Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 13
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Se da un lato è vero che la crisi è iniziata a seguito di manovre speculative, crisi dei mutui e ora del debito... è anche vero la "ripresa" negli anni a venire è un'illusione.
    Una crisi ha un inizio ed una fine. Quella cui stiamo assistendo è invece una "metamorfosi" del sistema.
    L'intero sistema deve completamente cambiare verso un modello di decrescita.





    A volte i Professori sono miopi. La crisi è ecologica (non economica) e non finirà
    A volte i Professori sono miopi. La crisi è ecologica (non economica) e non finirà | Blogeko.it

    La crisi non finirà. Prima ancora che finanziaria, prima ancora che economica, la crisi è ecologica: dipende cioè dal fatto che le materie prime offerteci dal pianeta non sono inesauribili, e il petrolio – il principe dell’energia – ha ormai il fiato grosso.

    Mario “Quintino” Monti, la manovra presente e quelle future, i vincoli di bilancio dell’Unione Europea ecc ecc potranno certo cavarci il sangue, oltre che le lacrime: ma non rimetteranno in piedi e tantomeno in moto la baracca, dato che il Pil non può aumentare perchè, a sua volta, la produzione di petrolio non può aumentare.

    Se la crisi è destinata ineluttabilmente a continuare e ad aggravarsi (siamo solo all’antipasto del picco del petrolio), bisogna reagire concentrando le risorse su quello che davvero è utile – i servizi pubblici, la scuola, la sanità, i trasporti – e buttando a mare i consumi inutili.

    Invece stiamo immolando i trasporti la sanità eccetera sull’altare dello spread. Esattamente il contrario di quello che ci serve. A volte i Professori sono miopi.

    Queste riflessioni in parte riassumono il post “Diciamocelo forte e chiaro, questa crisi non finirà mai!” uscito oggi sul blog di Aspo Italia (l’associazione che studia il picco del petrolio) e in parte vano oltre.

    Dal 2005 – è la sostanza delle argomentazioni pubblicate da Aspo Italia – la produzione di petrolio greggio non cresce più. E’ il picco, appunto, o meglio la cima del picco dopo la quale è attesa la graduale diminuzione della produzione.

    Cina e India riescono ancora a pagare fatture petrolifere più alte, e comprano più petrolio. Simmetricamente i Paesi cosiddetti sviluppati, Italia compresa, dal 2005 diminuiscono il consumo di petrolio al ritmo del 3% all’anno.

    Il petrolio rappresenta solo un terzo dell’energia primaria consumata nel mondo ma tutta l’economia dipende in particolare dal petrolio, oltre che in generale dall’energia.

    Esiste un’assodata e quasi perfetta corrispondenza fra l’aumento del Pil (Prodotto interno lordo) e aumento del consumo di energia: e ora

    per produrre e mantenere le altre fonti di energia manca il petrolio (per i compressori dei martelli pneumatici che si usano in remote miniere, per il meccanismo che mantiene le dighe e le turbine eoliche, ecc ecc). Di fatto, il petrolio ha influenza su tutto, per la sua grande varietà di usi (plastica, fibre sintetiche, reagenti chimici per farmaci, industria alimentare, ecc) e come fonte di energia fondamentale nel funzionamento di macchine di ogni tipo (auto, camion, gru, aerei, escavatrici, barche, trattori, ruspe, ecc.).

    Quindi, con buona pace delle “misure imponenti” di Monti tanto piaciute alla Merkel, la nostra economia non può crescere, ma solo de-crescere

    e a ritmo serrato. E’ importante comprendere questo punto: è un fenomeno noto, compreso ed inevitabile. (…) Tuttavia, i poteri governativi non possono riconoscere apertamente questo fatto per via delle conseguenze politiche che comporta e per questo la tendenza è quella di provare a cercare soluzioni che non esistono al posto di ripensare il problema

    A questo aggiungo le mie considerazioni. Ci hanno sempre detto che cibo adeguato, case confortevoli, medicine, scuole, internet eccetera sono una sorta di effetto collaterale dei Suv, delle seconde e terze case, degli armadi rigurgitanti di abiti indossati solo due volte e degli ammennicoli inutili che riempiono i salotti: che si può avere l’essenziale per tutti solo a patto di sostenerne i costi attraverso la produzione di sempre più cose superflue, cioè grazie a una crescita economica che si postula infinita.

