Si dice che la partecipazione alla politica sia elemento essenziale per le virtù di questa. E il principio appare sacrosanto e ovvio. Partecipazione vuol dire, a seconda, arricchimento di pensiero, confronto, controllo, coscienza sociale, o tutti questi.
Poi, però, dipende sempre dal tipo di partecipazione, dall'utilizzo della partecipazione.
Da un po' di tempo partecipano alla politica sempre più soggetti, a volte per iniziativa autonoma, altre perché così rappresentati da altri. Sono aumentati, questi soggetti, da quando la politica è divenuta sostanzialmente "spettacolo", solamente spettacolo, spinti soprattutto da quell'aspetto caratteriale umano che, in molti, è molto presente e pretenzioso: l'esibizionismo. Per i soggetti del caso, la propria aspirazione si risolverebbe in un giustificabilissimo tentativo di realizzarsi, di soddisfarsi, senza danno sostanziale per gli altri, per la società. I guai subentrano quando questa voglia di affermarsi, di esserci, e farsi vedere, viene utilizzata, strumentalizzata dai professionisti della comunicazione, per fini meno innocenti, e i "politici" ed "economici" sono i peggiori fra questi.
Ultima categoria politica, ultimo soggetto, che va organizzandosi, è quello delle dette "vedove bianche".
Senza minimamente voler mancare di rispetto a queste signore che hanno subìto tanta disgrazia, occorre esprimere alcune valutazioni, su certi comportamenti di queste e di quelli che girano loro attorno.
Trovo, anzitutto, estremamente bizzarro che persone, donne nel caso, magari solo dopo poche ore aver subito il luttuosissimo evento, trovino la forza di darsi alle domande di giornalisti, insistenti, curiose, intime. Trovo ancora più strambo che, non di rado, le signore in questione si offrano alle telecamere non "impreparate", e quindi curate, persino truccate.
Le più "disponibili" sono catturate dai mezzi di informazione, le tv specialmente. Quelle dette "popolari", dei lunghissimi sciocchissimi pomeriggi di gossip e quelle serali, dei cosiddetti approfondimenti politici. In queste ultime si compie quello che mi viene da definire lo "scempio". Si presentano, le signore, solitamente ben acconciate, sempre motivantesi come irresistibilmente indotte a dare testimonianza, perché "certe cose" non avvengano più...Il conduttore le usa come meglio ritiene, le propone come più gli conviene, e queste, per il solo fatto di essere in quel tal-show piuttosto che in altro, inevitabilmente acquistano un taglio politico, una certa appartenenza politica, rappresentando l'aspetto umano, che è il più "convincente", il più "simpatico", di quel taglio, di quell'appartenenza.
Le domande alle quali sono sottoposte queste nuovo "soggetto politico" sono poste con malizia consumata, presuppongono le risposte, e sollecitano il pianto, sempre anticipato da tentativi di rifiuto, evidenti su un viso ripreso in primissimo piano.
La smania dell'"apparizione" si diffonde, e sempre più persone colpite dal dolore si industriano per esibirlo, assumono iniziative "da pubblico", e si snodano, magari, cortei che sono la gioia di chi meglio sa sfruttarli, da chi prima riesce ad innalzare la sua bandiera.
E qualcuna, magari, la più intraprendente forse, tenterà la carriera politica, agevolata dal pianto...Non sarebbe la prima...




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