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  1. #1
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    Predefinito Crack Italia, rischio reale o montatura speculativa...

    Premetto, non ho conoscenze economiche e quindi attendo lumi da chi ne ha, mi limito a citare alcuni dati:

    Codice:
    Dunque, nell'ottobre 92 i rendimenti dei BTP erano al 15%
    Il debito pubblico era del 122% sul pil
    L'inflazione era al 5% circa
    Il rapporto defitic/PIL era a piu del 9%
    
    Ora abbiamo i rendimenti sui BTP al 5% circa
    Il debito pubblico attorno al 118-120%
    L'inflazione sul 2,5-3%
    Il rapporto deficit PIL attorno al 4%
    Nel 1992 avevamo dei parametri deboli eppure siamo ancora qua. Mi potete spiegare perche ad oggi, l'Italia, secondo tanti osservatori, rischia il fallimento?

    E' vero che nel 1992 svalutammo la lira, uscimmo dallo SME (ora non possiamo piu farlo con l'Euro) ed avviamo la campagna di privatizzazioni che ridusse poi il deficit ma non credo che solo questo punto possa rappresentare una cosi grande differenza tale da poter far fallire uno stato, comunque, messo meglio di 20 anni fa, rispetto ai conti pubblici.

    Io credo ci sia dell'altro e cioè lo strapotere degli speculatori e per speculatori intendo anche le agenzie di rating che, quando si trattava di prevedere il disastro (Enron, Lehman B. etc) continuavano a dare massima affidabilità ed ora 'stroncano' interi paesi su 'supposizioni' senza un vero fondamento.

    Invece di fare manovre su manovre ed aspettare il prossimo crollo, le economie occidentali non possono decidere di 'sterilizzare' le agenzie private (gestite poi da fondi speculativi), non possono essere create agenzie 'di stato', o istituzionali tipo il FMI? Possibile che l'Economia sia lasciata totalmente libera di affossare intere nazioni nel nome di una paura che magari è frutto di pura speculazione?

    Non sarebbe ora che la politica prendesse in mano le redini dell'economia? Perche una finanza senza 'paletti' rischia l'anarchia, con tutto ciò che ne consegue...
    L'Italia, la Francia, la Grecia, gli Stati Uniti non sono fatti di numeri, di calcoli, di tassi.. sono fatti di persone, di forza lavoro, di scuole, di università, di ospedali, di comunità VERE, che non credo possano e debbano soccombere per astruse formule scritte su un PC. C'è un momento in cui si deve pur fare qualcosa, dire basta alla finanza fine a se stessa e riportare al centro della comunità il valore vero. L'essere UMANO... e che cazz!


    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
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  2. #2
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    Predefinito Re: Crack Italia, rischio reale o montatura speculativa...

    E’ tutto giusto quello che dici, e ci avevo pensato anche io.
    Sicuramente c’è uno strapotere della finanza, e direi dell’isterismo e della schizofrenia di trader che vendono tutto per uno 0,3% in meno di un trend rispetto alle previsioni o a un dato provvisorio di un solo giorno, perché si cercano realizzi immediati e c’è una irrazionale paura.
    Ma soprattutto ci sono alcune differenze con il ’92: rispetto ad allora è aumentata la “concorrenza” ai nostri titoli: c’è più debito nel mondo, non siamo gli unici a offrire bonds. Molti Paesi hanno oggi molto più debito di allora e lo devono piazzare, la stessa Germania ci ha superato in valore assoluto come debito pubblico, e Francia, USA, Spagna l’hanno aumentato. L’investitore ha più scelta, il titolo vale quindi meno e di conseguenza l’interesse che deve dare per essere comprato di più, questo anche a parità di “affidabilità” dell’economia che sta sotto il titolo, e sappiamo che le affidabilità non sono uguali. Spesso quindi si tratta semplicemente di una volontà di acquisto di titoli di altri Paesi più che di abbandono e sfiducia dei nostri. Ad esempio oggi l’ennesimo aumento dello spread è stato generalizzato, di tutti i Paesi, vuol dire che non c’era tanto una svendita mirata all’Italia, altrimenti sarebbe schizzato il nostro e migliorati gli altri, ma un acquisto di titoli solo tedeschi, che ora sono tanti a disposizione.
    Inoltre ora l’investitore di ogni tipo ha disposizione tutta una varietà di prodotti, come i fondi, i fondi di fondi, ecc, che ancora fanno concorrenza ai titoli di Stato, che non sono più la scelta scontata del risparmiatore. Insomma, è un po’ come le FIAT di oggi e degli ani ’70. Allora anche solo per la rete di distribuzione l’italiano medio si comprava la FIAT e basta, non c’era molto da pensarci, oggi nonostante non è che le FIAT siano peggio di allora c’è più scelta, e allora la FIAT, come l’Italia è costretta a rendere più attraente il proprio prodotto, migliorando l’economia che il titolo va a finanziare, riducendo il deficit ancora di più, e ora a differenza del ’92 non c’è la svalutazione, per fortuna direi, per tutta un’altra serie di valutazioni.
    Against all odds

