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  1. #1
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    Predefinito Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    2012-05-18. Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro.

    L’ex presidente della BCE stima che l’Unione Europea deve poter gestire il budget di uno stato membro in caso di stallo.

    Jean-Claude Trichet ha proposto giovedì che l’Unione Europea possa gestire il budget di uno stato membro se essa constata la sua incapacità di mettere in ordine le proprie finanze, come parte delle misure da prendere per preservare l’Euro dalla crisi greca.

    L’ex presidente della Banca Centrale Europea, il cui mandato è terminato a novembre, propone, in assenza di un’unione federale politicamente difficile da attuare, l’attivazione di un meccanismo eccezionale, quando la politica fiscale di un paese minaccia l’insieme dell’unione monetaria.

    Jean-Claude Trichet ha fatto notare che gli elementi di questo meccanismo erano di fatto già in vigore, visto che i paesi membri avevano accettato, il patto fiscale europeo, sorvegliando i rispettivi budget e sanzionando i deficit eccessivi.

    Il prossimo passo, secondo l’ex capo della BCE, sarebbe di mettere un paese sotto amministrazione europea quando il suo governo o il suo parlamento non sono in misura di applicare delle politiche fiscali approvate dall’UE.

    Jean-Claude Trichet: Per salvare l’euro abolire la democrazia. | Rischio Calcolato

  2. #2
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    2012-05-18. Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro.

    L’ex presidente della BCE stima che l’Unione Europea deve poter gestire il budget di uno stato membro in caso di stallo.

    Jean-Claude Trichet ha proposto giovedì che l’Unione Europea possa gestire il budget di uno stato membro se essa constata la sua incapacità di mettere in ordine le proprie finanze, come parte delle misure da prendere per preservare l’Euro dalla crisi greca.

    L’ex presidente della Banca Centrale Europea, il cui mandato è terminato a novembre, propone, in assenza di un’unione federale politicamente difficile da attuare, l’attivazione di un meccanismo eccezionale, quando la politica fiscale di un paese minaccia l’insieme dell’unione monetaria.

    Jean-Claude Trichet ha fatto notare che gli elementi di questo meccanismo erano di fatto già in vigore, visto che i paesi membri avevano accettato, il patto fiscale europeo, sorvegliando i rispettivi budget e sanzionando i deficit eccessivi.

    Il prossimo passo, secondo l’ex capo della BCE, sarebbe di mettere un paese sotto amministrazione europea quando il suo governo o il suo parlamento non sono in misura di applicare delle politiche fiscali approvate dall’UE.

    Jean-Claude Trichet: Per salvare l’euro abolire la democrazia. | Rischio Calcolato
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  3. #3
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    Jean-Claude Trichet ha proposto giovedì che l’Unione Europea possa gestire il budget di uno stato membro se essa constata la sua incapacità di mettere in ordine le proprie finanze, come parte delle misure da prendere per preservare l’Euro dalla crisi greca.

    L’ex presidente della Banca Centrale Europea, il cui mandato è terminato a novembre, propone, in assenza di un’unione federale politicamente difficile da attuare, l’attivazione di un meccanismo eccezionale, quando la politica fiscale di un paese minaccia l’insieme dell’unione monetaria.
    Jean-Claude Trichet: Per salvare l’euro abolire la democrazia. | Rischio Calcolato
    Non centra niente se l'UE è o no uno Stato federale. Oggi mettere becco nelle decisioni fiscali o di bilancio di un Cantone svizzero sarebbe impensabile, ma farlo con uno Stato indipendente parte dell'UE sembra invece possibile.

    - - -

    UNIONE EUROPEA
    IL GIGANTE DAI PIEDI D'ARGILLA

    di GIANCARLO DILLENA - 25.05.2012
    L'attenzione concentrata sulla ricerca di vie d'uscita alla grave crisi finanziaria che scuote l'Europa tende a mettere in secondo piano alcuni nodi fondamentali della struttura e del funzionamento dell'Unione che sono alla base delle difficoltà che questa emergenza sta evidenziando. I problemi strutturali di questo complicato e fragile costrutto multinazionale sono noti da tempo. Risiedono nella debolezza della sua organizzazione politica, che non ha mai scelto una strada definita tra il modello del grande Stato unitario e quello dello Stato federale. L'uno è quello che ha caratterizzato storicamente l'emergere delle singole potenze europee e rimane un riferimento per più di un Paese dell'Unione (a cominciare dalla Francia, centralizzatrice per eccellenza). Una soluzione di questo tipo sarebbe però stata improponibile al momento dell'avvio dell'«unificazione» e ancora oggi, anche come obiettivo finale, suscita profonde (e probabilmente giustificate) diffidenze. L'alternativa federale, con un assetto rispettoso dei tempi e delle esigenze dei singoli Stati, ma nel contempo capace di esprimere decisioni forti e incisive sui temi veramente cruciali, sarebbe stata probabilmente la soluzione migliore. Ma è stata scartata, perché estranea alle culture politiche di troppi Paesi e quindi facile vittima delle diffidenze nazionali incrociate. Le quali - si vede bene oggi - continuano a determinare una dinamica conflittuale che mina le basi stesse della tanto ostentata quanto incerta «politica europea». Quest'ultima mostra bene tutta la sua debolezza sul fronte esterno, con una diplomazia fatta di molta apparenza e di poca sostanza. Il che non sorprende, poiché da sempre la credibilità di un attore della scena internazionale è intimamente legata alla sua capacità di esprimere una forza concreta, segnatamente sul piano militare. L'Europa, in questo senso, ha dimostrato di sapersi muovere davvero solo al traino degli Stati Uniti (e per giunta in ordine sparso, tra «special relationship» e sudditanza da una parte e aperte defezioni dall'altra).

    Priva di una solida struttura politica e quindi di una vera leadership unitaria, poco credibile e affidabile come interlocutore internazionale, l'UE ha quindi continuato ad affidarsi alla locomotiva economica, nella persistente convinzione (o speranza) che essa avrebbe col tempo trascinato con sé anche l'indispensabile consolidamento politico.
    Ciò che ha permesso, tra l'altro, di aggirare il problema centrale della scarsa democraticità di un processo tutto pilotato dall'alto, giustificato nel nome dei grandi ideali unitari e reso «digeribile» anche agli scettici attraverso il sistema delle «generose» sovvenzioni a innaffiatoio. Il che andava bene sia a una destra attenta soprattutto alle potenzialità del grande mercato unico, sia a una sinistra allettata dalla possibilità di estendere gli apparati assistenziali. E chi avanzava dubbi sulla validità di una istituzione capace di produrre soprattutto una burocrazia centrale sempre più invasiva e meno controllabile, veniva ammonito ricordando il «ruolo determinante» della UE nell'assicurare pace e stabilità al continente dopo il 1945 (tesi quanto mai discutibile, poiché sappiamo bene che a stabilizzare e compattare l'Europa occidentale fu in realtà soprattutto la Guerra Fredda). Ma finché la locomotiva economica tirava, il processo poteva continuare anche su queste basi.

    Se non che, all'affacciarsi della prima vera crisi, che ha investito in pieno quello che era considerato l'elemento portante (e vincente) del sistema UE, la moneta unica, la fragilità dell'edificio è riemersa in tutta la sua drammaticità. Che aspettarsi a questo punto? Le grandi crisi possono avere effetti devastanti, inutile nasconderselo. E anche se ciò non significa necessariamente un collasso generale, quanto sta avvenendo è destinato a lasciare un segno profondo. Questi travagli possono tuttavia anche rivelarsi salutari, se aiutano a riconoscere errori e debolezze e a correggerli. Il problema è di guardare in faccia alla realtà e affrontare finalmente i nodi centrali di un progetto europeo profondamente squilibrato. È cioè sulla statica dell'edificio che occorrerà intervenire subito dopo aver riportato sotto controllo l'incendio finanziario. Affrontando realisticamente le disfunzioni e i conflitti strutturali che, al di là della retorica unitaria, caratterizzano questo aggregato di Stati dagli interessi e dalle esigenze spesso assai divergenti. E lavorando ad un riassetto che permetta non le avventate fughe in avanti del passato ma un cammino più prudente, equilibrato e sicuro. Solo così potrà ancora avere un senso parlare di Unione europea. E se nel nostro piccolo restiamo dell'idea che sarebbe più saggio tornare a pensare ad una Confederazione europea, non ci facciamo illusioni. Per questo è forse davvero troppo tardi. Purtroppo.
    CdT.ch - Corriere del Ticino
    Ultima modifica di Halberdier; 29-05-12 alle 12:40

