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  1. #1
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    Predefinito DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Lavoro, sì del Senato
    alla riforma Fornero


    La riforma del mercato del lavoro incassa il via libera del Senato con 231 sì e 33 no e passa all'esame della Camera che dovrebbe dare l'ok al testo entro fine giugno.

    Soddisfatto il governo, che rivendica il fatto di lavorare «per il bene dei giovani» senza preoccuparsi del «plauso» delle categorie. Il premier Mario Monti definisce gli esiti sono incoraggianti. La riforma del mercato del lavoro «è un tassello di un disegno più ampio» che punta a rilanciare la crescita, dichiara il ministro del Welfare Elsa Fornero, convinta che con le nuove regole anche sul fronte dei licenziamenti l'Italia si sia avvicinata agli «standard europei».

    Resta da affrontare il passaggio a Montecitorio. Il leader della Cgil, Susanna Camusso evidenzia «la necessità di modifica alla Camera» perché la riforma come è «non è ciò di cui questo Paese aveva bisogno, anche se qualche cosa positiva c'è».

    Per il governo: dovrà blindare il testo per evitare di rimettere in discussione l'intesa politica raggiunta? Non sarà facile far accettare a un ramo del Parlamento di fare da semplice 'notaio' e forse qualche piccolo spiraglio per alcune modifiche potrebbe essere lasciato aperto. L'esecutivo fa trapelare l'auspicio che la riforma vada in porto nel più breve tempo possibile (e quindi senza ulteriori modifiche): «Vedremo che fare. Viste le esortazioni sul piano internazionale - dice il ministro Fornero - auspico che anche alla Camera sia approvato in tempi brevi, in modo da metterci subito al lavoro per applicarlo».

    I senatori della maggioranza hanno votato quattro fiducie in neanche ventiquattro ore e dato l'ok al ddl nel suo complesso: «Abbiamo raggiunto - osserva il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro - una sintesi razionale e laica, costituzionale e riformista, e questo sarà utile all'Italia». Commento analogo dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che però invita il governo a non rimanere sordo alle critiche. Critiche come quelle di Confindustria, secondo il ministro Fornero, esprimono «una sostanziale sfiducia nei confronti dei giudici del lavoro», mentre l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi accusa il governo di essersi piegato ai «veti della Cgil» che si saldano a quelle, fatte con opposte motivazioni, dall'Italia dei Valori. «Ancora una volta - dice invece il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro - il governo fa pagare i costi ai più deboli. Per questo ci siamo opposti al Senato alla riforma del lavoro e ci opporremo anche alla Camera e nel Paese».

    Lavoro, sì del Senato<br>alla riforma Fornero - Economia - l'Unità
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Mercato del lavoro. Landini (Fiom): “Il 13 e 14 giugno due giornate di mobilitazione con presidi davanti al Parlamento”

    Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

    “Due giornate di mobilitazione: il 13 nei territori e il 14 giugno anche con presidio a Roma contro la riforma del mercato del lavoro, per la difesa dell'art. 18, contro l'assenza di politiche industriali, per le garanzie del futuro per i cosiddetti 'esodati', per la democrazia nei luoghi di lavoro e il Contratto nazionale.” Lo ha annunciato Maurizio Landini, Segretario generale della Fiom-Cgil, nel corso del suo intervento al direttivo dell'organizzazione del Veneto.

    “Tale decisione rispetta gli impegni votati dall'Assemblea nazionale dei delegati e delle delegate che si è svolta a Montesilvano il 10 e 11 maggio.”

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  3. #3
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Ddl lavoro: Camusso, il Paese non aveva bisogno di questa legge

    Il Segretario Generale della CGIL commenta negativamente il voto di oggi al Senato sul Ddl lavoro. Presidi della CGIL a Roma e davanti alle prefetture in molte città. La CGIL si appella ora alla Camera: servono modifiche al testo.

    Il Governo Monti aveva annunciato che con la riforma del lavoro si sarebbe data una risposta alla precarietà che affligge i giovani, ma per il Segretario Generale della CGILl tutto questo "non è avvenuto". "Hanno molto parlato di equità e continuiamo a non vederla - ha spiegato Camusso oggi pomeriggio a Bologna - i lavoratori e i pensionati pagano il prezzo più alto" per questo i sindacati hanno deciso di manifestare il 2 giugno, iniziativa poi rimandata al 16 giugno in segno di rispetto e solidarietà con le popolazioni coinvolte dal terremoto.
    Per il rilancio del Paese, sempre secondo Camusso, occorre che l'esecutivo trovi una soluzione su "fisco e lavoro, altrimenti questo paese continua a rimanere in zona recessione, senza prospettive di uscita dalla crisi".