  3. #3
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    Predefinito Re: Crack Italia, rischio reale o montatura speculativa...

    Citazione Originariamente Scritto da Danilo Emme
    Premetto, non ho conoscenze economiche e quindi attendo lumi da chi ne ha, mi limito a citare alcuni dati:

    Codice:
    Dunque, nell'ottobre 92 i rendimenti dei BTP erano al 15%
    Il debito pubblico era del 122% sul pil
    L'inflazione era al 5% circa
    Il rapporto defitic/PIL era a piu del 9%
    
    Ora abbiamo i rendimenti sui BTP al 5% circa
    Il debito pubblico attorno al 118-120%
    L'inflazione sul 2,5-3%
    Il rapporto deficit PIL attorno al 4%
    Nel 1992 avevamo dei parametri deboli eppure siamo ancora qua. Mi potete spiegare perche ad oggi, l'Italia, secondo tanti osservatori, rischia il fallimento?

    E' vero che nel 1992 svalutammo la lira, uscimmo dallo SME (ora non possiamo piu farlo con l'Euro) ed avviamo la campagna di privatizzazioni che ridusse poi il deficit ma non credo che solo questo punto possa rappresentare una cosi grande differenza tale da poter far fallire uno stato, comunque, messo meglio di 20 anni fa, rispetto ai conti pubblici.

    Io credo ci sia dell'altro e cioè lo strapotere degli speculatori e per speculatori intendo anche le agenzie di rating che, quando si trattava di prevedere il disastro (Enron, Lehman B. etc) continuavano a dare massima affidabilità ed ora 'stroncano' interi paesi su 'supposizioni' senza un vero fondamento.

    Invece di fare manovre su manovre ed aspettare il prossimo crollo, le economie occidentali non possono decidere di 'sterilizzare' le agenzie private (gestite poi da fondi speculativi), non possono essere create agenzie 'di stato', o istituzionali tipo il FMI? Possibile che l'Economia sia lasciata totalmente libera di affossare intere nazioni nel nome di una paura che magari è frutto di pura speculazione?

    Non sarebbe ora che la politica prendesse in mano le redini dell'economia? Perche una finanza senza 'paletti' rischia l'anarchia, con tutto ciò che ne consegue...
    L'Italia, la Francia, la Grecia, gli Stati Uniti non sono fatti di numeri, di calcoli, di tassi.. sono fatti di persone, di forza lavoro, di scuole, di università, di ospedali, di comunità VERE, che non credo possano e debbano soccombere per astruse formule scritte su un PC. C'è un momento in cui si deve pur fare qualcosa, dire basta alla finanza fine a se stessa e riportare al centro della comunità il valore vero. L'essere UMANO... e che cazz!
    E "l'autoregolamentazione del mercato" dove lo metti? ;D

  4. #4
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    Predefinito Re: Crack Italia, rischio reale o montatura speculativa...

    E certo che c'è uno strapotere della finanza, che bella scoperta.
    Se lasci la gente senza soldi, o con meno soldi, l'economia reale non gira.
    L'unica maniera per salvarsi sul breve termine è condividere le perdite con altri (quindi alimentare il mercato finanziario e azionario) e ricorrere all'indebitamento privato.

  5. #5
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    Predefinito

    il crak,tutto falso.. se alla fine della guerra, l'italia poverissima si riprese in fretta.. adesso non è peggio di allora,come mai.. affondiamo adesso?colpa della sinistra, monti merkel corruzzione politica,burocrati ignoranti,spese inutili.. e bisognerebbe vendere la sicilia all'africa.

  6. #6
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    Predefinito

    il governo è bugiardo

 

 

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