    Siamo arrivati al punto in cui non si riesce, non si riuscirà più a produrre un crescente numero di cose superflue. E dunque è necessario trovare il modo di salvare – da solo – l’essenziale: anche alla faccia dello spread.

    Altrimenti la crisi non porterà via solo il peggio dell’Occidente (e nessuno al mondo, credo, lo rimpiangerà) ma anche il meglio: internet, le medicine, il cibo eccetera. Si porterà via anche noi stessi, la nostra salute, le nostre vite: in Grecia la gente sta già morendo.

    Tocca accorgersene. I Professori, ripeto, talvolta peccano di miopia.

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    AUSTRALIA: IL PETROLIO FINIRÀ NEL 2020
    A dirlo è lo stesso Governo australiano in un rapporto stilato dal Teroso



    Australia: il petrolio finirà nel 2020 - Cadoinpiedi


    Nel 2020 finirà il petrolio in Australia. E' lo stesso Governo australiano a scriverlo nel Inter-Generational Report, ammettendo che il greggio si esaurirà nel 2020. La notizia è stata diffusa su Online opinion, dove si sottolinea come questa previsione sia stata del tutto ignorata dai media, per essendo scritta nero su bianco a pag. 91 del rapporto governativo.

    Senza il petrolio, e così come siamo messi, la civiltà umana si fermerebbe. Non che questo sia un male, visti i danni ambientali e le guerre causate dall'oro nero. Il vero problema è che nessun governo sta portando avanti progetti energetici davvero alternativi, continuando ad ignorare una semplice constatazione: il petrolio si esaurirà ben presto.

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    I Minerali si stanno esaurendo:
    Un esempio tra i tanti:


    Picco dei minerali 2012 mercurio - Eco alfabeta

    Dopo 4 anni, aggiorno la situazione sul picco dei minerali.In 500 anni è stato estratto il 90% del Mercurio "buono" e ne rimangono 90 kt.La ripresa dopo il 2000 non deve ingannare perchè le risorse "meno buone" hanno grandi costi

    Quattro anni dopo la presentazione al convegno ASPO, torno a parlare del picco dei minerali, per aggiornare la situazione. Iniziamo dal Mercurio, il primo elemento ad aver mostrato il picco.

    Il grafico in alto ne mostra la produzione annua (1): i picchi minori del 1928 e del 1941 sono dovuti a congiunture economiche (crisi del '29) e storiche (la guerra); il picco del 1971 è invece di natura fisica e mostra l'inizio dell'esaurimento della risorsa.

    Il 1971 non ha segnato la fine del Mercurio, ma la fine del Mercurio "buono", quello facilmente estraibile a basso costo. Dovendo ricorrere a giacimenti via via di minore quantità e qualità, la produzione non riesce più a tenere il passo con la domanda e la produzione inevitabilmente diminuisce.

    Il prezzo del mercurio è cresciuto dai 32 $/kg degli anni '40 ai 55 $ degli anni '60 per poi crollare a 20 $ negli anni '70 e a 14 negli anni '80 ($ costanti 1998). Il prezzo del Mercurio era troppo alto negli anni '60 e la nostra civiltà ha imparato a farne a meno, tanto più che si tratta di un elemento particolarmente tossico. E' un caso che l'EPA ha dichiarato il Mercurio inquinante atmosferico pericoloso solo nel 1971?

    Domanda impertinente: se le riserve di Mercurio fossero state il decuplo di quelle reali, l'EPA sarebbe riuscita a imporsi prima del picco?

    Il secondo grafico mostra invece l'estrazione cumulativa di Hg. Fittando i dati con 4 logistiche, si ottiene un URR (1) pari a 0,92 Mt, abbastanza in accordo con il valore dell'USGS di 1 Mt.

