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Discussione: Si può superare la Scienza della Logica?

  1. #1
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    Predefinito Si può superare la Scienza della Logica?

    Pur riconoscendo le imperfezioni, le inesattezze e gli errori, che sono più evidenti nella parte pratica e politica e inevitabili in una così grande opera, il sistema logico hegeliano può essere superato?
    Lungi da me voler affermare ridicole conclusioni su una presunta fine della storia, che continua, muterà e si svilupperà nella pratica e nello sviluppo storico dell'umanità.
    Ma l'intuizione geniale del fondamento assoluto, "ab solutus", cioè l'autofondazione del pensiero, che ha creato la prima filosofia che non necessita di presupposti ma si riscatta da sè, è superabile? Oppure l'identità di essere e pensiero nella soggettività si tratta, come sosteneva lo stesso Hegel, del punto di approdo della lunga storia della filosofia, che, per quanto riguarda questo punto, può considerarsi compiuta?
    Può un filosofo speculativo progredire in questa disciplina senza dirsi hegeliano?
    Tutta la filosofia posteriore si è trattata o di una critica all'impostazione politica mantenendone i presupposti filosofici, Marx e tutto l'hegelismo successivo, oppure di un filone antisistemico più o meno irrazionalista, Nietzsche, Heidegger,..., che non è privo di spunti geniali, ma l'uscire dalla coerenza sistemica porta ad un'arbitrarietà che difficilmente può essere intesa come un progresso filosofico.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Pur riconoscendo le imperfezioni, le inesattezze e gli errori, che sono più evidenti nella parte pratica e politica e inevitabili in una così grande opera, il sistema logico hegeliano può essere superato?
    Lungi da me voler affermare ridicole conclusioni su una presunta fine della storia, che continua, muterà e si svilupperà nella pratica e nello sviluppo storico dell'umanità.
    Ma l'intuizione geniale del fondamento assoluto, "ab solutus", cioè l'autofondazione del pensiero, che ha creato la prima filosofia che non necessita di presupposti ma si riscatta da sè, è superabile? Oppure l'identità di essere e pensiero nella soggettività si tratta, come sosteneva lo stesso Hegel, del punto di approdo della lunga storia della filosofia, che, per quanto riguarda questo punto, può considerarsi compiuta?
    Può un filosofo speculativo progredire in questa disciplina senza dirsi hegeliano?
    Tutta la filosofia posteriore si è trattata o di una critica all'impostazione politica mantenendone i presupposti filosofici, Marx e tutto l'hegelismo successivo, oppure di un filone antisistemico più o meno irrazionalista, Nietzsche, Heidegger,..., che non è privo di spunti geniali, ma l'uscire dalla coerenza sistemica porta ad un'arbitrarietà che difficilmente può essere intesa come un progresso filosofico.
    L'unica cosa arbitraria è immaginare un misterioso dovere all'emancipazione di ogni uomo, o che la storia sia provvidenzialmente finalizzata a qualcosa del genere.

  3. #3
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    L'unica cosa arbitraria è immaginare un misterioso dovere all'emancipazione di ogni uomo, o che la storia sia provvidenzialmente finalizzata a qualcosa del genere.
    Ma l'hai mai letto Hegel? O almeno conosci il suo sistema filosofico?
    Perchè fai dei discorsi filosoficamente poveri. Arbitrario è assumere un presupposto non dimostrato, anche se ti può sembrare il più vero del mondo. Arbitrario è considerare verità a prescindere ciò che ci dicono i sensi, le emozioni,..., arbitrario è dire che la verità è relativa, partendo dal presupposto che i sofismi e le opinioni personali portino al vero.
    La filosofia hegeliana è l'unica non arbitraria in quanto non presuppone nulla. Parte dal pensiero per spiegare il pensiero, con circolarità e identità di metodo e contenuto, e per questo è assoluta, cioè slegata, infinita.
    Poi sulle implicazioni politiche o sui contenuti concreti si può discutere, ma su questo punto per me resta senza dubbio il punto più alto e di arrivo della filosofia.

  4. #4
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Ma l'hai mai letto Hegel? O almeno conosci il suo sistema filosofico?
    Perchè fai dei discorsi filosoficamente poveri. Arbitrario è assumere un presupposto non dimostrato, anche se ti può sembrare il più vero del mondo. Arbitrario è considerare verità a prescindere ciò che ci dicono i sensi, le emozioni,..., arbitrario è dire che la verità è relativa, partendo dal presupposto che i sofismi e le opinioni personali portino al vero.
    La filosofia hegeliana è l'unica non arbitraria in quanto non presuppone nulla. Parte dal pensiero per spiegare il pensiero, con circolarità e identità di metodo e contenuto, e per questo è assoluta, cioè slegata, infinita.
    Poi sulle implicazioni politiche o sui contenuti concreti si può discutere, ma su questo punto per me resta senza dubbio il punto più alto e di arrivo della filosofia.
    Niente da dire contro il detto per cui die Weltgeschichte ist das Weltgericht. Sono i predicatori che pretendono di ricavare una razionalità immanente da realizzare a non poter fondare razionalmente la pretesa cogenza delle loro profezie. Che il tribunale della storia abbia decretato il trionfo del comunismo lo potremo dire a trionfo avvenuto, in caso contrario non ci sono ragioni di crederlo, né di lottare per esso. Né Hegel in persona ha mai sostenuto niente di simile.
    Ultima modifica di Troll; 26-05-12 alle 23:05

