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    Predefinito Ezra Pound tra realtà e fantasia

    Ezra Pound tra le spie nel nuovo libro di Justo Navarro
    Genova / Cultura / Libri & Scrittori


    A metà tra storia documentaria e invenzione. Un omaggio al poeta americano a quarant'anni dalla morte. La vita sul lungomare di Rapallo e l'incontro con i partigiani. Di Massimo Bacigalupo

    Ezra Pound © James Jesus Angleton

    Domenica 7 ottobre 2012 ore 13:41

    Nel 2012 corre il quarantesimo anniversario della morte di Ezra Pound, memorabile e ingombrante cittadino di Rapallo, che qui visse sull’arco di mezzo secolo (e dove suo padre Homer è sepolto nel 'cimitero acattolico' sotto un cippo con maschera mortuaria realizzato dallo scultore Pastene).

    Il 2012 è iniziato con la querelle giudiziaria fra Mary de Rachewiltz, la figlia del poeta americano, e CasaPound, centro sociale di estrema destra con diramazioni in tutta Italia, che afferma di ispirarsi alle idee di Pound e si fa bandiera del suo nome, senza preoccuparsi di cosa ne pensano familiari e letterati. Mary ha intentato causa al gruppo per uso non autorizzato del nome di un grande scrittore a fini politici.

    Infatti Pound, americano in Italia, sostenne il fascismo come lo poteva vedere a Rapallo dalla sua mansarda sul lungomare e poi, convinto che la seconda guerra mondiale non dovesse contrapporre la sua patria natale con la sua patria d’adozione, parlò ai suoi connazionali e agli inglesi da Radio Roma, e per questo fu in seguito arrestato, processato per tradimento, dichiarato incapace di intendere e recluso in manicomio giudiziario.

    Ma identificare tutta la sua prodigiosa carriera letteraria con la lotta politica ed economica (egli si scagliava infatti contro la finanza internazionale, colpevole di aver voluto la guerra) è fargli torto. Per questo una cinquantina di scrittori e intellettuali (fra cui Rosellina Archinto, Luigi Brioschi e Giorgio Ficara) hanno firmato una dichiarazione di solidarietà nei confronti della figlia, appoggiando la sua azione giudiziaria. Azione simbolica, dato che è difficile impedire che uno affermi di ispirarsi a Tizio o Caio e ne sfrutti il nome.

    Inoltre come i rapallesi sanno, Pound viveva con la moglie Dororthy sul lungomare, ma aveva un secondo nido a Sant’Ambrogio, presso la compagna Olga Rudge, musicista, con cui poi trascorse stabilmente gli ultimi dieci anni di vita. E Mary è figlia di Olga, il che le rende più difficile dal punto di vista strettamente legale difendere in sede processuale il nome del padre. Questo padre complicato e confusionario. Valeva però la pena di dire no alla strumentalizzazione. Sembra infatti ingiusto che un americano che dal fascismo non ottenne alcun beneficio venga identificato con il fascio quando ciò non avviene per gli intellettuali di cui il regime si faceva vanto e che onorava: Pirandello, Marconi, Marinetti e tanti altri.

    Vecchie polemiche, che però hanno la loro attualità, dato che nella situazione di crisi che stiamo vivendo, i messaggi di contestazione politica ed economica di CasaPound, come di analoghi centri sociali di estrema sinistra, trovano ascolto. Del resto Allen Ginsberg, il guru dei poeti Beat del secondo Novecento (famoso il suo Urlo tradotto da Fernanda Pivano nel libro Juke Box all’idrogeno) diceva che le idee economiche di Pound erano giuste, che egli aveva capito davvero che le guerre le facevano i mercati. Oggi infatti la fanno sia sul campo sia in Borsa.

    Per conoscere a grandi linee queste idee si può leggere il libretto Carta da visita, scritto da Pound a Rapallo nel 1942 (giusto 70 anni fa) e ora ristampato dall’editore Bietti (prefazione di Luca Gallesi, pp. 103, 14,00 Eu): «La guerra dove muoiono e vengono feriti gli arditi, questa guerra nostra iniziò, ossia iniziò la fase che oggi combattiamo, nel 1694 con la fondazione della Banca d’Inghilterra. Disse Paterson nel suo manifesto pubblicitario per raccogliere azionisti: ‘la Banca beneficia dell’interesse su tutta la moneta che crea ex nihil (da niente)’».

    In effetti oggi ci chiediamo di nuovo cosa sia questa moneta creata 'ex nihil'. L’Europa dandosi l’euro si è rafforzata o si è esposta in blocco agli speculatori che, come sappiamo, in un giorno trattano cifre pari ai bilanci di intere nazioni? Sarebbe interessante discuterne con un economista, visto anche che Pound tenne persino una serie di conferenze alla Bocconi sulle convinzioni economiche da lui sviluppate nel corso di decenni e che furono in buona parte responsabili delle sue scelte politiche.

