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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Regione Sicilia: regali di fine legislatura, Lombardo assume 22mila persone

    Regione Sicilia: regali di fine legislatura, Lombardo assume 22mila persone « infosannio.com

    Tutto in una notte. L’assemblea regionale siciliana all’alba di questa mattina ha approvato il maxiemendamento del governo regionale guidato da Raffaele Lombardo alla finanziaria siciliana. Polemiche e veleni hanno accompagnato probabilmente «l’ultimo atto di questa legislatura», afferma nel pomeriggio il capogruppo all’Ars del Pd Antonello Cracolici.

    Ma veniamo al testo. La prima norma che salta agli occhi è l’autorizzazione agli enti locali di assumere a tempo indeterminato i 22mila precari «previo superamento di un concorso pubblico per titolo ed esami, in deroga al Patto stabilità». L’Aran, «l’agenzia per la rappresentanza sindacale della Regione Sicilia», uno dei tanti carrozzoni regionali, che inizialmente sembrava dovesse essere soppressa, in realtà ha ricevuto altri 300mila euro per il suo funzionamento. Un altra norma che in tempi di crisi fa effetto prevede l’aumento degli stipendi per i dirigenti generali della Regione e abroga in un sol colpo il comma 7 dell’articolo 1 della legge regionale 16 gennaio 2012 n. 9 che stabiliva che «sino al 31 dicembre 2014, il trattamento economico complessivo spettante al titolare di incarico dirigenziale, anche di livello generale, non può essere stabilito in misura superiore a quello previsto nel contratto stipulato dal precedente titolare ovvero, in caso di rinnovo, dal medesimo titolare».

    Non mancano i tagli. Viene disposta la soppressione dei Sepicos, «servizi di pianificazione e controllo strategico». Soppressa anche l’Agenzia per l’Impiego e il Cpt. La regione trasferisce il personale dell’Ente Fiera del Mediterraneo alla Resais «e quello delle società in liquidazione in altre società entro tre mesi dall’entrata in vigore della finanziaria». Una sforbiciatina è stata fatta anche ai costi della politica siciliana. Un taglio del 10% alle indennità degli assessori tecnici. E sono stati ridotti del 30% gli uffici di diretta collaborazione degli assessori. Fra le norme previsti anche aiuti economici per le piccole imprese di Lampedusa e Linosa e per gli alluvionati di Messina.

    Il testo prevede anche misure per la crescita. Molti di questi interventi riguardano alcune richieste del movimento dei “forconi”. Prevista una norma “antifrode” sulla provenienze dei prodotti agricoli, che introduce controlli più stretti sull’importazione degli alimenti. E negli appalti pubblici per i servizi ristorazione, rappresenterà un punteggio aggiuntivo l’utilizzo di prodotti agricoli biologici, tradizionali e dalla provenienza certificata. Agli enti gestori delle riserve naturali vengono assegnati 3,2 mln, mentre l’Ircac è autorizzato a concedere fondi alle società cooperative e per lo sviluppo della pesca.

    Il Presidente dell’Ars Francesco Cascio, ai microfoni di LiveSicilia, si dice più che soddisfatto: «Alla fine credo che si possa definire una buona Finanziaria. Si tiene conto dell’esigenza dei contenimento dei conti, che non potevamo evitare, ma i sacrifici sono distribuiti equamente. E poi ci sono diverse misure utili, che potranno aiutare la crescita. Sempre che vengano attuate». Ma il capogruppo del Pd Antonello Cracolici ritiene che ormai la legislatura volge al termine e che si debba ricorrere al voto anticipato: «Col voto di stanotte su bilancio e finanziaria si è consumato l’ultimo atto di questa legislatura. Andare avanti così per un anno è impensabile, sarebbe un logoramento per tutti». Una richiesta che poco minuti fa è stata accolta anche dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo: «Le elezioni anticipate? Forse è il caso di pensarci seriamente». (Giuseppe Alberto Falci)

    18 aprile 2012
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Cari anti-casta, perché non dite niente sugli sprechi siciliani?

    di Gabrio Casati

    Cari anti-casta, perché non dite niente sugli sprechi siciliani? | Gabrio Casati

    «Regali di fine legislatura, Lombardo assume 22mila precari» recita il titolo de Linkiesta nel raccontare la Finanziaria regionale appena votata dall’Assemblea Regionale Siciliana.

