Allora. C'è stata una discussione su FB in cui Michele Boldrin diceva:
!Scusate, ma voi andate ancora a perdere tempo correndo dietro a Tea Party, PdL e fregnacce del genere?
Ma vent'anni di prese in giro e fallimenti non vi hanno insegnato nulla?"
Ma il commento più importante è stato questo:
"Well, visto che FB mi rimanda qui ed ho apprezzato il commento di Zucco, posso solo aggiungere che Gibbo, al secolo Bonaga Gilberto, centra in pieno uno dei due problemi. Lo riassumo con le mie parole:
In Italia, per ragioni storiche con le quali non vi voglio scassare, esiste una profonda confusione fra "istanze liberali" e "conservatorismo clerico-fascista". L'elemento storicamente unificante e', neanche a dirlo, l'anticomunismo che risale agli anni '20 del secolo scorso. Poiche', anche in questo caso per ragioni storiche che conoscete meglio di me, la componente clerico-fascista e' da sempre maggiormente popolare nel bel paese di quella liberale, quest'ultima ha fatto la figura dell'utile idiota in quell'oramai quasi secolare alleanza. Il TP, da questo punto di vista, mi sembra semplicemente la replica in piccolo ed estremizzata del PdL: pur di far massa imbarca chiunque si dichiari anticomunista. I risultati si vedono e si vedranno. Nel caso del PdL si son tragicamente visti. L'argomento secondo cui occorre accettare chiunque aderisca alle proposte di policy (che ho letto e sono tanto vaghe e retoriche da lasciare la porta aperta a mille interpretazioni) e' un argomento specioso oltre che esecrabile. In politica la moralita' individuale conta, ed e' questo un vecchio principio liberale. Mentre e' vero che nessuno e' prigioniero per sempre del proprio passato e' anche vero che le scelte personali si assumono e si pagano personalmente.
L'altro problema, con TP e paraggi, e' il seguente, anch'esso vecchio come il cucco. Non esiste una "fede" o un "credo" liberal/liberista (vi dispiacerebbe abolire quest'ultimo termine? E' una invenzione di Giovanni Sartori e non vuol dire nulla). Esiste al piu' una metodologia di ricerca/pensiero ed una serie (piuttosto confusa e variabile da autore ad autore) di assiomi o ipotesi di lavoro. Che nel tempo vanno cambiando. L'idea che esista un qualche pensiero liberale compiuto e conchiuso che offre la soluzione dei problemi concreti che l'Italia affronta e' una fregnaccia, una gigantesca fregnaccia ortoganale a qualsiasi metodo razionale di analisi. Per esempio, l'ossessiva insistenza su "tagliare le tasse" e basta, neanche fosse la panacea che risolve tutti i problemi, e' un tipico sintomo di fideismo religioso. Cose strane che vedo in giro sul ritorno al gold standard ed altre amenita' del genere, idem con patatine. Fregnacce irrazionali con fondamenti religiosi, appunto.
Forse mi sbaglio, tutto e' possibile, ma ho la fortissima impressione che il Tea Party italiano sia pervaso da queste credenze, almeno nella grande maggioranza dei suoi militanti. Se sbaglio l'evidenza me lo provera' ma, al momento, me lo conferma. In altre parole, forse perche' scarsamente educati nelle materie economiche, confondete una certa religione settaria, nota come "rothbardismo", con il pensiero liberale e la ricerca economica arrivando a concludere che gli insegnamenti della prima coincidano e sussumano quelli degli altri due. Non vero. Rothbard era, basically, un agit-prop con la tendenza a fare il santone e scarsissima disciplina scientifica. Anche i piu' liberali fra gli economisti riescono a malapena a leggere quello che scrive, sloppy beyond decency.
Esiste poi una terza ragione, minore ma non irrilevante, per cui trovo il TP una probabile perdita di tempo o un treno pieno di buone intenzioni avviato su un binario perso. Ed e' la scelta del nome per analogia con il TP USA. Quest'ultimo lo conosco MOLTO bene ed e' caratterizzato, fondamentalmente, dall'essere una fucina del pensiero reazionario, razzista e religioso USA, condito con un po' di prezzemolo fre-banking e anti-Federal Reserve da parte di Ron Paul. Una cosa spaventosa che sta distruggendo il GOP e che, se fosse riuscito a far nominare Santorum come candidato, avrebbe avuto effetti devastanti sulla politica USA. Se il Tea Party USA e' il vostro modello di riferimento, allora davvero dovreste smettere di riempirvi la bocca con la parola "liberale" e derivati ed avere il coraggio delle vostre idee. Non c'e' niente di male a dire "siamo reazionari" quando lo si e'. Ma magari il TP USA non e' il vostro modello, nel qual caso raccomando vivamente di scegliere un nome diverso e meno carico di valenze reazionarie, razziste e religiose."




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