    Prima del voto di fiducia al Senato, in mattinata la CGIL aveva organizzato a Roma, nei pressi del Senato, a piazza Vidoni, un presidio di protesta contro la decisione di ricorrere al voto di fiducia su un testo così importante e delicato.
    “Dispiace - ha detto Danilo Barbi, segretario confederale della CGIL intervenendo al presidio - il fatto che il governo si sia quasi approfittato della situazione d'emergenza determinata anche dal terremoto in Emilia per chiedere la fiducia al Ddl lavoro. Noi lanciamo un appello alle forze politiche e al Parlamento affinché si valuti attentamente cosa si sta facendo. E' proprio così necessario andare avanti con questo disegno di legge?”.
    “Ci sono buoni motivi per ripensarci – ha spiegato Barbi – perché oltre agli arretramenti evidenti che sono contenuti nel testo su cui è stata posta la fiducia (la parte sugli ammortizzatori sociali, ma non solo), si deve tenere conto che è cambiato tutto il contesto in cui questa legge si inserisce. Da quando è partita la discussione a oggi, molte cose sono cambiate in Europa: l'asse Merkel-Sarkozy è sicuramente superato e ora si tratta di costruire delle alternative alle politiche europee fin qui scelte”.

    “La crisi e la recessione che continuano e ora il dramma del terremoto – ha detto ancora Barbi – impongono una svolta, un profondo cambiamento delle politiche anche in vista del Consiglio d'Europa di fine giugno che dovrà prendere decisioni cruciali”.
    “Per questo per noi è sbagliato proseguire sulla strada del Ddl lavoro – ha concluso Barbi – un testo che si prospetta come un corpo legislativo frutto di compromessi, un pasticcio inestricabile, un groviglio legislativo che non risolve alcuni problemi (anche se ci sono state novità positive) e peggiora la situazione in molti punti: non c'è una riduzione reale delle forme di precarietà e già questo rende inverosimile pensare all'apprendistato (su cui pure noi in teoria siamo d'accordo) come asse centrale dell'accesso al lavoro; ma anche sulle tutele dai licenziamenti illegittimi solo l'opposizione della CGIL ha permesso di non aprire la strada totalmente ai licenziamenti facili. In ogni caso è certo che questo provvedimento aprirà un contenzioso legale infinito e quello che è più grave è che permetterà (nel combinato disposto con le riforma delle pensioni) alle imprese di ricorrere a una valanga di espulsioni dai luoghi di lavoro. Avremo una moltiplicazione biblica degli esodati”

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  4. #4
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Compagni che squallore. Questa squallida riforma passa al Senato e ora andrà dritta alla Camera, con 4 fiducie, peggio del peggior Berlusconi.

    qui potete scaricare il PDF

    http://www.pmi.it/wp-content/uploads...oro_Senato.pdf

    Ho studiato un pò il testo, la frase che scardina l'articolo 18 è nell'articolo 14 pagina 23 del PDF ("Tutele del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo")

    c'è un punto specifico dove è riportata tale frase "Può altresì applicare la predetta
    disciplina [il reintegro] nell’ipotesi in cui accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del
    licenziamento per giustifico motivo oggettivo".

    Questo passaggio è totalmente ambiguo, come si calcola la "manifesta insussitenza" ? Chissà quanti licenziamenti passeranno attraverso questa frase maledetta. VERGOGNA.
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    “Un passo indietro nella civiltà dei diritti. A spese dei giovani”
    giovedì 31 maggio 2012 | Nichi Vendola | 11 commenti

    Il voto di oggi al Senato rappresenta un passo indietro nella civiltà dei diritti del mondo del lavoro, precarizza ulteriormente il nostro mercato del lavoro, sfregia l’articolo 18 e non risponde alle giovani generazioni imprigionate nella precarietà esistenziale. L’asprezza della crisi sociale ed economica meriterebbe risposte forti e coraggiose, sia in termini di rilancio di politiche attive per il lavoro e di difesa e valorizzazione del patrimonio industriale, sia in termini di riqualificazione e irrobustimento del Welfare. Si va invece nella direzione contraria.

    Si sono illuse le giovani generazioni, in loro nome si è approvata una riforma che peggiora le condizioni dei precari, delle partite iva e dei lavoratori autonomi, lasciati senza sostegno al reddito e distruggendo il poco welfare rimasto.

