La bandiera del movimento indipendentista siciliano
L'indipendentismo siciliano si basa sul principio secondo cui la Sicilia è una nazione che possiede una propria storia, una propria cultura e una propria lingua e sull'affermazione del fatto che la Sicilia non raggiungerà il suo massimo sviluppo culturale, sociale ed economico, qualora essa continuasse a far parte del sistema statale italiano o non avesse una propria arichitettura statale indipendente, responsabile e autonoma. Un altro caposaldo di tale corrente politica è la totale avversione per l'associazione a delinquere Cosa Nostra e per qualsiasi organizzazione di stampo mafioso. La mafia viene considerata dagli indipendentisti siciliani come uno strumento di dominio e di oppressione verso il popolo siciliano, utilizzato a propri fini dai popoli esterni alla Sicilia.
Nel settembre 1942 nacque il Movimento Indipendentista Siciliano come comitato che prendeva spunto dai Vespri Siciliani. Primo presidente fu Andrea Finocchiaro Aprile che fece confluire nel movimento molti esponenti di partiti politici differenti, come il socialista rivoluzionario Antonio Canepa, Giovanni Guarino Amelia membro degli autonomisti e i monarchici Guglielmo Paternò Castello duca di Carcaci e il principe Giovanni Alliata.
Il 28 luglio 1943 esce il "Manifesto Separatista" in Sicilia, che chiede agli Alleati di riconoscere l'isola come Stato indipendente e sovrano a regime repubblicano constatando l'ormai situazione caotica in cui versa lo Stato italiano e la sua sconfitta ormai imminente.
Cosa sarebbe successo se la Sicilia fosse divenuta una repubblica indipendente sotto protettorato americano?




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