
Originariamente Scritto da
zlais
L'OBIETTIVO FINALE: RIDURRE LE USCITE DELLO STATO DI 20-25 MILIARDI DI EURO
Tagli alla spesa, piano del governo ma Difesa, Esteri e Interni frenano
Acquisti accentrati, meno enti inutili, risparmi sulla sanità e razionalizzazione degli immobili
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Nel confronto serrato di un paio d'ore che il premier ha avuto venerdì scorso con il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, incaricato del risanamento, sarebbero emersi problemi di non poco conto, certuni legati alle fortissime resistenze opposte da alcuni ministeri, meno propensi a rivedere il costo dei loro apparati.
«La spending review è un'operazione complicata alla quale sto lavorando pressoché da solo e quasi a titolo personale» ha spiegato qualche giorno fa Giarda in un'intervista, tradendo preoccupazione e qualche insofferenza. Che nascerebbe anche dalla difficoltà di approccio con alcuni ministri, restii a mettere mano alle forbici, come richiesto. Al momento hanno inviato propri dati e analisi i dicasteri della Giustizia, degli Interni, dell'Istruzione, della Difesa e degli Esteri.
Questi ultimi, ad esempio, avrebbero opposto un netto rifiuto a operare una riduzione dei costi, argomentando che la contrazione delle risorse attuata fin qui è ormai giunta al limite. Al punto che gli stanziamenti previsti per la stipula di accordi sono diminuiti tanto da determinare spesso l'impossibilità di ratificare molti accordi internazionali, anche quando richiedono importi minimi.
Ancora, c'è il capitolo intonso delle spese della Sanità, dove bisognerebbe agire attraverso accordi-quadro in modo da uniformare i costi sul territorio di tutti i beni che vengono acquisiti: da quelli meno costosi, come una siringa, a quelli più complessi, come gli apparecchi medici.
In tutto questo non vi è chi non comprenda che un ruolo dovrebbe giocarlo prima di tutto il ministero dell'Economia, attraverso il contenimento della spesa per acquisti di beni e servizi che nel 2011 ha ammontato a 136 miliardi, rimanendo sostanzialmente in linea con i costi del 2010, solo grazie agli effetti di contenimenti varati nell'ultimo biennio. Ma l'obiettivo cui Monti punta è molto più consistente: si tratterebbe di allargare il raggio di azione della Consip, centralizzando il più possibile gli acquisti e riducendo gli sprechi. Un obiettivo considerato possibile se la struttura del Tesoro intendesse metterlo davvero a fuoco.
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Tagli alla spesa, piano del governo ma Difesa, Esteri e Interni frenano - Corriere.it
Ecco che Generali, Boiardi di Stato, posizioni apicali dei Ministeri si oppongono a tagliare i veri sprechi (che tali in realtà non sono, sono soldi pubblici utilizzati volutamente male per foraggiare le clientele, diciamo le cose come stanno).
Consulenze, appalti esterni senza controlli, assunzioni familistiche, burocrazia ingrassata per aumentare le spese e le procedure e quindi i posti da poter distribuire, son colpa di questa gente.
Non credo si riuscirà a batterli, perchè hanno tutti la tessera di partito in tasca, e chi dice che vuole abbassare la spesa non si riferisce mai a loro (i veri sprechi) ma al resto, ovvero alla spesa che bene o male è ancora efficiente. Ecco quella che taglieranno, temo!