  5. #5
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Poi sulle implicazioni politiche o sui contenuti concreti si può discutere, ma su questo punto per me resta senza dubbio il punto più alto e di arrivo della filosofia.
    Bell'affare! E' proprio questo il punto, la storia è il tribunale universale, ma è una banalità come dire che Dio è Dio - e se non sappiamo a quale Dio votarci rimaniamo al punto di partenza!
    Ultima modifica di Troll; 26-05-12 alle 23:07

  6. #6
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Il problema della fondazione assoluta della scienza non è certo portato alla luce per la prima volta da Hegel. La filosofia greca ne è consapevole fin dagli albori, in Aristotele è avvertito in modo del tutto esplicito (cfr. Metafisica e analitici posteriori). Anche l'assolutezza del pensiero non è una novità dell'idealismo tedesco: lo stesso Aristotele (De Anima) gli attribuiva la capacità di identificarsi 'in qualche modo' con tutte le cose. E San Tommaso, nella Summa contra Gentiles, spiega che l'intelletto, nel comprendere, si estende all'infinito: l'intelletto è un'entità che non patisce negazione, cioè gode di statuto elenctico, è un concetto transgenerico (trascendentale). Quando l'idealismo tedesco nega l'esistenza della cosa in sè, ossia nega ogni alterità tra pensiero ed essere, non dice nulla di diverso dalla tradizione classica: l'esorbitanza dell'idealismo sta piuttosto nella pretesa che l'identità gnoseologica (intenzionale) di pensiero ed essere corrisponda a una vera e propria identità metafisica. Cioè che basti accertare l'assolutezza conoscitiva del pensiero per decretarne l'assolutezza tout court. Da questo punto di vista, quando poi le indagini della fenomenologia (Husserl, Brentano) recupereranno l'identità classica di pensiero ed essere mediante la nozione di intenzionalità, depurandola da qualsiasi implicazione di tipo immediatamente teologico, potranno rivendicare meriti che, a tal proposito, Hegel non poteva rivendicare.
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    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  7. #7
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    @ Cocco:

    Se la scienza della logica è un inno al pensiero e se la tua domanda è: si può essere più rigorosi di Hegel nella celebrazione dell'assolutezza del pensiero, i riferimenti culturali obbligati sono Spaventa e Gentile (e infine, Bontadini), cioè coloro che hanno meditato più a fondo la prima opera del sistema hegeliano per riformarla, depurarla dai presupposti che ancora ne minavano le fondamenta. Di Spaventa: Logica e metafisica e frammento inedito (in Opere di B. Spaventa, ed. Bompiani), di Gentile: Riforma della dialettica hegeliana e Sistema di logica, di Bontadini: Saggio di una metafisica dell'esperienza.
    Ultima modifica di Platone; 27-05-12 alle 02:20
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  8. #8
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    @ Cocco:

    Se la scienza della logica è un inno al pensiero e se la tua domanda è: si può essere più rigorosi di Hegel nella celebrazione dell'assolutezza del pensiero, i riferimenti culturali obbligati sono Spaventa e Gentile (e infine, Bontadini), cioè coloro che hanno meditato più a fondo la prima opera del sistema hegeliano per riformarla, depurarla dai presupposti che ancora ne minavano le fondamenta. Di Spaventa: Logica e metafisica e frammento inedito (in Opere di B. Spaventa, ed. Bompiani), di Gentile: Riforma della dialettica hegeliana e Sistema di logica, di Bontadini: Saggio di una metafisica dell'esperienza.
    Io non dico che sia un'opera perfetta, nè che non debba essere modificata, interpretata,... Tutte le interpretazioni successive, da Marx a Croce a Gentile,... aggiungono, tolgono, correggono qualcosa, ma sempre partendo dalla stessa idea di fondo.
    Sostengo solo che l'autofondazione del pensiero soggettivo sia il punto conclusivo della filosofia, in questo ambito, e che un filosofo che volgia progredire in questa scienza non possa che accettare le intenzioni e la struttura generale della Scienza della Logica.
    Anche perchè è "facile", per nulla ma sicuramente di più, correggere e riformare, ma una formulazione così rigorosa partendo da basi molto più esigue, è una cosa incredibilmente geniale.
    Grazie comunque per gli interessanti suggerimenti letterari.