    Non si tratta esattamente di una novità. Il provvedimento era già contenuto in una circolare firmata dal Presidente Raffaele Lombardo. La circolare prevedeva che circa 22.500 lavoratori con contratto a tempo determinato fossero stabilizzati con contratto a tempo indeterminato, che la loro retribuzione fosse per 5 anni coperta all’80% dal bilancio della Regione e per il restante 20% dall’ente locale interessato, che tali assunzioni potessero avvenire sia in deroga al limite imposto dall’allora Ministro Tremonti di destinare non più del 40% delle uscite degli enti locali in spesa corrente, sia in deroga al Patto di stabilità interno. Si avete capito bene. In deroga a quel patto si stabilità che sta castrando molte amministrazioni locali.

    E tutto questo per un totale netto a carico delle casse pubbliche che ovviamente non è dato sapere, ma che certamente è nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro/anno. Senz’altro molto di più di quanto incassino i partiti con i famigerati rimborsi elettorali che danno tanto scandalo in questi giorni.

    Bene, perché qui non c’è scandalo? Dove sono i Savonarola anti-casta che fiutano anche le più microscopiche schifezze una tantum da poche migliaia di euro compiute dai politici di fronte a una montagna di milioni di euro che peserà sulle tasche dei cittadini da qui all’eternità? Dove sono i grandi giornali nostrani pronti ad impallinare i politici ad ogni scontrino rimborsato? Dove sono le telecamere invadenti dei nostri tg che seguono i poveri malcapitati dentro i cessi di casa a furor di vergogna popolare?

    Perché non fa scandalo il fatto che mentre il Sindaco Pisapia deve fare i conti con 300 precari imbufaliti del Comune di Milano cui aveva promesso in campagna elettorale una stabilizzazione che a oggi non c’è ancora stata, il Presidente Lombardo ne stabilizza in un colpo solo 22.500, cioè 75 volte tanto pur avendo il Comune di Milano solamente un quarto della popolazione della regione Sicilia?

    Perché non fa notizia che mentre tutte le pubbliche amministrazioni “virtuose” d’Italia (dunque in larghissima parte quelle del Nord Italia) procedono ad aumentare i tributi locali e le tariffe per i servizi ai cittadini, a vendere parti di patrimonio, comprese aziende ben gestite e capaci di creare utili (come nel caso di Sea a Milano e Sagat a Torino), a tagliare i servizi ai cittadini, proprio per rispettare il Patto di stabilità. E invece laggiù nell’”Isola felice” possono allegramente fottersene?

    Cosa dice il Governo che agita lo spettro della Grecia in cui decine di migliaia di dipendenti pubblici sono stati licenziati, di fronte a una manovra di senso opposto da parte di una regione italiana? Cosa dice un governo, che in nome della “tenuta finanziaria della Repubblica” ha deciso di accaparrarsi la Tesoreria Unica, ovvero i fondi che le Regioni e gli enti locali “virtuosi” (dunque prevalentemente del Nord) avevano accumulato sui propri conti come conseguenza della loro volontà di adeguarsi al Patto di stabilità interno, del fatto che una regione possa mettere nero su bianco una spesa di centinaia di milioni di euro/anno specificando che verrà erogata “in deroga al patto di stabilità”? Cosa ha intenzione di dire e soprattutto di fare Monti dinnanzi a una così mostruosa disparità di comportamenti tra amministrazioni del Nord e del Sud?

