L’INCENERITORE CHE RISCHIA DI BRUCIARE I SOGNI DI GRILLO
domenica 27 maggio 2012
Di HELENE PACITTO – Prima grana per il Movimento 5 Stelle. Dopo aver trionfato a Parma con Federico Pizzarotti, che a sorpresa ha battuto il candidato del Pd, il partito di Grillo si trova a fare i conti con la politica, quella vera delle amministrazioni e non con quella dei comizi di piazza con il megafono.
L’esempio dell’inceneritore nella città parmense è assolutamente calzante.
A Parma, Pizzarotti è diventato sindaco anche per il suo NO netto all’inceneritore che, secondo il guru Grillo, è “portatore di cancro”. “Gli inceneritori uccidono. Lo affermano i medici, lo testimonia l’aumento delle incidenze di tumore nelle zone adiacenti. Come si può allora definire un aspirante sindaco pdmenoellino che vuole costruire un inceneritore e proprio a Parma, nella Food Valley, spargendo diossina nell’aria e nel cibo?” si legge in un post del 18 maggio sul blog di Grillo.
Quindi il partito segue la linea di principio del suo “demiurgo”: no agli inceneritori, sono portatori di cancro e non devono essere realizzati.
Ebbene adesso il grillino con la fascia tricolore ha una bella gatta da pelare: da una parte il diktat e i principi del partito, dall’altra l’amministrazione della città. I lavori per l’inceneritore a Ugozzolo sono già iniziati con un cospicuo investimento degli imprenditori e dei comuni della zona. E, in attesa che il cantiere sia terminato, i rifiuti della città parmense vengono inviati negli inceneritori e nelle discariche di Reggio Emilia, il cui sindaco, Graziano Delrio, anche presidente dell’Anci, ha minacciato di bloccare i trasferimenti di rifiuti se l’inceneritore di Parma non sarà realizzato. Non solo; nel caso in cui venissero bloccati i lavori del temuto inceneritore ci sarebbe da pagare una penale di 180 milioni di euro, che non sono pochi soprattutto per un comune come quello di Parma già indebitato per 600 milioni di euro.
Ecco quindi che la politica, e il buon senso, si scontrano – per la prima volta e scommettiamo che non sarà l’ultima – con i proclami di Grillo e del Movimento 5 Stelle.
Se Pizzarotti decidesse di essere di parola, e di continuare una battaglia con la quale si è riempito la bocca in campagna elettorale, dovrà bloccare la costruzione dell’inceneritore e assumersi la responsabilità di portare al collasso il comune di Parma che sarebbe costretto a dichiarare il fallimento. E a questo punto avrà in piazza i cittadini parmensi che protestano contro un’amministrazione scapestrata che li ha costretti al default e ha tolto loro posti di lavoro, quantomai importanti in questo momento storico; oltre a ciò dovrà affrontare il problema, non da poco, di dove smaltire i rifiuti della città.
Se invece il grillino con il tricolore decidesse di fare il sindaco e scendere a compromessi con la politica, dovrà dimenticare che gli inceneritori sono portatori di cancro, tapparsi il naso e acconsentire alla costruzione della struttura. Accontenterà così l’Anci, i comuni e le casse dell’amministrazione, ma non potrà evitare che i suoi cittadini scendano in piazza per protestare contro l’inceneritore, l’incidenza di tumori nella città e una promessa elettorale non mantenuta.
Per ora il neo sindaco prende tempo, ai posteri l’ardua sentenza.