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  1. #11
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    P.P.S. Stai scherzando vero??
    Non scherza. Per lui la Psicopolizia del 1994 è composta di pappemolli, e la Neolingua è il linguaggio ideale.

    Ma tanto tempo sei mesi e cambierà di nuovi idea su tutto quanto. :sofico:

    Va da se che se andassimo a fare un'analisi attenta scopriremmo che la tradizione cattolica ha stravolti il significato molti più termini di qualunque altra forza italica.

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  2. #12
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Il linguaggio è essenzailmente un convenzione su termini che descrivano la realtà esterna. Detto questo è logico che una parola possa assumere più significati e sfumature

  3. #13
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Non parlavo in particolare del termine "laico" che hai postato, che tra l'altro, è etimologicamente corretto.
    siccome a volte partecipo a concorsi internazionali di letteratura, mi capita di dover soppesare molto bene il significato delle parole, e ti assicuro che spesso mi è capitato che da un dizionario all'altro il significato di alcune parole cambia.
    sulla parola "laico" poi l'hai visto anche te: il garzanti gli dà ben quattro significati diversi; e questo accade spesso anche con le altre parole del dizionario, che arrivano ad assumere anche più di dieci significati diversi!
    questo è verificabilissimo eh! basta aprire a caso e sfogliare un po' di pagine di un qualunque dizionario.
    se tu vuoi comunicare un concetto preciso, che non lasci interpretazioni errate, come fai in questo caos linguistico? per questo dico, che una lingua "evoluta" deve brillare per precisione ed esattezza, e non per confusione democratica, che ogni pincopallino spara i suoi significati...

    Secondo me non è una questione di democrazia, ritengo semplicemente che sia impossibile imporre una lingua dall'alto.
    E infatti i vari progetti di lingua artificiale (come l'esperanto) sono falliti.
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  4. #14
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    L’aggettivo laikós indicava originariamente un membro della Chiesa, che fa parte del alós tou theou, il «popolo di Dio». Ciò è ancora più evidente se si considera la traduzione latina del termine, che non è il generico populus, bensì plebs he indicava specificamente la comunità cristiana.

    L’inevitabile evoluzione del termine nei secoli successivi è specchio non solo di peculiari condizioni storiche – particolarmente, in questo caso, le divisioni provocate all’interno della comunità cattolica dalla Riforma protestante nel XVI e XVII secolo –, ma anche e soprattutto dell’orizzonte culturale a essa sotteso. Si è così progressivamente giunti a i dentificare la condizione di «laicità» come uno stato di autonomia della politica dalla sfera religiosa e come indice della possibilità di raggiun gere la verità tramite la sola ragione, prescindendo dalla fede. In entrambi i casi, l’autentico significato del termine, per come si è e voluto nel corso dei millenni, è stato snaturato. Se da una parte, infatti, non si può non concordare sul concetto di distinzione dei poteri e dei ruoli che spettano rispettiva mente alla Chiesa e allo Stato, è in vece difficilmente condivisibile la tesi secondo cui uno Stato è «laico» perché nel suo legiferare prescinde completamente dalla religione e dai suoi contenuti.

    Questa posizione si può riassumere con la massima di Ugo Grozio, fatta propria, quasi fosse una formula magica, dal movimento secolarista, il quale però ne ha corrotto il significato originale: etsi Deus non daretur, «come se Dio non ci fosse». Analogamente, è assurdo temere che la verità della fede possa attentare all’autonomia della ragione, oppure teorizzare che solo questa possa raggiungere la verità, e fa meraviglia che i fautori di tali posizioni non ne siano coscienti. Se si è giunti a questa concezione moderna del termine «laicità» – è bene ribadirlo –, in ambito sia filosofico sia politico, è solo perché nel cristianesimo si erano precedentemente sviluppate le forme concettuali ed espressive che ne permisero il comune riconoscimento, nonostante l’uso ambiguo e spesso strumentale a cui il termine è soggetto.
    Rivendichiamo, pertanto, la primogenitura di questa concezione, non per orgoglio – anche se avremmo tutti i diritti per farlo –, ma esclusivamente perché ci venga riconosciuto un diritto di originalità che non ci può essere sottratto, se non altro per rispetto della verità storica.

    Ultimamente, si sente parlare sempre più spesso di «etica laica». Cosa si nasconda dietro questa espressione è facile immaginarlo, alla luce di quanto abbiamo esposto in precedenza. Di fatto, si vuole imporre questo concetto per accreditare la tesi di un’autonomia, soprattutto dalla sfera cattolica, in grado di favorire la scienza e così produrre progresso. Quanto questa visione sia ingenua è evidente.