    La spesa pubblica improduttiva, la casta, i costi della politica di cui questo Paese ciancia da anni (così facilmente indirizzato da chi ha interesse solo a distrarre l’attenzione dai problemi dei veri poteri del Paese) sono i 22.500 precari regolarizzati in un colpo solo e nella Regione che già vanta la più mostruosa incidenza di dipendenti pubblici sul totale degli attivi di tutta Italia in presenza di servizi tra i più scarsi ai cittadini.

    Migliaia sono i casi come questo, spesso meno conclamati, e milioni sono le persone che SONO spesa pubblica improduttiva.

    I costi della politica – se quei quattro pirla di commentatori nazionali fossero meno pigri, meno incompetenti o meno coinvolti non dovremmo stare qui a sottolinearlo – sono quelli che servono a mantenere in vita l’artificiale economia di più della metà di questo disgraziato Paese. In un tacito patto di scambio tra risorse distribuite per servizi perennemente precari e consenso (sul modello della Salerno-Reggio Calabria, l’eterna incompiuta). Tagliarli significa tagliare teste, teste che presumibilmente non saranno molto collaborative nell’atto della decapitazione.
    Decisamente altra cosa rispetto ai fatti di cui si scandalizzano i nostri gloriosi giornali. Perché altro è il sistema di governo del territorio.

    Cosa si fa? Moriamo tutti insieme, senza differenze, così felici di aver potuto sostenere fino all’ultimo minuto che il Paese è tutto uguale? Che se Formigoni si fa pagare le vacanze e la Lega compra 150.000 euro di lingotti d’oro, questo vale a cancellare il fatto che il sistema sanitario lombardo non fa debiti e offre un servizio di qualità largamente superiore a quello siciliano, laziale o calabrese? Non fa debiti, è chiaro?, NON FA DEBITI!, il che significa che mentre i contribuenti lombardi saranno chiamati – come lo sono da anni – a pagare le nefandezze delle regioni dissestate, nessun contribuente italiano sarà mai chiamato a pagare i costi della mala amministrazione lombarda, semplicemente perché non c’è o, meglio, perché non produce montagne di debito.

    Cosa tiene ancora insieme questo Paese? Perché i “contadini” (collocati in larghissima maggioranza in poche regioni del Nord) dovrebbero continuare a pagare questa Repubblica? Quale interesse materiale hanno a continuare a farsi mungere come vacche per mantenere, alla fine, 22.500 precari siciliani, 11.000 forestali calabresi o la miriade di imprese che si sono arricchite con gli appalti della sanità del Lazio che ha prodotto 15 miliardi di debito?

    Le Istituzioni e i poteri possono continuare a invocare un dovere metafisico di obbedienza e principi tanto nobili quanto astratti di unità nazionale, negando ogni residua legittimità alla stessa domanda che abbiamo più volte posto. Ma la dialettica non potrà continuare a produrre effetti a lungo. Ci attendono anni bui e difficili in tutta Europa, anni in cui faticosamente le istituzioni continentali cercheranno di salvare loro stesse e l’Integrazione, anni in cui quasi tutto verrà rimesso in discussione (per volontà, ma più prevedibilmente per necessità), dal nostro modello di sviluppo al ruolo dello Stato, dal welfare (come ha già iniziato a suggerire Draghi dalla BCE) alla qualità dei processi democratici.

    Se questo percorso dovesse anche solo in parzialmente fallire – e siamo convinti che lo farà, perché a queste condizioni non è sostenibile – il problema del senso dell’Unità d’Italia si riproporrà con una forza che le note dell’inno, le retoriche risorgimentali e un paio di coccarde difficilmente potranno arrestare. È tempo di parlare con concretezza e materialità, bandendo retoriche valoriali e ciance metafisiche.

    23 aprile 2012
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Ecco perchè i tedeschi non vogliono dare gli eurobonds.
    Perchè conoscono bene gli itagliani e sanno che nonostante le promesse non cambiano modo di fare manco a piangere in cinese!