    Carta da visita, per quanto risenta dell’atmosfera bellica, è un libretto vivacissimo, scritto in un italiano pittoresco (magari un po’ corretto dal primo editore, l’estroso Giambattista Vicari), che come piaceva a Pound condensa in poche pagine tutto un mondo di intuizioni, fissazioni e passioni. Un vero e proprio autoritratto sintetico, che è anche una chiosa in prosa all’opera poetica.

    Se invece di questo Pound che si muoveva fra Rapallo e Roma seminando articoli opuscoli e volantini vogliamo un intenso ritratto dall’esterno, ce lo offre puntualmente il romanzo-cronaca La spia dello spagnolo Justo Navarro (Voland, pp. 173, trad. di Francesca Lazzarato,14,00 Eu): un libro quasi tutto ambientato a Rapallo e che racconta senza reticenza una vicenda terribile, meteorica, anche comica e misteriosa: Ezra Pound fra 1930 e 1945.

    Un episodio importante è la visita di uno studente americano che nel 1938 scatta alcune fotografie del poeta sul tetto del palazzo Baratti di via Marsala (sopra il Caffè Rapallo), sullo sfondo i fregi che adornano il cornicione dello stabile attiguo (quello del Caffè Nettuno) e in basso il lungomare ancora con gli stabilimenti balneari (si era dunque d’estate). Questo giovane si chiamava James Jesus Angleton (1917-87), in seguito capo dei servizi di intelligence americani in Italia, nonché fra i fondatori e capi della Cia. Nel film The Good Shepherd - L'ombra del potere (2006) il protagonista, letterato e poi dirigente dei servizi segreti, interpretato da Matt Damon, è in parte basato su Angleton (che pare fosse non poco paranoico: era convinto che anche Eisenhower fosse al servizio dei russi).



    Nella sua cronaca Justo Navarro si vale di questo episodio per avanzare delle ipotesi sui ruoli che Pound può aver avuto in quegli anni confusi, e in effetti le autorità fasciste sospettavano di lui e gli misero alle calcagna un carabiniere, che Navarro intervista in un ospizio. Sarà vero? La spia appartiene a quel genere che introduce elementi di fantasia nel racconto documentario. Per esempio, Navarro dice che la sua passione per la storia di Pound nasce da un suggerimento dell’amico giallista Carlo Trenti di cui lui è il traduttore italiano. È vero che Navarro ha tradotto opere importanti (fra cui recentemente Il grande Gatsby) ma non so se traduca dall’italiano o chi possa essere questo suo amico scrittore.

    Comunque per quanto riguarda Pound posso testimoniare che in La spia tutto o quasi è esatto. Navarro conosce perfino quei Tigullio Itineraries da me pubblicati anni fa (negli atti di un convegno: Quaderni di Palazzo Serra 15). Per quanto ne so è uno dei pochissimi che li abbia letti con tanta attenzione, ricavandone ad esempio il nome del partigiano di Lavagna con cui Pound se la vide il 3 maggio 1945, e che voleva rilasciarlo. Fu Pound, un po’ spaventato, che insisté perché fosse affidato a soldati americani che lo portarono a Genova insieme all’inseparabile Olga.

    Quando feci queste ricerche non riuscii però a trovare i nomi dei due partigiani o incaricati che lo prelevarono a Sant’Ambrogio di Zoagli e lo condussero a Lavagna. La figlia dice nella sua autobiografia Discrezioni che «uno dei due più tardi fu accusato di omicidio e giustiziato; l’altro fu messo in prigione per furto». Forse qualche lettore di queste righe potrà aiutarci a chiarire meglio l’episodio. (Anni fa conobbi a Zoagli un anziano che si vantava di essere uno dei due esecutori dell’arresto, ma conclusi che lavorava di fantasia).

    Comunque sia, La spia di Justo Navarro, fra i sentieri della storia e dell’invenzione, è un libro che tutti i curiosi di letteratura moderna, specie se liguri, dovrebbero conoscere, un libro leggero e impressionante, che ha anche il merito di dare la parola a Pound nel capitolo Metato, Pisa, dedicato alla reclusione di Pound nella fatale estate del 1945 e alla straordinaria poesia che ne nacque, quei Canti pisani che da soli riscattano tutto il rumore e furore di una vita: «Quanto meschini i tuoi odi, nutriti di falsità. / Strappa da te la vanità, ti dico, strappala». A quarant’anni dalla morte, il miglior complimento che si possa fare all’inquieto Pound è riscoprire, come ci invita a fare Navarro, la vitalità della sua poesia.

