La Cgil: «Chieste liberatorie da sisma»
Squinzi: «La sicurezza al primo posto»
Il sindacato cita un documento di un'azienda di Carpi, che smentisce e minaccia le vie legali
BOLOGNA - «Un dramma nel dramma», lo definisce Antonio Mattioli, responsabile delle Politiche industriali della Cgil dell'Emilia-Romagna. Secondo la denuncia del sindacalista, ci sarebbero aziende nelle aree terremotate che, pur di riprendere al più presto l'attività produttiva, avrebbero cercato «di bypassare l'ordinanza della Protezione civile, facendo firmare ai lavoratori liberatorie individuali».
«Non ci sono aggettivi per giudicare un atteggiamento del genere, se non quelli della irresponsabilità e dell'indecenza», commenta Mattioli, assicurando che casi simili saranno segnalati alla Procura. Come esempio il sindacalista porta un documento in cui la Forme Phisique di Carpi, in provincia di Modena, scrive: «Ciascun dipendente che ritiene opportuno continuare a svolgere la propria attività libera la proprietà da qualsiasi responsabilità penale e civile».
«Nessuno dei dipendenti ha firmato nulla», smentisce l'azienda, rappresentata dai consulenti del lavoro dello studio Bergonzini Cosetta. «Bastava leggere meglio quella lettera - dicono dalla Forme Phisique - per capire che non era riferita alla proprietà dell'azienda ma a quella dello stabilimento (l'azienda è in affitto, ndr). Noi dopo i danni subiti dal terremoto abbiamo richiesto una perizia per l'agibilità e abbiamo tenuto una riunione con i nostri dipendenti. Tra l'altro era stata la stessa proprietà a proporre di affittare alcuni container per lavorare all'esterno ma i lavoratori hanno deciso di rimanere nello stabile. A loro sono stati consegnati i documenti della perizia e quella lettera che, evidentemente, è stata male interpretata. Ripetiamo che nessuno ha firmato nulla e sono stati gli stessi dipendenti allibiti a chiederci di smentire. Chiaramente adesso stiamo valutando di tutelarci in sede legale».
Del caso ha parlato anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: «Stiamo facendo approfondimenti. La notizia mi ha stupito, dalla discussione fatta quando siamo stati lì non è emerso nulla in questo senso».
Ribadisce l'importanza della riapertura solo in sicurezza il numero di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Certamente, io ho sempre detto che bisogna ripartire subito, ma in sicurezza. La prima considerazione deve essere la sicurezza».
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