    La produzione di Mercurio ha avuto una piccola ripresa dopo il 2000; riprenderà a crescere? Ne dubito fortemente, anche se le risorse probabili "meno buone" assommano a circa 500 kt, per il semplice motivo che per estrarre questo Hg così diluito nella roccia occorre molta più energia e il mondo del 21° secolo non ha tutto questa energia da scialare. A riprova di questo fatto, il prezzo del Mercurio è tornato a raddoppiare, dai 5,5 $/kg degli anni '90 agli 11 $/kg degli anni zero.

    (1) Fonte: Hylander&Meili per i dati pre 1900 e USGS per i dati successivi. I dati storici non compaiono nel grafico, ma sono necessari per calcolare il fit. Il fit è stato fatto con una funzione logistica, soluzione dell'equazione differenziale

    p=dP/dt=-r P (1-P/K),

    dove p è la produzione annua, P la produzione cumulativa, r il tasso di utilizzo e K la Ultimate Recoverable Resource (URR), cioè la quantià complessiva di minerale "buono" presente nella crosta terrestre prima dello sfruttamento antropico, ovvero la produzione al 2011 + le riserve stimate. Non coincide con tutto il Mercurio presente nella crosta, ma con quello vantaggiosamente estraibile.
    Ultima modifica di Napoli Capitale; 15-05-12 alle 07:15

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Macchè Monti e la sua crescita. Limiti delle risorse naturali e crisi economica
    mag 2012

    Macchè Monti e la sua crescita. Limiti delle risorse naturali e crisi economica | Blogeko.it

    Mi viene l’orticaria tutte le volte che sento Monti promettere e invocare la crescita economica come soluzione della crisi che affligge l’Italia, l’Europa e più o meno tutto il mondo. Mi viene l’orticaria anche quando in Francia invoca la crescita Hollande, per il quale comunque già nutro una stima superiore.

    Questa crisi è ecologica, non economica, e non finirà. “Crescita” significa produrre (e acquistare) di più, estraendo e trasformando una crescente (appunto…) quantità di risorse naturali: sulle quali si basa ogni attività umana.

    Ma le risorse naturali, proprio in questi anni, altro che essere estraibili in quantità crescente! Dopo decenni di sfruttamento forsennato stanno dimostrando tutti i loro limiti, tutta la loro finitezza. E allora bisognerà ben uscire dalla crisi in un altro modo, non vi pare?

    Esempio. Il pesce pescato nei mari italiani (o prodotto con l’acquacoltura) soddisfa ormai solo più un terzo dei consumi nazionali. Questo non accade perchè l’Italia non dispone di un’adeguata flottiglia di pescherecci (con la “crescita” si potrebbe costruirla); accade invece perchè abbiamo già pescato moltissimo e i mari, compresi i nostri, sono sempre più vuoti di pesce.

    Prendiamo la benzina, ovvero il petrolio. E’ terribilmente, drammaticamente cara: e anche senza accise e amenità varie ultimamente applicate dal Governo sarebbe comunque carissima, perchè è caro il petrolio.

    Ma secondo voi il petrolio è caro perchè l’attività estrattiva non è sufficientemente sviluppata – perchè mancano le trivelle, in sostanza – o perchè bisogna andarlo a cercare in posti sempre più difficili ed anzi praticamente impossibili?

    Poche balle, le trivelle non c’entrano: il petrolio è caro perchè siamo arrivati al picco, è impossibile estrarlo in quantità crescente e questa è una causa tutt’altro che secondaria della crisi in Europa.

    E prendiamo l’acqua dolce, un’altra risorsa naturale ormai arrivata al picco: un picco ancor più preoccupante di quello del petrolio, anche se se ne parla meno.

    I Paesi arabi – Yemen in testa e gli altri a seguire – ormai non riescono più a praticare l’agricoltura irrigua. Vale il ragionamento di prima: il problema non è sviluppare sistemi di irrigazione, il problema è che le falde sotterranee sono state svuotate ad un ritmo molto, molto più rapido rispetto a quello con con l’acqua piovana le riempie filtrando dalla superficie.

