...non c'è nulla da provare, nulla da dimostrare, null'altro che un minimo di dignità (la massima parte è perduta). Lo dico con molto rincrescimento, senza voler esibire il senso del giusto, magari solo per riconoscermi capace di obiettività, che mi rendano merito.
Considerati i fatti, insistere nell'autodifesa rende più lunga, più penosa, un 'agonia ormai senza altra soluzione che una fine ingloriosa, ma, tale, a seguito di comportamenti inadeguati alla responsabilità di un Governatore, e della Lombardia.
Non c'è da sollevare polveroni sciocchi, infastidenti, inutili. Non ci sono complotti mondiali per colpire il centro del mondo, non ci sono attacchi studiati a smantellare la virtù politica della Lombardia, del suo massimo rappresentante politico.
Ci fosse pure una trama malevola, diabolica, con mire stravolgenti il sistema di governo della Lombardia, tutto questo non cancellerebbe il reato commesso. E a nulla rileva la constatazione che non si tratti di reato penale. E' un reato, quello commesso, il quale, in questa estrema confusione, rivoluzione, sociale, torna ad acquisire il giusto valore, e la giustissima condanna: il reato d'onore. L'onore compromesso dalla mancanza di sobrietà, di considerazione per il proprio ruolo, di rispetto per i propri cittadini amministrati che, forse, a Natale, hanno difficoltà a combinare un cenone che dia l'idea, almeno, del sentimento festivo. Mentre il loro Governatore, va a brindare a champagne e caviale, in isole tropicali.
Neppure ha significato, riduce il danno, l'evenienza che i favori goduti non abbiano significato agevolazioni particolari al munifico "amico", che non abbiano provocato malaffare. E' questione sempre di coerenza, di probità, di compostezza.
E comunque, non si può governare a vita. Quella è caratteristica dei regnanti...Mi dispiace.




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