    Solo i padani si fanno ancora fregare alla grande...

  4. #4
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Ecco perchè i tedeschi non vogliono dare gli eurobonds.
    Perchè conoscono bene gli itagliani e sanno che nonostante le promesse non cambiano modo di fare manco a piangere in cinese!

    Solo i padani si fanno ancora fregare alla grande...

    straquotone

    se ci fossero gli eurobond, al sud assumerebbero tutta la popolazione attiva e non

  5. #5
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Che faccia un piacere al mondo e sprofondi.



  6. #6
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    l'obiettivo della LegaN deve essere quella di buttare fuori la sicilia dal paese
    questa azione sarebbe sostenuta anke da molti cittadini meridionali
    ...xkè non credo che a bari o a napoli siano poi tanto felici e allegri nel leggere questi articoli sui giornali

    cercare l'indipedenza della padania invece ci mette in minoranza
    mette una piccola parte dei cittadini del nord contro tutto il resto del paese
    è ovvio che il risultato sarà nullo la LN inconcludente
    Ultima modifica di EURIDICE; 02-05-12 alle 13:50 Motivo: .

  7. #7
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Fondi Ue, in Sicilia 160 milioni spesi non si sa come

    160 milioni spesi in modo “opaco” sui 610 milioni stanziati dal Fondo Europeo. Lo dice un’indagine della Corte dei Conti, che punta il dito sulla gestione regionale delle sovvenzioni europee. Che, in seguito a questa nuovo esempio di mala gestione, potrebbero calare ulteriormente.

    di Andrea Sessa

    Fondi Ue, in Sicilia 160 milioni spesi non si sa come | Linkiesta.it

    Era il lontano 2001 quando la Corte dei Conti aveva iniziato a bacchettare le amministrazioni locali sui finanziamenti comunitari e sul loro impiego: troppa lentezza nei loro investimenti rischiava di far perdere le risorse provenienti dall'Unione Europea. I “tempi morti delle procedure”, così recitava la relazione della magistratura contabile, rischiavano di vedere realizzato nemmeno la metà di quanto era stato inizialmente finanziato dall'Europa.

    A distanza di undici anni il fallimento é stato certificato dalla Corte dei Conti e il paradigma, non casuale, del flop é la Sicilia. La Sezione di Controllo della magistratura contabile per la Regione Siciliana ha pubblicato, lo scorso 2 maggio, un'indagine “sulla chiusura della programmazione 2000/2006 in materia di fondi strutturali europei, con particolare riferimento al FESR”, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, curata dal magistrato Giuseppa Cernigliaro e le cui conclusioni sono state approvate dal presidente della sezione Rita Arrigoni.

    I dati testimoniano l'incapacità dell'ente regionale di spendere e investire adeguatamente i fondi europei. L'intera relazione, composta da circa 55 pagine, é un duro atto d'accusa contro i vertici regionali, in questo momento politico alle prese con una finanziaria che non riesce ad andare in porto perché impugnata dal commissario dello stato e con una assemblea regionale a forte rischio scioglimento.

    Il primo punto dolente riguarda i controlli che la Regione avrebbe dovuto effettuare sull'utilizzo dei fondi del Fondo Europeo 2000/2006. L'ente siciliano é riuscito a eseguire controlli di primo e secondo livello solamente su 492 progetti, comprendenti investimenti per 610 milioni, su un totale di spesa di 5,3 miliardi di euro. Pochi controlli ma molte irregolarità: sui 610 milioni passati al setaccio la spesa “opaca” si é attestata a 163 milioni, quasi il 27% del totale.

    Secondo la Corte dei Conti é "elevata la spesa viziata da irregolarità riscontrata a seguito dei controlli di secondo livello e delle verifiche della Commissione europea con una componente considerevole relativa agli appalti. Il rischio di ulteriori riduzioni del contributo comunitario impone il miglioramento, per il futuro, dei controlli di primo livello”.