    Non vedere queste cose – non vedere i limiti delle risorse naturali sulle quali si innestano tutte le attività umane – ed invocare la crescita ad ogni costo equivale ad avere due spesse fette di salame al posto degli occhiali. I politici (mica solo Monti) le hanno eccome.

    Riconoscere ed ammettere questi limiti non coincide affatto con l’inazione, la rassegnazione, il ritorno al Medio Evo. Anzi! C’è un sacco di lavoro da fare se vogliamo vivere bene (com’è altamente auspicabile) utilizzando meno risorse.

    Bisogna coibentare bene gli edifici per consumare meno riscaldamento. Organizzare trasporti pubblici decenti al servizio dei pendolari per consumare meno benzina. Mettere in piedi un’agricoltura che sappia nutrirci adeguatamente pur usando poco gasolio e possibilmente anche poca acqua: quindi senza far viaggiare le derrate alimentari, senza irrigare i campi e senza serre riscaldate. Eccetera.

    Nella “crescita” di Monti, ahimè, queste cose non hanno assolutamente un ruolo centrale. Lui preferisce parlare di grandi infrastrutture che promuovono lo sviluppo. In realtà sono opere del tutto inutili, e anzi dannose perchè sottraggono le già scarse risorse agli obiettivi veramente importanti.

    Ecco. Con questa gente che si riempie la bocca di “crescita” e tiene il salame sugli occhiali non usciremo mai dalla crisi.

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Crisi economica e risorse naturali, parte seconda. Gli economisti e la scatola di spilli
    mag 12
    12
    alle 021 da maria | Categorie: Sviluppo sostenibile

    Crisi economica e risorse naturali, parte seconda. Gli economisti e la scatola di spilli | Blogeko.it

    Torno a scrivere del legame fra crisi economica e risorse naturali, constatando con rammarico che è possibile laurearsi in Economia senza mai aver raccolto gli spilli sul pavimento. Avete presente quando si rovescia la scatola? Prima possiamo radunarli per tirarli su a mucchietti, poi li prendiamo a pochi per volta, e infine li andiamo a cercare sotto i mobili.

    Vale anche per l’estrazione delle risorse naturali, sulla quale si basano tutte le attività umane. Questa crisi si è prodotta – sarà proprio solo un caso? – nel momento in cui si è palesata la fine dell’abbondanza.

    Di solito parlo soprattutto di acqua e petrolio (sono al picco, il momento in cui l’estrazione rallenta), ma il blog del giornalista Matthieu Auzanneau sul sito di Le Monde fa il punto della situazione per quel che riguarda i metalli. Il link come sempre è in fondo.

    Non è corretto dire che oro, rame, zinco, uranio stanno già finendo. Il nostro pianeta ne conserva ancora grandi quantità, riserve sufficienti per 30-60 anni (che non sono poi un’eternità…): però stiamo sfruttando giacimenti dove i metalli sono sempre meno concentrati.

    Negli Anni 30 per ottenere una tonnellata di rame era sufficiente cavar fuori da una miniera 55 tonnellate di materiale. Ora ce ne vogliono 125. Eppure fra il 2002 e il 2007, gli investimenti nella ricerca mineraria sono passati da 2 a 10 miliardi: solo che i nuovi giacimenti individuati sono stati ben scarsi.

    Certo, possono essere tranquillamente estratti anche metalli molto diluiti nella roccia, così come i metalli possono essere riciclati: ma solo a patto di investire in queste operazioni una crescente quantità di energia, e solo finchè i costi energetici non diventano eccessivi.

    L’uranio e il nucleare? Auzanneau è francese, figurarsi se non ci ha pensato: solo che nel 2035 servirebbero 100.000 tonnellate di uranio all’anno, ossia il doppio di quello estratto nel 2010.

    Per moltiplicare le energie da fonti rinnovabili, l’ostacolo si chiama terre rare, indispensabili per turbine eoliche, pannelli solari eccetera.

    Fin qui i principali dati pubblicati da Auzanneau. Rimane ancora una considerazione.