    Il problema della fondazione assoluta della scienza non è certo portato alla luce per la prima volta da Hegel. La filosofia greca ne è consapevole fin dagli albori, in Aristotele è avvertito in modo del tutto esplicito (cfr. Metafisica e analitici posteriori). Anche l'assolutezza del pensiero non è una novità dell'idealismo tedesco: lo stesso Aristotele (De Anima) gli attribuiva la capacità di identificarsi 'in qualche modo' con tutte le cose. E San Tommaso, nella Summa contra Gentiles, spiega che l'intelletto, nel comprendere, si estende all'infinito: l'intelletto è un'entità che non patisce negazione, cioè gode di statuto elenctico, è un concetto transgenerico (trascendentale). Quando l'idealismo tedesco nega l'esistenza della cosa in sè, ossia nega ogni alterità tra pensiero ed essere, non dice nulla di diverso dalla tradizione classica: l'esorbitanza dell'idealismo sta piuttosto nella pretesa che l'identità gnoseologica (intenzionale) di pensiero ed essere corrisponda a una vera e propria identità metafisica. Cioè che basti accertare l'assolutezza conoscitiva del pensiero per decretarne l'assolutezza tout court. Da questo punto di vista, quando poi le indagini della fenomenologia (Husserl, Brentano) recupereranno l'identità classica di pensiero ed essere mediante la nozione di intenzionalità, depurandola da qualsiasi implicazione di tipo immediatamente teologico, potranno rivendicare meriti che, a tal proposito, Hegel non poteva rivendicare.
    Certo che l'identità di pensiero ed essere è un retaggio classico. E' proprio questo la meravigliosità della filosofia classica e di Aristotele soprattutto.
    Ma è solo con l'idealismo che essa assume la sua forma perfetta di autofondazione soggettiva. Il concetto di soggettività era carente nell'età classica. L'identità classica quindi era intuitiva, ma ancora non perfettamente "vera".
    Poi riguardo la nozione di intenzionalità ammetto di essere piuttosto ignorante. Potresti spiegarmi meglio?

  9. #9
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Nella speculazione greco-scolastica si annidavano certamente delle sacche di realismo ingenuo (di naturalismo direbbero i moderni). Si tratta, a mio modo di vedere, di influssi di carattere extra-teoretico, derivanti dalla cultura e dal sentimento dell'epoca, che incidevano non volutamente nell'emergenza e nello sviluppo della teoria. Alla filosofia idealista, nel suo complesso, ossia come ciclo storico della storia della filosofia, si deve riconoscere la capacità di portare alla luce questi presupposti, riconoscendoli appunto come elementi acriticamente introdotti nella sfera del sapere - riconoscimento che si realizza nel loro toglimento dialettico, nella loro riconduzione al pensiero, rispetto al quale non si danno pre-supposti e pre-cedenti, perchè è intrascendibile. L'idealismo, in questo senso, contribuisce a far molta utile pulizia di questioni e concetti attorno ai quali ci era arrovellati per secoli, che avevano indirizzato le dispute verso vicoli ciechi e screditato sempre più la disciplina agli occhi dei contemporanei. Io ritengo, comunque, che Hegel non sia il referente adeguato per chi scorge l'importanza del ciclo idealistico nella 'scoperta' della soggettività pensante (o del pensiero in quanto soggettivo), diversamente da autori come Fichte e Gentile (per certi versi lo stesso Kant). Gentile, non a caso, è estremamente critico nei confronti del dialettismo hegeliano, che a suo dire (e anche a dir mio) ricondurrebbe la realtà al pensiero, ma intendendo quest'ultimo come presupposto al pensante attuale.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Si può superare la Scienza della Logica?

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Tutta la filosofia posteriore si è trattata o di una critica all'impostazione politica mantenendone i presupposti filosofici, Marx e tutto l'hegelismo successivo, oppure di un filone antisistemico più o meno irrazionalista, Nietzsche, Heidegger,..., che non è privo di spunti geniali, ma l'uscire dalla coerenza sistemica porta ad un'arbitrarietà che difficilmente può essere intesa come un progresso filosofico.
    Invertirei le considerazioni su Marx e Heidegger: il primo individua l'essenza dell'uomo nel lavoro, relegando la coscienza a proiezione sovrastrutturale dei rapporti produttivi vigenti. E questa determinazione del rapporto tra vita e coscienza capovolge letteralmente il principio idealistico del pensiero, riportando la filosofia sulle tesi naturalistiche che facevano da sfondo alla filosofia moderna da Cartesio a Kant, e rifiutate giustamente dall'idealismo. La 'speculazione' heideggeriana è invece incomprensibile al di fuori del tracciato idealistico - pur finendo anch'essa per rinnegarne i principi di fondo, scadendo su posizioni neoplatonizzanti, gnostico o comunque gnoseologistiche.
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