    Per sua stessa natura l’etica non ha alcuna colorazione e ogni sua ulteriore qualificazione risulta pleonastica. L’etica, infatti, riconosce il primato della ragione e assieme alla ratio giunge ai principi fondamentali che stanno alla base della vita personale. Difendere in ambito politico l’esistenza di un’etica «laica» indipendente dalla «morale cattolica» è giusto e corretto, ma ciò non implica che i loro contenuti debbano essere necessariamente contrapposti. Significherebbe non percepire il nesso costitutivo che intercorre tra etica e morale cattolica e creare artificiosamente, e con intenti strumentali, un’inesistente contrapposizione. Per quanto possa apparire paradossale, oggi gli Stati hanno urgente bisogno di confrontarsi con la questione della verità; devono ricercarla incessantemente e proporla ai cittadini soprattutto quando questa ha a che fare con i diritti fondamentali della persona, come quelli che si guardano la vita e la morte.

    Dinanzi a quei problemi etici particolar mente controversi, lo Stato deve confrontarsi con la verità e specialmente con quella proposta dalla religione, che più di ogni altra conferisce valore alla dignità della persona.

    Il concetto di tolleranza, applicato oggi ai più svariati ambiti – si pensi per esempio alla tolleranza razziale, politica, etnica, sessuale, culturale –, non è di aiuto per risolvere la situazione conflittuale nella quale ci troviamo. Lo Stato non può assestarsi in una sorta di neutralità che tutti accoglie e nessuno predilige. Deve senz’altro adoperarsi per riconoscere e difendere le minoranze, anche quelle religiose, ma ciò non può andare a detrimento della maggioranza presente nel Paese, che ne rappresenta la storia, la tradizione e l’identità. Infine, riteniamo che in questa sua ricerca e attuazione della verità, lo Stato «democratico» sia chiamato a tenere fede a questo suo fondamentale attributo. In virtù del suo essere democratico, lo Stato non solo deve accettare di confrontarsi con la Chiesa, ma deve anche saperne accogliere – solo in un secondo momento temperandole – le eventuali ingerenze. Non si tratta di una questione di laicità ma di democrazia, che dà prova di maturità accettando i rischi di tale condizione. La Chiesa invece, richiamandosi a principi che hanno un’origine superiore a quella umana, non potrebbe mai accettare una qualsiasi ingerenza dello Stato riguardo ai propri contenuti. Ciò non rende una superiore all’altro, ma semplicemente riconosce l’autonomia e l’autoctonia di entrambe le istituzioni. La cosa può apparire paradossale, e lo è. La democrazia, obbligata per sua costituzione ad accogliere in sé elementi che vanno oltre la sfera del la politica, trova in sé anche i mezzi per neutralizzare eventuali schegge impazzite. La Chiesa, da parte sua, ben conosce i limiti entro cui può operare.

    Gli Stati, a volte, ricorrono al Concordato per ratificare i rapporti tra le due istituzioni; si tratta co munque di uno strumento, non di un fine. Ciò che caratterizza la presenza della Chiesa nel la società è l’annuncio di un’esistenza che non si esaurisce nelle situazioni e nelle eventualità regolamentate dalle leggi emana te dagli Stati, ma va oltre. L’irrilevanza del messaggio cristiano potrebbe sembrare segno della laicità acquisita dallo Stato, ma in realtà si tratta soltanto di un sintomo della debolezza congenita delle strutture che, in tal modo, manifestano la povertà culturale che le minaccia. I seguaci di Voltaire storceranno il naso, ma, se vorranno essere coerenti, saranno obbligati, oggi più di ieri, a legittimare la nostra esistenza all’interno della società; eppure, non potranno esimersi dall’affer mare che siamo un’anomalia, una presenza fortuita, accidentale, ad dirittura fastidiosa soprattutto in questi ultimi tempi, perché tanto ingombrante con le sue certezze e i suoi dogmi.

    La pretesa di verità che rechiamo contraddice il loro principio di tolleranza – espressione genuina di dogmi laicisti – secondo il quale sarebbe meglio per tutti, e per il progresso della società, se fossimo confinati nel privato, senza alcuna possibilità di esprimerci pubblica mente su questioni di carattere so ciale ed etico. Non è lontano da questa stessa tentazione anche chi si richiama a una rinnovata comprensione dello Sta to etico, che legifera non solo prescindendo dalla morale presente nella società, ma si arroga la facoltà di presentarsi come istanza morale assoluta, traendo dall’ideologia l’ispirazione per i propri interventi legislativi. L’apertura degli Stati generali a Versailles il 5 maggio 1789, uno degli atti fondanti della Rivoluzione francese
    Rino Fisichella

    http://www.avvenire.it/Cultura/Laici...2103700000.htm
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  5. #15
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da Azel Visualizza Messaggio
    Non scherza. Per lui la Psicopolizia di 1994 è composta di pappemolli, e la Neolingua è il linguaggio ideale.

    Ma tanto tempo sei mesi e cambierà di nuovi idea su tutto quanto
    . :sofico:

    Va da se che se andassimo a fare un'analisi attenta scopriremmo che la tradizione cattolica ha stravolti il significato molti più termini di qualunque altra forza italica.
    Moderatori, posso consigliarvi di spazzare via queste puerili provocazioni?
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  6. #16
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da :Esther: Visualizza Messaggio
    Moderatori, posso consigliarvi di spazzare via queste puerili provocazioni?
    ha sbagliato pure il titolo del libro: 1984 e non 1994...



    ----------------------------------------------------------------------------------------------------
    Ok, cerchiamo d'ora in poi di rimanere in tema, messaggi provocatori saranno cancellati.

    Grazie.
    ----------------------------------------------------------------------------------------------------
    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
    Unica speranza per noi cittadini e lavoratori poveri è un vero governo di destra, che ripristini il potere di governo, riorganizzi l'economia, diffonda moralità, legge ed ordine. \o

  7. #17
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio


    ----------------------------------------------------------------------------------------------------
    Ok, cerchiamo d'ora in poi di rimanere in tema, messaggi provocatori saranno cancellati.

    Grazie.
    ----------------------------------------------------------------------------------------------------
    Sei un valentuomo, non c'è che dire.

    OK. Speriamo di poter proseguire in armonia la discussione.
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  8. #18
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Volevo dire questo. Secondo me hanno ragione un po' tutti: Leonida quando dice che il termine laico è stato snaturato e gli altri quando sostengono che, il significato del termine laico, come molti altri termini, nel tempo può cambiare di significato.

    Però, il problema che credo interessi muovere a Leonida è - lo sintetizzo - questo: il termine laico, come una specie "pietra filosofale", è divenuto, con il tempo, un qualcosa di prezioso di cui appropriarsene. I contendenti di questa battaglia sono gli anticleriali e i filocleriali. I dizionari cosa dimostrano? Che la battaglia l'hanno vinta gli anticlericali; sempre più motivati e favoriti da un'indebolimento dei loro avversari (vedasi, ad esempio, su questo 3d, la resa del cattolico Aganto).
    Fortunatamente non tutti si sono dati pervinto, e qualcuno, sapendo che, appunto, i termini, essendo soggetti a modifiche di significato, spera ancora di ridare a quel termine il significato che il naturale corso culturale, e non la manipolazione premeditata dell'uomo, gli aveva dato.

    Laico inteso dunque non come contrapposizione tra stato e chiesa, ma come equilibrio, integrazione, rispetto reciproco. E' ovvio che, nel momento in cui un termine assume un significato così importante, come nella società contemporanea ce ne sono tanti, gli anticlericali, che nell'arte della mistificazione e della delegittimazione sono maestri, se ne sono voluti appropriare per utilizzarlo come canale utile per innestare nella società un'idea erronea sui rapporti che la chiesa dovrebbe avere con gli stati.

    Gli illuministi fecero più o meno le stesse cose, con il medioevo ad esempio, creando leggende nere, ma spesso lo fecero in maniera quasi ingenua. Oggi invece assistiamo ad operazioni pianificate e ormai ben collaudate e, le cose come il termine laico non sono altro che gli oggett da manipolare a proprio piacimento per usare come arma. Si pensi al profilattico e il viaggio del Papa in africa. Ci sono state volte in cui ilo Papa ha elogiato la scienza, mettendo però in guardia, e gli anticlericali hanno gridato alla scandalo, lanciando il messaggio che il Papa si sarebbe scagliato contro la scienza.

    E' uno scontro dunque, tra forze del male e forze del bene. Non ci trovo nulla di male quindi, ma anzi, se chi, come Leonida, invece di alzare le mani e farsi travolgere dall'onda nichilista decide di reagire.


    "Date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza, a instillargli l’imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia.

    A furia di insistere dalla Riforma fino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi tutti i mali del mondo. Vi hanno paralizzati nell’autocritica masochista, per neutralizzare le critiche di ciò che ha preso il vostro posto. Femministe, terzomondisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, senza quasi discutere.

    Non c’è problema, o errore, o sofferenza della storia che non vi siano addebitati. E voi, così spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro man forte.

    Invece io (agnostico, ma storico che cerca di essere oggettivo) vi dico che dovete reagire, in nome della verità. Spesso, infatti, non è vero. E se talvolta del vero c’è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di Cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre. Ma poi: perché non chiedete a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è avvenuto dopo? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche?"


    Leo Moulin, storico.
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  9. #19
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    ha sbagliato pure il titolo del libro: 1984 e non 1994...
    Eh... me ne sono accorto dopo un po, e mi sono anche accorto che in questo forum non si possono editare i messaggi passato un certo numero di minuti. E' la prima volta che mi imbatto in questa "feature". >_<

    Per una volta che potevi editarmi un messaggio facendo una cosa positiva, lo potevi anche correggere, però! :sofico:

  10. #20
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    Predefinito Riferimento: Laicità e revisionismo linguistico.

    Citazione Originariamente Scritto da :Esther: Visualizza Messaggio
    ...
    Citazione Originariamente Scritto da :Esther: Visualizza Messaggio
    ...
    Per me potete anche tenervi il termine laico però almeno ammettete di averlo preso dai greci e di averne cambiato voi il significato per primi.
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

 
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