    L’economia non è fatta solo di capitale e di lavoro. L’economia è basata sulle risorse naturali, che sono come una scatola di spilli rovesciata sul pavimento: solo all’inizio si tirano su a mucchietti.

    Gli economisti non sono abituati a considerare gli spilli – la disponibilità di risorse naturali – e non hanno saputo prevedere lo tsunami che si è abbattuto sull’economia. Mica pretenderemo che proprio gli economisti adesso sappiano tirarcene fuori?

    Sul blog Oil Man di Le Monde rarefazione dei metalli: domani il “picco di tutto”
    Raréfaction des métaux : demain, le « peak all » | Oil Man
    Ultima modifica di Napoli Capitale; 15-05-12 alle 22:02

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    12 May 2011
    Messaggi
    1,123
     Likes dati
    29
     Like avuti
    301
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Il concetto di "crescita" non è sbagliato in sé: è sbagliato se continuiamo ad applicarlo a meri beni di consumo, è sbagliato se pensiamo che felicità e realizzazione significhino oggetti o cose etc. etc. Ma c'è tutta un'industria immateriale, legata al potenziale umano, che aspetta solo di essere valorizzata. Si tratta di un vero e proprio capitale, in linea di massima inesauribile. Questa può essere la metamorfosi alla quale andiamo incontro, che ci costringerà anche a ripensare la sanità, la scuola, la mobilità, e non nel segno di una loro statalizzazione, che equivarrebbe piuttosto a una conservazione dello status quo, ma di un nuovo "capitalismo" dove il denaro sarà solo una componente, e non l'unica, del processo di scambio. Ciò che avrà maggior valore, oltre una certa soglia consistente nell'accesso ai beni primari, sarà il tempo e soprattutto la sua qualità.

  7. #7
    288 amu
    Data Registrazione
    19 Sep 2009
    Località
    115
    Messaggi
    21,155
     Likes dati
    2,904
     Like avuti
    2,967
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Si devono implementare le energie alternative.

  8. #8
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Citazione Originariamente Scritto da mirkevicius Visualizza Messaggio
    Si devono implementare le energie alternative.
    Vero ma avremmo dovuto muoverci in questa direzione anni e anni fa.
    Un esempio: all'inizio il fotovoltaico aveva un'efficienza del 10% circa. Oggi i migliori modelli arrivano quasi al 20%.
    Se anni fa ci fossimo mossi in tempo investendo maggiormente nelle energie rinnovabili ci troveremmo in una situazione decisamente migliore.
    Il discorso vale anche oggi: Prima ci muoviamo e meglio è.

  9. #9
    Forumista senior
    Data Registrazione
    25 Apr 2009
    Messaggi
    2,155
     Likes dati
    23
     Like avuti
    269
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Scarsità dei metalli: domani il “picco di tutto”

    Risorse, Economia e Ambiente: Scarsità dei metalli: domani il “picco di tutto”

    Da Oil Man. Traduzione di Massimiliano Rupalti

    Ringrazio la redazione di Science & Vie che questo mese mi propone un'inchiesta su un tema essenziale, sul quale non riuscivo a trovare il tempo che mi serviva per occuparmene: il declino delle riserve mondiali di metalli (preziosi e no). Quindi sì, il petrolio non è la sola materia prima che minaccia il desiderio irrefrenabile della società dei consumi.

    Il rame, lo zinco, l'oro e l'uranio figurano fra i principali metalli le cui riserve mondiali sembrano in via di esaurimento.


    Una miniera di rame moderna, in Australia. Fra i grandi giacimenti esauriti, Science & Vie fa l'esempio della “favolosa” miniera svedese di Stora Kopparberg, "che forniva tutte l'Europa del XVI e del XVII secolo", chiusa nel 1992. DR.