    Massimo Bacigalupo, docente dell'Università di Genova
    Ezra Pound tra le spie nel nuovo libro di Justo Navarro.
    Ultima modifica di vanni fucci; 08-11-12 alle 19:26

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    Predefinito Re: Ezra Pound tra realtà e fantasia

    Rubriche - Terzapagina... di romano augusto fiocchi

    Quella maledetta spia di Ezra Pound
    24/10/2012

    Bisogna avere un’idea di Pound per leggere questo libro. Ma si può fare anche il contrario: leggere prima questo libro per farsi un’idea di Pound, e poi leggere Pound. Le circostanze hanno voluto che io rientrassi nel primo caso. Sugli scaffali della mia biblioteca sfilano da diversi anni un tascabile della Feltrinelli con i Pisan Cantos e, più pregiato, un Venezia nei Cantos in-ottavo edito da Tallone, entrambi in versione bilingue. Ecco perché quando mi è capitato tra le mani questo volume di Justo Navarro, La spia, in un certo senso sapevo già di cosa parlava ma soprattutto di chi parlava.

    “Il miglior fabbro” (così lo chiamava Eliot) era nato ad Halley, nell’Idaho, nel 1885 ma passò quasi tutta la sua vita in Italia, in particolare a Rapallo. Morì proprio quarant’anni fa, nel 1972, a Venezia. E qui è sepolto, sull’isola di San Michele. L’isola della memoria. Pound è un poeta difficile, dalla produzione vasta e multiforme, sicuramente complessa. Altrettanto difficile e complesso il suo carattere. Se ne è accorto Navarro in questa ricostruzione – un po’ storica e un po’ romanzata – del periodo più drammatico della sua esistenza: l’arresto a Rapallo avvenuto il 3 maggio 1945 per mano di due partigiani e la detenzione in un campo di concentramento per militari americani (a Metato, dice Navarro, ma alcune fonti parlano di Coltano, entrambe frazioni di Pisa). La spia è dunque un’interessante e documentata ricerca non solo sulle vicende ma anche sulla personalità di Ezra Loomis Pound, sulle sue fisime, sul suo fantasticare paranoico, sul suo idealismo distorto, sempre tenendo accanto quella pietra miliare della sua produzione poetica che sono i Canti pisani.

    Il Pound di Navarro, per quanto personaggio romanzato, si muove nelle ultime fasi di una guerra che lo scrittore spagnolo fa rivivere al lettore con il dettaglio dello storico e la fluidità di scrittura del romanziere. Mussolini diventa un “boss”. Lo scrittore Romano Bilenchi, un fascista pentito e tormentato dall’errore di aver aderito, seppur temporaneamente, all’ideologia sbagliata. Churchill, attraverso le parole grottesche e caricaturali dello stesso Pound, un “balbuziente, sputacchiante, barile di nicotina e whisky invecchiato”. Lo scenario del disordine sociale che dilaga sul territorio italiano dopo la firma dell’armistizio, con gli scontri tra i due fronti contrapposti, Tedeschi e Repubblichini da un lato, alleati, partigiani e truppe regolari italiane dall’altro, ha evidentemente molte cose in comune con la guerra civile spagnola, e Navarro lo ricostruisce viaggiando sull’ombra dei ricordi di un Pound che si sente un sopravvissuto sulle rovine d'Europa, “formica solitaria di un formicaio distrutto” (Pisan Cantos - LXXVI).

    Ma tutto il libro ruota intorno alla vicenda dei discorsi del poeta registrati e trasmessi in lingua inglese da Radio Roma, discorsi di chiara matrice fascista eppure così strampalati da far pensare che contenessero dei messaggi cifrati. Ecco dunque la serie di domande a cui approda l’indagine di Navarro: Pound, da sempre sostenitore del regime (in quanto ispirato al “socialismo corporativo” di Douglas) e ammiratore di Mussolini, nonché amico personale di esponenti del governo fascista, è un traditore della sua Patria o è una spia dal doppio gioco? Se è vera la prima ipotesi, perché non fu condannato alla pena capitale, anzi, fu addirittura insignito del Premio Bollinger della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti? Se è vera la seconda, perché fu trattato dai suoi connazionali come un criminale di guerra, rinchiuso in una gabbia all’aperto per quasi un mese, sino a spingerlo sull’orlo della follia? Chi era, insomma, Ezra Pound?

    Era un Poeta e basta, sembra concludere Navarro. Un artista bohèmien, un po’ pazzo, e al di là di tutto uno dei principali riferimenti della poesia mondiale del Novecento. Ecco perché, letto in quest’ottica, La spia è un libro che va oltre l’intreccio del poliziesco. Ed ecco perché Navarro va oltre la Storia: “Fatti, personaggi e luoghi, reali o inventati, – scrive nell’epigrafe – appaiono come frutto dell’immaginazione”.

    Romano Augusto Fiocchi

    (Justo Navarro, La spia, Voland editore, 2012, pag. 171, trad. Francesca Lazzarato)

    Quella maledetta spia di Ezra Pound

 

 

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