    Truffe, mancanza di documentazione, presentazione di finte note spese hanno ingrossato la spesa illegittima dei fondi e la Regione é riuscita a recuperare solamente 8 milioni di euro. Un'inezia. Di conseguenza l'Europa, visti i risultati della spesa dei fondi per gli anni 2000 – 2006, ha deciso di stringere i cordoni della borsa non erogando ulteriori 700 milioni di euro che avrebbero portato a un totale di 6 miliardi spendibili per la Regione Siciliana. Milioni persi e che sarebbero serviti per realizzare il completamento della Palermo – Messina e di alcuni importanti impianti idrici.

    La Corte, inoltre, ha espresso "forte preoccupazione per l'elevata incidenza dei progetti non conclusi sulla spesa complessiva, con particolare riferimento alle iniziative destinate alla riqualificazione urbana, al potenziamento dei trasporti urbani, alle reti e ai nodi di servizio e alle risorse culturali dell'Isola".

    Sul fronte delle infrastrutture e dei trasporti l'isola paga un pesante dazio. Basti pensare che le autostrade siciliane dovevano essere incrementate di 60 chilometri e ci si é fermati a 50, mentre la rete ferroviaria sulla Palermo – Agrigento avrebbe dovuto raggiungere 90 chilometri e ci si é fermati a realizzarne 42.

    Le conclusioni dell'indagine testimoniano il fallimento della burocrazia regionale, che ha cercato in maniera raffazzonata di finanziare con i fondi europei progetti già esistenti, con ulteriori difficoltà e lentezze. “La non completa realizzazione del programma, - scrivono i magistrati - testimonia la difficoltà di portare a conclusione la complessiva strategia di programmazione. A ciò si è tentato di porre rimedio con il ricorso ai progetti coerenti operando così una mera sostituzione di progetti. L’eccessiva frammentazione degli interventi programmati e la notevolissima presenza di progetti non conclusi hanno sfavorevolmente inciso sullo sviluppo locale e non hanno prodotto l’auspicato miglioramento delle condizioni di vita della popolazione della Regione”.

    I progetti non conclusi arrivano a toccare picchi altissimi: il 35% non giunge ad essere realizzato per irregolarità. Strettamente connesso al fenomeno delle irregolarità é quello dei recuperi, poiché gli importi erogati a seguito di errori o frodi obbliga lo Stato membro a reintegrare di tasca propria la cifra nel bilancio comunitario. Chi rompe paga e i cocci sono suoi. Ma anche su questo punto la Sicilia é carente, avendo svolto un'azione di recupero delle somme poco incisiva.

    “I recuperi – conclude la Corte dei Conti – vanno perseguiti con maggiore incisività, anche attraverso forme coattive, al fine di scongiurare l’integrazione finanziaria da parte della Regione siciliana con aggravio degli oneri a carico del proprio bilancio”. Probabilmente, nonostante un vasto esercito di dipendenti, la Regione ha dedicato troppe poche persone nella gestione degli uffici dedicati all'utilizzo dei fondi europei: solamente 173 per controllare una spesa di oltre 5 miliardi di euro. Una somma che ha stuzzicato diversi appetiti, i quali hanno fatto perdere, in combutta con la malaburocrazia, l'ennesima occasione di sviluppo all'isola.

    4 maggio 2012
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  8. #8
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    straquotone

    se ci fossero gli eurobond, al sud assumerebbero tutta la popolazione attiva e non
    assumerebbero persino i morti x far numero!!!

  9. #9
    Lumbard
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    Predefinito Re: Regione Sicilia: regali di fine legislatura

    Citazione Originariamente Scritto da spianatore Visualizza Messaggio
    assumerebbero persino i morti x far numero!!!

    infatti ... già successo con le pensioni

 

 

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