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    Predefinito Corte Suprema italiana: Berlusconi pagava per essere protetto dalla mafia

    La Corte Suprema italiana si è pronunciata: Berlusconi pagava per essere protetto dalla Mafia
    di Wálter Fanganiello Maierovitch

    Berlusconi pagava proteção à Máfia, conclui Supremo Tribunal italiano | Sem Fronteiras

    L’ex premier Silvio Berlusconi pagava alla Mafia, conosciuta anche come Cosa Nostra, una tassa per essere protetto: il pizzo.

    La sentenza è definitiva. Non si può più contestare. È appena stata pubblicata la motivazione della sentenza della Corte di Cassazione italiana, che nella gerarchia della penisola corrisponde alla nostra Corte Suprema.

    Secondo la sentenza della Cassazione il senatore Marcello Dell’Utri era l’intermediario tra Berlusconi e la Mafia.

    Dell’Utri, che ha già la valigia pronta per andare in carcere (ha ammesso in un’intervista di avere preparato tutto: “pigiama, libri, medicinali, ecc.”) ha pagato a Cosa Nostra il pizzo dal 1977 al 1982.

    La Cassazione ha ordinato alla Corte d’Appello di Palermo di motivare meglio la sentenza che aveva condannato Dell’Utri a 7 anni di reclusione, perciò ha deciso la sospensione provvisoria dell’esecuzione della pena per il senatore Marcello Dell’Utri. La Corte d’Appello deve decidere anche su un eventuale reiterazione del reato, importante per definire i termini di prescrizione.

    Dell’Utri fondò con Berlusconi l’alleanza partitica Forza Italia, che portò Berlusconi al potere come primo ministro per due volte. Grazie alla lista di Forza Italia, l’”intermediario mafioso” Dell’Utri venne eletto senatore.

    Secondo le motivazioni della Cassazione pubblicate oggi, il senatore Dell’Utri già è condannato definitivamente, in quanto affiliato alla mafia. Un concorso esterno che in Brasile non è contemplato dal Codice Penale.

    Per controllare Berlusconi in Lombardia, la Mafia esigette l’assunzione di Salvatore Mangano, boss di una famiglia mafiosa siciliana.

    Mangano venne designato dalla cupola mafiosa per vigilare su Berlusconi, considerato pericoloso dall’organizzazione criminale. Venne assunto da Berlusconi come stalliere, responsabile dell’addestramento e della cura dei cavalli di razza presenti nelle stalle della berlusconiana e cinematografica villa di Arcore.

    Il piccolo particolare è che nella casa di campagna di Berlusconi, nella cittadina di Arcore, non c’erano cavalli. Là Berlusconi teneva solo un pony per la figlia, che poi è cresciuta ed è l’attuale fidanzata del calciatore brasiliano Alexandre Pato. In verità Mangano, ormai scomparso, aveva la funzione di controllare Berlusconi che già all’epoca era l’uomo più ricco d’Italia e il più influente a Milano.

    Secondo le indagini e i dati processuali, Mangano oltre alla vigilanza ricevette da parte della cupola mafiosa il compito di occuparsi del traffico illegale di droga nella regione e di rafforzare la presenza della Mafia nel Nord Italia. Ovvio, usava il lavoro regolare nella sontuosa Villa per non richiamare l’attenzione della polizia.

    Rapido flash. Come Demostenes Torres, [senatore brasiliano risultato legato a mafiosi, NdT] il condannato senatore Dell’Utri agiva in sintonia con la criminalità organizzata.

    La Corte Suprema italiana si è pronunciata: Berlusconi pagava per essere protetto dalla Mafia | Italia Dall'Estero

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    Predefinito Re: Corte Suprema italiana: Berlusconi pagava per essere protetto dalla mafia

    Berlusconi pagò il pizzo a Cosa Nostra

    Oberster Gerichtshof in Italien - Berlusconi zahlte Schutzgeld an Cosa Nostra - Panorama - sueddeutsche.de

    Negli anni settanta la mafia siciliana guadagnò molto denaro sequestrando ricchi uomini del nord. Anche la famiglia Berlusconi a quei tempi si ritrovò nel suo mirino. In quel periodo “cospicue somme” sarebbero confluite nelle casse della mafia, rende noto la Corte di Cassazione, forse per tramite dello stalliere.

    In realtà – verrebbe quasi da dire, una volta tanto – non si è trattato di un processo a carico dello stesso Silvio Berlusconi, ma del siciliano Marcello Dell’Utri, che occupa una poltrona al Senato per il partito di Berlusconi il Popolo della Libertà. La Corte di Cassazione italiana, il più alto organo giudiziario del paese, ha già cassato il mese scorso due sentenze a carico di Dell’Utri, condannato per concorso esterno con l’associazione mafiosa Cosa Nostra. Nelle 146 pagine della sentenza il Cavaliere viene citato soltanto di sfuggita: avrebbe pagato, a sua volta, il pizzo alla mafia siciliana.

    Negli anni settanta le organizzazioni criminali rapivano membri di ricche famiglie del nord per estorcere loro denaro. Tra i casi più noti il nipote del miliardario John Paul Getty III, che fu rapito a Roma nel 1973. Per dare maggiore forza alla loro richiesta di riscatto i rapitori tagliarono un orecchio a Getty e lo inviarono al direttore di un giornale. Dopo cinque mesi di prigionia Getty finalmente fu rilasciato dietro pagamento di un riscatto.

    Secondo quanto si legge nel documento del tribunale anche il magnate dei media Berlusconi, che ai tempi viveva con la sua prima moglie e due bambini piccoli nei pressi di Milano, si sarebbe ritrovato nel mirino di Cosa Nostra,. La protezione di cui beneficiava il clan Berlusconi da parte dell’organizzazione pare non essere stata “gratuita”. “Berlusconi consegnò ai mafiosi cospicue somme di denaro. ”

    Paolo Borsellino, il magistrato di Palermo ucciso in un attentato nel 1992, prima di perdere la vita aveva indicato Vittorio Mangano come numero uno di Cosa Nostra nell’Italia settentrionale. Fino alla metà degli anni Settanta proprio questo Mangano (che fu poi condannato per omicidio e morì nel 2000 per cause naturali) visse nella tenuta di Berlusconi. Ufficialmente lavorava come stalliere, ma é molto probabile che lì fungesse da intermediario sul posto con la mafia. Mangano a quei tempi si “sarebbe comportato molto correttamente”, disse una volta Berlusconi nel 2008. “Viveva con noi e accompagnava i miei figli a scuola.”

    Berlusconi ha rassegnato le sue dimissioni da primo ministro a novembre e ora deve comparire di fronte ai giudici in cinque differenti processi, per lo più per truffa e corruzione. Nei processi più chiacchierati del “Rubygate” e “Bunga-Bunga” il settantacinquenne è accusato di prostituzione con una minorenne.

    Berlusconi pagò il pizzo a Cosa Nostra | Italia Dall'Estero

  3. #3
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    Predefinito Re: Corte Suprema italiana: Berlusconi pagava per essere protetto dalla mafia

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