    Il problema è simile a quello del picco del petrolio. Anzi, peggio, ci sono tutte le possibilità che prima o poi si intreccino in un circolo vizioso vertiginoso ed inestricabile. Philippe Bihouix e Benoît de Guillebon, autori di riferimento su questo tema (Quale futuro per i metalli, EDP Sciences, 2010, 39 €), spiegano:

    Nel corso della storia, l'uomo ha avuto la tendenza ad estrarre all'inizio i minerali più concentrati (si è visto come i nostri antenati hanno cominciato sfruttando gli elementi nativi, cioè quelli con concentrazioni del 100%...) Con il venir meno di grandi scoperte geologiche la tendenza è quindi quella di una riduzione della concentrazione media del minerale. A titolo di esempio, la concentrazione media dei minerali di rame estratti è così passata dal 1,8% (55 tonnellate di minerale per ogni tonnellata di metallo) negli anni 30 allo 0,8% di oggi (125 tonnellate di minerale per ogni tonnellata di metallo). La concentrazione nelle miniere d'oro in Australia e Sud Africa, due dei principali paesi produttori, è passata da più di 20 grammi a tonnellata a meno di 5 grammi nel giro di un secolo. (...)

    Per gran parte degli elementi, le riserve si assestano fra i 30 ed i 60 anni. (...)
    I problemi sopraggiungono prima del numero teorico di anni delle riserve, poiché tutte le risorse finite passano per un picco di produzione: è il caso del petrolio. (…) L'oro ha già superato il suo picco di produzione mondiale, ma è passato inosservato a causa del suo ruolo molto specifico. (…)
    Gli investimenti [nello sfruttamento delle miniere] sono passati da 2 a 10 miliardi di dollari fra il 2002 e il 2007! Tuttavia, questi sforzi non hanno portato alla scoperta di nuovi giacimenti.

    In cosa il picco del petrolio e quello dei metalli sono legati?
    Molto semplicemente perché per scavare delle miniere serve energia. Molta energia. Oggi, dal 8 al 10% dell'energia primaria è destinata a estrarre e raffinare le risorse metalliche, in particolare per acciaio ed allumino, indicano Philippe Bihouix e Benoît de Guillebon, entrambi ex studenti della Scuola Centrale.
    Avrete già capito la leggera preoccupazione: poiché i minerali sono sempre meno concentrati, si dovrà usare sempre più energia per estrarlo, mentre le estrazioni della fonte principale di energia sembrano esse stesse in declino...
    Naturalmente, a differenza del petrolio, i metalli possono essere riciclati, Ma Bihouix e de Guillebon sottolineano che le soluzioni sono spesso limitate, in particolare, ancora una volta, a causa del loro costo energetico.
    Le energie rinnovabili, in particolare solare ed eolica, sono molto dipendenti da metalli rari, l'accesso ai quali potrebbe diventare sempre più incerto, tanto più se queste forme di energia devono essere sviluppate in modo massiccio. Esempio: il disprosio e il neodimio, due terre rare prodotte quasi esclusivamente in Cina, che ha i giacimenti e che ha già fatto sapere che i suoi giacimenti attuali sono in declino. Una automobile ibrida contiene un chilogrammo di neodimio, una turbina eolica quasi una tonnellata! Science & Vie cita uno studio del MIT secondo il quale si dovrebbe moltiplicare per 26 da qui al 2035 l'estrazione di disprosio (dal greco dysprositos, che significa “difficile da ottenere”) per fare fronte ai problemi del cambiamento climatico...
    Per il nucleare, Science & Vie nota che nel 2035, il fabbisogno di uranio dovrà soddisfare le centomila tonnellate all'anno, “il doppio di ciò che le miniere di uranio hanno fornito nel 2010”, sapendo che “nessuna scoperta recente e significativa è avvenuta oltre all'estensione dei giacimenti già conosciuti”, secondo Marc Delpech, del Commissariato per l'energia atomica.
    Bihouix e de Guillebon, gli autori di Quale futuro per i metalli, affermano:

