Una “favela” al Macrolotto 2: la municipale scopre bidonville nel piazzale di una ditta
23 Aprile 2012
Non bastavano i capannoni trasformati in formicai, con tanti loculi di pochi metri quadri dove gli operai-schiavi sono costretti a dormire, fianco a fianco con i macchinari. Lo spettacolo che si è presentato oggi di fronte agli occhi degli agenti della polizia municipale è ancora più incredibile: una vera e propria bidonville, creata nel piazzale di un capannone di via Chemnitz che ospita un’azienda cinese, specializzata nel realizzare sacchetti destinati ad accogliere scarpe e borse delle griffes più note..
Il blitz della municipale è scattato intorno alle 18 di oggi, in seguito alla segnalazione di dipendenti delle aziende che sorgono al Macrolotto 2. Una volta entrati dentro, gli agenti si sono trovati di fronte ad una baraccopoli di oltre 500 metri quadri. In pratica si trattava del piazzale trasformato in una bidonville. Incredibili le condizioni igieniche: camere piccolissime, puzzo di fritto, bagni e cucine in comune. Tutto al buio. Niente cassonetti della spazzatura, scarichi a cielo aperto. Tantissimi cunicoli, c’era quasi da perdersi.
Le baracche, circa 20, erano fatte con materiali di fortuna, per lo più lamiere. L’immobile è stato posto sotto sequestro, così come i macchinari. sul posto anche il personale dell’Asl. Le verifiche sono tuttora in corso e probabilmente porteranno a provvedimenti anche nei confronti dei titolari della ditta. La proprietà del capannone è di cittadini pratesi.
Durissimo il commento dell’assessore alla Sicurezza Aldo Milone: “Ci siamo trovati di fronte ad una vera e propria favela – dice -. Scene che finora avevo visto solo in televisione nei documentari dal Brasile o dai paesi del Terzo Mondo. La cosa che più mi ha fatto arrabbiare e scoprire che, ancora una volta, i committenti ancora sono note griffes. Ora, è vero che usano gli intermediari, ma si chiedono ami chi fa questi lavori per loro, in che condizioni disumane è costretto a vivere? E il discorso vale anche per la proprietà: è impossibile non sapere cosa viene fatto di un proprio immobile”.
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