  4. #4
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    Citazione Originariamente Scritto da Zefram_Cochrane Visualizza Messaggio
    Con questa gente ci vuole la lotta armata, o il terrorismo.
    Sono peggio di Hitler e Stalin messi assieme, vanno eliminati.

  5. #5
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    2012-05-18. Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro.

    L’ex presidente della BCE stima che l’Unione Europea deve poter gestire il budget di uno stato membro in caso di stallo.

    Jean-Claude Trichet ha proposto giovedì che l’Unione Europea possa gestire il budget di uno stato membro se essa constata la sua incapacità di mettere in ordine le proprie finanze, come parte delle misure da prendere per preservare l’Euro dalla crisi greca.

    L’ex presidente della Banca Centrale Europea, il cui mandato è terminato a novembre, propone, in assenza di un’unione federale politicamente difficile da attuare, l’attivazione di un meccanismo eccezionale, quando la politica fiscale di un paese minaccia l’insieme dell’unione monetaria.

    Jean-Claude Trichet ha fatto notare che gli elementi di questo meccanismo erano di fatto già in vigore, visto che i paesi membri avevano accettato, il patto fiscale europeo, sorvegliando i rispettivi budget e sanzionando i deficit eccessivi.

    Il prossimo passo, secondo l’ex capo della BCE, sarebbe di mettere un paese sotto amministrazione europea quando il suo governo o il suo parlamento non sono in misura di applicare delle politiche fiscali approvate dall’UE.

    Jean-Claude Trichet: Per salvare l’euro abolire la democrazia. | Rischio Calcolato
    In pratica un colpo di stato
    Ultima modifica di C@scista; 29-05-12 alle 17:29

  6. #6
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    è quanto sta succedendo, e va benissimo così.

    d'altronde se per voi la "democrazia" è fare i buffi per pagare i forestali calabresi, ben venga la sua fine
    Ultima modifica di Feliks; 29-05-12 alle 17:49

  7. #7
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    è quanto sta succedendo, e va benissimo così.

    d'altronde se per voi la "democrazia" è fare i buffi per pagare i forestali calabresi, ben venga la sua fine
    va bene un corno: non esiste nessun trattato o nessuna norma internazionale o europea che autorizzi a commissariare da parte di un entità straniera (qualunque essa sia) un paese sovrano e democratico e il suo parlamento : farlo equivale ad una dichiarazione di guerra verso quel paese
    Ultima modifica di C@scista; 29-05-12 alle 18:13

  8. #8
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    La vedremo.
    "Io non intendo sostenere una moralità basata sull'evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci.", Richard Dawkins

  9. #9
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    Pazzesco: nell'Unione europea qualcuno sta pensando a ritirare fuori in nuove forme la vergognosa "dottrina Breznev dell'Unione sovietica sulla sovranità limitata" dei paesi europei in base alla quale i paesi che aderivano all'Urss potevano essere "commissariati" dall'alleanza se sgarravano (come in Ungheria nel 1956 o in Cecoslovacchia nel 1968)
    Ultima modifica di C@scista; 29-05-12 alle 18:18

  10. #10
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    Predefinito Re: Trichet propone di abolire la democrazia per salvare l’euro

    non ci saremmo dovuti arrivare, non abbiamo controllato la nostra classe politica e ora ci lamentiamo se ci trattano da barbari.
    non ci meritiamo la democrazia

 

 
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