    “Puntando sul “tutto tecnologico” nell'ottimizzazione dei nostri consumi energetici e la lotta contro i cambiamenti climatici, ricorriamo in misura maggiore a materie prime rare che non sappiamo (sapremo) riciclare e quindi l'esaurimento potrebbe diventare in sé un problema energetico”.
    Philippe Bihouix e Benoît de Guillebon ricordano come, grazie alla sua ordinanza del 1669, Colbert ha salvato le foreste francesi minacciate dai bisogni crescenti dell'industria della costruzione navale:
    “Così, nel diciassettesimo secolo, quando l'età della terra veniva stimata in meno di 6.000 anni (la storia biblica), la nostra società – certo poco democratica! - è stata lungimirante, con decisioni che andavano oltre il proprio secolo. Noi sappiamo, da poco, che l'età dell'Universo supera i 15 miliardi di anni, ma non siamo in grado di prendere decisioni che vadano oltre qualche anno: si noti il formidabile regresso intellettuale che c'è stato!”.

    C'è di più di una perplessità in questa analisi. Si può percepire una certa rabbia di fronte alle promesse ed agli effetti pubblicitari degli industriali e dei politici nel corso degli ultimi anni:
    “No, un veicolo, anche elettrico, non è mai 'pulito'. No, un telefono cellulare non è mai 'ecologico', anche se il suo case è in fibra di bambù! E c'è chi crede che una 'eco-tassa' di qualche euro sui prodotti elettronici compensi i guasti ambientali della loro fabbricazione!
    La conclusione lancia un appello per un cambiamento di paradigma:

    “Certo, ci si può aspettare ancora molto dai progressi tecnici e dalle innovazioni. Ma per rendere le nostre società realmente durature, comunque dal punto di vista del nostro consumo 'metallico', dovremo seriamente orientarle verso l'economia di risorse a medio termine, piuttosto che verso la ricerca di profitti a breve termine. Siamo ancora lontani”.
    In evidenza, Bihouix e de Guillebon hanno messo la seguente citazione, che segna il peccato originale della scienza economica, così com'è sempre praticata ed insegnata oggi:
    “Le risorse naturali sono inesauribili, perché se così non fosse non le otterremmo gratuitamente. Non possono essere né moltiplicate né esaurite, esse non sono lo scopo delle scienze economiche”
    - Jean-Baptiste Say, Corso di economia politica pratica, 1815.


    GIOVEDÌ, MAGGIO 17, 2012

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    13,362
     Likes dati
    466
     Like avuti
    1,016
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La CRISI è ECOLOGICA (non economica) e NON FINIRA'

    Citazione Originariamente Scritto da Cane di paglia Visualizza Messaggio
    Il concetto di "crescita" non è sbagliato in sé: è sbagliato se continuiamo ad applicarlo a meri beni di consumo, è sbagliato se pensiamo che felicità e realizzazione significhino oggetti o cose etc. etc. Ma c'è tutta un'industria immateriale, legata al potenziale umano, che aspetta solo di essere valorizzata. Si tratta di un vero e proprio capitale, in linea di massima inesauribile. Questa può essere la metamorfosi alla quale andiamo incontro, che ci costringerà anche a ripensare la sanità, la scuola, la mobilità, e non nel segno di una loro statalizzazione, che equivarrebbe piuttosto a una conservazione dello status quo, ma di un nuovo "capitalismo" dove il denaro sarà solo una componente, e non l'unica, del processo di scambio. Ciò che avrà maggior valore, oltre una certa soglia consistente nell'accesso ai beni primari, sarà il tempo e soprattutto la sua qualità.
    La fine del 2012 si avvicina, il momento sarebbe propizio.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il finanziere: “La crisi finirà con una guerra mondiale”
    Di AgnusDei nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 106
    Ultimo Messaggio: 16-11-13, 01:36
  2. Belgio, crisi (ennesima) di governo. Come finira'?
    Di anarchico_dissacratore nel forum Politica Europea
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 01-05-10, 13:11
  3. Finirà mai la crisi del Napoletano?
    Di vonmeckel nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 02-09-08, 08:49
  4. Crisi Economica o Crisi Isterica?
    Di Roberto Mime nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 28-08-05, 06:48
  5. Crisi economica - Crisi Isterica - Crisi Politica
    Di Roberto Mime nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 26-08-05, 00:01

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito