio nella città catalana hanno avuto i primi focolai di protesta.
    Al ministro dell’Interno Díaz, secondo il quale «non è questo il momento per fare del buonismo giuridico», il professor Bondia risponde: «In strada ci saranno migliaia di persone, memori che il diritto alla salute, all’istruzione e allo sciopero sono gravemente minacciati. E i giovani sappiano che ciò che hanno ereditato dai vecchi non è scontato che ci sia anche domani».

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Utente cancellato
    Data Registrazione
    13 Jul 2009
    Messaggi
    5,455
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Spagna, divieto di protesta

    Che succede alla monarchia spagnola? Come nella più classica saga del ciclo di Artù, come nella Terra desolata di T.S. Eliot, alla malattia del re corrisponde la sofferenza del suo regno. Con l'incidente di caccia che gli ha causato la frattura del collo del femore in tre punti e la necessità di intervenire con una protesi, Juan Carlos I di Borbone sembra avere definitivamente indossato i panni del Re pescatore, le cui menomazioni si riflettono nell'infertilità e nelle pestilenze che colpiscono le sue terre e i suoi sudditi. Quello del 14 aprile è stato il terzo intervento chirurgico in meno di due anni a cui il monarca si è dovuto sottoporre: nel maggio 2010 gli era stato estirpato un tumore benigno al polmone destro, poi nel giugno dello scorso anno era stata necessaria una protesi al ginocchio destro; in anestesia locale è stato necessario un altro intervento all'inizio di settembre 2011, quando è stato riparato il tendine di Achille del piede sinistro che si è rotto in agosto. Gli appuntamenti di Juan Carlos col chirurgo sembrano coincidere con la discesa della Spagna nella sua crisi economica più severa dai tempi della transizione democratica (1978): proprio nel maggio 2010 Zapatero aveva dovuto annunciare tagli per 15 miliardi di euro, invece l'ultimo infortunio è intervenuto al termine di una settimana iniziata con una debacle dei titoli decennali del debito spagnolo, il cui tasso di interesse è arrivato a sfiorare il 6 per cento.
    La stampa e l'opinione pubblica spagnole sono sempre state molto indulgenti con la famiglia reale, ma dopo quest'ultimo incidente la riserva di benevolenza pare prossima all'esaurimento. Anche perché arriva al culmine di un periodo particolarmente sfortunato, che ha visto scoppiare nel novembre scorso lo scandalo del genero del re Iñaki Urdangarín, duca di Majorca, accusato di aver sottratto milioni di euro all'ente no profit di cui era responsabile, mentre settimana scorsa si è registrato il ferimento di Felipe Juan Froilan, un nipote tredicenne del re che maneggiava un'arma da fuoco. I partiti maggiori (Pp e Psoe) non commentano l'ultimo incidente della serie, ma le forze di estrema sinistra e del nazionalismo regionale basco e catalano hanno colto la palla al balzo per accusare il re di insensibilità nei confronti delle difficoltà economiche che vivono milioni di spagnoli e delle specie animali a rischio di estinzione. Juan Carlos, infatti, si è fratturato il bacino in tre punti per una caduta avvenuta nel corso di una battuta di caccia all'elefante in Botswana, uno dei pochi paesi africani che ancora consente l'abbattimento legale dei suoi pachidermi, ma il safari costa salato: 44 mila euro tutto compreso.

    Il gradimento della monarchia è sceso sotto la sufficienza per la prima volta da quando esistono sondaggi su questo tema (1994) nell'ottobre scorso, secondo il Centro de Investigaciones Sociologicas. Un segnale di allarme molto forte, perché la monarchia spagnola, restaurata alla caduta del franchismo come garanzia per la transizione, si fonda più di altre sul consenso popolare. La Costituzione all'articolo 56 comma 3 enuncia che «la persona del Re è inviolabile e non è soggetta a responsabilità legale», mentre gli articoli 490 e 491 del Codice penale configurano il reato di lesa maestà e puniscono calunnie e ingiurie ai danni della famiglia reale. Tuttavia fino ad oggi a proteggere i Borboni dagli strali delle critiche è stata soprattutto l'autocensura dei media e il sostegno costante da parte dei maggiori partiti politici. Mentre nel Regno Unito splendori e miserie dei Tudor fanno la fortuna della stampa rosa e scandalistica, in Spagna gli equivalenti non trattano mai meno che rispettosamente i reali. Nessun adulterio di Juan Carlos è mai venuto alla luce attraverso la stampa del suo paese, e le notizie relative a figlie nate fuori dal matrimonio sono sempre apparse sulla stampa estera prima che su quella nazionale. Questo trattamento di favore è figlio del realismo politico che vede nel re una garanzia fondamentale per l'unità della Spagna, minacciata dai nazionalismi basco e catalano, e per il mantenimento della democrazia. La flessione dei consensi coincide con la crisi economica e con una crescente sfiducia nei confronti dei partiti. Ma certamente la tradizionale passione per le armi da fuoco non aiuta i Borboni a restare in sintonia con gli spagnoli contemporanei, soprattutto quando gli incidenti incresciosi si moltiplicano. E appaiono incomprensibili alla luce di un tragico dettaglio biografico di Juan Carlos: nel 1956, quando era diciottenne, uccise il fratello 14enne Alfonso con un colpo partito accidentalmente dalla sua pistola, non si sa se durante un'esercitazione o un gioco.

  3. #3
    repubblicano perciò di Sx
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Località
    dove il dubbio è impossibile la certezza è sempre eguale
    Messaggi
    12,169
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Spagna, divieto di protesta

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    . La Costituzione all'articolo 56 comma 3 enuncia che «la persona del Re è inviolabile e non è soggetta a responsabilità legale», mentre gli articoli 490 e 491 del Codice penale configurano il reato di lesa maestà e puniscono calunnie e ingiurie ai danni della famiglia reale. .
    come era per i savoia anche Jouan è dunque un "irresponsabile" per dettato costituzionale. Il fatto è che sembra esserlo anche nei fatti di tutti i giorni, e non è detto che il cod.penale. potrà continuare a difenderlo da commenti sempre più severi. E sarà da vedere cosa accadrebbe in caso di un ripetersi di processi sulla base deg iart. 490 e 491.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

 

 

Discussioni Simili

  1. Spagna, divieto di protesta
    Di Cattivo nel forum Politica Europea
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 17-04-12, 02:39
  2. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 02-06-08, 14:23
  3. In Spagna sono veramente avanti --> MISTER SPAGNA
    Di Enrico1987 nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 24-04-07, 19:52
  4. Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 19-04-04, 20:58
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-04-03, 13:40

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225