Ferrara sfida l’Inter: "Pure noi tra le grandi"
di Domenico Latagliata

"Quando diventi allenatore della Juventus devi lottare per tutti i traguardi". Blanc: "Felipe Melo? Non è ancora ufficiale... Per ora ci bastano Diego e Amauri"

Torino - Officine Grandi Riparazioni di Torino. La stagione della Juventus è cominciata qui, ieri pomeriggio. In una struttura non scelta a caso, costruita a fine '800 e attrezzata per la manutenzione, il rinnovamento e la riparazione di locomotive o carrozze: successivamente dismesse, le Ogr sono state poi oggetto di un recupero architettonico e funzionale volto a trasformare l'edificio in un grande polo espositivo. Ieri, proprio qui, Juventus e Nike hanno deciso di presentare le nuove divise e di lanciare la propria sfida all'Inter e all'Europa. Con il sorriso stampato sulle labbra e un ottimismo per nulla celato, Blanc e Ferrara si sono comportati da padroni di casa ben felici di come sta procedendo anche il restyling della Signora. Vero che l'amministratore delegato non ha ufficializzato l'arrivo di Felipe Melo («Non è ancora tempo: oggi il Brasile è rappresentato da Diego e Amauri»), ma ormai si tratta davvero del segreto di Pulcinella: il centrocampista brasiliano lascerà la Fiorentina per la bella cifra di 25 milioni e si vestirà di bianconero. Tutti in contanti se Marchionni, contropartita tecnica gradita ai viola, dovesse rifiutare il trasferimento a Firenze («Abbiamo chiesto 200.000 euro in più rispetto allo stipendio che Marco prendeva a Torino, ma ci hanno risposto di no», ha detto ieri Bruno Carpeggiani, manager del giocatore).

«Ai nostri giocatori chiediamo di non mollare mai - ha detto Blanc -. È un comportamento che fa parte del nostro dna: vogliamo essere d'acciaio come lo siamo stati negli ultimi trentasei mesi, risalendo dalla serie B e arrivando fino al secondo posto in campionato. Lo sport è bello perché il campo riserva sempre delle sorprese: sarà lui a dire chi ha fatto meglio». Per la serie: l'Inter partirà ancora favorita ma la Juve - la cui prima maglia presenterà strisce bianconere più strette, ricordando la casacca indossata dai protagonisti del Quinquennio (cinque scudetti in fila tra il 1930 e il 1935) - c'è e vorrà esserci fino alla fine. Una Juve che, appunto, intende essere d'acciaio, come il colore della sua seconda maglia (striscia obliqua bianconera e pantaloncini neri). E se l'acciaio pare grigio e qualcuno storcerà la bocca, il riferimento storico zittisce tutti visto che lo spunto arriva dalla frase dell'avvocato Agnelli prima della finale di Champions contro l'Ajax, nel 1996: «Se loro sono una squadra di pittori fiamminghi, noi saremo dei piemontesi tosti».

Ferrara, dal canto suo, lancia la sfida: «Io voglio giocarmela alla pari con l'Inter e tutte le grandi d'Europa. Quando diventi allenatore della Juve, le responsabilità sono enormi ma non ci fai caso: è bello lavorare con giocatori di assoluto livello e lottare per i massimi traguardi. La pressione? Non la sento. Sono pienamente soddisfatto di quello che è successo finora sul mercato ed è mia intenzione cercare di non perdere nessuna partita, dalle amichevoli e fino alla Champions. Anche in passato non eravamo probabilmente i più forti sulla carta, ma abbiamo vinto tutto grazie al nostro carattere e alla nostra voglia: queste sono qualità che non perderemo mai». Diego, con la maglia numero 28 (in onore del suo compleanno, 28 febbraio, e del fatto che 8 + 2 fa dieci: numero però di proprietà di Del Piero) color acciaio, ascolta e dice quattro parole in croce in spagnolo: «Vorrei cominciare a giocare subito, ho davvero una gran voglia». Sarà lui l'uomo che dovrà rendere possibile il salto di qualità, il trequartista dai piedi buoni capace di segnare e far segnare. Il giocatore costato poco meno di 25 milioni, finora il maggiore investimento fatto dalla gestione Blanc: «Se hai i conti a posto, e noi li abbiamo, si possono fare operazioni di questo tipo - è il commento dell'ad bianconero -. Trovo giusto quello che ha detto il presidente dell'Uefa, Platini, sull'attenzione che si dovrebbe porre ai bilanci: noi siamo perfettamente in regola e, pur non essendo i soli, abbiamo già aperto la porta della prima squadra a tanti giovani cresciuti nel nostro vivaio. Questa è la strada: i campioni e i ragazzi fatti in casa».
Blanc non nomina mai Felipe Melo, però è chiaro nel dire che «se faremo un altro acquisto, il nostro mercato sarà da considerarsi chiuso». Si vedrà. Oggi, in ogni caso, si comincia sul serio: visite mediche in mattinata e poi trasferimento a Pinzolo, in Trentino. Allenamento pomeridiano e poi, in serata, primo bagno di folla per Diego: presentato in piazza, pronto a vendere sogni. I tifosi bianconeri non vedono l'ora di perdere la testa per lui.