24/04/2012 - Istat: su il divario tra salari e prezzi dal 1995
Le retribuzioni contrattuali orarie a marzo restano ferme su febbraio e salgono dell’1,2% su base annua. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che la crescita tendenziale e’ la piu’ bassa almeno dal 1983, ovvero dall’inizio delle serie storiche ricostruite, 29 anni fa. A marzo la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 2,1 punti percentuali, che rappresenta il divario piu’ alto dall’agosto del 1995.
I RINNOVI – A marzo risultano in attesa di rinnovo 36 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa 4,3 milioni di dipendenti (circa 3 milioni nel pubblico impiego). Con riferimento ai principali macrosettori, a marzo le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.I settori che a marzo presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%), chimiche, comparto di gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e quello delle telecomunicazioni (2,7% per tutti i comparti).
VARIAZIONI NULLE – Si registrano, invece, variazioni nulle nell’agricoltura, nel credito e assicurazione e in tutti i comparti appartenenti alla pubblica amministrazione.
L’indagine sulle retribuzioni contrattuali permette di calcolare la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro che resterebbe in vigore nel semestre successivo nell’ipotesi di assenza di rinnovi. Per il totale dell’economia, l’incidenza dei contratti collettivi in vigore, rispetto a quella rilevata a marzo 2012, resterebbe costante fino a giugno scendendo leggermente a partire da luglio (dal 61,8% al 61,2%): per il solo settore privato la quota (pari all’84,3%) si ridurrebbe all’83,5%.
RETRIBUZIONI DIVORATE DALL’INFLAZIONE – Nel mese di marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente, e un incremento dell’1,2% rispetto a marzo 2011. Si tratta, segnala l’Istat, della piu’ bassa crescita tendenziale dal 1983, da quando cioe’ sono state ricostruite le serie storiche. Si allarga anche il divario tra crescita annua delle retribuzioni contrattuali (+1,2%) e l’inflazione (+3,3) che, segnala l’Istat, ha raggiunto il top dall’agosto 1995.
Nel primo trimestre del 2012 la retribuzione e’ cresciuta dell’1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2011. Con riferimento ai principali macrosettori, a marzo le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
Così l’inflazione si mangia tutto il tuo stipendio






Rispondi Citando
