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    Predefinito La crisi della Gran Bretagna

    I ricchi inglesi non sono mai stati così ricchi: nella classifica annuale pubblicata dal Sunday Times raggiungono quote di 414 miliardi di sterline, più del record stabilito nel 2008, prima del grande crac finanziario globale. Ma tutti gli altri sono trascinati verso il basso dalla più lunga depressione economica dell'ultimo secolo. L'uomo che pochi giorni fa si è rinchiuso in una scuola guida di Tottenham Court minaccia di farsi saltare in aria perché "non ha più nulla da perdere", forse non era pazzo e se lo era, era anche disoccupato. La polizia è riuscito a convincerlo ad arrendersi, ma il suo gesto è sembrato il termometro di una disperazione ben più ampia.
    Il Regno Unito è di nuovo in recessione, da sei mesi l'economia si restringe anziché crescere, è il temuto "double dip", il doppio tuffo nella crisi, quella odierna dopo quella del biennio 2008-2009.
    All'improvviso in Europa le sinistre pare che abbiano un'occasione per tornare a fare la differenza. François Hollande, uomo la cui mancanza di carisma è carismatica, è dato già per vittorioso al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi. Anche i piccoli partiti di sinistra hanno suggerito di votare per lui. Addirittura alcuni elettori ex socialisti del Front National della Le Pen potrebbero votare per Hollande. Un Presidente di sinistra non cambierà subito la carta politica europea, ma sicuramente rappresenterebbe un cambiamento di primaria importanza. Questo preluderebbe un cambiamento anche per la Gran Bretagna.
    Due recessioni di seguito: non succedeva dal 1975, di colpo l'anno del Giubileo del Regno del diamante della Corona britannica si è trasformato nell'anno della crisi profonda nonostante i festeggiamenti per i sessant'anni di monarchia della Regina Elisabetta II con la regata sul Tamigi, le Olimpiadi in luglio e agosto la capitale appare ferita, incerta e spaventata. E' trascorso appena un decennio da "London calling", la canzone dei Clash diventata lo slogan dell'era di Tony Blair: ma Londra non chiama più allo stesso modo.
    Negli anni del governo laburista di Blair la capitale britannica e l'Inghilterra erano soprannominate "Cool Britannia", la metropoli attorno al Big Ben era la terra del bengodi: la Borsa tirava, il valore delle case si moltiplicava, tutti si arricchivano o così pareva. Oggi il settore finanziario che rappresenta il 29% del PIL britannico è quello più calato nell'ultimo anno. Prima andava tutto liscio, ora va tutto storto. Code di ore all'aeroporto al controllo dei passaporti a causa del taglio del personale con la sensazione che gli stranieri che giungono a Londra hanno il presentimento di andare in un bivacco simile al Terzo Mondo. L'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, leader spirituale della Chiesa anglicana si dimette. Si è mai visto un "Papa" dimettersi? Lo spiega la rivista progressista Prospect che si scaglia contro l'avidità capitalista londinese: "Lo ammoniva già la Bibbia, la City commercia anime di uomini" anche se l'Antico Testamento non si riferiva allo Square Mile, sede della London Stock Exchange ma ad una "city" del passato, Babilonia che è la Londra moderna, dove commercio e profitto guidano qualsiasi considerazione e tutto è in vendita, anche le coscienze".
    E' presto pronosticare la caduta della moderna Babilonia, ma le Olimpiadi metteranno in scena uno spettacolo globale, attirando su Londra gli occhi del mondo. La Regina Elisabetta II garantirà il solito show inappuntabile per le celebrazioni del Giubileo. E i turisti che sciamano tra Piccadilly e Trafalgar "Ma solo perché il centro di Londra è il parco gioco dei ricchi" osserva Ken Livingstone, detto il "Rosso" per i capelli e le posizioni politiche, e già sindaco nel 2008, che ritorna a sfidare l'attuale Mayor londinese Boris Johnson, conservatore.
    Volando sull'antica Londinium non si noteranno zone depresse, sulla riva sud del Tamigi è ormai concluso lo Shard, il grattacielo più alto d'Europa, i locali notturni di Pall Mall e Mayfar dove si incontrano le classi sociali più alte, "lussuose" ma soprattutto potenti, e l'ex centro di rifiuti urbani divenuto Parco Olimpico creando una Londra 2 nella zona dell'East End di benessere per i poveri immigrati.
    Ma la formula blairista di una città che sa essere contemporaneamente generosa e trendy, terra delle (pari) opportunità europea, una versione inglese dell'American Dream è dissolta. Londra ora è scettica e sempre più diseguale, e si prepara alle Olimpiadi sperando che non accadano fatti come quelli dei kamikaze nel 2005 tanto che sono scattati controlli che evocano il Grande Fratello di George Orwell. E' la città sporcata dagli scandali delle cene in vendita, di intercettazioni illecite, sensazioni di amarezza, di attesa del caos e voglia di cambiamento.

    •   Alt 

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  2. #2
    Christianita
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    Predefinito Re: La crisi della Gran Bretagna

    ovunque vadano italiani a vivere in massa succede sempre questo...fino a 2-3 anni c'era la fissa della spagna...adesso londra...chi saranno i nuovi malcapitati?
    «Feared neither death nor pain,
    for this beauty;
    if harm, harm to ourselves.»
    (Ezra Pound - Canto XX, The Lotus Eaters)

 

 

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