    Il dogmatismo ideologico dei liberisti al governo rifugge dal confronto con la realta’ e impone scelte che stanno aggravando la crisi del Paese. Al dramma della disoccupazione crescente si risponde con i licenziamenti facili. Una volta aperto quel varco nel settore privato, di conseguenza si reclama la liberta’ di licenziamento anche nel pubblico.

    La questione sociale riesplode in forme di dilatazione quotidiana dell’area della poverta’, e a questo si replica implementando il prelievo diretto e indiretto dai ceti medio-bassi. Tutto nel nome della cosiddetta Europa, intendendo per Europa nulla che somigli ad un processo di legittimazione democratica, nulla che dimostri consapevolezza per i rischi di rottura della coesione sociale e per i conseguenti rischi di collasso della civilta’ europea.

    Penso che siamo molto vicini al punto di fusione tra rottura sociale e crisi democratica: spero che la politica sappia intendere l’estrema drammaticita’ di questo passaggio davvero storico e soprattutto sappia offrire una risposta capace di evocare un’alternativa credibile e capace di dare speranza a un’Italia ferita e spesso persino disperata.

    Nichi Vendola

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  6. #6
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    e quindi, il danno oramai è stato fatto..
    è curioso comunque come questa legge alla fine scontenti un po' tutti, dai lavoratori ai sindacati alle imprese stesse (ovviamente non per gli stessi motivi, ma non ce n'è uno che dica "buona legge")
    da quel che sapevo io, un buon compromesso è quello che accontenta un po' tutti, non che li scontenta
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  7. #7
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    e quindi, il danno oramai è stato fatto..
    è curioso comunque come questa legge alla fine scontenti un po' tutti, dai lavoratori ai sindacati alle imprese stesse (ovviamente non per gli stessi motivi, ma non ce n'è uno che dica "buona legge")
    da quel che sapevo io, un buon compromesso è quello che accontenta un po' tutti, non che li scontenta
    quel buffone di Sacconi che voleva ancora di più non ha votato, pessimo! La Lega che vota contro poi non ne parliamo... ho seguito le dichiarazioni dei capigruppo oggi su rai2, solo Belisario dell'IDV è stato decente, la Finocchiaro ha detto una marea di cazzate del tipo che questo è un buon compromesso "laico-riformista". E che cazz@ significa ?
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  8. #8
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Citazione Originariamente Scritto da SteCompagno Visualizza Messaggio
    quel buffone di Sacconi che voleva ancora di più non ha votato, pessimo! La Lega che vota contro poi non ne parliamo... ho seguito le dichiarazioni dei capigruppo oggi su rai2, solo Belisario dell'IDV è stato decente, la Finocchiaro ha detto una marea di cazzate del tipo che questo è un buon compromesso "laico-riformista". E che cazz@ significa ?
    ma vabbè, devon dire qualche cazzata per giustificarsi con i propri elettori. se poi li continuano a votare, c'è poco da fare. voglio vedere ai primi effetti reali come si incazzeranno, ma allora sarà sempre troppo tardi..
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  9. #9
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    chiacchiere politichesi a parte, mi sembra che ormai la Cgil si sia rassegnata all'idea e persino la Fiom abbia rinunciato all'arma dello sciopero di categoria. altra sconfitta su tutta la linea del movimento operaio, o di quel che ne resta. ora toccherà sperimentare sulla nostra pelle nei prossimi 2-3 anni il magico effetto che fa...
    ART.18: BALUARDO DI GIUSTIZIA E CIVILTA'

  10. #10
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    Predefinito Re: DDL Lavoro passa al Senato, manomesso l'articolo 18

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    da quel che sapevo io, un buon compromesso è quello che accontenta un po' tutti, non che li scontenta
    Dipende dal loro livello di avidità, se vogliono tutto un compromesso chiaramente non glielo dà e sono scontenti. In ogni caso la legge sul lavoro andava riformata, la rigidità è un male che favorisce solo il lavoro nero e il precariato in realtà non si combatte con i decreti ma con la crescita economica. Con le leggi della flessibilità in entrata il tasso di disoccupazione si è ridotto dal 12% degli anni '90 al 6% di prima della crisi e questo nonostante la stagnazione subita dal 2001 al 2008. Senza la flessibilità quei lavoratori sarebbero stati assunti a nero o non assunti, ragion per cui la loro condizione sarebbe stata ben peggiore. Il famoso art. 18 è solo una bandiera, la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani non ne è coperto e per tutelare i sindacati sono sufficienti le clausole antidiscriminazione.
    "la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)


 

 
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