
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Non c'è che dire, Obama è superlativo. Il suo sorriso sempre sgargiante, il suo modo affabile ed istintivamente simpatico, la sua informalità così "cool" e alla moda. Un mito dei tempi contemporanei, il prodotto più evoluto della propaganda progressista.
La sua immagine è più che costruita: ogni gesto è studiato fin nei minimi dettagli. Ciò che appare spontaneo, molto probabilmente è il risultato di un piano d'immagine ideato a tavolino.
Lo dobbiamo ammettere: le sue dichiarazioni così benevoli verso il Governo italiano e il Premier Silvio Berlusconi sono tornate utili sul piano interno al centrodestra. Lo stesso Cavaliere ora può sfoggiare foto eloquenti con Obama al suo fianco, a dimostrazione di una amicizia e di un feeling personali ormai rodati.
Obama è irresistibile, manda quasi in trance le masse in adorazione. E' il nuovo, anzi il nuovissimo prioettato verso un radioso futuro di progresso, libertà e prosperità. E' il simbolo del riscatto per i neri, della fiducia per l'America in crisi, della speranza per gli afflitti.
E tuttavia, il Grande Ingannatore non riesce a convincerci e a coinvolgerci fino in fondo. Sotto la patina dorata, si nasconde una serpe velenosa. Obama esce da Chicago, la città più corrotta d'America. In questi primi mesi, abbiamo individuato svariate contraddizioni, e molteplici punti deboli nella sua politica, rivelatasi spesso incoerente, controproducente (si pensi alla mano tesa verso la dittatura sanguinaria dell'Iran), vaga e di impossibile realizzazione.
Dobbiamo ben guardarci da Obama. E' un soggetto infido, pericolosissimo, in grado di incantare molti (ma noi noi). E' facile la tentazione di aspettare il calo nei consensi (che negli USA si sta già verificando, lentamente ma inesorabilmente), ma spetta a noi denunziare le falle di una politica in fondo vuota, senza sostanza, priva di una vera missione concreta. Troppo facile evocare il dialogo, le aperture, la pace! Bisogna lavorare, e duro, per smascherarlo...