Cinquantacinque morti e centinaia di feriti.
Vogliono annientare il fiero popolo siriano. Colpendo senza umanità l’anima di Damasco la dolce: i suoi bambini, i suoi giovani, le sue famiglie.
Stroncata la violenza terroristica ad Homs, le bande irregolari fondamentaliste islamiche foraggiate dalle monarchie del Golfo e di Riad, addestrate in Turchia e Giordania (Fratelli Musulmani, Salafiti, al Qaida, mercenari libici), stanno riversando tutto la loro bestialità contro le popolazioni delle città roccaforti della maggioranza governativa.
Hanno cominciato seminando attentati contro il popolo di Aleppo, la seconda città siriana, a un passo dalla Turchia e dalla più potente base Nato del Vicino Oriente. E poi, in una spirale di terrore, contro i damasceni, in blocco. Considerati tutti rei di sostenere un sistema politico laico, socialista e panarabo, tollerante ed equo nel rispetto di tutte le componenti sociali e religiose. Tutte quelle che guardano nella notte la scintillante montagna di Qasioum: quelle che abitano nel quartiere cristiano di Bab Toma, quelle musulmane sunnite che si riversano, nelle cento moschee e nel tempio degli Omayyadi, quelle che appartengono con fierezza ai cento credi della bibbia o, come i drusi e gli alauiti, sono gelosi della loro diversa cultura.
L’Occidente è complice di questo terrore, di queste stragi. Lo è direttamente, con l’imposizione di un feroce embargo sui beni più essenziali - dichiarato da Monti a Erdogan una “importante pressione” - per fiaccare il consenso del popolo, destabilizzare la nazione, rendere la Siria possibile preda (come hanno fatto con l’Iraq, con la Libia e ovunque nella regione araba e del Golfo) dei loro artigli militari ed economici, strappandola alla tutela russa, rendendola un deserto, un caos, da e su cui manovrare per giungere alla agognata guerra di conquista dell’Iran, l’alleato di Damasco.
L’Occidente è il mentore delle bande di terroristi che insanguinano la Siria. Le rifornisce di armamenti, le addestra nei suoi Paesi-colonia, le protegge con i suoi agenti segreti (almeno un centinaio di “uomini Nato” sono stati catturati dalle forze di sicurezza siriane in questo anno di “rivolta”), scatena la stampa, i media omologati, contro il governo del Ba’ath, contro il presidente Bashar Assad.
Ventilando addirittura che sia in realtà lo stesso governo siriano ad armare gli attentatori e a uccidere i propri cittadini.
Una menzogna. Come più volte sottolineato dal governo di Mosca. Anche ieri il ministro degli Esteri russo Lavrov ha esplicitamente accusato “centrali straniere” come mandanti della strage.
Una menzogna.
E gli italiani, se avessero volontà di memoria, lo saprebbero bene: il terrorismo, gli attentati, lo stragismo, anche qui, nella nostra terra, hanno insanguinato le strade di innocenti. E dietro ai sicari c’erano i soliti “grandi vecchi”: al soldo dei servizi segreti che operavano per imporre all’Italia di mutare politica, istigando al colpo di Stato o, viceversa, alla “rivoluzione controllata”...

Terrore in Siria, istigato dall?Occidente | Editoriali | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale