Ho capito. Finalmente ho capito la mentalità sinistra in tema di delinquenza. L’ho capita ieri sera, tornando a casa, ho visto un Cheyenne entrare in una villa a schiera. Il mio sentimento è stao: “però, fortunato il ragazzo, chissà che lavoro fa e come è arrivato a tanto”. Un sinistro, invece, basa il suo ragionamento sull’invidia. Ritiene non giusto che una persona, per suoi meriti, arrivi a possedere più di un’altra persona, più indolente o semplicemente meno dotata. Da qui la sua voglia di rivalsa, sintetizzata nel passato dalla lotta di classe di popolo, poi dal terrorismo contro imprenditori, dirigenti, financo operai che hanno varcato la soglia della povertà divenendo semplici caporeparto. Oggi, quando evidentemente il modello sociale vincente è rimasto esclusivamente quello della persona di successo, l’unica speranza rimasta a questi meschini è quella che qualche immigrato, attirato da facili ricchezze, infligga quella pena di contrappasso sognata dai sinistri ma impossibile per loro da attuare. Una pena che non è solo il furto a danno dei ricchi e a favore dei nuovi “proletari”, appunto gli immigrati, ma che ha come fine precipuo quello di infliggere sofferenza ai nuovi “padroni”, ossia agli italiani che hanno avuto un seppur minimo successo sociale.




Ma non ho altra scelta. Questo post però è pienamente legittimo all'interno di un qualsiasi thread su immigrati e delinquenza.
