Günter Grass,Was gesagt werden muss, Quello che va detto,Sergio Romano,ovvero l'incubo della Verità sulla truffa di Norimberga e dell'olocausto ebraico




Proseguono le discussioni pubbliche dopo la pubblicazione della poesia di Günter Grass. Pubblichiamo questa breve risposta di Sergio Romano che denota l'assoluta "certezza" dell' "avvenuto" olocau$to ebraico,lo si da per un dato di fatto e se ne discende in considerazioni "logiche",ma ciò è arbitrario e non tiene in nessuna considerazione il fatto che il cosidetto olocau$to ebraico NON è mai avvenuto,nè nei "numeri",nè nelle forme "standard"! Le continue revisioni, al ribasso, eseguite dalla storiografia omologata ,ufficiale, stanno a dimostrare l'assoluta inconsistenza delle prove a sostegno,la precarietà delle "certezze" assodate!

Foto: la "prova" N°393 USSR, esibita a Norimberga: il SAPONE fatto con gli ebrei!

Lo stesso Grass ammette implicitamente i "fatti notori avvenuti" ed accetta la logica della TRUFFA di Norimberga...dei 4.000.000 di Auschwitz ,del "SAPONE" fatto con gli ebrei,della "Strage di Katyn",della "camera a gas" di Dachau,"accettati" come prove al Processo di Norimberga!

Si fosse documentato un pochino,solo un pochino,avrebbe avuto,il Grass degli 85 anni, la possibilità INCONTESTABILE da ALCUNO di dire altro!Ben altro! Solo a 17 anni ha avuto un pò di coraggio?Di cosa hai paura Günter Grass a 85 anni ? Che gli impediscano il suo funerale ? Che disperdano le sue ceneri ?...se questo è un Waffen-SS !

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Lettere al Corriere Risponde Sergio Romano

IL LIBELLO POETICO DI GRASS GUERRE DELLA MEMORIA TEDESCA

Seguendo, sia sulla stampa che sul web, la recente vicenda di Günter Grass, ho avuto la netta sensazione di un «patto» dell' informazione finalizzato ad impedire il libero dibattito sull' argomento. Spero di essermi sbagliato, ma gradirei conoscere il suo parere sull' argomento. maneloni@virgilio.it

Caro Aneloni,

I l dibattito c' è stato e continuerà probabilmente nelle prossime settimane. Ma i toni polemici hanno finito per oscurare alcuni aspetti della vicenda. Proverò a fare un elenco dei temi dibattuti e di quelli trascurati. È stato detto che Grass ha peccato di parzialità, ha trascurato le responsabilità dell' Iran e sembra avere attribuito a Israele, addirittura, l' intenzione di un «first strike» (primo colpo) nucleare. È vero. Questo poema-pamphlet, come è stato definito, sarebbe stato più convincente se Grass non avesse ridotto le colpe dell' Iran agli esercizi oratori di un politico intemperante come Mahmud Ahmadinejad.

Foto:le falsificazioni dello sterminazionismo ufficiale nel campo di Auschwitz I,eseguite dai comunisti polacchi nel 1948.L'invenzione e creazione di una "camera a gas" in quel crematorio,da esibire ai milioni di olocreduloni!

È stato detto che Grass, diciassettenne volontario nelle SS alla fine della Seconda guerra mondiale, non ha il diritto d' indirizzare critiche allo Stato israeliano.(*)

Non mi sembra convincente.

Il mondo è pieno di persone che hanno cambiato idea nel corso della loro vita e di partiti che sono stati lieti di accoglierle nelle loro file. Per fare incetta di intellettuali Togliatti dimenticò che molti di essi erano stati fascisti, avevano accettato le cattedre del regime, avevano cantato le lodi di Mussolini e partecipato ai Littoriali della cultura. Se le rivelazioni sul breve passato nazista di Grass non ci impediscono di pensare che Il tamburo di latta sia un buon romanzo, non vedo perché dovremmo cestinare la sua poesia ancora prima di averla letta e discussa. È stato detto che Grass soffre di narcisismo senile ed è antisemita. Ma questi sono processi alle intenzioni e ricordano le chiacchiere degli stadi e dei caffè piuttosto che le discussioni politiche e culturali. Non è stata prestata sufficiente attenzione, invece, al fatto che la poesia di Grass potrebbe essere un altro segno del crescente disagio tedesco per il modo in cui il ricordo del genocidio ebraico continua a condizionare la vita pubblica del Paese.

Il primo segno fu il «duello degli storici» (historikerstreit), iniziato nel giugno 1986 con un articolo di Ernst Nolte sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung intitolato «Il passato che non vuole passare».

L' autore, molto conosciuto e discusso anche in Italia, vi sosteneva che i lager tedeschi erano stati per molti aspetti una risposta all' incombente minaccia bolscevica.

Un altro filosofo e storico, Jürgen Habermas, replicò su Die Welt che il confronto tra lager e gulag avrebbe finito per assolvere la Germania dalle sue colpe antisemite.

Al dibattito, che si protrasse per qualche settimana, parteciparono alcuni fra i maggiori intellettuali di quegli anni. Un altro segno del disagio tedesco fu la conferenza che un romanziere, Martin Walser, pronunciò a Francoforte nel 1998 dopo avere ottenuto il «premio della pace», conferito dai librai tedeschi. Walser lamentò l' incessante atto d' accusa indirizzato all' intera nazione tedesca da una parte della sua intellighenzia.

Con quale scopo e intenzioni era stato costruito nel centro di Berlino un memoriale dell' olocausto grande quanto un campo di calcio?

Perché creare l' impressione che l' intera storia tedesca dovesse culminare nell' ignominia di Auschwitz?

Perché trasformare la Shoah in un processo permanente all' intera nazione?

Anche la conferenza di Walser, come l' articolo di Nolte e, oggi, la poesia di Grass, hanno provocato reazioni ostili e, nelle dichiarazioni pubbliche, immediate prese di distanza. Ma queste polemiche hanno già avuto l' effetto di aprire una discussione sui bombardamenti a tappeto delle città tedesche durante la guerra, sulle vittime civili e sulla sorte dei vertriebene, i profughi dei territori orientali e del Sudetenland cecoslovacco (12 milioni secondo alcuni, 15 secondo altri). Lo stesso Grass ha dedicato un libro al naufragio della nave Wilhelm Gustloff, silurata da una sottomarino sovietico al largo di Danzica in cui sarebbero morte circa 9.000 persone (Il passo del gambero). Anche la Germania ha i suoi morti e il modo in cui li ricorda è spesso una risposta indiretta alla frequenza con cui le si chiede di espiare una colpa che i cittadini della Repubblica federale non hanno commesso.

Romano Sergio

Pagina 31 (16 aprile 2012) - Corriere della Sera

Fonte: IL LIBELLO POETICO DI GRASS GUERRE DELLA MEMORIA TEDESCA

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(*) Sarebbe utile conoscere chi sia l'"eletto" che si riserva il "diritto" di rilasciare autorizzazioni in tal senso!