Bondi, occupato a rifarsi la famiglia, da bravo cristiano cattolico, si è dimenticato di lavorare.
Fus: spettacolo ne chiede reintegro
Notizia del 1 luglio 2009 - 21:40
Anica, Agis, Cento Autori polemizzano con il governo
(ANSA) - ROMA, 1 LUG - Il mondo dello spettacolo polemizza con il governo contro il mancato reintegro del Fus (il Fondo unico per lo spettacolo). In particolare le associazioni di categoria Agis, Anica, Anac 100 autori denunciano che - mentre si accinge ad ospitare il G8, 'presentando l'Italia come il paese della cultura e dell'arte' - il Governo 'assesta un colpo micidiale alla cultura e all'arte italiane rifiutandosi di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio al Fus'.
http://magazine.libero.it/ansa/cinem...hp?id=11194070
"Il Consiglio dei ministri, rifiutando di adottare il decreto di parziale reintegro dei tagli operati al Fondo Unico dello Spettacolo ha perpetrato la scelta politica di messa in liquidazione della produzione culturale e dello spettacolo in Italia". Lo afferma in una nota il segretario generale della Slc Cgil, Emilio Miceli.
Il ministro Bondi, che da mesi ha promesso il reintegro del Fus, rassicurando le parti sociali e gli operatori del settore, dovrebbe trarne le debite conseguenze dimettendosi. Registriamo positivamente, anche se un po’ tardive, le posizioni di contrapposizione netta al non reintegro delle risorse assunte dalle associazioni datoriali e professionali.
"Siamo in piena emergenza - prosegue -: il colpo inferto all’occupazione nel settore ed alla stessa esistenza di enti e fondazioni è pesante e rischia di essere irreversibile. Prendiamo atto che, mentre nel paese si tenta di attutire i colpi all’occupazione attraverso l’approvazione di un decreto per sostenerla, si decide di infliggere un colpo durissimo all’occupazione nel campo della produzione culturale".
"Facciamo dunque appello alle organizzazioni datoriali e professionali - conclude - per rilanciare con grande forza iniziative che abbiano come obiettivo il reintegro delle risorse tagliate del Fus".
http://www.rassegna.it/articoli/2009...al-fondo-unico
Succede perciò che alla “Umberto” ci si aspettava presenza e risposta bypartisan , che scuotesse il dissolvimento di Berlusconi, lo spappolamento di Bondi, la durezza “lacrime e sangue” di Tremonti. Ricordando anche che il governo Prodi aveva riportato il Fus a 500 milioni di euro, ridotti dai successori a 300: che sono pari a metà dei 140 sborsati prima che arrivassero i messi per il fallimento di Catania. E ricordando che il testo Carlucci, integrato in commissione cultura, può rispondere a un’attesa di riordino dello spettacolo dal vivo che dura da trent’anni. E che erano state fatte solenni promesse a Napolitano, alla consegna dei David di Donatello. E che 200 mila persone lavorano in una miriade di piccole aziende ai bordi del diritto del lavoro, contro le poche grandi, specie liriche, con personale inflazionato oltre i limiti della clientela. E che la nuova legge sul Fus, pronta, ripeto, in commissione, se non ha i fondi che il Tesoro continua a negare, è carta straccia, una legge quadro per governi che non avranno mai voglia di dipingere il quadro: preferendo polenta e salama da sugo, come s’addice all’Italia celtica, dove i finanziamenti alla cultura (editoria e spettacolo) sono precipitati allo 0,1 del prodotto nazionale. Né serve “aprire” ai privati, come per gli enti lirici trasformati in fondazioni; giacché il privato finanzia solo se finanzia il pubblico, e se ci sono le detrazioni fiscali: modello “capitale d’avventura” made in Usa. Ma le detrazioni preferite in Italia sono quelle dei grandi evasori,ai quali si promette un altro “scudo” (il terzo) se riporteranno qualche manciata di euro nella penisola. E’ finanza creativa. Dispiace a Barbareschi e Carlucci quanto a De Biase, Giulietti, Ghizzoni, Granata, e altri amano lo spettacolo e pagano al botteghino. Forse, invece di convocare assemblee con Sms, occorrerebbe preparare una manifestazione popolare, migliaia di uomini e donne della cultura, sul ripristino dei livelli finanziari del Fus, sui finanziamenti aggiuntivi alla legge degli spettacoli dal vivo, sull’editoria, e, se necessario, anche per corsi serali di alfabetizzazione ai celti di governo.
http://www.articolo21.info/8706/noti...e-cultura.html
Il piano P2 procede.




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hefico:
