Peccato.

Comunicato di Mario Mauro

La soddisfazione per l'importante risultato delle elezioni europee mi spinge innanzitutto a ringraziare i tanti italiani per la fiducia che mi hanno dimostrato. Mi sento perciò investito di una grande responsabilità. Gli italiani hanno capito che il cuore della sfida per lo sviluppo e per la pace si gioca per la maggior parte in Europa e ciò è dimostrato dal fatto che abbiano votato quasi il 70% degli aventi diritto. È stata una delle percentuali più elevate che dimostra la nostra fiducia nell'Europa e tutto il nostro interesse ad essere di nuovo protagonisti. L'Italia poi al contrario di altri Paesi ha ratificato il Trattato di Lisbona e, non dimentichiamolo, dopo la seconda guerra mondiale per prima ha creduto in questo progetto. Se crediamo nell'Europa, tuttavia, non dobbiamo nasconderci i problemi e constatare che quello che sta avvenendo in queste settimane lascia a dir poco perplessi. La decisione, peraltro ancora rimediabile, di alcuni gruppi politici del Parlamento europeo di non accordare la fiducia al Presidente della Commissione Barroso può rappresentare un elemento incomprensibile ai cittadini in un momento in cui c'è bisogno di grande determinazione e compattezza per venire fuori dalla crisi da parte delle Istituzioni europee.

Proprio perché ritengo che sia importante che i cittadini non perdano fiducia ulteriormente nel progetto europeo, intendo favorire con un gesto di responsabilità la definizione da parte del Gruppo PPE della candidatura popolare al ruolo di Presidente del Parlamento europeo. Costringere al voto il Gruppo martedì 7 luglio significherebbe produrre un'inutile e disdicevole spaccatura che avrebbe come conseguenza per la nostra famiglia politica arrivare divisi alla fase costitutiva della legislatura: quella in cui bisogna indicare con chiarezza gli obiettivi politici nell'interesse dei cittadini europei. D'intesa con i vertici del mio partito e del Gruppo PPE abbiamo deciso di ritirare la mia candidatura. Ringrazio al contempo di cuore il Governo italiano per il suo prodigarsi e soprattutto i tanti che hanno sostenuto questo tentativo e che ho di sentito rappresentare al di là del colore politico. Se il desiderio di soddisfare l'ambizione personale prendesse il sopravvento sullo spirito di servizio dimenticherei le ragioni del mio lavoro e di una fede che mi ha sempre educato alle ragioni degli altri. Lasciare il passo alla candidatura del caro collega Buzek è quindi un modo per contribuire responsabilmente al ruolo che i Popolari europei devono avere perché la politica e il progetto europeo, in particolare, vengano percepiti come tensione al bene comune e amore al destino dei nostri popoli.