Posto qui questa riflessione visto che vi occupate molto di anti-sionismo e Resistenza nel Vicino Oriente.
Credo che sia giunto il momento di svecchiare un pò alcuni schemi ideologici e terminologici riguardo il Medio Oriente: oltre ai nemici "storici" (Israele e Usa) va affrontato anche l'emergere di regimi che, al seguito degli Stati Uniti e in cooperazione oggettiva con Israele, costituiscono oggi un problema primario per le forze residue che si oppongono all'americanizzazione della regione.
Purtroppo la maggior parte dei governi arabi (praticamente tutti, le eccezioni sono pochissime) sono entità politiche non solo funzionali ai piani israelo-americani (quello lo sono già da decenni, basti pensare alla Giordania e al suo ruolo storicamente anti-palestinese) ma di più: approfittando della recente crisi che ha coinvolto il capitalismo occidentale stanno cogliendo l'opportunità di diventare la prossima "nuova" frontiera del Capitale Globale.
Parlo naturalmente dell'Arabia Saudita ma anche di tutti i piccoli emirati del Golfo, Qatar in primis.
Quel che è peggio, costoro riverniciano le proprie mire politiche di connotazioni pseudo-religiose, favorendo la diffusione di un Islam a loro immagine e somiglianza (sostanzialmente quello wahhabita) per noi doppiamente negativo: in primis perchè tende a scavare un solco profondo tra le due sponde del Mediterraneo, in secondo luogo per il carattere anti-sciita (e quindi anti-iraniano, anti-siriano e anti-Hezbollah) che giocoforza assume.




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hefico: , il capitale è un veleno dell'anima.E l'anima mediorientale sembra gradirlo molto
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